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i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

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compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Sab, 08/11/2008 - 10:29


Dietro la vetrina di un salone di bellezza.
Più bellezza di questa...



Mettiamo i puntini sulle I.



"Mai più Auschwitz". Monumento commemorativo.



Manifesto in vendita in una libreria! "nobody loves me". Come mi sentivo lagnosa, quel giorno...



No al G8. Spuistraat.



Sempre Spuistraat. Senza parole.



Dietro la finestra di una casa su Kaisergeracht.

Amsterdam non è mai stata così bella!
Grazie, Marina!

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Inserito da Gaja il Dom, 19/10/2008 - 22:20




Ebbene, come si può desumere dall'immagine, sono tornata.

Sono stata BENISSIMO, è la terza volta che vado ad Amsterdam e finalmente posso dire che è BELLA! Ho camminato come una pazza, con il freddo, la grandine, il vento, il sole. Ho macinato letteralmente chilometri senza fermarmi.
Amsterdam è spettacolare. I canali sono stupendi. Basta allontanarsi dal casino di piazza Dam e di Rokin, e si assapora la vera identità della città. Niente droga, niente puttane: una magia che è pronta per essere colta da chi sa osservare.
E, soprattutto, se si ha la fortuna di avere una padrona di casa come Marina Warners: Marina, mi manchi! Mi mancano le nostre chiacchierate, la tua casa e la tua ospitalità. Senza di te Amsterdam non sarebbe stata così bella. Grazie, non so come ringraziarti!

La presentazione è andata bene, è stata divertente: non c'erano molte persone ma quelle che erano presenti erano interessatissime. Io sono molto soddisfatta.

Il Museo Van Gogh è di una bellezza commovente. Ho imparato qualcosa di olandese (non è proibitivo per chi sa già l'inglese e il tedesco) e vorrei riuscire a conoscerlo meglio. Ho portato a casa le meravigliose cialde al caramello tipiche olandesi, il pane all'uvetta, il pane nero con il muesli, la maionese speciale che hanno lì. Ho comprato un catalogo del museo Van Gogh, taccuini, un libro di Doris Lessing On Cats, da Waterstone a Spui

Presto metterò qualche foto e il link dove potrete vederle tutte.

Insomma, sono tornata. Ma mi mancano Amsterdam, le passeggiate e Marina.
Sono stata così bene... ma così bene...  

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Inserito da Gaja il Mar, 14/10/2008 - 08:43

Bene, un breve messaggio di saluto.
Domani partirò alla volta di Amsterdam, e farò ritorno il 19 sera. Andrò, come ormai ognun sa, a presentare il romanzo di Carlo Cannella, edito da vibrisselibri: Tutto deve crollare.
Ci rileggeremo il 20, più o meno. Anche se avrò sempre meno tempo da dedicare al blog, visto che una consegna incombe.
Ma forse riuscirò a postare qualche foto e a fare un breve resoconto!
State bene!

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Inserito da Gaja il Mer, 14/05/2008 - 10:58

