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i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Lun, 19/02/2007 - 19:25
Ringrazio la mia dolcissima Criscia che è stata guida e complice di questa passeggiata. E la ringrazio anche per le foto che mi ha regalato. E poi ringrazio Dada, che mi ha spalancato un universo, facendomi conoscere Jerry Uelsmann.
La prima cosa che mi ha tolto il fiato è stata l’acqua. Come se il palazzo galleggiasse.
Cristina ha sorriso guardando il mio stupore. L’ho sentita scrollare la testa dentro di sé, divertita come davanti a un cucciolo testardo che tenta di acchiapparsi la coda.Piazza San Marco
Mi sono risvegliata dall’ipnosi, l’ho seguita, ho osservato il suo passo deciso, eppure lieve, l’effervescenza del suo sguardo ancor più brillante perché screziato da una vena di serietà. Le sono andata dietro con la certezza di non avere occhi abbastanza grandi per assorbire e trattenere. La mia imperfezione mi ha scosso. Lei cammina e sa dove stiamo andando, sa cosa vuole mostrarmi, sa cosa vedrò, e io d’un tratto mi sento fluttuare senza meta.
Portata e Incompleta.
Le guardo il profilo e gli occhi grandi e azzurri che tiene dritti davanti a sé, pensando: lo ricorderò. È un viaggio.
Fa freddo. Quando, dopo il Ponte delle Guglie, mi trovo davanti la Strada Nova, Cristina dice: È una strada turistica. Nulla di eccezionale. Ma visto che non ci sei mai stata...
Visto.
Già quel primo ponte mi schiaffeggia di stupore. Ci sono. Ci sono.
È come sovrapporre l’immagine che ho dentro di me a quella che mi si presenta davanti. È una delle rare volte in cui corrispondono.
Strada nova. E niente acqua, né a destra né a sinistra. Solo il cellulare che vibra da chilometri di distanza, nella mia borsa, lontano mondi, universi. Lontano una vita intera. Perché io sono lì, e ho freddo, e cammino a fatica. Ma non mi fermerò,
malgrado avverta ancora quella pungolante sensazione di inadeguatezza. Ho fame di acqua e animalescamente marco il territorio con lo sguardo.
Ti ho visto. Ti tengo. Ti riconoscerò.
Che balzana idea, quella di esserci già stata, di conoscere questa ragazza che mi cammina al fianco da ben più che solo un paio di mesi. I suoi lineamenti si inscrivono alla perfezione in un profilo che già avevo dentro di me, quasi riempiendo un contorno vuoto.
Dove stiamo andando ora?, chiedo a Cristina.
Ti porto a vedere il Canal Grande, mi risponde con un luccichìo furbo negli occhi.
È dentro ai campi e ai campielli che trovo la solidità del fluido. Mi sembra di girare non so quanti angoli, di camminare con la testa rovesciata all’indietro per fissare il pezzo di cielo dentro i quadrati formati dalle case, di esser circondata dal loro spazio circoscritto, e come sempre guardo dietro le finestre: cosa c’è. Cosa si fa. Come sono le stanze. Quanta vita c’è, com’è, potrebbe essere mia? Potrei sentire che altre pareti si adattano al mio corpo, potrei riconoscermi in quegli spazi?
I miei pensieri di solidità si frantumano, quando sbuco sul Canal Grande io sono come un palazzo che implode. È tutto quanto le mie parole non saranno mai. Infinito – sono mesi che assaporo il suono di questo vocabolo -, plasmato dal buio – di quel buio che è vita primordiale, che è pienezza, che è creatività e magma, in cui mi tufferei per recuperare me stessa. Mi fermo, mi volto, osservo.
Ancora l’inadeguatezza.
Non riesco a vedere tutto, a imprimermi tutto, a capire cosa mi succede. So di essere lì, di fronte al Luogo, e al tempo stesso so di star guardando me stessa che lo guarda. E sorrido, ironica, impietosita, all’immagine di quella me che non sa, che non comprende, che ancora deve arrivare alla consapevolezza che ciò che lei ha riconosciuto essere un Luogo dell’anima che aspettava di essere svelato. Ho dovuto togliere il panno, come da una scultura. Rivelarlo a me stessa.
C’è tanta gente… Vengono qui a passare l’ultimo dell’anno. Cristina si stringe nelle spalle. Non si riesce a camminare. A me non piace vivere qui.
Eppure, penso. Se non ci fossi stata tu, chissà quando l’avrei vista.
Che tu sia la luce? Che tu sia una luce di carne e parole che ha attraversato la mia pupilla e mi ha mostrato? In te c’è la stessa armonia di questo Luogo. Compiuto.
