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i miei libri



Extra Omnes
L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi

Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis




Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Dom, 20/04/2008 - 16:17

Ebbene, di ritorno da Gubbio, posso dire di essere davvero felice e soddisfatta per l'esito della presentazione. La gente era molta e interessata, il libro ha venduto parecchie copie, siamo stati accolti dall'Assessore alle Pari Opportunità con grande gentilezza e disponibilità. Ho conosciuto una persona speciale, straordinaria: Manuela Minelli. Chi ci ha viste insieme pensava fossimo amiche da una vita, e invece ci siamo incrociate solo ieri mattina, alla Stazione Termini (dove io, ovviamente, sono arrivata con circa un'ora di anticipo sull'orario del treno). Naturalmente il principale artefice di questo bel fine settimana letterario (e non solo) è Arturo Fabra, che ci ha ospitate e coccolate, e ci ha portato anche a ballare il tango. Tengo a precisare che LUI e Manuela hanno ballato, io sono rimasta seduta a contemplare la loro bravura. Sono quasi del tutto convinta che il tango non faccia per me, anche se rimango senza fiato nell'ammirare i movimenti sensuali e flessuosi delle tanguere. È stata una giornata pienissima di cibo (mi prendo la responsabilità - qualcuno direbbe "il merito" - di aver cucinato una leggendaria amatriciana, e, per una volta, scusate la modestia!): la torta rustica di Manuela e la crostata pere e cioccolato rimarranno impresse nella mia mente in saecula saeculorum. La sera ci hanno servito grigliata di pesce, linguine allo scoglio, crespelle alla ricotta, verdura e funghi porcini; e la polenta - sempre con i fungi porcini -, una crema di mazzancolle con peperoncino e verdura, crocchette in salsa di pomodoro. Ma, la cosa più grave per la mia sanità mentale, è stata la quantità di spritz, di prosecco e di vini di cui mi hanno riempito, certi del risultato. E, infatti, ho cominciato a straparlare e a raccontare cose che voi umani... Stamattina, Manuela e io abbiamo preso il treno per un pelo. Cosa che ha dato una notevole botta di adrenalina alla mia ansia! Grazie, eh, Doc! Il resoconto mi pareva doveroso. Piccola anticipazione: il prossimo post sarà dedicato allo SRAPEK e all'RVPA. Cos'è lo SRAPEK? Un - geniale! - acronimo di mia invenzione che sta a significare: Sacro Randello Armeno Pessimo e Khànzirbarri. Cos'è l'RVPA? Un - geniale! - acronimo inventato (tanto per non essere da meno della mia stratosferica creatività) dal Khànzirbarri e che significa: Randa Veridica Pontificia Armena. Sarà un post - come dire... - denso di interesse. A rileggerci, miei fedelissimi.

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Inserito da Gaja il Lun, 24/12/2007 - 17:32

Siòre e siòri, quest'anno vibrisselibri pubblica una succulenta antologia di racconti natalizi scritti proprio da ventuno vibrisselibrai DOC (tra i quali quello della sottoscritta, che si intitola "Antipodi". Non la sottoscritta, naturalmente, il racconto ;-)). Non vorrete mica perdere l'occasione di scaricarla gratuitamente, vero? Accorrete a frotte!
Cliccate immantinente sull'immagine di copertina elaborata dall'insostituibile Alessandro Simonato.

La seconda foto nell'ordine è un'immagine che ho ricevuto poc'anzi da Marina Warners (la ormai mitica - per chi legge Sinestetica, e non solo! - dea ex machina della Libreria Bonardi).
Non vi sto a dire la nostalgia...
Mi pareva un'immagine splendida, che rispecchia proprio la mia concezione del luogo in cui vorrei passare il Natale.

Auguri di pace, salute, prosperità e amore a tutti!

