Extra Omnes
L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi
Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis
Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"
E rieccomi a voi. Domandina di rito: vi sono mancata? Non rispondete tutti insieme, mi raccomando! Innanzi tutto: cosa mi ha regalato la Fiera del Libro? La febbre e l'afonia. Ebbene sì, non ho voce. Ho pochissima voce. Ho una voce che sembra provenire dall'oltretomba, perché - a furia di parlare (e di ridere) - dopo tre giorni di caldo umido e appiccicoso, domenica si sono scatenati gli elementi proprio quando Giulio e io stavamo uscendo dal Lingotto.
Sono stati quattro giorni estenuanti, ma ricchi di eventi e di incontri. Promettenti, interessanti. Per vibrisselibri, intendo. Quindi, incrociamo le dita e speriamo in sviluppi positivi.
La bellezza di queste fiere risiede nel fatto che si possono incontrare persone sparsi ai quattro angoli d'Italia e che convergono sul posto in occasione di iniziative simili. E quindi devo ringraziare Torino che mi ha permesso di rivedere i miei amici - fratelli delle Edizioni Zona (Silvia Tessitore, torella come me e bella e irradiante calore come il sole, e Piero Cademartori, interista-sampdoriano un po' giù di morale, soprattutto DOMENICA! A loro e ai loro testi dedicherò un post a parte), che oltre a essere persone eccellenti, a pubblicare libri notevolissimi (EHM!), ad avere una collana di poesia davvero unica nel panorama editoriale italiano, a offrire rinfreschini a base di chianti, taralli, biscotti al cioccolato e amenità del genere, avevano uno stand pieno zeppo di sedie.
Avete mai fatto caso quanto sono belle le sedie? La loro sinuosità, il loro appeal, quel loro volerti accogliere: le sedie sono sirene il cui canto è irresistibile. Amo le sedie.
Ho visto Alessandro Zannoni, incontrato Chiara Bertazzoni della Carboneria, ho conosciuto i preziosissimi e simpaticissimi Guido Tedoldi e Paolo Cacciolati di LPELS, ho abbracciato la mia amica giornalista Manuela Minelli, di cui recentemente ho presentato la bella raccolta di racconti C'è odore di cuore ho riso come una pazza allo spettacolo di Francesco Forlani che, a un certo punto, è salito su una sedia dello stand di Zona e ha messo su un one-man show attirando decine di visitatori, e gridando: "Cosa rispose Auden al suo migliore amico che gli domandava: "Why is there no money in poetry?".
Poi, ovviamente, visto che non mi smentisco mai, e visto che Giulio ha una santa pazienza di Sgiob, ci sono stati anche i miei soliti siparietti. In un interstizio di lucidità tra un rincoglionimento e l'altro mi ricordavo chi ero. Ma non riconoscevo gli altri. Gli scrittori. No, quelli non c'è stato proprio verso.
1) Giulio incontra un gruppetto di persone. Ci chiacchiera amabilmente. Scambio qualche parola anche io con un tipo molto alto e simpaticissimo.
Quando il gruppetto (n.d.A.: Dalia Oggero e Paola Gallo) se ne va, Giulio mi fa: "ah, ho visto che hai chiacchierato con Lodoli".
Io: "ah, era Lodoli?".
2) Allo stand di Pordenonelegge arriva un affascinante uomo calvo (io ho un debole per i calvi) che si mette a chiacchierare con noi.
Ce ne andiamo e Giulio mi fa: "Bel giovanotto, eh?"
E io: "Ehm, sì. Chi è?"
Giulio: "Gianmario Villalta".
3) Un simpatico tizio si avventa su Julius salutandolo con "Affettuosità". Io, che nel frattempo stavo ricevendo sms a raffica non mi ricordo più da chi, con una mano rispondo e con l'altra stringo la destra del mio interlocutore. Giulio dice che la Fiera ha operato in me una mutazione genetica: mi sono spuntate sette braccia con relative mani per rispondere al telefono, scrivere, e stringere mani altrui.
Si chiacchiera amabilmente poi ce ne andiamo.
Io: "Simpatico, quello. Chi era?"
Lui: "Antonello Satta Cettanin". Io: "Ah. Aldo Nove. Ma questo però, dai... non si somiglia per niente!!!"
