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Moby Dick
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Inserito da Gaja il Dom, 20/04/2008 - 16:17
Inserito da Gaja il Lun, 24/12/2007 - 17:32
Siòre e siòri, quest'anno vibrisselibri pubblica una succulenta antologia di racconti natalizi scritti proprio da ventuno vibrisselibrai DOC (tra i quali quello della sottoscritta, che si intitola "Antipodi". Non la sottoscritta, naturalmente, il racconto ;-)). Non vorrete mica perdere l'occasione di scaricarla gratuitamente, vero? Accorrete a frotte! La seconda foto nell'ordine è un'immagine che ho ricevuto poc'anzi da Marina Warners (la ormai mitica - per chi legge Sinestetica, e non solo! - dea ex machina della Libreria Bonardi). Auguri di pace, salute, prosperità e amore a tutti! Gaja
Inserito da Gaja il Ven, 14/12/2007 - 19:41
[E ringrazio Marina Warners per aver tradotto in olandese parte del titolo] Certo che no: non riesco a esaurire l'argomento-Olanda!
Foto 1 e 2: la prima raffigura l'ingresso della Libreria Bonardi, la seconda la strada in cui è situata. Luogo estremamente caldo e accogliente, la Bonardi. Ha ragione Giulio (Mozzi): possiede il più completo e il migliore assortimento di libri italiani (non solo in Olanda...).
Foto 3 e 4: Lungo la strada per arrivare alla Libreria abbiamo tagliato vie e canali che un tempo soleggiato non avrebbe saputo esaltare in tutto il loro fascino e bellezza. Perché amo il Nordeuropa? Perché è fuoco sotto la cenere e non lo ostenta. E lo amo proprio d'inverno. (Avete mai visto l'Irlanda in autunno? Provate ad attraversare O'Connell Bridge e ad affacciarvi sulla Liffey: proprio lì, sotto l'acqua, e sopra le nuvole, l'incendio divampa. Basta solo saperlo vedere). Foto 5, 6, 7, 8: e qui comincia la sfilza di foto ai regali che mi sono fatta (le cibarie sono già esaurite, ovviamente): i cd sono stati tutti acquistati da Concerto, uno dei più celebri e forniti e convenienti negozi di musica di Amsterdam.
La prima (qui sopra) è la copertina di Trust: Elvis Costello's originals. Ove si specifica che si tratta di una Collector's Edition Digipak Featuring Vintage Artwork. E, in effetti, la confezione è stra-bella.
La seconda e la terza sono le copertine di One e Two di Rufus Wainwright, che ho conosciuto grazie a Federico Miozzi (uno dei miei più affidabili pusher musicali, grazie al quale ho avuto delle vere e proprie epifanìe. Scusami, caro, vecchio J.J., ma è la verità.)
La quarta occupa il primo posto nel mio còr: sono anni che coltivo un'insana e motivata passione per Lui, l'Armeno per antonomasia, per la sua voce, per le sue canzoni. Dunque non potevo non comprare L'essentiel: La Bohême E l'ho comprato malgrado (o forse perché) fosse tutto in francese! La mia predisposizione e i miei studi mi hanno sempre portato verso le lingue germaniche, facendomi trascurare le romanze, ma per Charles (che d'altra parte cantava in sei, sette lingue)... questo e altro!
Foto 9: sciarpa variopinta e calda che indossai il non lontano 10 dicembre alla presentazione del libro sul Boss.
Foto 10 e 11: splendido maglioncino fatto a mano (acquistato solo perché in saldo, al 50% del prezzo reale) che, come la sciarpa, indossai nella suddetta occasione facendo la mia por... - ehm, la mia bella figura.
Foto 12: lo so, ormai sono andata in fissa. Ma altrimenti che senso avrebbe chiamare questa rubrica "L'angolo del narcisismo"? E poi, ormai, l'età è quella che è: siate indulgenti! Ah, giusto, piccola nota esplicativa: è il mio occhio.
Inserito da Gaja il Mar, 04/12/2007 - 19:49
(tutto quello che avreste voluto sapere sul mio soggiorno olandese e non avreste mai osato chiedere...)