Gaja

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Inserito da Gaja il Ven, 14/12/2007 - 19:41

[E ringrazio Marina Warners per aver tradotto in olandese parte del titolo]

Certo che no: non riesco a esaurire l'argomento-Olanda!
È che queste foto erano lì, che mi guardavano imploranti, mi supplicavano di essere pubblicate e io - notoriamente generosa e di cuore tenero - non ho resistito! La parte narcisista che alberga in me è esplosa e quindi here I am! Questi sono i miei gioielli:

Foto 1 e 2: la prima raffigura l'ingresso della Libreria Bonardi, la seconda la strada in cui è situata. Luogo estremamente caldo e accogliente, la Bonardi. Ha ragione Giulio (Mozzi): possiede il più completo e il migliore assortimento di libri italiani (non solo in Olanda...).

Foto 3 e 4: Lungo la strada per arrivare alla Libreria abbiamo tagliato vie e canali che un tempo soleggiato non avrebbe saputo esaltare in tutto il loro fascino e bellezza. Perché amo il Nordeuropa? Perché è fuoco sotto la cenere e non lo ostenta. E lo amo proprio d'inverno. (Avete mai visto l'Irlanda in autunno? Provate ad attraversare O'Connell Bridge e ad affacciarvi sulla Liffey: proprio lì, sotto l'acqua, e sopra le nuvole, l'incendio divampa. Basta solo saperlo vedere).

Foto 5, 6, 7, 8: e qui comincia la sfilza di foto ai regali che mi sono fatta (le cibarie sono già esaurite, ovviamente): i cd sono stati tutti acquistati da Concerto, uno dei più celebri e forniti e convenienti negozi di musica di Amsterdam.

La prima (qui sopra) è la copertina di Trust: Elvis Costello's originals. Ove si specifica che si tratta di una Collector's Edition Digipak Featuring Vintage Artwork. E, in effetti, la confezione è stra-bella.

La seconda e la terza sono le copertine di One e Two di Rufus Wainwright, che ho conosciuto grazie a Federico Miozzi (uno dei miei più affidabili pusher musicali, grazie al quale ho avuto delle vere e proprie epifanìe. Scusami, caro, vecchio J.J., ma è la verità.)
p.s. per Federico: a disposizione. E, tanto per citare once again l'ill.mo Zamora, «una parola è poca e due so' troppe».

La quarta occupa il primo posto nel mio còr: sono anni che coltivo un'insana e motivata passione per Lui, l'Armeno per antonomasia, per la sua voce, per le sue canzoni. Dunque non potevo non comprare L'essentiel:

La Bohême
Heureux avec des riens
Viens
Toi
(indovinate un po' perché ho comprato proprio QUESTO cd? Indovinate un po' chi ha cantato la versione inglese di Toi, a parte Charles, naturalmente? Quiz per solutori più che abili. Oddio, nemmeno tanto: basta andare un po' a ritroso nei miei post)
De t'avoir aimée...
Ja n'ai pas vu le temps passer
Qui?
Eteins la lumière
C'est ça
Je hais les dimanches
Il faut savoir
Ệtre
Donne-donne-moi
J'aime Paris au mois de Mai

E l'ho comprato malgrado (o forse perché) fosse tutto in francese! La mia predisposizione e i miei studi mi hanno sempre portato verso le lingue germaniche, facendomi trascurare le romanze, ma per Charles (che d'altra parte cantava in sei, sette lingue)... questo e altro!

Foto 9: sciarpa variopinta e calda che indossai il non lontano 10 dicembre alla presentazione del libro sul Boss.

Foto 10 e 11: splendido maglioncino fatto a mano (acquistato solo perché in saldo, al 50% del prezzo reale) che, come la sciarpa, indossai nella suddetta occasione facendo la mia por... - ehm, la mia bella figura.

Foto 12: lo so, ormai sono andata in fissa. Ma altrimenti che senso avrebbe chiamare questa rubrica "L'angolo del narcisismo"? E poi, ormai, l'età è quella che è: siate indulgenti! Ah, giusto, piccola nota esplicativa: è il mio occhio.
Attenzione: la Grande Sorella veglia su di voi!

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Inserito da Gaja il Mar, 04/12/2007 - 19:49

(tutto quello che avreste voluto sapere sul mio soggiorno olandese e non avreste mai osato chiedere...)



