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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Inserito da Gaja il Ven, 13/07/2007 - 09:16
passeggiata di tre settimane in oregon[Questo articolo di Luca Arnaudo mi è stato segnalato da Stefano Mazzoni, collaboratore di Exibart (che conosce la mia passione per le passeggiate: sul suo blog, stamane, c'è anche una splendida poesia di Anna Achmatova), grazie al quale mi sono innamorata di Jerry Uelsmann. È stato pubblicato sul numero 38 di Exibart.onpaper con il titolo Walk on the mild side]

«Camminare è un’arte? O camminando si fa arte? Camminata come intervento ‘fisico’ sul paesaggio o camminata come esperienza mentale e concettuale?

Partiamo da una mostra di Hamish Fulton per intraprendere un percorso sugli artisti che fanno della passeggiata il fulcro di una ricerca estetica...


Teishitsu della capitale andò ad ammirare la luna sulla baia di Suma, ove compose i versi:
L’ombra dei pini
E la luna alla quindicesima notte,
o Chunagon!
Per nostalgia di quel folle poeta dell’antichità decido in autunno di recarmi al monte Kashima a contemplare la luna.


Nel 1687, incurante dei rischi che lo attendevano lungo le strade infestate di briganti, del freddo e degli altri disagi materiali, Bashō abbandona la sua capanna di frasche per compiere un lungo viaggio, al solo scopo di ammirare la luna ripensando a un antico letterato. Il resoconto che lascia di questa sua esperienza è racchiuso in alcune pagine di luminosa bellezza, Note di viaggio a Kashima, che a distanza di secoli continuano a toccare il lettore per l’immediatezza con cui rendono un movimento prima di tutto interiore. Il grande poeta giapponese non è certo stato il primo o l’ultimo artista a dedicarsi al camminare come pratica dello spirito: qui lo si ricorda, tuttavia, perché la sua lontana immagine bussava insistente ai pensieri raccolti di recente nel corso dell’inaugurazione della mostra di Hamish Fulton (alla galleria Alessandra Bonomo di Roma) e faceva leva a una serie d’interne perplessità, sollevandole fino a questo scritto.
[continua a leggere Walk on the mild side di Luca Arnaudo su Exibart.com]
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viaggi solitari

il viaggio solitario a volte può essere un'esperienza devastante (quasi quanto lo Sforzo). Io di solito viaggio in bicicletta ma anche la macchina è un buon ripiego, anche se più dispendioso. La cosa migliore è farsi guidare dal caso, così si trovano i posti più belli.
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È vero: il caso è la

È vero: il caso è la miglior guida. E me ne accorgo anche durante le mie passeggiate. Mi infilo gli auricolari dell'iPod e cammino... non so mica dove vado, mi lascio portare dalla strada. E sono le passeggiate più costruttive, quelle che mi suscitano le riflessioni più significative. (oddio, non ho mai viaggiato da sola, e non fatico a credere che possa essere devastante: però chissà, varrebbe la pena di tentare...).
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Errore gravissimo

Ma quali auricolari dell'iPod! La passeggiata (e soprattutto l'escursione in montagna) va fatta con tutti i sensi belli svegli, orecchie comprese. (Lucio)
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L'escursione in montagna di

L'escursione in montagna di sicuro! Non mi permetterei mai di infilarmi gli auricolari. Ma quando cammino in città, per qualsiasi motivo, mi piace isolarmi, Lucissimo, e sprofondamente nei miei pensieri e nelle mie riflessioni, e la musica mi aiuta... (certo, faccio delle figure... canto per strada ad alta voce... la gente mi guarda in un modo... ;-)) Adòroti!
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