2) Giulia "La rosa dei venti" Tancredi: una donna, una bussola. Non è solo una redattrice con i controfiocchi, ha anche un radar incorporato. E dato che io sono vecchia, il mio disfacimento neurale peggiora a vista d'occhio, oltre a cambiarmi il catetere e ad accudirmi, Giulia mi portava in giro (Ah, c'è da dire che sono anche pigerrima). Camminare per Amsterdam con lei significa stare dietro a una specie di panzer. Per fortuna che a me piace fare i chilometri, sia pure sotto una pioggia battente e un vento che ti sposta. La Tancredi mi comandava a bacchetta, e io, ben felice che qualcuno mi dicesse cosa dovevo fare e perché, eseguivo. È eccezionale: la eleggo mia badante ufficiale from here to eternity.
3) Carlo Cannella: il "pubblicando" di vibrisselibri. Sotto la sua scorza di uomo impassibile, placido, serafico batte un cuore rivoluzionario e provocatore. Eppure l'autore, che abbiamo incontrato tutti i giorni durante il nostro soggiorno, si è mostrato di una disponibilità esemplare riguardo alle osservazioni mosse al suo romanzo, e di una galanteria sorprendente. Dopo averci minacciato di squartamento e averci messo al corrente di volersi liberare dei nostri poveri corpi smembrati gettandoli in un canale, ci ha regalato due bellissime rose gialle. E ci ha offerto da bere e da mangiare. Uomo d'altri tempi! (Carlo, perdonami, ho distrutto la tua fama di "duro"!)
4) I cerotti: menomale che la Tancredi ne aveva una scorta, perché a un certo punto i miei piedi sono diventati troppo larghi per le Doctor Marten's e hanno mostrato anomali rigonfiamenti sui calcagni, altrimenti detti "vesciche". La Tancredi mi ha dovuto prendere sottobraccio. E, ciò nonostante, sorrideva. La Tancredi è una santa. 5) Le chiacchierate notturne con la Tancredi: 6) La libreria Bonardi: l'epicentro della letteratura italiana in Olanda. Un ambiente curato, informale e ospitale (la mano di Marina si nota anche lì). È esattamente ciò che intendo io quando parlo di "librerie", come dovrebbe essere ogni libreria degna di questo nome. È tutto quello che in Italia sta, purtroppo, scomparendo. 7) La passeggiata ad Haarlem con Marino Magliani: la deliziosa Haarlem mi ha sedotto con i suoi profumi di cibo e di dolci natalizi e Carlo Cannella si è dimostrato ancora una volta un gentleman offrendoci delle *indimenticabili* cialde calde (perdonate lo scioglilingua). Con Marino, che come me è redattore de La poesia e lo spirito, abbiamo parlato di editoria (cosa che ho fatto praticamente durante tutto il soggiorno olandese, con mia grande felicità!), di libri, di romanzi, di Liguria, di amici comuni. Ne è venuto fuori un pomeriggio piacevolissimo, e la grande gioia, per me, di aver finalmente conosciuto di persona l'autore di due libri che amo visceralmente, e la cui scrittura emoziona il mio cuore e il mio cervello. See you soon, Marino! E grazie di tutto. 8) La cena casalinga del 1 dicembre: dopo aver fatto conoscenza con quelli che la Tancredi e io abbiamo ribattezzato "teneri refoli d'aria olandesi" che ci accarezzavano delicamente (anzi, la definizione giusta era: "toh, una bavetta d'aria") e con una timida pioggerellina che quasi si vergognava a scendere (sì! sono ironica!), e dopo aver percorso Amsterdam in lungo e in largo, siamo finalmente giunti nella tonificante dimora Warnersiana. Dove la Cenciarelli ha tracannato tre bicchieri di vino rosso a 14 gradi spazzolando, nel frattempo, quantità industriali di mostarda di frutta, formaggio olandese e cracker che danno dipendenza. La Tancredi mi guardava sghignazzando. Più tardi, durante la nostra chiacchierata notturna, mi ha detto: "Mi sa che non sei più astemia. E mi sa che reggi il vino molto meglio di quanto tu creda". Al che ho replicato mentalmente: mi sa che ho creato un mostro: non mi riferivo alla Tancredi, eh, ma un'avvinazzata me stessa. 9) La sigaretta in piazza Dam: dopo aver fatto il nostro dovere di amiche e aver comprato un regalino a Stefano, dopo esserci accertate del fatto che ad Amsterdam i diamanti costano molto meno che in Italia (no, Stefano, non ti abbiamo regalato un diamante!), la Tancredi e io ci siamo accasciate su una panchina in piazza Dam e ci siamo premiate con una sigaretta. La bavetta d'aria che soffiava alle nostre spalle ci suggeriva discretamente di proseguire il cammino, tanto che per poco non sbattevo il naso per terra, ma noi abbiamo resistito impavide. Eravamo belle (me lo dico da sola), "alternative" e in pace con noi stesse. Momento indimenticabile, da fissare nella memoria. (Nel frattempo, Giulia controllava la cartina ed elaborava l'itinerario: ve l'ho già detto che sulla sua fronte pulsa un radar?)