E l’acqua. Davanti al Canal Grande. L’acqua che attende, silenziosa.
D’un tratto mi vedo nell’acqua fino alle cosce, nuda. Come se il Canal Grande fosse non più profondo di uno stagno e io avanzassi in un crepuscolo che è d’argento e che è estivo, verso una porta di legno aperta per metà. È una foto di Jerry Uelsmann, mi torna in mente mentre affogo in tutta quell’acqua, mentre torno a pensare che è uno dei miei sogni ricorrenti. Come quello di cadere all’infinito nel buio.
Mi vedo camminare, spalancare la braccia, accompagnare l’acqua con i palmi delle mani, come se così facessi meno fatica. Sono diretta verso un luogo alto, da dove poter osservare tutto. Non so come ci arriverò, quel posto non è la porta di legno socchiusa che compare nella foto, ma è uno dei vertici di un triangolo.
Ora il fluido mi abbandona. Cristina mi allontana. Scompare anche l’acqua onirica, che mi ha lambito le cosce. Mi sento mancare il respiro per la separazione, non sono pronta. Ed è in questa mia condizione di mezzo che all’improvviso mi trovo di fronte Piazza San Marco. È sempre così con le piazze. È come inspirare troppa aria tutta insieme, tentare di razionalizzare lo spazio, di succhiarlo e tenerlo dentro. È la vita dopo il budello della fatica.
Ti ho visto. Ti tengo. Ti riconoscerò.
Un altro modo per dire: sei mia.
Senza capire, senza sapere, perlomeno al momento, che è il contrario.
Sento la voce di Cristina: Venezia è piccola, ci si conosce tutti… Io non voglio rimanere qui, non ci penso nemmeno.
Mi guardo intorno: Piazza San Marco è sterminata. Vedo solo portici, vedo stille di luce pungente esplodere dai palazzi, lontane una dall’altra, ma talmente vivide da sembrare tutte vicine, una sola. È sera, ormai, ma non è buio.Ponte Rialto
Sento la mia voce dire: Io ci vivrei qui, non me ne andrei mai, e di colpo sento anche il pensiero: è sempre il tuo solito amore per le isole, per i luoghi circondati d’acqua. Comincia a chiedertene il perché, ammesso che tu già non lo sappia. E vedo Cristina, il berretto non più azzurro dei suoi occhi immensi, e la sua voce, parole che si fanno materia, i suoi pensieri che non appartengono più solo a lei, ma anche a me, e percepisco la sua determinazione, la sua trasparenza. Una trasparenza solida, che non è acqua, non è la mia acqua. Una trasparenza solida che vorrei fosse anche mia.
Sei stanca?
Mi sono fermata. E sono rimasta ferma per tutto il tempo in cui Cristina mi ha detto che Venezia sta morendo, che i giovani se ne stanno andando, che non c’è vita, non c’è scambio, non c’è comunicazione. Che lei stessa se ne sarebbe andata. Che avrebbe cambiato.
Ho avuto la netta percezione che le sue parole fossero pesanti, oggetti che lei era andata formando dentro di sé, curando sin nei minimi dettagli. Li sta depositando ai miei piedi, è sicura di ciò che dice. Io invece parlo ma non so. Mi rendo conto che sto esprimendo un flusso di parole senza senso, di cui non rimarrà niente, se non dentro di me.
No, sto solo guardandomi intorno.
Ti porto sul Ponte di Rialto. Ce la fai? Ancora qualche calle e poi Campo San Luca e ci siamo.
La sua premura mi fa esplodere un raggio di calore sotto al petto.
Ce la faccio.
E quando salgo sul Ponte, capisco.
Mi sento sgravata dall’inadeguatezza che mi ha trafitto sin da quando ho visto l’acqua per la prima volta, oggi.
C’è tutta Venezia da lì. Tutta la Venezia in cui sono affogata, in cui mi sono sciolta. E quindi d’un tratto comprendo.
Quella che dal Ponte di Rialto osserva le acque del Canal Grande sono io: sono la donna nuda che ha camminato nell’acqua fino alle cosce, diretta verso un triangolo, ed è arrivata nel Luogo Alto. (o altro?, mi chiedo). Guardo l’acqua da cui sono uscita, mi specchio, me ne sento parte. Mi tocco la pelle e le carni e sono morbida ed elastica, a tratti sfuggente, fresca. Sono ancora nuda ma non ho freddo, e non ho vergogna, perché lo spazio e l’acqua sono me e in me, e anche le piazze, anche le isole.
Mentre l’altra io, vestita, è rimasta ai piedi del ponte, in fondo al triangolo, in basso, il corpo affondato in uno scudo di abiti e tuttavia gelido.
Guarda assorta la donna acquosa e si sente bruciare dal desiderio di ricongiungersi a lei.

