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login utente navigazione i miei libri compagni di viaggio Margot
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Inserito da Gaja il Lun, 08/03/2010 - 13:18
Il risultato potete leggerlo qui: http://mariluoliva.splinder.com/post/22363276/festa+delle+donne Oppure qui: http://www.thrillermagazine.it/rubriche/9465/ C'è anche la mia Sara, del Cerchio. Molti dei libri citati nel post di Marilù li ho letti e lasciati andare. Alcuni li ho decisamente amati, riletti e tenuti con me. Trovo davvero interessante questo omaggio alle donne letterarie di Marilù Oliva. Leggetelo.
Inserito da Gaja il Lun, 01/02/2010 - 13:09
Un giorno, tra i commenti a una nota letteraria su Facebook [credo uno dei celebri e preziosi Ce ne fossero di Paolo Melissi, aka Melpunk, per i frequentatori della rete], è nata un'idea, sostenuta dallo stesso Paolo e dalla scrittrice Francesca Mazzucato.Ho aderito con entusiasmo. L'antologia Lunatica uscirà la prima metà di febbraio, sarà pubblicata con Lulu, i proventi andranno tutti alla Fondazione Francesca Rava NPH [www.nphitalia.org]. La copertina è stata realizzata da Donatella D'Angelo. I partecipanti [e quanti auroralici, che meraviglia questi intrecci di creatività!] sono: Mangino Brioches [Anna Mallamo] Anna Costalonga Eva Carriego [Lina Dettori] Gaja Cenciarelli Biljana Petrova Angela Scarparo Harry Powell Andrea Ponso Jacopo Masini Paolo Melissi Sabrina Campolongo Andrea Bruni Luciana Viarengo Mariella Soldo Laura Costantini Paola Presciuttini Carmine Mangone Cristiana Morroni Nina Maroccolo Donatella D'Angelo Graziano Cernoia Gianluca Chierici Isabella Borghese Sono davvero felice di aver partecipato. Ringrazio tutti per l'impegno e la passione. So cosa significa e Paolo, Francesca e Donatella hanno davvero fatto faville. Ora tocca a noi: compriamo e consigliamo questa antologia. È bella e lo merita, per più di un motivo.
Inserito da Gaja il Mar, 26/01/2010 - 16:43
Ci sono libri che detesti fin dalle prime righe, li detesti fino alla nausea, fino alla repulsione.Ci sono libri che ti fanno pensare: «Bene, diamogli una possibilità». Qua e là trovi uno sprazzo di acume e ti imponi di provare affetto. Fai scattare l'istinto di protezione, lo prendi e per mano e ti fai guidare. Ci sono libri che ami fin dalla prova di traduzione: e preghi, dentro di te, di poterli tradurre. Perché sai già che sono "tuoi", che fanno parte di te, che le sue parole sono le tue, che vuoi vivere in quel mondo, bere e mangiare di loro, metabolizzarne le sostanze nutritive. La verità a proposito di Celia, di Kevin Brockmeier, appartiene all'ultimo gruppo di libri. Questo è il link: http://libri.terre.it/libri/collana/0/libro/258/La-verità-a-proposito-di-Celia Kevin Brockmeier ha dato vita al suo capolavoro. Un romanzo che è una scatola cinese, un libro nel libro. Il protagonista è, infatti, uno scrittore di successo. Quando la figlia Celia, di sette anni, scompare nel nulla, Christopher Brooks si arrocca nelle sue storie fantasy, incapace di sopportare il senso di colpa e il fallimento del suo matrimonio. E le storie che inventa sono autentici gioielli. Luminosi, indimenticabili. Dolorosi, certo. Ma anche pieni di allegria e ironia e speranza. Storie talmente incredibili da poter essere vere, sorrette da una scrittura arguta, limpida e, a tratti, lirica. Un romanzo splendido. Sono sempre stata convinta che la letteratura - i bei libri - siano una (la?) salvezza. Traducevo questo libro mentre mia madre stava male. È morta mentre ero nel mezzo del cammin. Ho inviato la traduzione in grande ritardo. Problemi, guai, una reazione a catena infinita. In tutto questo disastro, due piccoli grandi miracoli: un libro meraviglioso. Ogni mattina era come l'abbraccio di un amico. "Sono qui. Sono una goccia di bellezza nel buio". E una redazione altrettanto meravigliosa. Voglio ringraziare pubblicamente Terre di Mezzo nella persona di Davide Musso: paziente, comprensivo, generoso. Attento. Grazie, Davide. Ce ne sono pochi come te, con la tua umanità. E sono particolarmente felice di aver tradotto un romanzo per una casa editrice come Terre di Mezzo. Ho scritto recensioni su due romanzi pubblicati da Terre qualche anno fa. Sono rimasta impressionata dalla qualità: li ho amati moltissimo. Poi è toccato a me tradurne uno ed è stata un'esperienza stupenda. Quindi insisto: comprate La verità a proposito di Celia, leggetelo, regalatelo, scrivetene, se potete. Merita.
