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login utente navigazione i miei libri compagni di viaggio Margot
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Inserito da Gaja il Mar, 21/04/2009 - 12:19
A Codoni, mettete seduto tu, che ci hai una faccia che somija a un frigorifero. Così sentii per la prima volta distintamente la voce di Marcello in quella classe. Che Codoni assomigliasse a un frigorifero, a ben guardare era pure vero: un volto piuttosto squadrato, incorniciato da corti ricci chiari tagliati come una siepe e una montatura di celluloide scura, anch’essa squadrata, poggiata più che sul naso su due guance leggermente rigonfie, come gli sportelli dei frigidaire dell’epoca.Marcello non è che non l’avessi già notato: era decisamente diverso da noi, ragazzini di terza media del Manzoni, scuola della capitale abbastanza rinomata nel quartiere in quegli anni ‘60, tutti in pantaloncini corti, qualcuno di taglio all’inglese, come i miei, comunque sopra al ginocchio, rigorosamente scoperto. Marcello no, lui li portava già lunghi, come uno grande, e di lungo portava anche i capelli, piuttosto incolti. E sul viso aveva già alcuni peli che potevano anche passare per barba. Portava gli stivaletti invece delle scarpe coi lacci. E poi vantava anche una non lontana cuginanza con Little Tony. Chissà se era vero. Io ero appena arrivato in quella classe. Venivo da Genova, dove avevo frequentato le elementari alla Diaz (divenuta tristemente famosa oggi per la storia di botte scellerate della polizia al G8) e poi le medie, fino alla seconda, proprio lì di fronte, nella stessa stretta via C. Battisti, alla Giovanni Pascoli. A Roma in quei primi tempi mi sentivo un po’ perso. Parlavo con un accento diverso, avevo abitudini diverse, come quella di cenare presto, alle sette e 1/2, tifavo per una squadra diversa, e almeno fosse stata la Juve o l’Inter, ma no, era pure una squadra di serie B (anche se storicamente importantissima: la prima nata in Italia, e con 9 scudetti alle spalle; fatti storici che tutti sembravano ignorare all’infuori di noi genoani) e mi sentivo per tutto questo leggermente a disagio. Marcello invece, anche lui “uno nuovo” in quella classe, di disagio sembrava non provarne proprio. Appariva più grande di noi (era più grande di noi, credo avesse già sedici anni, ma per noi sembrava averne anche venti) ed era un pluriripetente per di più proveniente da una classe differenziale. Veniva dai palazzoni di Donna Olimpia, le case popolari dove Pasolini aveva ambientato i suoi Ragazzi di vita (io a quell’epoca non sapevo neanche chi fosse Pasolini, oggi mi chiedo se almeno lui lo sapesse). In quelle che erano le nostre diversità io, rispetto agli altri, cercavo in qualche modo un motivo di avvicinamento: e in fondo i suoi capelli, gli stivaletti, il suo modo di vestire mi lasciavano intendere che anche lui fosse un conoscitore di quel mondo beat che io già conoscevo e prediligevo (Beatles, Stones, Who, Byrds...) grazie ad un fratello più grande (e che mi cacava poco). Gli altri a malapena conoscevano Gianni Morandi. Insomma c’era qualche interesse comune e io avevo bisogno di qualcuno cui associarmi, qualcuno che incutesse un minimo di rispetto e che potesse anche pararmi il culo dagli scherzi verso il “genovese nuovo”, di cui in qualche modo sentivo già il profumo nell’aria. A scuola Marcello sembrava essere effettivamente una capra. In realtà non gliene fregava niente, e probabilmente è per questo che negli anni precedenti era stato messo nella differenziale, dove aveva continuato a non imparare nulla se