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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Inserito da Gaja il Lun, 29/03/2010 - 12:44

Buongiorno, vorrei anzitutto chiederle qual è stato il percorso professionale che l’ha portata a divenire editor in una casa editrice.

Ho imparato a fare editing nelle case editrici in cui ho lavorato. Ho avuto e ho tuttora dei maestri, naturalmente, che mi hanno insegnato - e dai quali imparo di continuo - come leggere un testo e come mettermi al suo servizio. L'editing che intendo io non è invasivo ma sempre rispettoso dell'autore e della storia. L'editor, a mio avviso, è l'interfaccia privilegiata tra scrittore e lettore: ha una responsabilità. E non deve riscrivere, né stravolgere la natura di ciò che legge. Deve - dovrebbe - aiutare l'autore a "costruire" il miglior libro possibile nel miglior modo possibile.

Esistono un percorso standard o canali privilegiati oppure ritiene che vi siano più possibilità per diventare un editor?

Credo ci siano vari modi per diventare editor: studiare, frequentare i master per l'editoria, "farsi le ossa" nelle case editrici. Ma la caratteristiche fondamentali dalle quali chiunque voglia accostarsi a questa professione non può prescindere sono il talento, l'obiettività e la sensibilità. Anche in questo caso, la disciplina senza il talento è inutile. Viceversa, il talento utilizzato senza possedere basi solide [che corrispondono allo studio, alla lettura e soprattutto all'amore senza pregiudizi nei confronti di quanto è letteratura] rischia di produrre danni incalcolabili nonché deliri di onnipotenza. Ed è esattamente ciò che penso anche di chi si avvicina alla scrittura.

Come è in concreto la sua giornata lavorativa? Quali sono le sue specificità imprescindibili? 

Attualmente mi sto dedicando alla stesura del mio quarto romanzo. Il terzo è in lettura. Cerco di approfittare del tempo che intercorre tra una traduzione e l'altra, perché il mestiere che mi dà da sopravvivere è, per l'appunto, la traduzione editoriale di libri [romanzi e saggi] dall'inglese.

Nel mondo editoriale vede più merito rispetto al “sistema” Italia o reputa invece che il pensiero comune dell’amata raccomandazione sia purtroppo la via più comune? Quali percentuali fra le due? 

Credo che l'editoria sia, come quasi tutti gli altri ambiti lavorativi, lo specchio del "sistema" Italia.
Il che non significa che io sia rassegnata o guardi con indifferenza ad alcune inspiegabili pubblicazioni. Anzi. Non ho perso la facoltà di scandalizzarmi e di indignarmi. Chi mi conosce sa bene quanto io sia drastica, severa e molto poco democratica nei confronti di chi - semplicemente - sporca le pagine con segni che somigliano a parole senza avere la benché minima idea di cosa significhi scrivere. Con ogni probabilità - anzi, è pressoché sicuro - non ha nemmeno la benché minima idea di cosa significhi leggere. Le due cose sono strettamente collegate: l'una è consequenziale all'altra.
La carica di significati, il bagaglio di nomi - e ciò che essi rappresentano nell'inconscio collettivo - che si porta dietro una definizione simile, mi rendono molto circospetta quando sento qualcuno riferirsi a sé come "scrittrice" o "scrittore". Io stessa stento a pensare a me in questi termini, eppure ho pubblicato due libri. Ma basta pubblicare per essere ritenuti tali? Basta scrivere in un italiano corretto per poter pensare di "saper scrivere"?
Una volta Elisabetta Bucciarelli mi disse: «Io preferisco usare la parola "scrivente"». Ho trovato questo "escamotage" splendido e molto opportuno.
Per tornare alla tua domanda: credo che non sia possibile determinare una percentuale. Ma sono del parere che, alla lunga, il talento e la determinazione, facciano la differenza e vengano premiati. La fortuna è importante, certo, ma va cercata. E certi eventi non accadono mai per caso, e mai per pura "fortuna".

Se crede nel merito, quali sono le sue azioni quotidiane per favorirlo?

Cerco di svolgere al meglio le attività nelle quali sono impegnata.
Se credo nel merito di qualcuno, faccio di tutto per promuoverlo.

Che cosa stima in uno scrittore esordiente e che cosa invece detesta?

Stimo la qualità letteraria e l'autenticità di un libro e detesto l'approssimazione - sia negli esordienti che negli autori affermati.
Dopodiché, bisognerebbe mettersi d'accordo sul reale significato di "scrittore" [come ho accennato nella risposta precedente].