1) Marina Warners: la nostra ospite.
Lei *è* la letteratura italiana in Olanda! Senza di lei il nostro soggiorno sarebbe stato ben diverso. Ci accoglieva ogni mattina con due spremute d'arancia, per non parlare di cosa ci siamo trovate davanti appena arrivate: aringhe crude, anguilla affumicata e sgombri. E vino. La mia innata - e motivatissima - convinzione di dar fuori di matto al primo goccio di alcol mi ha impedito di approfittarne. Ma mi sono rifatta in seguito... (continuate a leggere)
La casa di Marina è una specie di scrigno delle meraviglie, precisamente come lei: calda, accogliente, dotata di moka, caffè Illy, pasta De Cecco, formaggio, speculaas (gli squisiti biscotti olandesi) e di una luce così avvolgente da farla sembrare proprio un abbraccio. Eppure il "condimento" migliore alle nostre sere insieme, sedute al tavolo di cucina, sono state le risate, l'allegria, le chiacchiere infinite tra tre donne che parevano avere da raccontarsi tutta la vita in pochi giorni. (E che ce l'hanno quasi fatta! Ne dubitavate?)

2) Giulia "La rosa dei venti" Tancredi: una donna, una bussola. Non è solo una redattrice con i controfiocchi, ha anche un radar incorporato. E dato che io sono vecchia, il mio disfacimento neurale peggiora a vista d'occhio, oltre a cambiarmi il catetere e ad accudirmi, Giulia mi portava in giro (Ah, c'è da dire che sono anche pigerrima). Camminare per Amsterdam con lei significa stare dietro a una specie di panzer. Per fortuna che a me piace fare i chilometri, sia pure sotto una pioggia battente e un vento che ti sposta. La Tancredi mi comandava a bacchetta, e io, ben felice che qualcuno mi dicesse cosa dovevo fare e perché, eseguivo. È eccezionale: la eleggo mia badante ufficiale from here to eternity.
(Ma non ho finito con Giulia: continuate a leggere)

3) Carlo Cannella: il "pubblicando" di vibrisselibri. Sotto la sua scorza di uomo impassibile, placido, serafico batte un cuore rivoluzionario e provocatore. Eppure l'autore, che abbiamo incontrato tutti i giorni durante il nostro soggiorno, si è mostrato di una disponibilità esemplare riguardo alle osservazioni mosse al suo romanzo, e di una galanteria sorprendente. Dopo averci minacciato di squartamento e averci messo al corrente di volersi liberare dei nostri poveri corpi smembrati gettandoli in un canale, ci ha regalato due bellissime rose gialle. E ci ha offerto da bere e da mangiare. Uomo d'altri tempi! (Carlo, perdonami, ho distrutto la tua fama di "duro"!)

4) I cerotti: menomale che la Tancredi ne aveva una scorta, perché a un certo punto i miei piedi sono diventati troppo larghi per le Doctor Marten's e hanno mostrato anomali rigonfiamenti sui calcagni, altrimenti detti "vesciche". La Tancredi mi ha dovuto prendere sottobraccio. E, ciò nonostante, sorrideva. La Tancredi è una santa.

5) Le chiacchierate notturne con la Tancredi:
siccome i piedi avevano avuto la loro parte, anche la lingua voleva sbizzarrirsi e fare i suoi bei dieci chilometri. Così, appena tornate a casa, la sera, iniziavamo a blaterare della nostra vita passata, presente e futura (sì, anche di te, Stè!). Non oso riportare ciò che è uscito dalla nostra boccuccia di rosa l'ultima notte/mattina. Ehm, già: le chiacchierate si svolgevano dalle undici/mezzanotte circa alle tre del mattino. Così è, se vi pare.

6) La libreria Bonardi: l'epicentro della letteratura italiana in Olanda. Un ambiente curato, informale e ospitale (la mano di Marina si nota anche lì). È esattamente ciò che intendo io quando parlo di "librerie", come dovrebbe essere ogni libreria degna di questo nome. È tutto quello che in Italia sta, purtroppo, scomparendo.

