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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Sab, 20/02/2010 - 14:23

Giorni intensi.
L'8 febbraio la diretta su RedTv, in un'intervista a cura di Stefano Balassone all'interno del programma Resti tra noi, su Auroralia e Facebook.

Chiunque l'abbia persa, può rivederla qui: http://restitranoi.ilcannocchiale.it/

L'11 febbraio in diretta a Tempi dispari, talk-show serale condotto da Francesco Gatti su RaiNews 24. Sempre a proposito di Auroralia.

E poi la scrittura.
E Fabrizio De Andrè.

«Le vere domande e le vere risposte non sono fatte di parole: sono fatte di azioni, di gesti, di atti, di opere in cui possono anche essere compresse le parole. Eppure ogni cosa fatta in qualche modo la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia».

»
Inserito da Gaja il Mer, 06/01/2010 - 11:19
























Stamattina, mentre stavo per uscire, ho trovato fuori dalla porta di casa mia un sacchetto pieno di lavanda.
Il profumo e il colore sono stati come una carezza, un'autentica epifania.
Che non rivelerà mai l'identità di chi mi ha regalato questo scorcio di serenità.

»
Inserito da Gaja il Gio, 24/12/2009 - 13:14

Una scritta fotografata ad Amsterdam, nell'ottobre del 2008.


Le persone che parlano di rivoluzione
e di lotta di classe
senza far riferimento esplicito
alla vita quotidiana
senza capire
cosa c'è di sovversivo nell'amore
e di positivo
nel rifiuto delle costrizioni,
queste persone hanno un cadavere
in bocca.

»
Inserito da Gaja il Gio, 17/12/2009 - 20:31

Nessuno
è più forte di chi ha paura
e non ha niente
eppure
sceglie
di non fuggire.

»
Inserito da Gaja il Sab, 12/12/2009 - 13:07





»
Inserito da Gaja il Ven, 23/10/2009 - 14:08

De Martiis sta con i gomiti sulla scrivania, le dita intrecciate e appoggiate alle labbra.
Accanto a de Martiis, Livia Bacci, con le gambe accavallate e un paio di occhiali dalla montatura rosso fuoco.«Onorevole, si rende conto? Chi meglio della figlia di una vittima delle BR?»
«Non c’è dubbio, Bruno, non c’è dubbio…».
«La gente vuole sentirsi dire questo: che non c’è mai stata ideologia. E infatti è così! Non c’era ideologia. Vedesse ai miei convegni, come si scalda la platea. La politica non c’entra. Non c’entra la rivoluzione armata. I brigatisti erano in cerca di potere e di soldi, come tutti! Altro che ideali!»
«Mi auguro che tu non vada in giro a dire “che i brigatisti erano in cerca di potere e di soldi come tutti”, Bruno. Me lo auguro di cuore».
Livia Bacci solleva un angolo della bocca.
Chialastri arrossisce.
«Ma no, certo che no. Era solo un’osservazione inter nos…»
«Comunque mi pare un’ottima idea. E mi pare ottima anche la tesi che vai sostenendo. Però stai attento. Tu sei naturalmente tendente all’ira, e a volte le parole ti scappano di bocca senza che tu nemmeno te ne accorga».
Chialastri ingoia la lezioncina.
Livia Bacci interviene.
«Ma durante i suoi convegni non c’è mai nessuno che si alzi per contestarla?» La Bacci parla con la stessa inespressività che aveva sul viso. «Ci sono dei contraddittori o sono tutti d’accordo con lei?»
«Ogni tanto qualcuno ci prova… ma viene sepolto dai fischi». Chialastri sorride, compiaciuto.
«E questa Scarabosio quando arriva?» Poi de Martiis si volta verso Livia Bacci. «Ti dice niente il nome del generale Scarabosio?»
«Certo. Si parlò moltissimo di quell’attentato con i compagni di Lotta Continua».
«Quindi è stata un’azione di grande importanza… Voglio dire: non è un semplice appuntato, o un tizio che passava di lì per caso… o una mezza calzetta…»
«No, affatto. Era il generale Scarabosio…» Livia Bacci scandisce le sillabe dando risalto al nome. «Stimata e celebre figura delle Forze Armate. Nei secoli fedele. Fu uno degli attentati che fecero più scalpore. Funerali di stato. Un evento».
«Meglio. Allora avere la figlia in squadra sarà un bel colpo».
«Sapevo che avrebbe approvato!» Chialastri si rischiara.
«Tienimi aggiornata».
«Sono tra i primi otto della lista, vero?»
«Non hai motivo di dubitarne. Continuiamo così».
«Gliela porto appena possibile».
«Magari organizziamo un pranzo, che ne pensi Livia?»
«Mi pare l’ideale prima di presentarla in società. Il "debutto" è una questione delicata. L’immagine è una questione delicata. È il caso di farci quattro chiacchiere, prima» dice Livia Bacci.
«Vi farò sapere».
«Devi, Bruno, devi».
Livia Bacci si alza, si liscia la gonna e la giacca e si ravvia la frangetta.
Chialastri, irritato dalla sicumera di quella comunista - e per di più venduta, le pianta gli occhi sul viso aspettando che lei lo guardi. Lui è ancora seduto e lei gli sta facendo capire che il tempo a sua disposizione è scaduto. Una donna!
«Dottor Chialastri la saluto» fa Livia Bacci, invitandolo a togliere il disturbo.
Chialastri guarda de Martiis, che ha già ripreso a sfogliare le sue carte. È costretto ad alzarsi e ad andarsene.


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