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i miei libri



Extra Omnes
L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi

Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis




Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Lun, 06/08/2007 - 10:35

Extra OmnesBreve comunicazione di servizio:

Domenica 5 agosto, su La poesia e lo spirito, è uscita una bellissima recensione a cura di Elena F. Ricciardi che ringrazio di cuore.

Ve ne propongo solo l'incipit:

«Ci sono molti modi per leggere un libro. Lo si può scorrere velocemente e pensare che quel tappeto di parole che si srotola più o meno linearmente sia tutto ciò che il testo ci può offrire. In questo caso, nel libro della Cenciarelli, si trova un’infinità di date che pur spesso intersecandosi in continui flash-back ci raccontano una storia che inizia con un rapimento, o meglio con la scomparsa di una quindicenne romana il 22 giugno 1983, dell’inutile ricerca affannosa , degli assurdi impedimenti politici, dei presunti o veri intrighi intenazionali nel meccanismo dei quali la povera ragazza sarebbe incappata diventando il capro espiatorio di lotte di potere troppo  più grandi e opprimenti del suo essere solo una ragazzina anonima per la grande Roma sonnecchiante e indifferente di quell’estate.»

(Continua a leggere la recensione su La poesia e lo spirito).

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Inserito da Woland il Ven, 06/10/2006 - 17:14

di Gaja Cenciarelli

Edizioni Empirìa, Roma
pp. 220 € 14,00 - 2002

Dalla IV di copertina:

“Carmide è un personaggio dei Poems Oscar Wilde del 1881, mentre Reading è la città nel cui carcere il personaggio più significativo dell’epoca vittoriana venne rinchiuso. Incentrato sulla figura di Wilde, questo libro estende il proprio raggio di interesse anche su altri autori del periodo, da Yeats a Kipling, da Beerbohm a Crackanthorpe, analizzando i generi letterari in rapporto alle trasformazioni del costume e dell’establishment.

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Inserito da Woland il Ven, 06/10/2006 - 16:55

di Redazione Triskell

Traduzione di Gaja Cenciarelli
2005, Giano Editore, Varese
Pagg. 212, € 15,00

Sono passati tre anni dalla morte di Rosso, e l'inaffondabile Agnes Browne continua, coraggiosamente, a fare da madre, da padre e da arbitro ai battaglieri sette figli. Aiutata finanziariamente dal primogenito Mark, ed eroticamente dal sensuale Pierre, Agnes affronte le tragedie familiari con lo stesso, eroico spirito di sacrificio che, per secoli, ha contraddistinto le donne irlandesi.

Anche in questo secondo libro della trilogia, la vita non risparmia i colpi bassi ad Agnes Browne: Frankie, la pecora nera della famiglia, la deruba di tutti i suoi averi e fugge in Inghilterra, dove rimarrà intrappolato nella rete della droga. Agnes dovrà lasciare l'amato Jarro, a seguito del piano riqualificatore del centro stoI marmocchi di Agnes Brownerico di Dublino e andrà a vivere nella periferica Finglas - «terra selvaggia». Nel frattempo, i figli crescono: Cathy - da bambina vivace e assetata di avventure - diventa donna e si fidanza con un poliziotto di Cork (anche se Agnes nutre più di una riserva sul mestiere del futuro genero); Mark - che ha fatto da padre ai fratelli - si sposa, dopo aver evitato il fallimento della Wise & Co. (ma anche la sua vita sarà marchiata da un grande dolore); il balbuziente e poco dotato Simon ottiene un posto da inserviente in ospedale grazie a un provvidenziale quanto esilarante colloquio di lavoro; Rory, il figlio gay, subisce le angherie di un gruppo di skinhead, ma riesce a trovare la propria strada dedicandosi, con successo, al lavoro di parrucchiere e conquistando l'amore di un collega; infine Trevor, il più piccolo e il più tardo di tutti, si rivela un bambino prodigio, un artista in erba, un «tesoro nazionale». Dal canto suo, Agnes, finalmente, cede alla corte di Pierre, che le regalerà l'amore mai avuto da Rosso. In questo secondo libro l'attenzione si sposta, come anticipato dal titolo, sui figli di Agnes, la cui vita si intreccia sinistramente con la crudeltà di un gangster privo di scrupoli. La figura di Agnes Browne sembra acquistare «spessore» e profondità quando si confronta con le angosce che caratterizzano l'esistenza di una madre. Rispetto al primo libro, I marmocchi ha una vena drammatica più spiccata e più aderente alla realtà, ma sono proprio le tragedie che contribuiscono a esaltare la forza di Agnes, e la sua - a tratti involontaria - ironia. È una storia densa di avvenimenti e di colpi di scena, di destini incrociati e di sconfitte. Ma che non fa mai mancare il sorriso contagioso, e - perché no? - malinconico, tipico degli irlandesi e degli storyteller dell'Isola di Smeraldo.

