Sinestetica.net - Letteratura in ogni senso
  • Home

login utente

scambia informazioni

Condividi contenuti

i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Sab, 14/07/2007 - 13:40

pool[Questa foto di Jerry Uelsmann, a me particolarmente cara, ha ispirato la mia Passeggiata Veneziana ed è stata in essa ampiamente citata.
Anyway: oggi non potevo esimermi dal riprendere il seguente articolo apparso oggi su «Il Messaggero». Pare che da due giorni io sia bombardata dalle allusioni alle passeggiate o al camminare in generale. Soprattutto da parte della carta stampata. Il primo che fa una battuta sulle donne che passeggiano... EHM! Ci siamo capiti!]

«La conoscenza? Arriva passeggiando.»
di Marco Guidi


Il cammino della civiltà, si dice. La marcia dell'umanità. Per una volta le metafore rispecchiano una grande verità. L'umanità ha fatto i suoi primi passi e a volte anche i successivi, a piedi, camminando.
Lucy, la prima donna umana e i suoi discendenti hanno popolato la terra marciando, prima verso il nord dell'Africa, poi occupando, sempre a piedi, la fertile Mezzaluna, poi, di lì, si sono sparsi per le grandi pianure dell'Asia e di lì su su fino in Europa. Il bipede implume, come siamo stati definiti, ha conquistato insieme la stazione eretta, cioè la capacità di camminare su due zampe e non su quattro e la capacità di usare le zampe (quasi non ancora braccia) di sopra per compiti diversi, poi camminare, stare in piedi, ha cambiato tutto, persino il modo di fare l'amore.
E, ci si permetta il balzo attraverso le ere, molti dei primi grandi filosofi greci tenevano lezione camminando. Lo faceva Socrate, lo facevano, soprattutto, i peripatetici, che dall'andare in giro a chiacchierare sul mondo, sulla società, sull'anima e sugli dei presero il loro nome. Passeggiavano per le agorà delle polis elleniche, sotto un cielo sempre sereno e, a volte, sceglievano un giardino, o un portico per concludere le loro argomentazioni.
Marciare, per un greco antico, era come vivere. I diecimila di Senofonte marciarono per migliaia di km da Babilonia (fate conto da Bagdad) fino a Trebisonda, sul Mar Nero e di lì fino a Bisanzio. E marciarono combattendo contro i persiani del Gran Re e contro le popolazioni locali che non vedevano certo di buon occhio un esercito traversare (e saccheggiare) le loro terre. Poi la camminata divenne altro. Le legioni di Roma avevano come simbolo quel “pietinement lourd des legions en marche” di cui parla un poeta francese. Il pesante calpestio. Roma si espanse grazie alla marcia delle legioni. E, per renderla più agevole, costruì il primo sistema viario del mondo antico, oltre seimila km di strade lastricate. Poi altri mezzi hanno sostituito il cosiddetto caval di San Francesco. Ma qualcosa ci è rimasto dentro, basta guardare, nei parchi, le migliaia di persone che fanno jogging. Tributo inconscio al nostro esser divenuti esseri umani.

»
sinestetica.net Nota legale