 

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seconda morte a venezia

"sono io: sono la donna nuda che ha camminato nell’acqua fino alle cosce," minchia! (ehm...) con tutti i pretendenti che ciài tu parli d'acqua ma metti il fuoco nelle vene, diobèllo. questa è la parte scherzosa. quella non scherzosa è data dal titolo, bella elegia veneziana dopo quella dublinese. fai un libro e lo chiami elegia europea? mo ti ho dato anche il titolo. acquosamente piaciuto molto! "sono io: sono la donna nuda che ha camminato nell’acqua fino alle cosce," Minchia (ehm... ora si scatenerà l'inferno!)
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seconda morte a venezia

ero io. maria strofa
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Io non so come, ma prima o

Io non so come, ma prima o poi me la pagherai carissima. VIPERA! :D
Bello però il titolo e bella l'idea. Peccato che i racconti si vendano poco (ma io sono comunque più incline a scrivere romanzi).
Grazie per le splendide parole! (vorrei sapere quali sono tutti sti pretendenti, comunque... ;))
Baci, Mary :***
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Gaja Nuda ^____*

Temo sia vero che Venezia sta morendo. Non solo sotto un profilo strettamente sociale, di giovani che abbandonano la città. Forse questo è il meno. Dico così perché temo, da catastrofista qual sono, che la città rischia di essere presa dal mare a seguito degli spaventevoli innalzamenti dei livelli del mare, della temperatura, dello smog. Tano ti mangio lo stesso: mi ti pappo. Sono già pronto. Ho giusto un buco nello stomaco che ha da esser colmato, e tu sei già tutta nuda, ragion per cui sarà proprio un piacere papparti tutta. ^_____^''' Che libidine... Sm@ckkk Naked Suzanne :) Joseph
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Io lo sapevo che così davi

Io lo sapevo che così davi ragione a Maria Strofa! Joseph! Dovevi fare il vago e far finta di niente... in fondo la mia era solo una metafora! :D E comunque io non mi lascerò pappare né da te né da nessun altro! La carne è mia e me la magno io! :DD Bacioni :***
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era(no) ore!

cara gajac, questa tua passeggiata veneziana mi sembra fatta in compagnia della mia adorata virginia woolf dalloway. come lei ti soffermi su particolari che normalmente la gente non nota. e poi quel connubio acquatico piacere/dolore, malinconia/serenità è proprio visceralmente vicino alla cara virginia. insomma, per essere schietta: mi sei piaciuta in questo post. (e mi hai fatto venire voglia di tornare a venezia e di quei fritti indimenticabili che danno con l'aperitivo) ti abbraccio cp
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Mia cp! Qui va a finire che

Mia cp! Qui va a finire che ci credo... Qualche post fa L'Angelico Angelini mi ha detto la stessa cosa della passeggiata dublinese... #^___^#
Non so cosa rispondere, sono senza parole. Grazie mille.
Un bacio grande (andiamo insieme a mangiare anche i fritti, eh? Io a Venezia devo e voglio tornare, e secondo me d'inverno è ancora più magica!).
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CRISCIA LA DRITTA

<<"Ti porto a vedere il Canal Grande', mi risponde con un luccichìo furbo negli occhi.>> Luccichio furbo??? Maddai:- )
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morte a venezia 3