Un paio di note di colore: il caldo ci stava disfacendo. Giulio e io ci attacchiamo a due bottigliette di acqua, ma non bastano.
Ci si dirige al megastand "Libri e cioccolato" (ve l'avevo detto che l'avrei fatto!): Giulio, dopo avermi fatto NOTARE, UNA A UNA, rigirando il coltello nella piaga, ogni specialità cioccolatesca, mi trascina via. Mi sono sentita improvvisamente orfana.
La mattina del venerdì, mentre fumo una sigaretta fuori dal Lingotto ti vedo un uomo alto, di grigio-nero vestito, completamente calvo ma con barba foltissima e scura e orecchini.
Lo raggiungo. Gli dico: "Joseph!" Egli si volta: era Iannozzi, visibilmente colpito dalla comparsa della sottoscritta. Manco ci fossimo dati appuntamento! Si chiacchiera amenamente del più e del meno, poi torno ai miei doveri di vibrisselibraia.
Cena luculliana la sera del sabato al ristorante messicano Malibù, suggerito dal PaSolin.
C'eravamo: io, Giulio, Compay Segundo, Sotomayor...
No, in realtà eravamo: Giulio, Demetrio, Maria Luisa Bompani (autrice Sironi, per il quale ha pubblicato Infanza Dea, libro incantevole) insieme a tre amici, Maurizio Torchio (autore Sironi, prossimamente Einaudi), Marco Candida, Angela Rastelli (redattrice di vibrisselibri e redattrice Einaudi), una sua amica e un suo amico, che ci ha raggiunto dopo.
A proposito di questo suo amico:
a un certo punto con l'orecchio destro percepisco una voce maschile che dice "Gaja Cenciarelli?"
Mi volto, Massimiliano (l'amico di Angela) si alza e mi fa: "Gaja! Sono Massimiliano di Motta-Scheiwiller!".
In breve, colui che mi ha girato una traduzione qualche mese fa e che ho sentito per telefono e per e-mail. Il mondo è piccolo: quello dell'editoria è MINUSCOLO.
Demetrio ci accompagna alla foresteria: in macchina cominciamo a cantare "ci son due coccodrilli e un orango..." e anche "un elefante si dondolava..."
Poi Giulio si è prodotto in canzoni di Guccini e Battiato, prestamente accompagnato dalla sottoscritta.
Una menzione a parte va alla foresteria che mi ha ospitato. Si chiama SPAZZI, ed è stato anche merito di un alloggio così confortevole se questa quattro giorni è stata tanto bella.
Una delle foto è, in effetti, il mirabile giaciglio dove poggiavo il mio tenero corpicino alla conclusione di ciascuna giornata. (Letto doppio, stanza per due persone, ma pagata come una singola. Mi spalmavo sul letto a stella marina, se capite cosa voglio dire).
Non posso tacere della passeggiata che ho fatto sabato mattina, partendo da Piazza Vittorio, per proseguire su via Po, deviando verso la Mole, tornando su via Po, arrivando a Piazza Castello, infilandomi nel Duomo, imboccando via Roma, passando davanti a Talmone (le foto che vedete sono state scattate alla vetrina della - gloriosa - cioccolateria Talmone) e ivi sorbendo il loro caffè.
E poi c'è la foto del caffè Fiorio. Chi mi conosce sa perché mi è tanto caro.
E sa anche che Torino non può semplicemente piacermi, perché Torino è nella mia carne e nel mio sangue, ed è un altro dei luoghi della mia anima.
Torino è la città di Margherita.
nota: alcune foto sono foto di foto di titoli di libri accatastati uno sull'altro.
Le meno chiare dicono:"Quando io vedevo suoni/e dio negò la donna/ho fotografato l'anima/femminile/tu sei lei/una scomoda verità/bianco su nero/la nebbia dentro/Lui/L'uomo che non c'è.
"Guardatemi/respirare/adesso/il potere segreto della bellezza/perché la vita accelera con l'età/veloce come la notte/Perché ho messo il rossetto/in un batter di ciglia/Perché accade ciò che accade/più veloce della luce/Il tempo di arrivare/Davanti all'immagine/Guardatemi/Sono diventata invisibile."