Dal mio archivio fotografico sono spuntate fuori altre immagini. La prima mi è stata scattata da Giulio nel corridoio foderato di parole che conduceva al padiglione dedicato ai bambini. Io ero dietro a un riquadro di plastica sospeso su cui erano stampate frasi e copertine e titoli. Durante le nostre peregrinazioni, il Mozzi e io abbiamo imboccato la strada per gli stand dedicati ai libri antichi. E quello che mi si è parato davanti agli occhi non poteva certo passare inosservato.
"Considerazioni ed esperienze intorno al creduto CERVELLO DI BUE IMPIETRITO, VIVENTE ANCORA L'ANIMALE, fatte da ANTONIO VALLISNIERI e da lui scritte". Ho immortalato l'immagine e, in seguito, il sollecito Giulio mi ha segnalato che se mai avessi voluto saperne di più sul suddetto Antonio Vallisneri, avrei dovuto cliccare sul suo augusto nome. Mi sono accorta solo ora che "Le considerazioni" sono state stampate in PADOA. Evidentemente Patavia è nel mio destino. A ogni modo trovo edificante riportare alcuni passi della bio-bigliografia dell'Antonio Vallisneri proprio qui, su questo seriosissimo blog. Si prega di prestare la massima attenzione ai titoli delle opere: "1710 Escono le Considerazioni, ed Esperienze intorno al creduto Cervello di Bue impietrito; le Considerazioni, ed Esperienze intorno alla Generazione de’ Vermi ordinari del corpo umano e la Prima Raccolta d’Osservationi, e d’Esperienze... Cavata dalla Galeria di Minerva. Fonda, con Apostolo Zeno e Scipione Maffei, il «Giornale de’ Letterati d’Italia». Viene aggregato all’Accademia dei Ricovrati di Padova. 1712 Inizia la sua collaborazione alle «Academiae Caesareo-Leopoldinae Naturae Curiosorum Ephemerides». Pubblica, sul «Giornale de’ Letterati d’Italia», la Relazione di tutte le Opere ultimamente uscite, nelle quali si tratta del mal contagioso de’ buoi. 1713 Escono le Esperienze, ed Osservazioni intorno all’Origine, Sviluppi, e costumi di vari Insetti e le Nuove Osservazioni, ed Esperienze intorno all’Ovaia scoperta ne’ Vermi tondi dell’Uomo, e de’ Vitelli. Cura l’edizione, sotto la copertura del nome del suo allievo, Girolamo Gaspari, della Marcelli Malpighii Consultationum Medicinalium Centuria prima. Pubblica, sul «Giornale de’ Letterati d’Italia», le Nuove Osservazioni Medico-Fisiche... nella Costituzione verminosa, ed epidemica seguita nelle cavalle, cavalli, e puledri del Mantovano. Legge l’Essais de Theodicée di Leibniz ed inizia il processo di convergenza tra molte sue tesi scientifiche ed alcuni aspetti della filosofia leibniziana. Ottiene la lettura, come incarico aggiuntivo a quello della cattedra universitaria, De pulsibus et urinis presso l’Ospedale S. Francesco di Padova. 1714 Esce la Nuova Idea del Male contagioso de’ Buoi, stesa in collaborazione con Carlo Francesco Cogrossi. Entra in rapporti di confronto scientifico con Leibniz, attraverso la mediazione di Louis Bourguet. 1715 Escono l’Istoria del Camaleonte Affricano; la Lezione Accademica intorno all’Origine delle Fontane e la Raccolta di vari Trattati. 1721 Escono l’Istoria della Generazione dell’Uomo, e degli Animali e il De’ Corpi marini, che su’ Monti si trovano. 1722 Viene nominato medico di camera dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo. Pubblica, sul primo numero dei «Supplementi al Giornale de’ Letterati d’Italia», il Che ogni Italiano debba scrivere in Lingua purgata Italiana, o Toscana. 1725 Esce il Dell’uso e dell’abuso delle bevande e bagnature calde, o fredde, nel volume De potu vini calidi di Giovanni Battista Davini."
Ovviamente la Fiera mi ha consentito di incontrare anche i miei amici più lontani: la grandissima, unica Marina Warners - deus ex machina della Libreria Bonardi di Amsterdam. Chi potrà mai dimenticare le aringhe? Le anguille affumicate? Le tartine? La mostarda? Non io, siòre e siòri, non io. E non vedo l'ora di tornarci!
Ed è stato un immenso piacere rivedere anche Marino Magliani, del quale amo da sempre gli scritti e il cui ultimo libro è di una bellezza sconvolgente. Lo slogan della Fiera di quest'anno era: "La bellezza ci salverà". Se tutti i libri sono come quelli di Marino, scommetto che sarà proprio così.

