i miei libri
Extra Omnes
L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi
Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis
Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"
luoghi dell'anima
Irlanda

Nuova Zelanda
compagni di viaggio
Margot

Moby Dick
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Inserito da Woland il Mer, 11/10/2006 - 09:37
Autore di Emerald Underground (manifestolibri, 2002), L'altra verità (Neri Pozza, 2002) e I risorti (Neri Pozza, 2003) Un incontro con Michael Collins, irlandese di Limerick emigrato a Seattle. A trentanove anni, i suoi libri sono stati già pubblicati e tradotti in America e in Europa. In Italia, manifestolibri ha pubblicato il primo romanzo scritto da Collins (lontano parente dell'omonimo eroe dell'indipendenza irlandese) nel 1997, Emerald Underground, mentre per Neri Pozza sono usciti L'altra verità, finalista al Booker Prize del 2001 e giudicato in Irlanda miglior libro dell'anno, e I risorti. Appassionato di sport e campione di corsa in condizioni proibitive, Michael Collins sembra perfetto per essere, lui stesso, un personaggio letterario dalla vita intensa e, a tratti, travagliata, che ritroviamo descritta quasi per intero in Emerald Underground. Collins è uno scrittore che ha deciso, nei suoi romanzi, di stigmatizzare la crudeltà di certi aspetti della vita – una crudeltà che, in particolare in America, ha dato un duro colpo alle sue ambizioni di sedicenne immigrato clandestino -, che ha deciso di confrontarsi con i cambiamenti e le trasformazioni, e che ha inteso mostrare il volto più sconsciuto dell'America: quello dell'innocenza violata, della morte e della miseria. Emerald Underground è un viaggio, in larga parte biografico, all'interno dell'America e all'interno di sé, alla ricerca di un'identità e di un riscatto che a Liam, il protagonista e alter-ego dell'autore, sono negati in Irlanda. La forza e l'ottimismo di Liam, pur scontrandosi con lo squallore della sua vita, lo condurranno per mano lungo tutto questo coraggioso e originale "romanzo di formazione".
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Inserito da Woland il Mer, 04/10/2006 - 15:17
di Gaja Cenciarelli Traduzione di Massimo Ortelio Neri Pozza, Vicenza pp. 384 € 16,50 - 2003
Michael Collins non fa che sorprenderci: prima con L'altra verità, poi con Emerald Underground e ora con I risorti il suo ultimo romanzo. Pare che ad ogni opera, Collins si faccia sempre più maturo, che trovi - a ogni libro - una voce e uno stile assolutamente personali. A differenza di Emerald Underground, e anche del precedente L'altra verità, con questo romanzo Collins raggiunge un equilibrio ideale tra la sua forma mentis europea (è irlandese, di Limerick) e il luogo in cui vive, e che è diventata la sua patria adottiva, l'America.  Frank è il protagonista: un uomo dal passato travagliato, dalla vita difficile, sposato con Honey, la quale, a sua volta, ha avuto in giovinezza un figlio da un uomo che, condannato a morte, sta per essere giustiziato. Tutto il romanzo ruota sul cardine costituito dal mistero della morte dei genitori di Frank e si svolge in una sorta di limbo geografico, una delle zone di confine tanto care a Collins, una di quelle zone abitate da creature ai margini della civiltà, sospese tra verità e illusione e, di conseguenza anche tra giustizia e crimini. Frank decide di tornare a casa, di fare un viaggio a ritroso nella sua vita, dopo aver letto sul giornale della morte violenta dello zio che l'ha allevato. Con il suo spirito critico tipicamente europeo, Collins disegna una serie di personaggi memorabili, tratti, come lui stesso ammette, dalle espressioni di alcune persone in determinati momenti della loro vita. L'autore cattura impressioni e facce e le riporta sulla carta, dando loro vita, facendole vivere di vita propria. Un americano non avrebbe mai potuto scrivere un libro simile: perché lo sguardo di Collins è spietato sì, ma anche addolcito da una sorta di comprensione e compassione; la sua critica va fin nel cuore della società americana, senza galleggiare in superficie. S'inoltra nelle viscere della provincia dove accadono i delitti più efferati, analizzando fin nell'intimo desideri, pulsioni, sogni, mancanze. Soprattutto le mancanze. Sono quelle che pesano di più nella narrativa di Collins: mancanza di amore, di denaro, di salute, di certezze; la mancanza delle persone di cui si parla; persone che brillano per la loro assenza, di cui si conosce tutto tramite una terza persona. C'è sempre un viaggio, nei libri di Collins, quasi che il viaggio, come per i Grand Tourist dell'Ottocento fosse necessario a scatenare una qualche trasformazione (e chissà che non sia davvero così?), ci sono sempre animali - gatti, cani, mucche, polli, cavalli - che subiscono le conseguenze della crudeltà degli uomini, più feroci delle bestie. Ci sono personaggi che crescono e personaggi che rimangono uguali a se stessi, o anche personaggi che scompaiono nel nulla. Questo grande scrittore irlandese, ma americano d'adozione, ci racconta l'America dal punto di vista di una persona che in America vive e lavora ma che, nondimeno, non può rinunciare alla sua anima mediatrice europea. Forse è proprio questa la forza dei suoi romanzi, una forza che scatena effetti sorprendenti della quale, ci auguriamo, Collins non potrà mai fare a meno.