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Inserito da Woland il Ven, 06/10/2006 - 16:04

di redazione Triskell

Traduzione di Gaja Cenciarelli
2005, Giano Editore, Varese
Pag. 189, € 15,00

Agnes Browne, trentaquattro anni, bella e dotata di un umorismo talvolta involontario ha un banco di frutta e verdura nel mercato rionale di Moore Street. È una delle commercianti più conosciute e amate del Jarro, il quartiere popolare di Dublino che alla fine degli Sessanta contava circa sedicimila persone. Il suo lavoro le piace: ogni mattina esce di casa alle cinque per incontrare la sua migliore amica e collega Marion e cominciare insieme la giornata. Ha sette figli che non si possono certo definire tranquilli e mansueti, un'autentica venerazione per Cliff Richard e un marito che spende tutto ciò che guadagna scommettendo alle corse e che si sfoga su di lei a suon di schiaffi. Il venerdì sera Agnes Agnes Browne, mammava a giocare al Bingo, dopodiché fa una puntatina al pub per affogare davanti a una pinta di birra e a un bicchiere di sidro la delusione di non aver azzeccato nemmeno un numero. Poi, un giorno, Rosso Browne muore, lei rimane sola e da allora, paradossalmente, inizia a vivere. In un susseguirsi di vicende e dialoghi esilaranti, la donna soggiogata dalla presenza di un marito violento si scopre psicologa, infermiera e consigliera dei figli. E, infischiandosene del fatto che in Irlanda siano i religiosi a dettare legge, sfruttando talvolta il loro abito per vessare i più deboli, Agnes si trasforma anche in "angelo vendicatore", tanto buffo quanto efficace. Ma non finisce qui: come auspicato da Marion, incontra un uomo. Pierre, l'affascinante francese che le fa una corte serrata, l'attira e allo stesso tempo la spaventa: la madre di famiglia che è il lei - ingenua e repressa - diffida di lui. Proprio questo suo atteggiamento, in aggiunta alle difficoltà di comunicazione dovute alla lingua, darà vita a una serie di spassosi fraintendimenti. Adorata dai suoi figli, Agnes partecipa alle loro scoperte e alle loro esperienze con l'entusiasmo di una ragazza che si affaccia alla vita: la stessa vita che, tuttavia, continua a non risparmiarle colpi bassi. Brendan O'Carroll ci restituisce uno spaccato della Dublino di fine anni Sessanta riproducendo fedelmente i colori e lo spirito di un'Irlanda ancora ai margini della scena europea. I personaggi del suo libro parlano una lingua proletaria che li rende più credibili, più veri e più "tridimensionali". Ciò che emerge dalle pagine di questo fortunatissimo romanzo, il primo di una trilogia, è il ritratto di una donna energica e sincera, tanto giovane da abbandonarsi ai sogni ma sicura di sé al punto di non accettare le ingiustizie. Malgrado le traversie e gli ostacoli che costellano la sua strada, Agnes Browne è la prova vivente che non si deve mai smettere di sperare. Perché i miracoli esistono.