L'ultima foto ritrare Giulio intento a mescere birra da una specie di stivalone pieno della stessa, durante la cena messicana. Per quanto riguarda le mie foto, ebbene: dovrete attendere. Un pochino, almeno.
Di ritorno da Padova. La presentazione è andata molto più che bene. Oltre le nostre più rosee aspettative (e con degustazione di vini e patatine annessa. A proposito: la serata si è conclusa in un pub irlandese tra Guinness, tris di fritti con patate e mozzarelline panate. I più voraci - ehm! - hanno ordinato piadina con porchetta e funghi). Siamo tornate, Giulia e io, a casa alle quattro.
La canzone del titolo è di Lou Reed: «Oh, è stata una giornata perfetta, sono felice di averla passata con te». Ma in questo caso lo you è obbligatoriamente seconda persona plurale. Vorrei ringraziare qui la mia insostituibile, preziosa Giulia (editor - praticamente la mia roccia - di vibrisselibri), che mi ospita e si prende cura di me ogni volta che approdo in terra patavina.
Grazie ad Alessandro, mio fratello (e ufficio grafica di vibrisselibri). Perché ogni volta che ci vediamo sembra sempre che siano passati solo cinque minuti.
Grazie a Stefano, mio cugino (e vice capo ufficio stampa di vibrisselibri). Perché è simpatico, intelligente, dolce, carino, e perché parlare con lui è divertentissimo. [e sabato sera era, anche lui - dico "anche" per via di quanto ho affermato qui sotto a proposito di Lucio - elegantissimo! Molto casual, e vieppiù british. In una parola: affascinante.]
Grazie a Lucio Angelini, Decone del Comitato di Lettura di vibrisselibri, perché era sfolgorante nella sua eleganza e nella sua abbronzatura-da-Lido (e non solo), e perché, pur essendo giù di voce, ha dato un contributo importante alla discussione di sabato sera.
Grazie a Giulio, perché è mio amico. Ed è molto, per me.
Se gli amici sono un tesoro, io sono ricchissima.
E, tanto per rimanere in tema di amici padovani e di PADRONANZA DELLA LINGUA, vi ricordate le mie coreane (ormai spedite alla legittima destinataria)? Ebbene, cliccate qui. Si parla di attività LINGUISTICHE in Corea del Nord. Se non gradite la versione inglese, c'è anche la versione spagnola. Il link è stato gentilmente segnalato dal mio succitato cugino Stefano.
E così domani, 3 maggio 2008, e fino a domenica pomeriggio, sarò di nuovo a Padova, dopo poco più di quattro mesi. E rivedrò i miei amici più cari, l'insostituibile Giulia (che come al solito si prenderà cura di me, ospitandomi), il cugino Stefano, il fratello Ale, il presidente Giulio. Motivo della mia ennesima trasferta padovana: la presentazione del romanzo di Carlo Cannella edito da vibrisselibri, alle ore 21, alla libreria Kaosmosi, Riviera San Benedetto, 108.
Tra qualche giorno il resoconto.
Un'ultima, freschissima notizia prima di concludere il post (anche a questa novità dovrò dedicare un articolo ad hoc): ho appena inviato alla legittima destinataria (ovvero la caporedattrice di Einaudi che è la mia referente) la traduzione infinita delle mie coreane.
Sì, è finita, ce l'ho fatta! Seicento pagine mentre nella mia vita succedeva di tutto di più.
Ma è andata.
Ed è un bellissimo romanzo.
Torno presto. Nel frattempo: buona/e lettura/e. E non sentite troppo la mia mancanza!
L'ORGANIGRAMMA TRA I NOVE "LIBRI IN AUTO" DI GOODMOOD
il romanzo di andrea comotti vive già in rete e in audio. ma cerca ancora la carta
Non s'era mai visto un libro che vive solo in rete e in audio. Succede adesso a El largo adiós, la prima parte del romanzo L'organigramma di Andrea Comotti, primo nato in casa vibrisselibri (e liberamente scaricabile dal sito) nell'ormai lontano novembre 2006.
Grazie all'adattamento curato da Lucio Angelini è ora entrato a far parte della scuderia dei nove audiolibri realizzati da GoodMood Edizioni Sonore, che saranno presentati l'8 maggio, alle ore 12.00, presso il Caffè Pedrocchi (padiglione 2) della Fiera del Libro di Torino. Il progetto "Libri in auto", i primi creati appositamente per essere ascoltati sulle quattroruote e scaricabili a pagamento dal sito www.goodmood.it, ha trovato il supporto della Fiat: alla manifestazione torinese sarà possibile sperimentare alcuni dei prodotti a bordo di due Fiat Nuova Croma.
