Letteratura irlandese

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Letteratura irlandese

Translation - Anamaría Crowe Serrano

To write poetry

is to say the unsayable

take a leap of faith through the empty page and find

its faltering tongue, its blocked ear,

its lazy eye, everything that has no proper place

and embark on a journey with these random parts

nurse them, cajole them, fight with them if you must

Dall'altra parte - Anamaría Crowe Serrano

di Lenny McGee

Traduzione di Riccardo Duranti
Leconte editore, Roma
pp. 144 € 15,00 - 2003

I racconti sono una forma narrativa antichissima eppure quanto mai in sintonia con i nostri concitati tempi, tuttavia l’industria editoriale dedica loro un’attenzione distratta e decisamente inferiore al potenziale interesse del pubblico. In pratica, gli editori perpetuano il mito dello scarso interesse commerciale delle raccolte di racconti confermando la propria pigra teoria con il non incoraggiarne la pubblicazione, se non in casi eccezionali di autori noti per altri motivi.

È quindi particolarmente apprezzabile il gesto due volte controcorrente di una giovane, ma agguerrita casa editrice romana, la Leconte, che invece punta sulla short story per lanciare una nuova collana, “i trovatori”, inaugurandola con Dall’altra parte, una raccolta di un’esordiente autrice irlandese.

I risorti - Michael Collins

di Gaja Cenciarelli

Traduzione di Massimo Ortelio
Neri Pozza, Vicenza
pp. 384 € 16,50 - 2003

Michael Collins non fa che sorprenderci: prima con L'altra verità, poi con Emerald Underground e ora con I risorti il suo ultimo romanzo. Pare che ad ogni opera, Collins si faccia sempre più maturo, che trovi - a ogni libro - una voce e uno stile assolutamente personali. A differenza di Emerald Underground, e anche del precedente L'altra verità, con questo romanzo Collins raggiunge un equilibrio ideale tra la sua forma mentis europea (è irlandese, di Limerick) e il luogo in cui vive, e che è diventata la sua patria adottiva, l'America. I risorti
Frank è il protagonista: un uomo dal passato travagliato, dalla vita difficile, sposato con Honey, la quale, a sua volta, ha avuto in giovinezza un figlio da un uomo che, condannato a morte, sta per essere giustiziato.
Tutto il romanzo ruota sul cardine costituito dal mistero della morte dei genitori di Frank e si svolge in una sorta di limbo geografico, una delle zone di confine tanto care a Collins, una di quelle zone abitate da creature ai margini della civiltà, sospese tra verità e illusione e, di conseguenza anche tra giustizia e crimini. Frank decide di tornare a casa, di fare un viaggio a ritroso nella sua vita, dopo aver letto sul giornale della morte violenta dello zio che l'ha allevato.
Con il suo spirito critico tipicamente europeo, Collins disegna una serie di personaggi memorabili, tratti, come lui stesso ammette, dalle espressioni di alcune persone in determinati momenti della loro vita. L'autore cattura impressioni e facce e le riporta sulla carta, dando loro vita, facendole vivere di vita propria. Un americano non avrebbe mai potuto scrivere un libro simile: perché lo sguardo di Collins è spietato sì, ma anche addolcito da una sorta di comprensione e compassione; la sua critica va fin nel cuore della società americana, senza galleggiare in superficie. S'inoltra nelle viscere della provincia dove accadono i delitti più efferati, analizzando fin nell'intimo desideri, pulsioni, sogni, mancanze.
Soprattutto le mancanze. Sono quelle che pesano di più nella narrativa di Collins: mancanza di amore, di denaro, di salute, di certezze; la mancanza delle persone di cui si parla; persone che brillano per la loro assenza, di cui si conosce tutto tramite una terza persona.
C'è sempre un viaggio, nei libri di Collins, quasi che il viaggio, come per i Grand Tourist dell'Ottocento fosse necessario a scatenare una qualche trasformazione (e chissà che non sia davvero così?), ci sono sempre animali - gatti, cani, mucche, polli, cavalli - che subiscono le conseguenze della crudeltà degli uomini, più feroci delle bestie. Ci sono personaggi che crescono e personaggi che rimangono uguali a se stessi, o anche personaggi che scompaiono nel nulla.
Questo grande scrittore irlandese, ma americano d'adozione, ci racconta l'America dal punto di vista di una persona che in America vive e lavora ma che, nondimeno, non può rinunciare alla sua anima mediatrice europea. Forse è proprio questa la forza dei suoi romanzi, una forza che scatena effetti sorprendenti della quale, ci auguriamo, Collins non potrà mai fare a meno.

