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i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Dom, 21/09/2008 - 14:34



Marco Simonelli - splendido poeta e persona ancor più eccezionale che mi onora della sua amicizia - Palinsesti, Edizioni Zona 2007. Non so davvero dire fino a che punto i suoi versi mi piacciano. Marco Simonelli, Maria Grazia Calandrone (che io, personalmente, adoro e consiglio a *TUTTI*), Francesca Genti sono solo quattro dei giovani poeti che mi vengono in mente e che dovrebbero essere letti da chiunque ami la poesia.


Andrea Lessona, Yeats Country. Viaggio nello spirito dell'Irlanda, Edizioni Saecula 2008. (Un mio articolo al riguardo uscirà il 24 settembre alle ore 8.00 su lapoesiaelospirito).

Due libri da leggere assolutamente. 

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Inserito da Gaja il Lun, 04/08/2008 - 08:34

Ieri mi sono comportata male nel cosmo. 
Ho passato tutto il giorno senza fare domande, 
senza stupirmi di niente. 
Ho svolto solo attività quotidiane, 
come se ciò fosse tutto il dovuto. 
Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro, 
incombenze,ma senza un pensiero che andasse più in là 
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa… 

(W. Szymborska, 2005)

[È nata a Bnin, in Polonia, il 2 luglio 1923. È stata premio Nobel per la Letteratura nel 1996 con la seguente motivazione: "Per la capacità poetica che con ironica precisione permette al contesto storico e ambientale di venire alla luce in frammenti di umana realtà". È una donna che io, personalmente, ringrazio per come sa usare le parole, perché tocca le mie corde più profonde.]
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Inserito da Gaja il Ven, 04/04/2008 - 17:59

[Questa poesia è contenuta nella raccolta Men/Uomini: Ritratti maschili nella poesia femminile contemporanea, edita da Le Lettere nel 2004 e curata da Giorgia Sensi e Andrea Sirotti. La sua autrice è una delle più grandi poetesse irlandesi dei nostri giorni, ovvero Nuala Nì Dhomnaill. Nudo era stata originariamente composta in irlandese, poi tradotta in inglese. La ripropongo qui, nella versione italiana tradotta dai curatori della raccolta]
Per andare subito al sodo dirò che preferirei vederti nudo - la camicia di seta e la cravatta
esclusiva, l'ombrello sotto il braccio in caso di pioggia, il completo di grisaglia che fa tanto tendenza,
i mocassini sfiziosi e, ultrachic, un paio di guanti di nappa di cerbiatta,
poi, per coronare il tutto, un crombie sbarazzino sulle ventitré - tutto questo altro non è che la ciliegina sulla torta.
Perché, all'insaputa del resto del mondo, sotto la parvenza esteriore si nasconde un corpo di insuperabile bellezza, non un neo
non una pecca, bensì la fulgida flessuosità di un animale selvatico, un gatto da sogno a caccia di preda, poniamo, che lascia delitti e scompiglio
nella sua scia. Le tue spalle larghe, muscolose e i fianchi levigati come neve su un cumulo.
La schiena, la vita sottile, e, naturalmente, la radice che è la sede stessa del piacere, la fonte del piacere.
La tua pelle, amore mio, scura e liscia come seta con un filo di velluto nella trama,
odorosa com'è di spirea o "regina dei prati" che ha il potere, si dice, di portare uomini e donne alla follia.
Per questo motivo soltanto, se non per altri, quando vieni al ballo con me stasera (benché io preferirei, come ben sai, vederti nudo)
sarebbe forse meglio che ti infilassi canottiera e brache per impedire che metà delle donne d'Irlanda finiscano con l'impazzire.