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Inserito da sine_admin il Ven, 06/10/2006 - 15:36

di Gaja Cenciarelli

pagg. 518, 2005, Edizioni Associate
Euro 21,00
Irlanda del Nord - Una colonia in EuropaUn volume ponderoso e denso di particolari (date, nomi, eventi) che sono costati alla curatrice anni e anni di ricerche e di verifiche. Una bibliografia vastissima, a testimonianza dell'immane e certosino lavoro che sta alla base di questo libro, giunto alla sua terza edizione. La storia della condizione - a dir poco - anomala dell'Irlanda del Nord esaminata con attenzione, e corredata da un'appendice fotografica agghiacciante: mamme e bambini in fuga durante il lancio di ordigni esplosivi scagliati contro di loro ad Ardoyne (North Belfast); le immagini degli avvocati Pat Finucane e Lurgan Rosemary Nelson, assassinati entrambi rispettivamente da due gruppi paramilitari lealisti, la Ulster Defence Association e la Loyalist Volunteer Force. Immagini di ragazze, bambini, uomini sfregiati e feriti dai proiettili di gomma. Immagini del reverendo protestante Ian Paisley, leader dell'Ulster Democratic Party, sostenitore a oltranza del legame dell'Irlanda del Nord con il Regno Unito, (che ha duramente attaccatoTony Blair e che ha definito David Trimble, unionista, Premio Nobel per la Pace, per aver firmato gli Accordi di Belfast del 10 aprile 1998, «traditore» e «infame rettile che bisogna schiacciare») durante la tradizionale marcia degli orangisti nei quartieri nazionalisti di Derry. Le foto sono un pugno allo stomaco, certo. Ma immergersi nel dedalo di vicende, esposte con chiarezza e lucidità da una delle più preparate studiose della questione irlandese (autrice anche di Figlie di Erin, pubblicato sempre da Edizioni Associate; e traduttrice di Un giorno nella vita, il libro di Bobby Sands sui suoi ultimi, sconvolgenti giorni di vita nel carcere inglese di Long Kesh) significa sprofondare in un abisso surreale. Possibile che nel cuore dell'Europa civile esistano ancora delle prigioni in cui sono negati i più elementari diritti umani? Possibile che per sconfiggere l'IRA l'Inghilterra abbia conferito poteri straordinari a polizia ed esercito tanto da legittimare lo shoot-to kill (sparare per uccidere) e l'uso dei devastanti proiettili di gomma anche sui bambini? Possibile che il Governo britannico agisca in Irlanda per conto di gruppi paramilitari lealisti, che uccidono impunemente, e che dal Parlamento inglese ricevono sussidi, armi, informazioni per assassinare persone "scomode" (come gli avvocati Finucane e Nelson, Robert Hamill - picchiato a morte - Billy Wright, per citarne sono alcuni)? Il giudice internazionale Peter Cory e Amnesty International hanno denunciato la collusione di questi gruppi paramilitarsi con il Governo britannico, il traffico di armi con il Sudafrica e la responsabilità dei lealisti nell'assassinio di centinaia di innocenti cattolici. La tragedia dell'Irlanda del Nord è una tragedia dimenticata, è la tragedia di una "colonia" europea, come la definisce giustamente Calamati. Corredata di ben quattro appendici - che illustrano, tra le altre cose, il numero di vittime dal 1966 al 2003, la loro "tipologia", le percentuali di disoccupazione tra la popolazione cattolica - e di una bibliografia di trentacinque pagine, il volume curato da Silvia Calamati si impone come lettura necessaria per chiunque voglia comprendere fino in fondo i rapporti di potere che assoggettano l'Irlanda-del-Nord-donna alla «dittatura» dell'Inghilterra-uomo, senza che nessun organismo europeo possa concedersi il lusso di intervenire.

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Inserito da Woland il Mer, 04/10/2006 - 17:55

Traduzione di Enrico Terrinoni
Introduzione di Rae Jeffs
Giano Editore, Varese
pp. 400 € 16 - 2003

Dalla IV di copertina

«Drammaturgo di successo, scandaloso protagonista delle cronache letterarie, militante dell'IRA, leggendario bevitore e inimitabile cantastorie, Brendan Behan possedeva secondo Flann O'Brien "il cuore più grande che abbia battuto in Irlanda negli ultimi quarant'anni». Queste sue Confessioni costituiscono un'imprevedibile e picaresca autobiografia, infarcita di ogni sorta di digressioni, aneddoti, spacconate e rocambolesche avventure, il tutto innaffiato dall'immancabili "pinta di scura" e condito di ballate popolari e canzoni patriottiche.

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