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i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

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compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Mar, 03/06/2008 - 18:50


Scoprendo l'acqua non già calda, ma bollente, il dirigente scolastico Giovanni Pacchiano ha scritto su 24ore che questo libro non è il Ritratto dell'artista da cucciolo di Thomas. Ma difatti. Non gliene importa niente, al D'Amicis, né di Thomas né di Joyce. I suoi benestanti contro cafoni sono ragazzi collocati per comodità a metà 70s, ma in effetti fuori dal tempo. Il Maligno (in origine, Francisco Marinho, terzino puttaniere del modesto Brasile '74, oscurato dal grande Grezgorz Lato nella finale per il 3zo posto) è una gran voce narrante del vuoto di mesi passati in un'inesistente, marinaresca Fortezza Bastiani del Salento. Poche, quasi nulle le ragazze: ma non era così, bauscioni, fratelli, popol mio, anche nell'ubertoso Nord? 

[L'autore della recensione - schivo e riservato - si nasconde dietro lo pseudonimo del grande Stig Dagerman, di cui vedete una foto qui in alto, e pubblicato in Italia da Iperborea. P.S.: nell'originale in word le righe erano precisamente 10. L'impaginazione del blog ne ha incautamente modificato il numero. Gaja]
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Inserito da Gaja il Gio, 29/05/2008 - 16:37


[[L'autore della recensione - schivo e riservato - si nasconde dietro lo pseudonimo del grande Stig Dagerman, di cui vedete una foto qui in alto, e pubblicato in Italia da Iperborea.]









Gli interessi in comune
(di Vanni Santoni, Milano, Feltrinelli, 2008, pagg. 269, 13 euro: troppo pochi) sono quelli di una sottospecie di compagnia e/o gang maschile dell'ignota provincia toscana, da metà 90's al 2005. 10 anni scanditi in 23 capitoli, la metà circa dei quali dedicati a sostanze psicotrope – che sono poi i veri interessi in comune, ben oltre le molto eventuali amicizia sesso studi e roba così. Sarebbe un Trainspotting fuori tempo massimo se il Santoni non fosse di Montevarchi e non lavorasse a Firenze. Il punto forte di questo romanzo-non-generazionale è quindi, per ragioni geografiche, una lingua scintillante, psichedelica e insieme melodiosa come un quadretto del Lorenzo Viani buonanima. Bel libretto, specie considerando che l'autore ha 30 anni e fa il giornalista.


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Inserito da Gaja il Lun, 05/05/2008 - 17:47
[si parla di Biondo 901, sorprendente romanzo di Alessandro Zannoni - la cui copertina fa bella mostra di sé a destra - edito da Perdisa nella collana Babele Suite, diretta dal grande Luigi Bernardi. Alessandro non è alla sua prima pubblicazione, ma questa è senz'altro la migliore. Cliccati sui relativi link per vedere l'immagine di copertina ingrandita oppure per visitare il sito della casa editrice. G.C.]


di Stig Dagerman

[L'autore della recensione - schivo e riservato - si nasconde dietro lo pseudonimo del grande Stig Dagerman, di cui vedete una foto qui a sinistra, e pubblicato in Italia da Iperborea. Piccola precisazione: a causa dell'impaginazione del blog le righe sono nove. Ma nell'originale in word erano incontestabilmente undici. Parola mia.]


Già il formato è invitante: maneggevole, minuto, benissimo rilegato, 119 pagg. numerate con font che si legge senza occhiali. La storia prende da subito: il ritmo della prosa è serrato, 4/4 con metronomo a 120 al quarto. La colonna sonora è un hard bop fine 50s, bandleader un sassofonista molto buono ma non eccelso, tipo Dexter Gordon. La storia ha almeno due punti di vista (uno di donna venuta dall’Est, bella e dannata), quattro attori in scena e una voce narrante maschile di virilità secca credibile malinconica. Thriller, romanzo d’amore, noir? Tutto questo e un filo d’altro ancora. Libro migliore dello Zannoni, notevole il disegno di Onofrio Catacchio in copertina. 
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Inserito da Gaja il Mer, 16/01/2008 - 19:12

Stig Dagerman[Con questa recensione inauguriamo una nuova rubrica dal titolo: Quindici righe, e poi più. L'autore - schivo e riservato - si nasconde dietro lo pseudonimo del grande Stig Dagerman, di cui vedete una foto qui a sinistra, e pubblicato in Italia da Iperborea. Non credo sarà semplice indovinare di chi si tratta]

di Stig Dagerman

La Grazia di questo Il calcio di Grazia, (di Giuliana Olivero, Milano, Baldini&Castoldi, 2004 [ma 2005]) è una ragazzina innamorata del folbèr e dapprima d'uno degli ultimi suoi dèi: Michel Platini. L'amore è di ragazzina, appunto, e non trova corrispondenza. Al novarese di Francia fanno seguito Sergione Brio, Pasquale 'o animale Bruno e, trait-d'union di tutti questi, l'allenatore e rinomato fintoprete Francesco Guidolin. Del campionatopiùbellodelmondo, Grazia conosce e racconta bene tutti i dietro le quinte: i ritiri, gli alberghi, gli arrivi in corriera, le goliardate da bèttola. È lasciva, si dà - toute proportion gardée - come una Moll Flanders resettata, però ha lo sguardo intonso di una principessa Myškina. Libro inconsuèto, da consumarsi e commentarsi con Roberto e Graziella, mangiando robiola piemontese accompagnata da un perfetto Eresia (azienda Bricco Giubellini, di Gigi Garanzini e Maria douceur Bianucci). E poi dite se Antonio Silva non è grande, fi'. 


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