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Moby Dick
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Inserito da Gaja il Mer, 27/12/2006 - 20:03
[Ho già parlato di questo libro il 15.10.2006 su vibrisse, bollettino. Ma non è mai abbastanza lo spazio che si dà alla poesia, e soprattutto a una poesia "ibrida", nel senso più creativo e più fruttuoso possibile, quale quella che compare in Paso Doble]
Le due autrici, Anamaría Crowe Serrano e Annamaria Ferramosca, sono amiche da qualche anno. Non credo sia "solo" per questo che l'esperimento è, a mio parere, riuscito. Certo, esiste un'affintà spirituale, un modo simile di "vedere" la poesia e di farne immagine, ma il motivo per il quale mi pare che i loro versi siano veramente unici è la fluidità con cui il significato scorre da una lingua all'altra, non "malgrado" la loro diversità, ma "grazie" ad essa. L'accostamento tra le due lingue non mi è mai parso così musicale. Ammesso che un accostamento di questo tipo sia mai stato "provato" prima (se sì, vi sarei molto grata se me lo segnalaste: mi piacerebbe leggere ancora poesie come queste). L'inglese e l'italiano si fondono fin quasi a diventare una sola lingua, il che mi pare un traguardo non da poco. Un traguardo da assaporare, da leggere e sul quale riflettere. [Anamaría Crowe Serrano, Annamaria Ferramosca Scrivo sui fogli Scrivo sui fogli sulle pareti sullo schermo Parole sprigionate come essenze, libere Sillabe offro, nebbiose. Invece di parole diluviali Lasciati andare Quando si pensa che sarà dura The arsenal you've prepared is The road is clear, you follow I'll make a secret garden of them, weightless Questo specchio Questo specchio If I could Siamo Therefore, I do not judge
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prendo nota
Inserito da Anonimo il Mer, 27/12/2006 - 22:02Prendo nota di questa segnalazione, gaja preziosa!
maria strofa
Grazie Mary. Ma se qui c'è
Inserito da Gaja il Mer, 27/12/2006 - 22:08Grazie Mary. Ma se qui c'è una persona preziosa non sono certo io, mia adoratissima:-*
didola
Inserito da Anonimo il Mer, 27/12/2006 - 23:31uè qua si flirta!
cmq Gaja ieri ho scritto un commento càncoppaccà e non l'ho trovato più, fa niente che io scrivo solo sciocchezze ma un sistema senza passare la dogana e mettere codici segreti non c'è?? :-)
Splendida, credo tu debba
Inserito da Gaja il Mer, 27/12/2006 - 23:41Splendida, credo tu debba solo registrarti se non vuoi mettere il codice ogni volta! Che bello leggerti qui:* Grazie della visita, torna presto, eh!:-) (con pastiere o senza:-))
che curiosità, però: che
Inserito da Gaja il Mer, 27/12/2006 - 23:42che curiosità, però: che avevi scritto?:-)
prendo nota pure io medesimo
Inserito da Anonimo il Gio, 28/12/2006 - 00:00Così sarà ed è,
ma io ci ho dei dubbi sul Messer Duranti,
uh, se ce li ho!
Natimi i dubbi, nonché forti perplessità, dalla sua opra di traduzion del Carver, che già non amo tanto come autore, poi,
e quindi faccio un caso:
Perchè 'sto bel tipo appioppò il titolo:
"Racconti in forma di poesia"
ad un opera che intitolavasi:
"Where Water Comes with Other Water"....
Ehh, mbeehh?!
Che significa storpiare una tanto bella intestazione, davvero poetica, con 'sta prosaica ribalderia, magari suggerita dai furbacchioni di minimumfax tanto per vendere, per far credere al popolino che sono racconti, e invece no.
Poesia, porcaloca!!!
MarioB.
Essendo me medesima
Inserito da Gaja il Gio, 28/12/2006 - 09:37Essendo me medesima traduttrice letteraria, non posso dubitare del valore di Riccardo Duranti, mio carissimo. Quanto alla scelta del titolo non so darti una risposta: solo, tieni presente, che, per la mia esperienza, i titoli non sempre vengono decisi (a volte nemmeno suggeriti) dai traduttori. Comunque a me piace tanto la tua prosa, posso dirtelo? (e leggendo il tuo blog, ho visto che sei piemontese, una regione che adoro. In particolare amo tantissimo Torino). A presto, un bacio, e grazie assai della visita:*
didola
Inserito da Anonimo il Gio, 28/12/2006 - 15:43avevo scritto che io in Irlanda non ci sono mai stata, che ci volevamo andare come in altri cento posti ma che allora eravamo molto presi dal lavoro, dai figli, dalla casa e quando potevamo andarci il mio amore, presto, troppo presto, se ne è andato da dove non si torna, però mi promise che appena lo raggiungevo ci andavamo, così ho pensato che potremmo andare a Temple Bar, in un pub, a bere alla tua salute, sono sicura che l'idea gli piacerà.
(ma forse avevo scritto un'altra cosa)
Sono molto commossa e quando
Inserito da Gaja il Gio, 28/12/2006 - 16:47Sono molto commossa e quando sono commossa mi si attorcigliano le parole e i pensieri.
Voglio farti un regalo, però, augurandomi che lo apprezzerai. È una poesia che William Butler Yeats ha dedicato alla donna amata, Maud Gonne, patriota che combatté per l'indipendenza dell'Irlanda. Approfitto delle sue parole per ringraziarti per ciò che mi hai scritto.
Quando sarai vecchia
Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d'amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l'anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo
che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d'amore dirai,
di come se ne volò via...
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.
(Traduzione di Luisa Zappa Branduardi)
Anche io berrò alla vostra salute la prossima volta che andrò a Temple Bar. Da quando in qua, poi, l'amore dipende da pinzellacchere (ho scritto giusto?;-)) come il tempo e lo spazio? Un bacio e grazie. Con tutto il cuore.