"in cui mi sono sciolta. E quindi d’un tratto comprendo. Quella che dal Ponte di Rialto osserva le acque della Laguna sono io: sono la donna nuda che ha camminato nell’acqua fino alle cosce, diretta verso un triangolo, ed è arrivata nel Luogo Alto. (o altro?, mi chiedo). Guardo l’acqua da cui sono uscita, mi specchio, me ne sento parte. Mi tocco la pelle e le carni e sono morbida ed elastica, a tratti sfuggente, fresca. Sono ancora nuda ma non ho freddo, e non ho vergogna, perché lo spazio e l’acqua sono me e in me, e anche le piazze, anche le isole." Si vede qui come gaja viperina affermi more letterario ciò che smentisce quotidie more commento: 'sto pezzo è un'istigazione al cannibalismo bell'e buono. Ella sa che Joseph è già infiammato, e ha promesso di mangiarla (in altri blog); ma gaja con sprezzo del pericolo si offre ignuda e bagnata anche se coperta dal personaggio letterario. maria strofa che osserva imparziale, discreta e di puri pensieri!
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Ciao Supergaja...che dire di

Ciao Supergaja...che dire di questo dedalo di parole: bello e onirico direi. Quindi ami l'acqua, il mare, e ami le isole. La Grecia ti ha mai ghermita? In ogni caso, qualora tu avessi bisogno di blocchi di torrone bianco o di gianduia per riaverti da esperienze non veneziane soltanto, sai dove trovarli (adesso è periodo di saldi, approfitta!). Ciao ti ho risposto nel blog. A presto, un abbraccio! Frexoxoxo
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LE ACQUE DELLA LAGUNA

"Quella che dal Ponte di Rialto osserva le acque della Laguna" Scusa la pignoleria. Dal Ponte di Rialto vedi solo le acque del Canal Grande. Per avere una visione delle acque della laguna, come minimo devi salire sul campanile di San Marco. A parte ciò, complimenti. C'è una Gea o Gaia o Madre Primordiale in te:- )
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No, no, ma quali scuse!

No, no, ma quali scuse! Anzi, hai fatto proprio bene! Ho corretto subito! E quanto al resto: grazie davvero. Sarò un caso di "nomen omen"... ;)) Siete tutti figli a 'mme! 

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@Mary: E per fortuna che i

@Mary: E per fortuna che i tuoi sono pensieri puri e casti. Posso solo immaginare cosa avrebbe partorito la tua fervida immaginazione se non fossi stata così ingenua e angelicata. Comunque, visto che sono vipera, ti consiglio di non avvicinarti a muà! :DDD***

@Frexo: grazie! Sì, amo il mare, l'acqua e le isole, visceralmente. La Grecia non mi ha mai ghermito, perché dovrei andarci d'inverno, altrimenti d'estate la mia pelle si accartoccerebbe :D E non mi tentare con le tue leccornie, che solo venire sul tuo blog mi ha fatto aumentare di cinque chili... GNAM!... Ma quando meno te lo aspetti... e i tuoi gattoni come stanno? :***
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come recitava quel titolo

Dopo aver letto qui, l'amletico dubbio si è dissolto: ORTE O VENEZIA, diceva quel titolo. Ebbè, Venezia.
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l'anonimo era

l'anonimo era deca(slogghe)blog :)
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@Gajax: Stanno bene, i miei

@Gajax: Stanno bene, i miei gattoni; ti cercano, ti chiamano, presi dal loro calorifero ardore ti vogliono, sfogliano margherite dicendo "brama o non brama, brama o non brama"... Da parte mia invece vorrei un tuo autografo, vergato in onciale, se non ti spiace. Poi sono pronte le sei maxi scatole di torrone bianco morbido che mi hai ordinato. Pensavo di portartele con un Harrier a decollo e atterraggio verticali. Hai una mail per discutere gli ultimi particolari della consegna? A prexto. Frexto. P.S. Sai, la Grecia è quel posto dove le divinità locali sono ancora attive. E succedono cose...
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@Frexo: MEOWR! Comunica

@Frexo: MEOWR! Comunica questo messaggio ai tuoi gattoni da parte mia, mi raccomando. Quanto all'autografo - addirittura vergato in onciale! - ohibò, e come faccio a fartelo arrivare? Ma, per curiosità, a parte il torrone bianco morbido che è la passione di mio padre, non ci sarebbe anche un po' di cioccolata fondente o al latte, ripiena, e qualsiasi altro tipo di dolce conosciuto nell'orbe terracqueo? ;)) Una mail ce l'ho, sì, ma come dartela? Scrivimi sul profilo di splinder e te la comunicherò! Ah, curiosità: cosa succede in Grecia, allora? ... :* =^..^=
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Quasi quasi lo avevo intuito