Inserito da Gaja il Dom, 24/01/2010 - 10:54
![]() Qualche giorno fa, su «La Stampa» ho letto questo articolo, che vi riporto integralmente. L'immagine a corredo dell'articolo è una foto di Stieg Larsson, scrittore svedese scomparso nel 2004. Marsilio chiude un anno da record e rileva catalogo e marchio Sonzogno Il presidente Cesare De Michelis: «Puntiamo al pubblico giovane» VENEZIA Svolta nell'editoria. La Marsilio ha rilevato il marchio e il catalogo Sonzogno dalla Rcs libri, «acquisendo» spiega l'editore in una nota «quello che probabilmente è il più antico e popolare marchio editoriale italiano». L’impegno di Marsilio è di rilanciare la Sonzogno con un nuovo programma, la definizione del quale è stata affidata a una giovane ma affermata editor, Patricia Chendi, che viene da Sperling & Kupfer. L'acquisizione arriva subito dopo la chiusura di un anno record: nel 2009 Marsilio ha piazzato i suoi volumi ai primi tre posti della classifica dei più venduti in assoluto. La protagonista principale dell'exploit è l’intera "Millennium trilogy" di Stieg Larsson, il giallista svedese autore di "Uomini che odiano le donne". Il successo di questa trilogia ha impresso una fortissima crescita al fatturato di Marsilio, collocando la casa editrice veneziana, i cui soci sono il gruppo Rcs, la famiglia De Michelis e la fondazione di venezia, tra le prime sette per quota di mercato in Italia (guadagnando decine di posizioni rispetto all’anno precedente nella classifica Nielsen Bookscan). Il presidente di Marsilio, Cesare De Michelis, annuncia con soddisfazione «la nuova sfida della casa editrice, che punterà a coinvolgere un pubblico giovane, moderno e femminile, offrendo gli strumenti per affrontare divertendosi il mondo nuovo che cambia con grande velocità senza dimenticare però la tradizione della scrittura femminile che ha accompagnato la rivoluzione dei costumi, a partire dalla intramontabile Liala, certo l’autrice presente con il maggior numero di titoli nel catalogo Sonzogno».
Inserito da Gaja il Mar, 19/01/2010 - 14:25
Azimut: inizia il conto alla rovescia. ![]() La splendida immagine che vedete è opera di Adriana Merola, alias Lady Azimut.
Inserito da Gaja il Ven, 01/01/2010 - 22:02
«Dopo sei anni di notti passate a condividere l'aria di una sola stanza con le tre sorelle, era evidente che lo spazio che Maria considerava suo non andava oltre la lunghezza del braccio. L'arrivo nella casa di Bonaria Urrai sconvolse questa geografia interiore; tra quelle mura gli spazi solo suoi erano così ampi che la bambina ci mise alcune settimane che dalle porte delle molte camere chiuse non sarebbe comparso nessuno a dire «Non toccare, questo è mio». Bonaria Urrai non fece mai l'errore di invitarla a sentirsi a casa propria, né aggiunse altre di quelle banalità che si usano per ricordare agli ospiti che in casa propria non si trovano affatto. Si limitò ad aspettare che gli spazi rimasti vuoti per anni prendessero gradualmente la forma della bambina, e quando in capo a un mese le porte delle stanze erano state tutte aperte per rimanere tali, ebbe la sensazione di non aver sbagliato a lasciar fare alla casa».«Se avesse potuto morire così, affogando nell'acqua dei sogni, sarebbe stato meglio per tutti. Invece aprì gli occhi di colpo, annaspando monco tra le lenzuola. Gli ci volle qualche minuto per ricordarsi chi e cosa era, che riemergere da sé stessi è tanto più difficile quanto più si è profondi». «- Zitta, non sai cosa dici. Ti sei tagliata da sola il cordone? Non ti hanno forse lavata e allattata? Non sei nata e cresciuta due volte per grazia di altri, o sei così brava che hai fatto tutto da sola? Richiamata alla sua dipendenza con quello che le parve un colpo basso assestato con cattiveria, Maria rinunciò a replicare, mentre la voce di Bonaria si abbassava fino a diventare una litania priva di qualunque enfasi. - Altri hanno deciso per te allora, e altri decideranno quando servirà di farlo. Non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada, Maria, e tu dovresti saperlo più di tutti». «Cercava invando di dominare il vuoto del tradimento subito, che le sembrava sì affine alla morte, ma senza la consolazione di poter vegliare una spoglia cara, e nessuna sepoltura per dare confini di terra al pianto che la soffocava. […] Il tempo le servì tutto per farsi accabadora dei suoi ricordi, e trattare gli avvenimenti che l’avevano portata a quella decisione come persone da far salire o meno sul traghetto per il continente. Uno per uno li segnò, mentre li ricordava per dimenticarli, e quando arrivò al porto di Genova scese dalla nave sentendosi più leggera, convinta di aver lasciato sull’altra terra tutta la zavorra delle sue ferite». «Ma intanto il presente e il passato tornavano a guardarsi come dopo un armistizio, facendole pesare sul petto la sorda gratitudine dei sopravvissuti». Sono grata a Michela Murgia e al suo romanzo perché mi ha confermato ancora una volta che i bei libri (mi) salvano. Le sono grata perché sto leggendo questo libro come un vero e proprio libro di testo: un romanzo da cui imparare la levità e, insieme, la potenza della scrittura. La prosa di Michela Murgia è lirica. Scene e personaggi indimenticabili, tratteggiati con poche parole. Colpi di pennello che restano indelebili nella memoria. Se mi chiedessero: «Quale libro vorresti aver scritto, ultimamente?» risponderei: «Accabadora». Tutto ciò che la Murgia ha scritto in questo romanzo è *necessario*. Le sono grata perché mi ha confermato che la Scrittura è altro. Molto altro rispetto a quel che ci circonda ovunque: sugli scaffali delle librerie, in rete, tra le recensioni che gridano al miracolo e al capolavoro [con motivazioni fin troppo scontate ed evidenti, a volte]. Le sono grata perché la Scrittura è una cosa seria, e questo è un libro Einaudi. Il che mi fa ben sperare per il futuro. Leggetelo, se non l'avete ancora fatto. È una luce. |
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