10) Last but not least: i tre arabi rimorchiati a una fermata del tram. Giulia ha finto di essere russa, io di essere cretina. La faccia da ebete mi viene benissimo. E poi si sarebbe posto il problema di un'equa spartizione. Tanto per rimanere sulla falsariga cannelliana avremmo dovuto dividercene uno a metà, in modo più o meno efferato. Quindi abbiamo preferito soprassedere. Conclusione: "Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi. (Cesare Pavese)". Questo recitava una stampa appesa nella zona notte dove dormivo io. Brindo all'amicizia. Le immagini di cui sopra ritraggono nell'ordine: Una foto di Mastroianni con il mio riflesso in controluce mentro lo fotografo in pigiama (il pigiama non si vede, in effetti). Il letto dove dormivo e le mie pantofoline con gli orsacchiotti sopra. La scrivania ai piedi del mio letto. Il cartello appeso alla sinistra del mio letto. Il mio trolley la sera prima della partenza: quando ho dovuto chiuderlo, il giorno dopo, mi è venuto un attacco d'ansia. E non mi ero portata niente (per i miei standard...).
Inserito da Gaja il Mar, 27/11/2007 - 22:58
La sottoscritta si catapulta ad Amsterdam per quattro - leggasi QUATTRO - giorni, in compagnia di Giulia Tancredi, ma non poteva fare a meno di pubblicare l'invito che Giulio Mozzi, Lucio Angelini, Giuseppe Mauro e Luca Tassinari hanno redatto per chiunque voglia candidarsi come lettore di vibrisselibri. [il banner è opera della proteiforme creatività di Stefano "Dada" Mazzoni, vice capoufficio stampa di vibrisselibri] Vi piace leggere? Volete dare una mano al Comitato di lettura di vibrisselibri? Scrivete al Comitato di lettura, indicando quale potrebbe essere, in linea di massima, la vostra disponibilità (ovvero quanti dattiloscritti pensate che potreste realisticamente leggere: uno alla settimana, quattro all’anno, tre al mese ecc.). Tenete conto che la lettura di un dattiloscritto comporta anche la redazione di una breve scheda. Nella lettera vi chiediamo anche di dirci chi siete, e di aggiungere tutte quelle altre informazioni che ritenete possano servire (ad esempio: se avete esperienza editoriale, se avete gusti di lettura specifici, se avete particolari competenze, se avete una formazione letteraria, se leggete in cucina o al pub, eccetera). Spedita la lettera, riceverete subito una breve risposta automatica (se non la ricevete, vuol dire che qualcosa è andato storto nella spedizione della vostra lettera). Successivamente il Comitato (nella persona del Decone Lucio Angelini o di uno dei suoi vice, Luca Tassinari e Giuseppe Mauro) si farà vivo con voi. E a quel punto cominceranno i dolori. Riceverete via email un dattiloscritto. Vi sarà chiesto di leggerlo e di redigere una scheda di lettura. La scheda sarà valutata dal Comitato, che deciderà se accettarvi o no come Lettori di vibrisselibri. Se sarete accettati, auguri e buon lavoro. Se non sarete accettati, grazie mille per la disponibilità e scusate per il disturbo. [Continua a leggere le domande e le obiezioni, oppure l'introduzione di Giulio Mozzi qui.]
Inserito da Gaja il Mar, 01/05/2007 - 17:35
Avevo visto il mare il pomeriggio prima, appena arrivata. Qualcuno già prendeva il sole. Due ragazzi stavano pitturando le cabine. La velocità non eccessiva della macchina mi aveva permesso di osservare l’acqua. Le spiagge infinite dell’Adriatico. Le immagini si erano incastrate di colpo nelle sagome che per troppo tempo erano rimaste vuote nella mia mente.
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