Quasi quasi lo avevo intuito che eri tu, Deca... :DD 
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sì, ma...

quando ti organizzi di queste esperienze paniche con tanto di abluzione e tenero scosciottamento, ecco, faccelo sapere prima, così che anche noi si possa dire ti ho visto, ti tengo etc. :P
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Tenero scosciottamento? :DDD

Tenero scosciottamento? :DDD Ma EROS! Possibile che di tutto il racconto ti/vi sia rimasta impressa solo questo miserrimo particolare? ;)) 
Nuntio vobis GAUDIUM magnum: scosciotterommi di nuovo presto! :***
Poi sarete costretti a dirmi: ti ho visto, ti tengo (magari non tutti, a tenermi, ecco...) :PPP
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rimorte a rivenezia

il racconto è molto bello ma gaja la facevo meno viperina impudìca. Questo suo scosciottamento, come dice erostratos, buca il libro e si diffone nell'aere! Adesso, come nelle regole, lo scosciottamento appartiene ai lettori: vogliamo il seguito! gaja viperina, facci sognare! :)
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Tu sei tremenda e

Tu sei tremenda e seminatrice di zizzania! Ecco cosa sei, Mary. 
Abbiti a sapere che io sono la quintessenza del pudore e della vergogna per quando riguarda le mie nudità. E che quella che si scosciotta nel racconto è un io... anzi, una IA letteraria! Io non mi scosciotterei GIAMMAI!
(il seguito non è escluso... ma più che camminare ignuda come un vermine per le acque del Canal Grande che dovrei fare?) ;))D
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poche storie...

ci hai presi mica per sainte-beuve!? noi non vogliamo trovare la traduttrice nevrotica dentro l'opera, ma la naiade scosciottata dentro casa. :P comincia ad aprire, stiamo arrivando. :DD
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No, vi ho presi per

No, vi ho presi per grand-bevù :DD! 
EROSSSS! Ora mi rinfacci le mie nevrosi perché ti ricordi degli altri miei post, ma non pensare a me come traduttrice nevrotica, pensa a me come colei che fuggì con te nella locanda senzaqualità! Altro che scosciottata! :D
Ehm... MA QUANTI SIETE? Chi è che sta arrivando? :DD
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eh, ma nella locanda...

eri abbastanza scosciottata. mi ricordo bene anche questo, mica solo i post! ;) cmq era un plurale gajestatis: sto arrivando solo io. in quanto estimatore d'arte, fammi pure trovare la gaja desnuda. :P
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Acc... plurale gajestatis!

Acc... plurale gajestatis! Quale onore. Bene, allora mi scosciotto (mi sento tanto un pollo...:D): quando arrivi, Goyastratos? :PP
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didola

a Venezia senza di me?? e i cicchetti? il fragolino bianco? :-) bella la descrizione continua please
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Dido, sì! In effetti la

Dido, sì! In effetti la passeggiata risale a dicembre...
Grazie per il complimento, magari scriverò qualche altra passeggiata, chissà...:)) ah, cosa mi hai fatto ricordare: il fragolino bianco... buono... :))**
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Immerso

Parole d'acqua, belle e trasparenti come una poesia. Grazie. Durante la lettura ti ho vista affacciata al ponte, rifratta, ed ero dentro l'acqua e da quella barriera ti guardavo. Sinestesia :) Grenar
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bello!

Grazie per avermi appena consigliato la lettura delle tue "passeggiate", Gajuzza: belle! Certo, non nego di essere stato colpito dallo scosciamento, ma che ci vuoi fare? Non dipende da me, ma dal cervello rettiliano... Ti linko un mio ricordo di Venezia: http://www.flickr.com/photos/cantelmodecantelmi/371639386/in/set-72157594499493107/ Ciao, Pino
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Donna isolana del mio cuore