E, last but not least, un dono.
Giulio mi ha regalato Pandora, la prima donna, di Jean-Pierre Vernant.
"Venne il tempo in cui Zeus per vendicarsi degli uomini decise di far loro dono di un male meraviglioso, di cui non avrebbero potuto più liberarsi. Chiamò Efesto e gli ordinò di fabbricare un manichino con le sembianze di una dea, cui donò seduzione, charme, bellezza e voce umana. Bella a vedersi, ma perfida, la sua apparenza esteriore è il contrario della sua realtà. Viene chiamata Pandora: perché è il dono che tutti gli dèi vogliono fare agli umani. Pandora è la prima donna, l'antenata di tutte le donne. Insieme a lei Zeus manda sulla terra un vaso da cui escono tutti i mali fino ad allora sconosciuti: la fatica, la sofferenza, il dolore, la morte. Con Pandora ha inizio la condizione umana. Ma nello stesso tempo sarà proprio Pandora, la prima donna, a portare nel suo ventre la vita. La speranza per l'uomo."
Prima La tremenda Lulù, ora Pandora.
E non venite a dirmi che non sono proteiforme.



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Inserito da Gaja il Mar, 13/05/2008 - 10:15
E rieccomi a voi. Domandina di rito: vi sono mancata? Non rispondete tutti insieme, mi raccomando! Innanzi tutto: cosa mi ha regalato la Fiera del Libro? La febbre e l'afonia. Ebbene sì, non ho voce. Ho pochissima voce. Ho una voce che sembra provenire dall'oltretomba, perché - a furia di parlare (e di ridere) - dopo tre giorni di caldo umido e appiccicoso, domenica si sono scatenati gli elementi proprio quando Giulio e io stavamo uscendo dal Lingotto.
Sono stati quattro giorni estenuanti, ma ricchi di eventi e di incontri. Promettenti, interessanti. Per vibrisselibri, intendo. Quindi, incrociamo le dita e speriamo in sviluppi positivi. La bellezza di queste fiere risiede nel fatto che si possono incontrare persone sparsi ai quattro angoli d'Italia e che convergono sul posto in occasione di iniziative simili. E quindi devo ringraziare Torino che mi ha permesso di rivedere i miei amici - fratelli delle Edizioni Zona (Silvia Tessitore, torella come me e bella e irradiante calore come il sole, e Piero Cademartori, interista-sampdoriano un po' giù di morale, soprattutto DOMENICA! A loro e ai loro testi dedicherò un post a parte), che oltre a essere persone eccellenti, a pubblicare libri notevolissimi (EHM!), ad avere una collana di poesia davvero unica nel panorama editoriale italiano, a offrire rinfreschini a base di chianti, taralli, biscotti al cioccolato e amenità del genere, avevano uno stand pieno zeppo di sedie.
Avete mai fatto caso quanto sono belle le sedie? La loro sinuosità, il loro appeal, quel loro volerti accogliere: le sedie sono sirene il cui canto è irresistibile. Amo le sedie.
Ho visto Alessandro Zannoni, incontrato Chiara Bertazzoni della Carboneria, ho conosciuto i preziosissimi e simpaticissimi Guido Tedoldi e Paolo Cacciolati di LPELS, ho abbracciato la mia amica giornalista Manuela Minelli, di cui recentemente ho presentato la bella raccolta di racconti C'è odore di cuore ho riso come una pazza allo spettacolo di Francesco Forlani che, a un certo punto, è salito su una sedia dello stand di Zona e ha messo su un one-man show attirando decine di visitatori, e gridando: "Cosa rispose Auden al suo migliore amico che gli domandava: "Why is there no money in poetry?".
Poi, ovviamente, visto che non mi smentisco mai, e visto che Giulio ha una santa pazienza di Sgiob, ci sono stati anche i miei soliti siparietti. In un interstizio di lucidità tra un rincoglionimento e l'altro mi ricordavo chi ero. Ma non riconoscevo gli altri. Gli scrittori. No, quelli non c'è stato proprio verso.
1) Giulio incontra un gruppetto di persone. Ci chiacchiera amabilmente. Scambio qualche parola anche io con un tipo molto alto e simpaticissimo.
Quando il gruppetto (n.d.A.: Dalia Oggero e Paola Gallo) se ne va, Giulio mi fa: "ah, ho visto che hai chiacchierato con Lodoli". Io: "ah, era Lodoli?".
2) Allo stand di Pordenonelegge arriva un affascinante uomo calvo (io ho un debole per i calvi) che si mette a chiacchierare con noi. Ce ne andiamo e Giulio mi fa: "Bel giovanotto, eh?" E io: "Ehm, sì. Chi è?" Giulio: "Gianmario Villalta".