Che cosa pensa delle case editrici a pagamento?

Che sono da evitare come la peste. Non sono editori, ma tipografi, opportunisti, gente che di libri non capisce niente, che non è mossa dall'amore per la letteratura ma spinta solo dall'ingenuità di alcuni cui fanno baluginare davanti agli occhi il miraggio della pubblicazione.
Non cadete in queste trappole!
Le case editrici *serie* investono sull'autore soldi, tempo ed energie per promuoverne l'opera. Perché sono le prime a crederci.
Le "case editrici" a pagamento stampano poche copie del libro [senza una vera scrematura a monte né una correzione di bozze, pubblicando dunque obbrobri illeggibili, sia dal punto di vista contenutistico che da quello squisitamente redazionale] e, in alcuni casi, propongono un "acquisto copie" all'autore. Senza muovere un dito per promuoverlo.
Sono truffatori. Sono il nulla.

Un consiglio a chi vorrebbe intraprendere l’attività di editor.

Leggere. Leggere. Leggere.
Studiare. Studiare. Studiare.
Provarci.
Avere l'umiltà di riconoscere i propri limiti, nel caso il sogno non si avverasse per demeriti propri.
Avere la costanza di perseguire il sogno, se si è spinti dalla passione e dal talento.
Non sono consigli diversi da quelli che darei a chiunque volesse scrivere o tradurre.


Inserito da Gaja il Lun, 08/03/2010 - 13:18

Qualche giorno fa, Marilù Oliva, autrice del bel Repetita [Perdisa], ha chiesto a un gruppo di amiche e amici scrittori di mandarle un brano tratto dai loro romanzi e centrato su un personaggio femminile.


C'è anche la mia Sara, del Cerchio.
Molti dei libri citati nel post di Marilù li ho letti e lasciati andare. Alcuni li ho decisamente amati, riletti e tenuti con me. 

Trovo davvero interessante questo omaggio alle donne letterarie di Marilù Oliva
Leggetelo.


Inserito da Gaja il Lun, 01/02/2010 - 13:09

Un giorno, tra i commenti a una nota letteraria su Facebook [credo uno dei celebri e preziosi Ce ne fossero di Paolo Melissi, aka Melpunk, per i frequentatori della rete], è nata un'idea, sostenuta dallo stesso Paolo e dalla scrittrice Francesca Mazzucato.

Ho aderito con entusiasmo. 

L'antologia Lunatica uscirà la prima metà di febbraio, sarà pubblicata con Lulu, i proventi andranno tutti alla Fondazione Francesca Rava NPH [www.nphitalia.org]. La copertina è stata realizzata da Donatella D'Angelo.

I partecipanti [e quanti auroralici, che meraviglia questi intrecci di creatività!] sono:

Francesca Mazzucato
Mangino Brioches [Anna Mallamo]
Anna Costalonga
Eva Carriego [Lina Dettori]
Gaja Cenciarelli
Biljana Petrova
Angela Scarparo
Harry Powell
Andrea Ponso
Jacopo Masini
Paolo Melissi
Sabrina Campolongo
Andrea Bruni
Luciana Viarengo
Mariella Soldo
Laura Costantini
Paola Presciuttini
Carmine Mangone
Cristiana Morroni
Nina Maroccolo
Donatella D'Angelo
Graziano Cernoia
Gianluca Chierici
Isabella Borghese

Sono davvero felice di aver partecipato. Ringrazio tutti per l'impegno e la passione. So cosa significa e Paolo, Francesca e Donatella hanno davvero fatto faville. Ora tocca a noi: compriamo e consigliamo questa antologia. È bella e lo merita, per più di un motivo.


Inserito da Gaja il Mar, 26/01/2010 - 16:43

Ci sono libri che detesti fin dalle prime righe, li detesti fino alla nausea, fino alla repulsione.
Ci sono libri che ti fanno pensare: «Bene, diamogli una possibilità». Qua e là trovi uno sprazzo di acume e ti imponi di provare affetto. Fai scattare l'istinto di protezione, lo prendi e per mano e ti fai guidare.
Ci sono libri che ami fin dalla prova di traduzione: e preghi, dentro di te, di poterli tradurre. Perché sai già che sono "tuoi", che fanno parte di te, che le sue parole sono le tue, che vuoi vivere in quel mondo, bere e mangiare di loro, metabolizzarne le sostanze nutritive.
La verità a proposito di Celia, di Kevin Brockmeier, appartiene all'ultimo gruppo di libri.