El largo adiós è un grande romanzo fantastico sulla strage di piazza Fontana. Un affresco che restituisce il colore, le voci e il sentire di quegli anni con una lingua unica, omaggio esplicito al grande Carlo Emilio Gadda. «A qualcuno – racconta lo scrittore Giulio Mozzi, presidente di vibrisselibri - L'organigramma era sembrato un romanzo illeggibile. Altri ne erano entusiasti. Ma nessuno era rimasto indifferente. Sapevamo che era stato letto in varie case editrici; che era stato lodato; e che nessuno aveva avuto il coraggio di pubblicarlo. Sapevamo di essere l'ultima chance. Decidemmo di essere l'ultima chance. L'organigramma fu il primo libro che vibrisselibri decise di pubblicare. E godette di tutto l'entusiasmo degli esordi».
Il nuovo approdo "audio" del romanzo di Comotti, scaricato quasi tremila volte dal sito di vibrisselibri, e il booktrailer appena realizzato da Grenar premiano la scelta. Ma non esauriscono il sogno dell'approdo su carta, comune a tutti i libri pubblicati da vibrisselibri. «La nostra speranza – afferma Mozzi - è che questa nuova pubblicazione de L'organigramma faccia accendere una lampadina nella mente di qualche editore cartaceo». Per dargli la piena cittadinanza che merita nella Repubblica delle Lettere.
[Per godervi il fantastico booktrailer cliccate sull'immagine. Grazie, Geniale Grenar!]
Inserito da Gaja il Sab, 12/04/2008 - 13:49
vibrisselibri
È uscito Tutto deve crollare, romanzo dirompente. Sembra ieri che Giulia e io siamo partite dall'Italia per andare a conoscere Carlo Cannella ad Amsterdam. Che il libro di Carlo fosse potente e aggressivo l'ho capito fin dalla prima lettura. Che la lingua sia straniante rispetto al contenuto è uno dei suoi punti di forza e di fascino. Ancora una volta desidero ringraziare Giulia Tancredi, che ha lavorato in modo eccellente (come al solito. Giulia è una garanzia per la redazione di vibrisselibri), Carlo per aver scritto una storia come questa, e Marco Cannella, autore della copertina, che ha lo stesso cognome dello scrittore ma che non è suo parente. E ringrazio anche la squadra di vibrisselibri, l'ufficio stampa in particolare (Manuela Perrone e Stefano Mazzoni), che appena si è messo in moto ha attirato l'attenzione dell'AdnKronos.
Se volete scaricare Tutto deve crollare, cliccate qui.
Se volete erudirvi su tutto ciò che riguarda Carlo Cannella e che è stato pubblicato su vibrisselibri, cliccate qui.
Se volete visitare il nuovo blog di Charles Cinnamon (scusami, Carlo, non ho resistito a usare questo soprannome coniato solo per te!;)), cliccate qui.
La scritta nell'immagine qui a sinistra è sfocata, ma è l'indiscutibile prova - per chiunque nutrisse ancora dei dubbi - della saggezza dei veneti.
La foto è stata scattata il 28 dicembre u.s., a Padova, dove mi ero portata con tutto il mio esserino per partecipare a una cena-riunione con i padovani di vibrisselibri. Lo scatto è avvenuto subito dopo che la Vostra aveva sorbito, insieme ad Alessandro, Stefano, Giulio, Giulia, uno spritz all'aperol - mia insana passione! - corredato da stuzzichini che di "ino" avevano ben poco. Ci si trovava dietro alla Piazza delle Erbe, sotto la galleria del Palazzo della Ragione. Il passaggio coperto tra Piazza delle Erbe e Piazza dei Frutti è detto Volto della Corda (sempre wikipedia). Lo spritz può forse spiegare la qualità della foto...
Alla cena si è aggiunto a noi anche il Mongy, ovverossia Mauro Mongarli.
Nostalgia.
[Io amo i miei amici. I miei amici sono belli e sacri e santi. Ecco.]