3) Un simpatico tizio si avventa su Julius salutandolo con "Affettuosità". Io, che nel frattempo stavo ricevendo sms a raffica non mi ricordo più da chi, con una mano rispondo e con l'altra stringo la destra del mio interlocutore. Giulio dice che la Fiera ha operato in me una mutazione genetica:  mi sono spuntate sette braccia con relative mani per rispondere al telefono, scrivere, e stringere mani altrui. Si chiacchiera amabilmente poi ce ne andiamo. Io: "Simpatico, quello. Chi era?" Lui: "Antonello Satta Cettanin". Io: "Ah. Aldo Nove. Ma questo però, dai... non si somiglia per niente!!!" Un paio di note di colore: il caldo ci stava disfacendo. Giulio e io ci attacchiamo a due bottigliette di acqua, ma non bastano. Ci si dirige al megastand "Libri e cioccolato" (ve l'avevo detto che l'avrei fatto!): Giulio, dopo avermi fatto NOTARE, UNA A UNA, rigirando il coltello nella piaga, ogni specialità cioccolatesca, mi trascina via. Mi sono sentita improvvisamente orfana.
La mattina del venerdì, mentre fumo una sigaretta fuori dal Lingotto ti vedo un uomo alto, di grigio-nero vestito, completamente calvo ma con barba foltissima e scura e orecchini. Lo raggiungo. Gli dico: "Joseph!" Egli si volta: era Iannozzi, visibilmente colpito dalla comparsa della sottoscritta. Manco ci fossimo dati appuntamento! Si chiacchiera amenamente del più e del meno, poi torno ai miei doveri di vibrisselibraia.
Cena luculliana la sera del sabato al ristorante messicano Malibù, suggerito dal PaSolin. C'eravamo: io, Giulio, Compay Segundo, Sotomayor... No, in realtà eravamo: Giulio, Demetrio, Maria Luisa Bompani (autrice Sironi, per il quale ha pubblicato Infanza Dea, libro incantevole) insieme a tre amici, Maurizio Torchio (autore Sironi, prossimamente Einaudi), Marco Candida, Angela Rastelli (redattrice di vibrisselibri e redattrice Einaudi), una sua amica e un suo amico, che ci ha raggiunto dopo. A proposito di questo suo amico: a un certo punto con l'orecchio destro percepisco una voce maschile che dice "Gaja Cenciarelli?" Mi volto, Massimiliano (l'amico di Angela) si alza e mi fa: "Gaja! Sono Massimiliano di Motta-Scheiwiller!". In breve, colui che mi ha girato una traduzione qualche mese fa e che ho sentito per telefono e per e-mail. Il mondo è piccolo: quello dell'editoria è MINUSCOLO.
Demetrio ci accompagna alla foresteria: in macchina cominciamo a cantare "ci son due coccodrilli e un orango..." e anche "un elefante si dondolava..." Poi Giulio si è prodotto in canzoni di Guccini e Battiato, prestamente accompagnato dalla sottoscritta. Una menzione a parte va alla foresteria che mi ha ospitato. Si chiama SPAZZI, ed è stato anche merito di un alloggio così confortevole se questa quattro giorni è stata tanto bella. Una delle foto è, in effetti, il mirabile giaciglio dove poggiavo il mio tenero corpicino alla conclusione di ciascuna giornata. (Letto doppio, stanza per due persone, ma pagata come una singola. Mi spalmavo sul letto a stella marina, se capite cosa voglio dire).