dopo una giornata di lavoro infernale in cui non so più il mio nome, mi hai ridato fisicità, nei ricordi di una Venezia che così descritta non vedo da molti anni. Venezia è bellissima, unica al mondo, peccato che le abbiano rubato un pezzettino d'anima ogni volta che le hanno fatto uno scatto. Eppure, quando è in silenzio, magari di notte, in una piazzetta tra le mille che nasconde, come una melodia incantatrice di sirena riaffiora la sua natura ammaliatrice e potente, la sua bellezza geniale. Struggente luogo il tuo post così piacevolmente ricco d'acqua. E questo elemento a Venezia è legato così tanto da diventarne la condanna. Come a volte capita nei grandi amori. Come la morte è la fine di una vita, anche meravigliosa. Bellissimo post che ci ricorda che anche noi siamo fatti di ossa ma soprattutto di acqua, come questa città superba, dall'ossatura straordinaria, dalla circolazione sanguigna colorata di tutti i colori possibili. Mi è piaciuta l'inevitabile nudità mentale di fronte all'equilibrio che si prova quando si crede di avere davanti la perfezione, che è uno stato di grazia che non richiede fronzoli. Grazie, perchè avevo bisogno questa sera, di ricordare che si possono vivere momenti così. Ti bacio Sgnapis
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Gajàcova cara, ho già

Gajàcova cara, ho già provveduto ad ordinare le due betoniere di cioccolato fondente e le tre di cioccolato al latte di cui alla vostra del 21 febbraio 1873. Appena giunto a San Pietroburgo incaricherò un mio messo di informarvi circa il luogo dell'appuntamento. Dato il clima alquanto gelido di questi giorni le anticipo che gradirei incontrarla in un locale intimo e accogliente - consigliatomi da Tolstoj - di tradizione prettamente russa, "L'anduia calabra", che si trova fra la prospettiva Nevskji e la Corrazzata Potemkin. Le farò comunque sapere. Un inchino e due ossequi, sempre dal suo sempre suo dal (gioco di parole russo) Frexioff
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Grazie a te, Pino! E, se mi

Grazie a te, Pino! E, se mi posso permettermi di dirtelo: fai sempre la tua bella, porca figura in foto, sei proprio un bell'omo! Comunque quelle foto mi hanno messo nostalgia... le Dolomiti e Venezia... Grazie di avermele linkate!
p.s. Lieta di conoscere il tuo cervello rettiliano. D'altronde, anfibi siamo! Altro che scosciamenti... guarda un po ' che m'hanno combinato maria strofa e lucio angelini! (ed erostratos!) :))*
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Trovarti qui è stata una

Trovarti qui è stata una sorpresa meravigliosa! Mia sinestetica metà, grazie a te. Sono contenta che tu abbia apprezzato! Un bacio grande!:***
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Sono emozionata e

Sono emozionata e sopraffatta dal'intensità delle tue parole. Sono io che ringrazio te, Sgnapis, hai sentito le mie emozioni, hai dato una lettura di questo pezzo per me preziosa, perché mi ha fatto scoprire un lato di me che so vero ma che non avevo mai guardato in faccia... Grazie, davvero, per avermi letto con tanta profondità e attenzione:*** Sei un tesoro. Ti voglio bene.
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lessi, dedussi

(astrassi) e ne descrissi gli sviluppi connessi
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Chi sei tu, che "ussi",

Chi sei tu, che "ussi", "assi" e "issi" gli "essi"? :)) Palesati! :*
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sono la cronista (non

sono la cronista (non autorizzata, né l'unica, s'intende) delle tue "pubbliche relazioni" (gabryella)
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La mia mitica Gabry! L'unica

La mia mitica Gabry! L'unica donna in grado di ritrarmi nei miei meandri più segreti! :DDD
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venezia sta sull'acqua...

... e piano piano muore - dice il poeta - Venezia l'ho vista d'Agosto, che non penso sia il suo mese d'elezione. Mi toccherà tornarci, con l'umido, il buio e la nebbia. Però nella testa conservo uno scorcio, un piccolo campiello, bambini che giocano a pallone, attenti a non farlo finire in acqua... bacio, Gaja. Biancanera
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secondo tentativo

"io non mi lascerò pappare né da te né da nessun altro! La carne è mia e me la magno io!" questa la annoto e la rifilo appena se ne presenta l'occasione! ahahha Sei grande ed il post è bellissimo!
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Grazie molte, Penser! :D

