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i miei libri



Extra Omnes
L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi

Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis




Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Lun, 21/07/2008 - 18:47


Dura poco più di un minuto. Assolutamente da vedere, considerando il periodo. Ma anche fosse stato pieno inverno ve lo avrei consigliato caldamente. E non aggiungo altro.

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Inserito da Gaja il Ven, 18/07/2008 - 08:25

Io l'ho già fatto, ci sono arrivata leggendo Il diario di Susanna, secondo me uno dei blog più belli, divertenti, geniali in circolazione; sicuramente una delle mie letture quotidiane. Poi, stamattina, ho scoperto che anche Arti aveva pubblicato il manifesto, battendomi sul tempo!

Cliccate sull'immagine e firmate: questo è il momento giusto. Abbiamo pochi strumenti - democratici - a disposizione, dobbiamo sfruttarli tutti, fino in fondo.

Buona firma.

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Inserito da Gaja il Lun, 14/07/2008 - 20:07

Cosa c'è dietro un «se»?
A cosa vi fa pensare un «E se?»
Come completereste l'espressione «E se...»?

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Inserito da Gaja il Ven, 04/07/2008 - 18:06

Era da tanto che volevo pubblicare un post felino. Di amiche e amici felinomani ne ho tantissimi, e ne vado più che fiera. Li conosco tutti, anche se alcuni solo in foto. Ho una raccolta di immagini feline che farebbero invidia a Novella Parigini (buonanima). Ci sono Oreste, Smeraldina, Leo, Musetta insieme alla nuova micina dell'Acciu, ci sono Tay, la Rubia, Nena e Pirillo di Roberto "El Puma" c'è la Scilla/Scintilla di Criscia (l'unica gatta che fa le fusa quando la prendi a scapaccioni decisi sui fianchi), Palli (o, meglio, come la chiama lui: Gatto) di Arti, c'è Khori di Matteo, c'è Tobia di Ramona, la numerosissima rappresentanza felina che gravita attorno ad AleMyBrother, c'è Tina/Medea di StèMyCousin, c'è Lucilla di Demetrio, c'è Apollo di Giovanni, e moltissimi altri cui chiedo scusa se la mia memoria fa difetto. In onore e per amore dei gatti, ho scelto di dedicare questo post alla mia nipotina Susanna, cuginetta di Margot, che ha un blog dove scrive il suo diario. Susanna ha più di dodici anni, studia psicologia, ha fondato un complesso rock, ed "è alquanto ringhiosa".
Sul suo diario, tra l'altro, ho trovato questa interessantissima segnalazione: è un blog che dà dipendenza (felina). Non se ne può più fare a meno: Icanhascheezburger.com
Ma esiste una creatura più bella del gatto?
Secondo me, no.

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Inserito da Gaja il Gio, 03/07/2008 - 08:00

Rapita il 23 febbraio 2002, da sei anni viveva nella giungla. Questa donna coraggiosa, ex candidata alla presidenza della Repubblica colombiana, era stata rapita dalle FARC ed è stata rilasciata ieri sera. Per anni siamo stati spettatori dei filmati che la ritraevano sola, seduta con lo sguardo basso e i capelli lunghissimi, persa e ammalata. Ingrid Betancourt, anche cittadina francese, è in buone condizioni di salute: potrà riabbracciare i figli. Di recente l'Unità l'aveva candidata al Nobel per la Pace: le adesioni a questa proposta erano state numerosissime. Tra le molte cause  in cui era impegnata prima del suo sequestro, la senatrice franco-colombiana combatteva contro i boss della droga.
Grazie per il tuo coraggio, Ingrid Betancourt.

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Inserito da Gaja il Mar, 17/06/2008 - 20:28

Per questo post devo ringraziare Andrea, che stamattina ha commentato il pezzo in cui annunciavo la scomparsa Maria Strofa. Andrea ha nominato Enzo Baldoni e la ferita che è sempre stata lì, e che credevo cicatrizzata, ha ripreso a sanguinare. La carne è viva e pulsa. Personalmente non dimenticherò mai Enzo Baldoni, rapito il 21 agosto 2004 e ucciso - nella maniera più efferata e crudele che si possa immaginare - 48 ore dopo. Non dimenticherò le parole che sono state spese per insultarlo, per sminuire la portata e l'importanza del suo impegno. Non dimenticherò mai da chi sono state pronunciate (Vittorio Feltri e Renato Farina - detto "Betulla", sopra tutti. Più in basso potete leggere alcune delle espressioni di solidarietà che scrissero all'epoca), e per non dimenticare ho anche dedicato a Enzo Baldoni una parte del romanzo che ho appena finito di scrivere (la cui protagonista è Margherita: la solita Margherita di cui parlo spesso anche qui sul blog). 
Enzo Baldoni era un creativo, ed era un essere umano.
La sua - e quella della sua famiglia - sono tragedie dimenticate.
Non ha avuto nemmeno una medaglia al valor civile, però il Festival Internazionale del Giornalismo ha istituito un premio che porta il suo nome. Un premio destinato a giornalisti veri, a chi realmente sceglie di fare informazione.  

«Garantiamo, nel nostro piccolo, ai suoi rapitori islamici: tifa per voi, per la resistenza irachena. Non è musulmano, è milanese; non aderisce ad Al Qaeda, per carità, ma in fondo giustifica chi spara ai marines. Li conosciamo i documenti antimperialisti dove si solidarizza con “le ragioni economiche, politiche, morali che spingono gli oppressi del mondo a combattere con le armi contro l'America e i suoi servi sciocchi, ad esempio Berlusconi”. Baldoni era di tale fatta. Lo ribadiamo volentieri, Signori dai lunghi coltelli: è del tipo di occidentale che piace a voi: antiamericano. Confidiamo basti.

«Resta la possibilità di una truffa abominevole. A favore di tale ipotesi sta la serenità di Baldoni: su Al Jazeera pare sorridere come in un filmino familiare. Quasi che dopo il rapimento, gli avessero assegnato la parte da recitare: sappiamo che sei un bravo pacifista, poi ti liberiamo, e spieghiamo al mondo che se tutti gli italiani fossero come te, il vostro Paese potrebbe dormire sonni tranquilli.



«Ed è davvero il colmo che un antiberlusconiano come Baldoni sia ritenuto servo di Berlusconi. Per i fondamentalisti se un infedele va in Iraq, può essere persino collaboratore di "Diario" e di "Linus", amico di Che Guevara, ma resta uno cui Berlusconi doveva impedire di andar lì. Un po' grottesco, quasi che non sapessero la libertà che c'è in Italia. Troppo finto per essere vero. E in palese contrasto con la consapevolezza ideologica da no global all'amatriciana, che inzuppa il comunicato.»

Chiunque volesse fare un tuffo nell'universo di Enzo Baldoni dovrebbe necessariamente visitare Le balene

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