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L'angolo del narcisismo #3: Gaja e i suoi amici (Stefano Mazzoni, Giulio Mozzi, Alessandro Simonato) Inserito da Gaja il Ven, 04/01/2008 - 11:59
Quando si dice: diventare tutt'uno con i propri amici.
I fotomontaggi sono (abietta e nefanda) opera di Alessandro.
Inserito da Gaja il Dom, 25/11/2007 - 15:12
[Il colpevole di questa sequenza di fotografie è Photo Booth, programmino integrato nell'iMac 24", che ha scatenato i miei istinti più esibizionistici]
» ![]() Foto numero 1 (sopra): Gaja perplessa davanti a una frase inglese particolarmente impenetrabile (un po' come i miei processi sinaptici). Da notare: una parte infinitesimale dei libri che infestano il mio studio, i capelli agghiacciati e le occhiaie. Nel frattempo, sono collegata a skype (cosa importantissima, perché...) ![]() Foto numero 2 (sopra):... ho appena scoperto di essere cugina di Stefano "Dada" Mazzoni. Dopo trentanove anni di vita, mi ritrovo con un cugino (maschio) in più: come se già non fossi l'unica femmina della famiglia! Stè ha citato pari pari una mia frase: "Mia nonna diceva sempre che quando si chiude una porta, si apre un portone". È ovvio, quindi, che lui e io siamo cugini, avendo la stessa nonna. La mia felicità è evidente. (immagino la sua, quando leggerà questo post!) ![]() Foto numero 3 (sopra): mentre Stefano metabolizza la notizia della nostra consanguineità, io penso al mio prossimo viaggio ad Amsterdam insieme a Giulia Tancredi (motivo: incontrare l'autore del libro che verrà pubblicato da vibrisselibri, e avviare l'editing del suo romanzo). Rifletto sul fatto che "viaggiare è sempre un po' avventuroso", frase pronunciata da un amico di Giulia, e da lei ripresa. E arrivo alla conclusione che, per lo stesso motivo per cui Stefano e io siamo cugini, anche io e Giulia lo siamo, e forse sono anche cugina dell'amico di Giulia (magari quella frase la diceva la nonna del suo amico, chissà...). ![]() Foto numero 4 (sopra): sentirmi circondata da tanti cugini mi ha, evidentemente, incoraggiato a trovare la soluzione migliore per tradurre la frase inglese che mi ha dato parecchi grattacapi nella Foto 1. Come funziona il mio cervello è cosa che non auguro nemmeno al miglior neurologo di dover spiegare. Fatto sta che i pensieri si placano e io raggiungo la pace dei sensi. (Fino alla prossima volta che mi guarderò allo specchio, o alla prossima chat con Stefano, o alla prossima traduzione particolarmente ostica o noiosa). P.S. Siete pregati di evitare banalità, del tipo: mioddio, Gaja, ma come vieni male in foto (come se l'esemplare dal vivo fosse tanto migliore)! Lo so già. E ho deciso di sfidare comunque le intemperie virtuali.
Inserito da Gaja il Sab, 24/11/2007 - 13:49
Inserito da Gaja il Gio, 22/11/2007 - 16:47
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Inserito da Gaja il Ven, 24/08/2007 - 15:52
Margot invece no: lei è più bella dal vivo! =^..^=
Inserito da Gaja il Lun, 19/02/2007 - 19:25
Ringrazio la mia dolcissima Criscia che è stata guida e complice di questa passeggiata. E la ringrazio anche per le foto che mi ha regalato. E poi ringrazio Dada, che mi ha spalancato un universo, facendomi conoscere Jerry Uelsmann. La prima cosa che mi ha tolto il fiato è stata l’acqua. Come se il palazzo galleggiasse. Cristina ha sorriso guardando il mio stupore. L’ho sentita scrollare la testa dentro di sé, divertita come davanti a un cucciolo testardo che tenta di acchiapparsi la coda. ![]() Mi sono risvegliata dall’ipnosi, l’ho seguita, ho osservato il suo passo deciso, eppure lieve, l’effervescenza del suo sguardo ancor più brillante perché screziato da una vena di serietà. Le sono andata dietro con la certezza di non avere occhi abbastanza grandi per assorbire e trattenere. La mia imperfezione mi ha scosso. Lei cammina e sa dove stiamo andando, sa cosa vuole mostrarmi, sa cosa vedrò, e io d’un tratto mi sento fluttuare senza meta. Portata e Incompleta. Le guardo il profilo e gli occhi grandi e azzurri che tiene dritti davanti a sé, pensando: lo ricorderò. È un viaggio. Fa freddo. Quando, dopo il Ponte delle Guglie, mi trovo davanti la Strada Nova, Cristina dice: È una strada turistica. Nulla di eccezionale. Ma visto che non ci sei mai stata. Visto. Già quel primo ponte mi schiaffeggia di stupore. Ci sono. Ci sono. È come sovrapporre l’immagine che ho dentro di me a quella che mi si presenta davanti. È una delle rare volte in cui corrispondono. Strada nova. E niente acqua, né a destra né a sinistra. Solo il cellulare che vibra da chilometri di distanza, nella mia borsa, lontano mondi, universi. Lontano una vita intera. Perché io sono lì, e ho freddo, e cammino a fatica. Ma non mi fermerò, malgrado avverta ancora quella pungolante sensazione di inadeguatezza. Ho fame di acqua e animalescamente marco il territorio con lo sguardo. Ti ho visto. Ti tengo. Ti riconoscerò. |
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