Una vita sulla strada - Nan Joyce

Traduzione di Michele Soranzo
EDT s.r.l., Torino
pp. 142 € 8,50 - 2002

La EDT ci propone Una vita sulla strada, l'autobiografia di Nan Joyce, Una vita sulla stradache dagli anni Ottanta è una figura di spicco per il riconoscimento dei diritti dei travellers, una storica comunità nomande irlandese. La Joyce ci racconta la tristezza di sentirsi diversa, di sentirsi esclusa dal resto del mondo che vive secondo le regole degli "stanziali" e della possibilità che ha avuto nel 1982 per difendere i diritti della sua comunità, dopo aver conquistato cinquecentottanta voti e vinto un seggio alle elezioni. È palpabile l'amarezza che percorre le parole e la vita di Nan Joyce, che però - con questa sua testimonianza scritta - ci invita a riflettere sulla loro scelta di vita: "Non dovremmo essere costretti a stabilirci. [...] Siamo gente diversa, ma quello che vogliamo più di tutto è una maggiore comprensione con gli stanziali: noi dovremmo capire loro e loro dovrebbero capire noi, i travellers".

L'altra verità - Michael Collins

di Gaja Cenciarelli

Traduzione di Luciana Pugliese
Neri Pozza - Vicenza
pp. 352 € 16,53 - 2002

Una terra di confine: è questo lo sfondo della storia che – forse troppo riduttivamente – viene definita “un giallo”. Una zona di confine in America, che però non ha nulla dei tipici paesaggi americani, votati al consumismo, brulicanti di centri commerciali, di gente, di scelte.

La città in cui vive Bill è una terra abbandonata da tutti: dalle grandi industrie, la Ford, la General Motors, la Sears; dalle persone, dalla possibilità di scegliere. Bill è giornalista, lavora a “La Verità”, il giornale fondato da suo nonno, e la sua vita è un continuo, inquietante oscillare tra passato e presente. Un passato troppo ingombrante per essere ignorato, e troppo agghiacciante per essere vissuto. Il presente in cui Bill boccheggia, vuoi per il caldo asfissiante, vuoi per l’assoluta mancanza di stimoli, di entusiasmo, di scelte, è un paesaggio deserto, arido, in cui non esiste futuro e in cui l’immobilità – paradossalmente – congela i pensieri e le azioni. I personaggi si muovono con la lentezza di un astronauta sulla luna, o di un tirannosauro in via di estinzione, quasi increduli di essere ancora vivi, aspettando frementi il momento in cui sarà concesso loro di morire.L'altra verità

Emerald Underground - Michael Collins

Traduzione di Gaja Cenciarelli
manifestolibri s.r.l., Roma
pp. 248 € 16,00 - 2002

Dalla IV di copertina:

Liam, ragazzo di Dublino con la fedina penale sporca, è entrato in America passando per la porta di servizio, da immigrato clandestino: un prigioniero nel paese della libertà.Emerald Underground
Recluso in un sordido motel popolato da un'umanità ultima e disperata, incastrato nel più orribile dei lavori.
Da questo luogo desolato parte la fuga e l'avventura americana di Liam e dei suoi compagni di viaggio attraverso gli spazi di un paese immenso e spietato alla ricerca di una dimensione insperata di libertà.
Un'odissea on the road che porta il protagonista a contatto con i personaggi più singolari, le situazioni più imprevedibili, le esperienze più drammatiche e intense, che però non ne spengono la sete di vita e di indipendenza.

Emerald Underground è uno dei romanzi più appassionanti e coinvolgenti della nuova letteratura irlandese.

Nota bio-bibliografica sull'autore:

Michael Collins
(Limerick, 1964), vive e lavora a Seattle.
Il suo primo libro, New York Times, ha vinto il "Notable Book of the Year 1993"; con il racconto The End of the World ha vinto il "Pushcart Prize for Best American Short Story".
I suoi romanzi e racconti sono stati tradotti in molte lingue e hanno riscosso il plauso unanime della critica.
In Italia è uscito per Neri Pozza, L'altra verità

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