Grazie molte, Penser! :D Quando gli uomini diventano donnofagi bisogna chiudergli la bocca! Dixi! :D (mi piaci un sacco, apprezzo doppiamente il tuo complimento: perché sei donna e perché sei in gamba!) bacio :*
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Grazie, Bianca. Un bacio

Grazie, Bianca. Un bacio anche a te. Venezia è magia pura, sarò retorica, ma in quelle calli, d'inverno, tutto è - o sembra - possibile... :* 
»

anche

io ti voglio bene:)
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l'anche io che ti vuole bene

sono sempre io che sono abituata ad avere l'avatar che mi identifica. bacio sgnapis
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be' con tutta quell'acqua di fuoco meriti una rosa bagnata

maria strofa
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Ma che meraviglia! Le rose

Ma che meraviglia! Le rose rosse sono i miei fiori preferiti..Stupenda, Mary, quasi più bella di quelle vere! :**** Grazie, sei un amore!
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c'è nessuno?

p.s. visto che questa di pralina ti piaceva :) maria strofa
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adoro questa geipèg! LA

adoro questa geipèg! LA ADORO! Grazie, Mary! :***** ma quello che corre, chi è? Erostratos? Ferrucciolmes? :DDD
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AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

mo lo vado a chiedere a tutti e due! maria strofa
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ebbene sì

ebbene sì, il corridore nudo sono io: mi tradisce la corporatura mingherlina e il naso pronunciato. nulla a che vedere con la eros-statuarietà ! :-/ l'irriducibilmente tuo Ferrucciòlmes
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però

bravissima. non dico altro. cinas
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MA NON DIRE COSI'!

MA NON DIRE COSI'! Ferrucciolmes! Sei parco di complimenti nei tuoi confronti e invece sei una presenza irrinunciabile! :****
E vedi? Sei anche irriducibile!!!:DDD
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:)

Ma che bello questo post...mi hai fatto sognare.. :) E venire la voglia di tornarci. Grazie per quello che mi scrivi..anche se io non mi reputo proprio una grande.. Bacissimo
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riconosco che in tenuta sherlockiana...

Riconosco che in tenuta sherlockiana non sfiguro. Anzi, c'è persino chi dice che sono figo! ciao :))
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in tenuta scherlockiana

La tenuta sherlockiana mi dona, in effetti. C'è persino chi dice che sono figo! ciao... :)) l'inconsolabile Ferrucciòlmes
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@Ferrucciolmes: ma oltre a

@Ferrucciolmes: ma oltre a tutti gli altri "bile" anche inconsolabile sei, ora? ;)))
@Cinas: grazie, grazie, grazie. :*
@Pagliaccetto: è vero che lo sei. Altroché. Si sente. Un bacio, grande come 
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http://anonimoanomalo.ilcannocchiale.it

grazie per l'apprezzamento per le mie foto (pubblicate su sgnapisvirgola) non so se riuscirò a postare un commento visto che non sono registrato. una volta già ci avevo provato ma senza riuscirci. un saluto e un invito. lei e blogodot vi conoscete (http://blogodot.ilcannocchiale.it) e questo mi fa pensare che il mondo è veramente piccolo. leo
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certo che ci conosciamo, con

certo che ci conosciamo, con blogodot! ;)) quindi anche io e te siamo amici (e diamoci del tu). Grazie a te di essere passato di qui, spero di rivederti e di sicuro verrò a trovarti anche io. sei proprio bravo, mi colpisce la tua attenzione per i particolari... 
iL commento è stato postato benissimo, anche se non sei registrato compare! un bacione, il mondo è piccolo eccome! ;))
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blogodot

blogodot sono amici anche se non ci siamo mai incontrati. ci frequentiamo di blog a blog da 16 mesi circa. li adoro semplicemente. grazie anche a TE per la visita e per il commento. a presto allora :) leo
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anche io ricordo

qualche anno fa ( anzi qualche anno fa di più) anche io venivo condotta incredula per quelle strade, fino a che non sono diventate le mie per la costanza delle mie visite ( lavoravo spesso lì vicino), ed ero pronta a perdermi e ritrovarmi nei sogni... una cosa che ricordo è che tutte le donne e tutti gli uomini sembravano senza tempo, e bellissimi, fantastici, anche io osservavo la mia ombra e mi sentivo più grande, e favolosa, uscita da Il Maestro e Margherita, anche solo come spettatrice....Franny www.sirenapapadam.splinder.com
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