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Inserito da Gaja il Dom, 08/07/2007 - 12:58
E non ti accorgi di aver camminato finché non capisci di essere arrivata (alla fine o al traguardo che, in taluni casi, coincidono). Fuori era un'alba estiva, di quelle che ingannano perché arrivano sempre con troppo fulgore, e tutte in una volta. E accecano gli occhi, pur se protetti dalle palpebre chiuse. O meglio, più che parlare, con la mente stavo costruendo un percorso dentro il suo sguardo, ed era un percorso fatto di parole prima sussurrate, poi dette con sempre maggiore chiarezza, e in seguito Erano domande. C'era una mèta in fondo ai suoi occhi, ed era a quella che io tendevo. ![]() Ma più mi avvicinavo, più la mèta si allontanava. Più gridavo, più mi disfacevo per il dolore e la consapevolezza dell'abisso, più gli occhi diventavano freddi ed estranei, altro da me. Perché, nel sogno, sapevo di conoscere quell'uomo pur non sapendo chi fosse. Più urlavo, più stringevo tra le mani della mia mente la fine (o il traguardo). E a un certo punto ho visto me stessa, in fondo al suo sguardo. Ero lontana e diversa, un'immagine coperta da scarabocchi zigzaganti, orbite nere, pelle più scura: nulla di più lontano dalla luce e dal biancore a volte offensivo della mia epidermide. Ero la Me Stessa Quotidiana, come se quel percorso fulmineo di mente e parole fosse stata pura vita, un'esplosione di sensi e di energie che ora, in fondo ai suoi occhi, erano state ormai imbottigliate. Il coperchio sul vaso di Pandora. Il silenzio e il traguardo (o la fine). (Foto di Jerry Uelsmann) Gli occhi si allontanavano, sordi alle grida e alle domande. E più loro si distaccavano, indifferenti, più la Me Stessa Quotidiana si allargava, mi si imponeva. Mi sono svegliata, ho implorato di svegliarmi sapendo che, pur cosciente, la Me Stessa Quotidiana aveva ormai soffocato tutti i pori della mia pelle. Mi si era appiccicata e non c'era più verso di staccarmela di dosso: aveva aderito al mio corpo permeandomi di un dolore troppo vero per poter essere ignorato.Ho socchiuso gli occhi e l'alba estiva, improvvisa e ingannevole, mi è sembrata livida di gelo. Ho trovato la forza per cambiare posizione nel letto. Ho girato la testa. |
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Brrrrrrr
Inserito da Anonimo il Lun, 09/07/2007 - 08:32Ah sì: un ottimo cappuccino
Inserito da Gaja il Lun, 09/07/2007 - 09:05