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Inserito da Woland il Mer, 04/10/2006 - 14:55
di Gaja Cenciarelli Traduzione di Luciana Pugliese Neri Pozza - Vicenza pp. 352 € 16,53 - 2002
Una terra di confine: è questo lo sfondo della storia che – forse troppo riduttivamente – viene definita “un giallo”. Una zona di confine in America, che però non ha nulla dei tipici paesaggi americani, votati al consumismo, brulicanti di centri commerciali, di gente, di scelte. La città in cui vive Bill è una terra abbandonata da tutti: dalle grandi industrie, la Ford, la General Motors, la Sears; dalle persone, dalla possibilità di scegliere. Bill è giornalista, lavora a “La Verità”, il giornale fondato da suo nonno, e la sua vita è un continuo, inquietante oscillare tra passato e presente. Un passato troppo ingombrante per essere ignorato, e troppo agghiacciante per essere vissuto. Il presente in cui Bill boccheggia, vuoi per il caldo asfissiante, vuoi per l’assoluta mancanza di stimoli, di entusiasmo, di scelte, è un paesaggio deserto, arido, in cui non esiste futuro e in cui l’immobilità – paradossalmente – congela i pensieri e le azioni. I personaggi si muovono con la lentezza di un astronauta sulla luna, o di un tirannosauro in via di estinzione, quasi increduli di essere ancora vivi, aspettando frementi il momento in cui sarà concesso loro di morire.
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Inserito da Woland il Mer, 04/10/2006 - 14:30
Traduzione di Gaja Cenciarelli manifestolibri s.r.l., Roma pp. 248 € 16,00 - 2002
Dalla IV di copertina:
Liam, ragazzo di Dublino con la fedina penale sporca, è entrato in America passando per la porta di servizio, da immigrato clandestino: un prigioniero nel paese della libertà. Recluso in un sordido motel popolato da un'umanità ultima e disperata, incastrato nel più orribile dei lavori. Da questo luogo desolato parte la fuga e l'avventura americana di Liam e dei suoi compagni di viaggio attraverso gli spazi di un paese immenso e spietato alla ricerca di una dimensione insperata di libertà. Un'odissea on the road che porta il protagonista a contatto con i personaggi più singolari, le situazioni più imprevedibili, le esperienze più drammatiche e intense, che però non ne spengono la sete di vita e di indipendenza.
Emerald Underground è uno dei romanzi più appassionanti e coinvolgenti della nuova letteratura irlandese.
Nota bio-bibliografica sull'autore:
Michael Collins (Limerick, 1964), vive e lavora a Seattle. Il suo primo libro, New York Times, ha vinto il "Notable Book of the Year 1993"; con il racconto The End of the World ha vinto il "Pushcart Prize for Best American Short Story". I suoi romanzi e racconti sono stati tradotti in molte lingue e hanno riscosso il plauso unanime della critica. In Italia è uscito per Neri Pozza, L'altra verità
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