7) La passeggiata ad Haarlem con Marino Magliani: la deliziosa Haarlem mi ha sedotto con i suoi profumi di cibo e di dolci natalizi e Carlo Cannella si è dimostrato ancora una volta un gentleman offrendoci delle *indimenticabili* cialde calde (perdonate lo scioglilingua). Con Marino, che come me è redattore de La poesia e lo spirito, abbiamo parlato di editoria (cosa che ho fatto praticamente durante tutto il soggiorno olandese, con mia grande felicità!), di libri, di romanzi, di Liguria, di amici comuni. Ne è venuto fuori un pomeriggio piacevolissimo, e la grande gioia, per me, di aver finalmente conosciuto di persona l'autore di due libri che amo visceralmente, e la cui scrittura emoziona il mio cuore e il mio cervello. See you soon, Marino! E grazie di tutto.

8) La cena casalinga del 1 dicembre: dopo aver fatto conoscenza con quelli che la Tancredi e io abbiamo ribattezzato "teneri refoli d'aria olandesi" che ci accarezzavano delicamente (anzi, la definizione giusta era: "toh, una bavetta d'aria") e con una timida pioggerellina che quasi si vergognava a scendere (sì! sono ironica!), e dopo aver percorso Amsterdam in lungo e in largo, siamo finalmente giunti nella tonificante dimora Warnersiana. Dove la Cenciarelli ha tracannato tre bicchieri di vino rosso a 14 gradi spazzolando, nel frattempo, quantità industriali di mostarda di frutta, formaggio olandese e cracker che danno dipendenza. La Tancredi mi guardava sghignazzando. Più tardi, durante la nostra chiacchierata notturna, mi ha detto: "Mi sa che non sei più astemia. E mi sa che reggi il vino molto meglio di quanto tu creda". Al che ho replicato mentalmente: mi sa che ho creato un mostro: non mi riferivo alla Tancredi, eh, ma un'avvinazzata me stessa.

9) La sigaretta in piazza Dam: dopo aver fatto il nostro dovere di amiche e aver comprato un regalino a Stefano, dopo esserci accertate del fatto che ad Amsterdam i diamanti costano molto meno che in Italia (no, Stefano, non ti abbiamo regalato un diamante!), la Tancredi e io ci siamo accasciate su una panchina in piazza Dam e ci siamo premiate con una sigaretta. La bavetta d'aria che soffiava alle nostre spalle ci suggeriva discretamente di proseguire il cammino, tanto che per poco non sbattevo il naso per terra, ma noi abbiamo resistito impavide. Eravamo belle (me lo dico da sola), "alternative" e in pace con noi stesse. Momento indimenticabile, da fissare nella memoria. (Nel frattempo, Giulia controllava la cartina ed elaborava l'itinerario: ve l'ho già detto che sulla sua fronte pulsa un radar?)

10) Last but not least: i tre arabi rimorchiati a una fermata del tram. Giulia ha finto di essere russa, io di essere cretina. La faccia da ebete mi viene benissimo. E poi si sarebbe posto il problema di un'equa spartizione. Tanto per rimanere sulla falsariga cannelliana avremmo dovuto dividercene uno a metà, in modo più o meno efferato. Quindi abbiamo preferito soprassedere.

Conclusione:

"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi. (Cesare Pavese)". Questo recitava una stampa appesa nella zona notte dove dormivo io.

Brindo all'amicizia.  

Le immagini di cui sopra ritraggono nell'ordine:

Una foto di Mastroianni con il mio riflesso in controluce mentro lo fotografo in pigiama (il pigiama non si vede, in effetti).

Il letto dove dormivo e le mie pantofoline con gli orsacchiotti sopra.

La scrivania ai piedi del mio letto.

Il cartello appeso alla sinistra del mio letto.

Il mio trolley la sera prima della partenza: quando ho dovuto chiuderlo, il giorno dopo, mi è venuto un attacco d'ansia. E non mi ero portata niente (per i miei standard...).
Da qui in poi potrete vedere occhi olandesi (i miei), e una foto dal finestrino dell'aereo - fermo - che ha portato due ore e mezza di ritardo a causa del fortissimo vento che il 3 dicembre ha spazzato Roma. Roma, eh. Non Amsterdam.

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Inserito da Gaja il Mar, 27/11/2007 - 22:58

BLOG (temporaneamente) CHIUSO PER EDITING OLANDESE.