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Inserito da Gaja il Dom, 09/03/2008 - 20:03

[Questa poesia è stata pubblicata ieri su La poesia e lo spirito.
L'ha scritta Giuseppe Panella, vibrisselibraio d'eccellenza e redattore del succitato LPELS. Per me è stato amore a prima lettura. Sono certa che lo sarà anche per voi.]
Maestra d'amore
…e Morte non avrà più dominio” (Dylan Thomas) 1.
… il ricordo dell’amore trascorso è comunque struggente come lo è sempre il racconto di ciò che siamo stati una volta, il sentimento vibrante e sicuro di non volere rinnegare più niente (quello che ci ha a volte traditi travolti stregati e non ci ha concesso il diritto di replica o di insegnamento) è nella gioia e nel dolore di questo svolgimento… qui si annida il rimpianto e il fervente segreto del tempo ci nega ciò che si voleva conoscere dal proprio corpo di amante… tutti abbiamo avuto una maestra d’amore, il sogno sepolto sotto la coltre di lana e il cuscino, qualcosa che ci ha insegnato il sopito dolore che sapeva di morte di gloria e di destino… … ma chi ci ha raccontato cosa volevamo dal mondo e ha scandito il tempo e le storie con insondato sorriso, ci ha rimandato agli avvolgenti scenari di sfondo (cogliendo l’oscurità del futuro, cancellandoci il pianto dal viso) è viva ormai in ciò che non dimenticammo, in ciò che ci ritorna in mente quando rivediamo con gli occhi della mente, il rimpianto del cuore tutto quello che fummo e vogliamo essere ancora… … a vincere non è lo strazio e il dispetto di aver abbandonato ciò che dopo tanto tempo ancora ricordiamo ma è ciò che rimane in noi, ancora vivi, ancora disperati, degli attimi che ci hanno una volta conquistati… … è stata la nostra maestra d’amore, la vita, ora e sempre, e per tutto il tempo sempre inseguita perché continuasse a insegnarci il diletto e il gusto e il concetto di poter essere amati…

2. Love is the more majestic teaching We receive from the life And in its tremendous awakening We connect the mind To others true desire Life is the most pathetic teacher Of love’s restrained pain And souls and bodies suffer (Except in our brain) For the denial to obtain The well desired object When the other reject us And our heart results neglected By the mean and unfair refusal’s strength… All we want a love teacher’s nest In which we can have the rest We desire and sigh and want In the moment in which we have to affront The question of all questions That we escape don’t I can’t go on without rememberin’ The lost time of my youth In which always love stayin’ On the lips of my mouth I had a teacher then And I didn’t have her in vain The love isn’t only an affair You can get anywhere… 3. … ho conosciuto quindi l’affanno del vivere da solo nel momento in cui volevo cercare l’aiuto del mondo e ho trovato quello - solo ma sufficiente – di lei che mi insegnò e mi fu maestra d’amore (ma non soltanto nel cuore) e mi rese edotto e lusinghiero del gesto che libera e trasforma i desideri in piaceri e i piaceri in sofferenze non risparmiate a chi capisce che in quell’istante misterioso e colpevole il dolore e il piacere non possono che essere usati se vogliono essere durevoli… … ho imparato a mie spese quello che l’amore concede a chi si offre al suo potere e lo sostiene piegandosi a sua volta al suo magistero infinito e profondo, senza pace ed eterno, irraggiungibile e pronto… a mia volta fui io un maestro d’amore per chi già tutto sapeva e illustrava il piacere a venire, cercando di saldare la mente al corpo e il corpo al desiderio senza ritenere sprecato il tempo impiegato e goduto di quell’apprendistato infinito… 4. Time has gone And it shall be mine Again and again If I’ll be able to remain The same kind of then… Time has gone And it’ll be the same day In which I taught The good taste of love… Time has gone But I cannot lose it If I’ll be the same man Who would teach The nice strength To come to Heaven and Hell And also beyond As they could be in the sweetest flow… 5. … ma il tempo prende la strada più diritta e restituisce soltanto gli andirivieni, gli insegnamenti giusti e quelli sbagliati, le donne amate e quelle solo sfiorate (anche se nel profondo), i sogni riparatori, le conchiglie forate, i gesti inutili e i rituali dimenticati. i sospiri perduti, i santi invocati, le azioni ignorate e perfette… vorrei insegnare a tutti il modo di vivere e di morire così come l’amore vissuto lo ha insegnato a me… e congiungermi al passato vuol dire ancora, oggi, per me, sano di mente se non di corpo o in attesa di liquidazione, ritornare all’insegnamento ricevuto e farne un regalo a chi non è ancora venuto a riceverlo in dote o in donazione… 6. Voglio insegnare ancora a me stesso e non smetterò mai d’imparare il disegno perfetto che mi porta ad ammirare il momento insensato che dà ragione lo stesso al mio desiderio di voler continuare, a comprendere e a non dimenticare… perché così ancora una volta Death Shall Have No Dominion

