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i miei libri



Extra Omnes
L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi

Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis




Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Ven, 18/04/2008 - 12:36

Questo fine settimana sarò in quel di Gubbio: sono stata invitata a presentare il libro di un'amica giornalista, Manuela Minelli. Si intitola C'è odore di cuore, l'editore è Giraldi, e la presentazione si terrà alle 18 del 19 aprile presso la Biblioteca Comunale Sperelliana con il patrocinio della Commissione Pari Opportunità del Comune di Gubbio. Ringrazio Arturo Fabra, il Noc (Napo Orso Capo, ovvero Doc per antonomasia, che si è preso cura della mia colica renale nei giorni scorsi, rimettendomi in piedi, pronta a partire per Sanremo), ossia l'organizzatore di tutto nonché colui che ha pensato di coinvolgermi in questa splendida iniziativa, e ringrazio la felinomane Manuela, con la quale - sono certa - avremo un sacco di cose da raccontarci durante il viaggio in treno.

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Inserito da Woland il Ven, 06/10/2006 - 17:45

«Si attraversa il Tevere passando per Ponte Milvio - si arriva alla Porta del Popolo, proprio alla fine di Via Flaminia - e finalmente si entra a Roma. Il cuore del viaggiatore si arresta dall'emozione - anche il cuore dell'umanità si arresta, ma a causa di un'emozione ben diversa...» [1]

Lady Morgan [2] arrivò a Roma nel dicembre del 1819 e soggiornò in Via dell'Agnello: il suo arrivo provocò agitazioni e timori all'interno dei vertici dello Stato della Chiesa, tanto che il Papa fu costretto a farla pedinare durante tutti i suoi spostamenti. La Roma che si presentò agli occhi di Lady Morgan era ben diversa dalla città che fino a due secoli prima dominava incontrastata sul mondo; la scrittrice irlandese detestava ciò che essa rappresentava, ovvero l'alleanza tra Trono e Altare, che nello stato della chiesa trovava la sua più spregevole incarnazione. L'aspetto esteriore di Roma non faceva che confermare il suo estremo grado di corruzione: «Poiché la stessa Roma, ora, non è altro che l'immondezzaio di quel mondo di cui una volta era padrona».

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