
di
Giovanni Choukhadarian
Questo articolo è comparso oggi, 25 gennaio, su La poesia e lo spirito
A las cinco de la tarde, un giovedì di mezz’inverno, sul corso Imperatrice, a Sanremo, bevendo Berlucchi con Giuseppe Conte, che distrattamente guarda il mare. Qualche signora appena un po’ desmoronada roams, in the roamings of her fan, improbabile Infanta marina, ma al massimo sorride; e il poeta, gitano legìtimo, ricambia. Si riferisce di poesia, chiacchiericci mondano-letterarî , Leopoldo Carra e, più che altro, di spirito o Spirito. Quello, minuscolo, dei tempi che corrono, sfilacciati (il copyright è di S. E. Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita in Genova); e quello, maiuscolo, di Rino Fisichella (Nel mondo dei credenti, Milano, Mondadori, 2008) e di S.S. il Papa Benedetto XVI. Ci fosse Roberto Pepe Coggiola, ritrarrebbe la scena in uno dei suoi blanco y negro che sanno della Repùblica Orientàl de Uruguay. Roberto, però, lavora, et c’est encore une raison pourquoi Allah et Antonio Silva sont grands.
non
Inserito da Gìggi il Sab, 26/01/2008 - 11:30si capisce un "CHE"?
Inserito da Gaja il Sab, 26/01/2008 - 11:37Ommiadea
Inserito da Anonimo il Dom, 27/01/2008 - 12:04Aho, io non ho capito... nun
Inserito da Gaja il Dom, 27/01/2008 - 12:05seriamente, anche se mi è difficile:
Inserito da Anonimo il Dom, 27/01/2008 - 13:47chi sei? sei lulù?
Inserito da Gaja il Dom, 27/01/2008 - 13:57so' io, sì, e chissenò?
Inserito da Anonimo il Dom, 27/01/2008 - 14:07ehehehe! ciai no stile
Inserito da Gaja il Dom, 27/01/2008 - 14:11ne varietur #3
Inserito da Anonimo il Dom, 27/01/2008 - 14:32aspe', aspe', secondo me
Inserito da Gaja il Dom, 27/01/2008 - 14:39