non il considerare normale non imparare nulla. Poi gli alunni di quella classe erano diventati così pochi che alla fine erano stati ridistribuiti nelle classi normali. Ma faceva più assenze di qualsiasi altro. A noi diceva che andava a suonare nei locali, anche fuori Roma, qualche serata qua e là. In realtà non diventammo mai amici. Capii che lui non mi cacava, proprio come mio fratello (in fondo aveva quasi la sua età), e che quello in fondo era il suo atteggiamento verso tutta la classe. Noi andavamo a scuola, lui viveva la vita. Era grande, ed era libero. Specie se ci fosse stata qualche ragazzetta nei paraggi noi piccoletti con solo il pallone in testa e gli ormoni ancora sopiti (si sarebbero risvegliati di colpo solo un anno dopo, alle superiori, per la prima volta in classe mista fin dai tempi dell’asilo) saremmo stati certamente di impiccio.Una mattina si sparse la voce che era morto Totò. Lui disse: mejo, stàmo più larghi. Senza la “protezione” di Marcello qualche tiro mancino mi capitò (ormai era destino) ma presto imparai a cavarmela lo stesso anche da solo. Feci qualche altra amicizia. Verso la fine dell’anno mi pare che Marcello non venisse proprio più. Non lo ricordo neanche agli esami per la licenza media. Forse non li sostenne del tutto. Io invece gli esami li feci, in un banco vicino a Codoni. Faceva caldo. Ogni tanto, la penna ciondolante in mano e il foglio bianco davanti, lo guardavo e mi immaginavo di aprirgli la faccia per tirarne fuori una bottiglietta di cocacola. Ghiacciata. |
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siòre e siòri, reduce dai
Inserito da enrico gregori (non verificato) il Mar, 21/04/2009 - 12:51e pensare che lui NON sa che
Inserito da Gaja il Mar, 21/04/2009 - 13:01Che sorpresa!...
Inserito da carloesse il Mar, 21/04/2009 - 14:29Eh, carlo, ce l'avevo in
Inserito da Gaja il Mar, 21/04/2009 - 14:32leggere e scrivere
Inserito da barbara (non verificato) il Mer, 22/04/2009 - 17:52commento
Inserito da cristina bove (non verificato) il Mer, 22/04/2009 - 18:21...
Inserito da ladypazz (non verificato) il Mer, 22/04/2009 - 19:02@Barbara: la libertà di
Inserito da Gaja il Mer, 22/04/2009 - 20:43@cri e ladypazz: carlo mi è
Inserito da Gaja il Mer, 22/04/2009 - 20:45Era già stato pubblicato in
Inserito da carloesse il Mer, 22/04/2009 - 22:48Il tempo
Inserito da Anonimo (non verificato) il Gio, 23/04/2009 - 11:01Si, mi ricordavo
Inserito da Laura Costantini il Gio, 23/04/2009 - 14:32Si, mi ricordavo
Inserito da Laura Costantini il Gio, 23/04/2009 - 14:32Carlo: è stato un piacere.
Inserito da Gaja il Gio, 23/04/2009 - 14:33Laura: MI-TI-CA! MI-TI-CA!!!
Inserito da Gaja il Gio, 23/04/2009 - 14:33nessuna pietà per totò
Inserito da alex cartoni (non verificato) il Gio, 23/04/2009 - 17:47Alex: raccolgo il tuo
Inserito da Gaja il Gio, 23/04/2009 - 17:51Mah! Alex dice che la storia
Inserito da carloesse il Ven, 24/04/2009 - 11:23stoica resistenza...
Inserito da alex cartoni (non verificato) il Ven, 24/04/2009 - 13:29già ebbi a dirtelo: il tuo,
Inserito da lu (non verificato) il Ven, 24/04/2009 - 13:31Diciamo un amatore della
Inserito da carloesse il Ven, 24/04/2009 - 14:44alex: sarà che siamo (mi
Inserito da lu (non verificato) il Ven, 24/04/2009 - 14:45ecco
Inserito da MarioB. (non verificato) il Ven, 24/04/2009 - 18:13Me lo sento: leggeremo altro
Inserito da Gaja il Sab, 25/04/2009 - 08:38...al cartografo Mario
Inserito da carloesse il Sab, 25/04/2009 - 15:58bravo te!
Inserito da MarioB. (non verificato) il Sab, 25/04/2009 - 17:12Esclusi
Inserito da Ibadeth il Lun, 27/04/2009 - 02:07