Non posso tacere della passeggiata che ho fatto sabato mattina, partendo da Piazza Vittorio, per proseguire su via Po, deviando verso la Mole, tornando su via Po, arrivando a Piazza Castello, infilandomi nel Duomo, imboccando via Roma, passando davanti a Talmone (le foto che vedete sono state scattate alla vetrina della - gloriosa - cioccolateria Talmone) e ivi sorbendo il loro caffè.
E poi c'è la foto del caffè Fiorio. Chi mi conosce sa perché mi è tanto caro. E sa anche che Torino non può semplicemente piacermi, perché Torino è nella mia carne e nel mio sangue, ed è un altro dei luoghi della mia anima. Torino è la città di Margherita.
nota: alcune foto sono foto di foto di titoli di libri accatastati uno sull'altro. Le meno chiare dicono:"Quando io vedevo suoni/e dio negò la donna/ho fotografato l'anima/femminile/tu sei lei/una scomoda verità/bianco su nero/la nebbia dentro/Lui/L'uomo che non c'è.
"Guardatemi/respirare/adesso/il potere segreto della bellezza/perché la vita accelera con l'età/veloce come la notte/Perché ho messo il rossetto/in un batter di ciglia/Perché accade ciò che accade/più veloce della luce/Il tempo di arrivare/Davanti all'immagine/Guardatemi/Sono diventata invisibile." L'ultima foto ritrae Giulio intento a mescere birra da una specie di stivalone pieno della stessa, durante la cena messicana. Per quanto riguarda le mie foto, ebbene: dovrete attendere. Un pochino, almeno.
 

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Inserito da Gaja il Dom, 04/05/2008 - 18:49
Di ritorno da Padova. La presentazione è andata molto più che bene. Oltre le nostre più rosee aspettative (e con degustazione di vini e patatine annessa. A proposito: la serata si è conclusa in un pub irlandese tra Guinness, tris di fritti con patate e mozzarelline panate. I più voraci - ehm! - hanno ordinato piadina con porchetta e funghi). Siamo tornate, Giulia e io, a casa alle quattro.
La canzone del titolo è di Lou Reed: «Oh, è stata una giornata perfetta, sono felice di averla passata con te». Ma in questo caso lo you è obbligatoriamente seconda persona plurale. Vorrei ringraziare qui la mia insostituibile, preziosa Giulia (editor - praticamente la mia roccia - di vibrisselibri), che mi ospita e si prende cura di me ogni volta che approdo in terra patavina.
Grazie ad Alessandro, mio fratello (e ufficio grafica di vibrisselibri). Perché ogni volta che ci vediamo sembra sempre che siano passati solo cinque minuti.
Grazie a Stefano, mio cugino (e vice capo ufficio stampa di vibrisselibri). Perché è simpatico, intelligente, dolce, carino, e perché parlare con lui è divertentissimo. [e sabato sera era, anche lui - dico "anche" per via di quanto ho affermato qui sotto a proposito di Lucio - elegantissimo! Molto casual, e vieppiù british. In una parola: affascinante.]
Grazie a Lucio Angelini, Decone del Comitato di Lettura di vibrisselibri, perché era sfolgorante nella sua eleganza e nella sua abbronzatura-da-Lido (e non solo), e perché, pur essendo giù di voce, ha dato un contributo importante alla discussione di sabato sera.
Grazie a Giulio, perché è mio amico. Ed è molto, per me.
Se gli amici sono un tesoro, io sono ricchissima.

E, tanto per rimanere in tema di amici padovani e di PADRONANZA DELLA LINGUA, vi ricordate le mie coreane (ormai spedite alla legittima destinataria)? Ebbene, cliccate qui. Si parla di attività LINGUISTICHE in Corea del Nord. Se non gradite la versione inglese, c'è anche la versione spagnola. Il link è stato gentilmente segnalato dal mio succitato cugino Stefano.
Ah, la Nouvelle Vague coreana!
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