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Inserito da Gaja il Gio, 14/02/2008 - 20:08
Questa poesia è stata pubblicata poc'anzi sul lit-blog, di cui sono orgogliosa redattrice, La poesia e lo spirito. Chiunque voglia ascoltarla dalla viva voce della sua autrice, Maria Grazia Calandrone, non deve fare altro che cliccare sul suo myspace.
La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata dei finimenti muscolari, le valvole che l’hanno finalmente abbandonata sulla terra, l’angolo umile che fa la testa per celare il sorriso sulla cruda colonna del corpo dice: ti ho aspettato per tutta la vita ho visto la tua vita nei miei sogni e tutta, notte dopo notte, si risolveva nel perdono. In certe svolte quando il cielo pieno di meraviglia coincideva con la bolla degli alberi agitati dalla piena luna, io mi svegliavo per causa dei tuoi sogni e portavo il tuo nome come una bandiera che saliva dal petto e mi rendeva invisibile: di me si vedeva soltanto il tuo nome. Io sapevo che avremmo dovuto terminare vicini qualunque cosa nel frattempo fosse stata di noi. Adesso eccomi, sono qui per finire nella tua fine, per aspirare l’ultimo respiro dalla tua bocca e soffiarlo attraverso la bocca che dopo te nessuno ha più baciato, al cielo.
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Inserito da Gaja il Ven, 21/12/2007 - 08:40
Il padre de li santi Er cazzo se pò dì radica, ucello, Cicio, nerbo, tortore, pennarolo, Pezzo-de-carne, manico, cetrolo, Asperge, cucuzzola e stennarello. Cavicchio, canaletto e chiavistello, Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo, Attaccapanni, moccolo, bruggnolo, Inguilla, torciorecchio, e manganello. Zeppa e batocco, cavola e tturaccio, E maritozzo, e cannella, e ppipino, E ssalame, e ssarsiccia, e ssanguinaccio. Poi scafa, cannocchiale, arma, bambino, Poi tozo, cresscimmano, catenaccio, Mànnola, e mi'-fratello-piccinino. E te lascio perziono Ch'er mi' dottore lo chiama cotale, Fallo, asta, verga e membro naturale. Quer vecchio de spezziale Dice Priapo; e la su' moje pene, Segno per dio che nun je torna bene. La madre de le sante Chi vò chiede la monna a Caterina, Pe ffasse intende da la gente dotta Je toccherebbe a dì: vurva, vaccina, E dà giù co la cunna e co la pota. Ma noantri fijacci de mignotta Dimo cella, patacca, passerina, Fessa, spacco, fissura, bucia, grotta, Fregna, fica, ciavatta, chitarrina. Sorca, vaschetta, fodero, frittella, Cicia, sporta, perucca, varpelosa, Chiavica, gattarola, finestrella. Fischiarola, quer-fatto, quela-cosa, Urinale, fracoscio, ciumachella, La-gabbia-der-pipino, e la-brodosa. E si vòi la cimosa, Chi la chiama vergogna, e chi natura, Chi ciufeca, tajola e sepportura.
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