La sottoscritta si catapulta ad Amsterdam per quattro - leggasi QUATTRO - giorni, in compagnia di Giulia Tancredi, ma non poteva fare a meno di pubblicare l'invito che Giulio Mozzi, Lucio Angelini, Giuseppe Mauro e Luca Tassinari hanno redatto per chiunque voglia candidarsi come lettore di vibrisselibri.

vibrisselibri_join_us

[il banner è opera della proteiforme creatività di Stefano "Dada" Mazzoni, vice capoufficio stampa di vibrisselibri]

Vi piace leggere? Volete dare una mano al Comitato di lettura di vibrisselibri? Scrivete al Comitato di lettura, indicando quale potrebbe essere, in linea di massima, la vostra disponibilità (ovvero quanti dattiloscritti pensate che potreste realisticamente leggere: uno alla settimana, quattro all’anno, tre al mese ecc.). Tenete conto che la lettura di un dattiloscritto comporta anche la redazione di una breve scheda. Nella lettera vi chiediamo anche di dirci chi siete, e di aggiungere tutte quelle altre informazioni che ritenete possano servire (ad esempio: se avete esperienza editoriale, se avete gusti di lettura specifici, se avete particolari competenze, se avete una formazione letteraria, se leggete in cucina o al pub, eccetera). Spedita la lettera, riceverete subito una breve risposta automatica (se non la ricevete, vuol dire che qualcosa è andato storto nella spedizione della vostra lettera). Successivamente il Comitato (nella persona del Decone Lucio Angelini o di uno dei suoi vice, Luca Tassinari e Giuseppe Mauro) si farà vivo con voi. E a quel punto cominceranno i dolori. Riceverete via email un dattiloscritto. Vi sarà chiesto di leggerlo e di redigere una scheda di lettura. La scheda sarà valutata dal Comitato, che deciderà se accettarvi o no come Lettori di vibrisselibri. Se sarete accettati, auguri e buon lavoro. Se non sarete accettati, grazie mille per la disponibilità e scusate per il disturbo. [Continua a leggere le domande e le obiezioni, oppure l'introduzione di Giulio Mozzi qui.]

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Inserito da Gaja il Mar, 01/05/2007 - 17:35

Inutile[questa passeggiata - che non ho fatto - è dedicata ai due giorni indimenticabili che ho passato a Senigallia. Ringrazio Giuseppe D'Emilio, valentissimo redattore di vibrisselibri (e persona meravigliosa), per aver reso il mio soggiorno perfetto. E per avermi fatto conoscere tante persone straordinarie, come ad esempio Matteo Scandolin, cui Inutile deve moltissimo. GC]

Avevo visto il mare il pomeriggio prima, appena arrivata. Qualcuno già prendeva il sole. Due ragazzi stavano pitturando le cabine. La velocità non eccessiva della macchina mi aveva permesso di osservare l’acqua. Le spiagge infinite dell’Adriatico. Le immagini si erano incastrate di colpo nelle sagome che per troppo tempo erano rimaste vuote nella mia mente.
Il profumo era inconfondibile ed era sempre lo stesso a distanza di anni. Pungeva il naso a ogni respiro, e a ogni respiro perdevo anni. Avevo lo stomaco contratto da una vita che non era più.
Poi, durante il resto del pomeriggio e della serata, il mare era rimasto a fissarmi in disparte, dietro le quinte. Serio, austero. Si era oscurato, quasi a rassicurarmi che non mi avrebbe aggredito, che non mi avrebbe imposto la sua presenza, che mi avrebbe graziato, tenendo lontani da me i ricordi e i desideri. Una tregua. Un sospiro di sollievo mozzato, con la consapevolezza che non c’è niente di più cruento della guerra che riprende dopo la sospensione delle ostilità.
Mi era venuta in mente la phoney war, la “guerra fasulla” che aveva preceduto il vero e proprio scoppio della Seconda Guerra mondiale. Nessuno era morto. O quantomeno così si credeva.
Ero stata aggredita dal pensiero che, invece, davanti a quel mare erano morte parecchie parti di me, che l’acqua le avesse disciolte dentro di sé, e non me le avrebbe restituite mai più.

 

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