Questo è il link: http://libri.terre.it/libri/collana/0/libro/258/La-verità-a-proposito-di-Celia

Kevin Brockmeier ha dato vita al suo capolavoro. Un romanzo che è una scatola cinese, un libro nel libro. Il protagonista è, infatti, uno scrittore di successo. Quando la figlia Celia, di sette anni, scompare nel nulla, Christopher Brooks si arrocca nelle sue storie fantasy, incapace di sopportare il senso di colpa e il fallimento del suo matrimonio.

E le storie che inventa sono autentici gioielli. Luminosi, indimenticabili. Dolorosi, certo. Ma anche pieni di allegria e ironia e speranza. Storie talmente incredibili da poter essere vere, sorrette da una scrittura arguta, limpida e, a tratti, lirica.

Un romanzo splendido.
Sono sempre stata convinta che la letteratura - i bei libri - siano una (la?) salvezza.

Traducevo questo libro mentre mia madre stava male. È morta mentre ero nel mezzo del cammin. Ho inviato la traduzione in grande ritardo. Problemi, guai, una reazione a catena infinita.

In tutto questo disastro, due piccoli grandi miracoli: un libro meraviglioso. Ogni mattina era come l'abbraccio di un amico. "Sono qui. Sono una goccia di bellezza nel buio".
E una redazione altrettanto meravigliosa.
Voglio ringraziare pubblicamente Terre di Mezzo nella persona di Davide Musso: paziente, comprensivo, generoso. Attento.
Grazie, Davide. Ce ne sono pochi come te, con la tua umanità.

E sono particolarmente felice di aver tradotto un romanzo per una casa editrice come Terre di Mezzo. Ho scritto recensioni su due romanzi pubblicati da Terre qualche anno fa. Sono rimasta impressionata dalla qualità: li ho amati moltissimo. Poi è toccato a me tradurne uno ed è stata un'esperienza stupenda.
Quindi insisto: comprate La verità a proposito di Celia, leggetelo, regalatelo, scrivetene, se potete. Merita.


Inserito da Gaja il Dom, 24/01/2010 - 10:54

Qualche giorno fa, su «La Stampa» ho letto questo articolo, che vi riporto integralmente.
L'immagine a corredo dell'articolo è una foto di Stieg Larsson, scrittore svedese scomparso nel 2004.

Marsilio chiude un anno da record e rileva catalogo e marchio Sonzogno

Il presidente Cesare De Michelis: «Puntiamo al pubblico giovane»
VENEZIA
Svolta nell'editoria. La Marsilio ha rilevato il marchio e il catalogo Sonzogno dalla Rcs libri, «acquisendo» spiega l'editore in una nota «quello che probabilmente è il più antico e popolare marchio editoriale italiano».

L’impegno di Marsilio è di rilanciare la Sonzogno con un nuovo programma, la definizione del quale è stata affidata a una giovane ma affermata editor, Patricia Chendi, che viene da Sperling & Kupfer. L'acquisizione arriva subito dopo la chiusura di un anno record: nel 2009 Marsilio ha piazzato i suoi volumi ai primi tre posti della classifica dei più venduti in assoluto. La protagonista principale dell'exploit è l’intera "Millennium trilogy" di Stieg Larsson, il giallista svedese autore di "Uomini che odiano le donne". Il successo di questa trilogia ha impresso una fortissima crescita al fatturato di Marsilio, collocando la casa editrice veneziana, i cui soci sono il gruppo Rcs, la famiglia De Michelis e la fondazione di venezia, tra le prime sette per quota di mercato in Italia (guadagnando decine di posizioni rispetto all’anno precedente nella classifica Nielsen Bookscan).

Il presidente di Marsilio, Cesare De Michelis, annuncia con soddisfazione «la nuova sfida della casa editrice, che punterà a coinvolgere un pubblico giovane, moderno e femminile, offrendo gli strumenti per affrontare divertendosi il mondo nuovo che cambia con grande velocità senza dimenticare però la tradizione della scrittura femminile che ha accompagnato la rivoluzione dei costumi, a partire dalla intramontabile Liala, certo l’autrice presente con il maggior numero di titoli nel catalogo Sonzogno».

Inserito da Gaja il Mar, 19/01/2010 - 14:25

Azimut: inizia il conto alla rovescia.




La splendida immagine che vedete è opera di Adriana Merola, alias Lady Azimut.


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