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i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Dom, 27/12/2009 - 15:06

E’ già successo. La donna che esce dall’appartamento, sosta sul pianerottolo, si accorge di me come se non sapesse. Non sei la prima, Mia. Spero che tu sia l’ultima. Non perché il tuo peso mi costi fatica, no. E’ il peso della tua sofferenza che non sopporto. Della tua e di quella di chi ti ha preceduta. Loro agiscono sempre nello stesso modo. Li sento arrivare. Li vedo apparire nell’atrio di questo antico palazzo. Lo hanno scelto perché è centrale, ma al tempo stesso riservato. Chiuso. Passa inosservato nella sua mole grigia di anni e di segreti. In origine io non c’ero. Gli abitanti, scarsi e sempre più anziani, dovevano arrancare su per le scale pretenziose. Poi loro hanno deciso che un ascensore sarebbe stato più comodo per il trasporto delle… Non so come chiamarle. Vittime? Cavie? Mi hanno ricavato in uno spazio angusto, per questo sono stretto e alto, claustrofobico. Lo so. Per questo non c’è stato spazio per uno specchio. Loro comunque non lo avrebbero voluto. Sanno che guardarsi e non riconoscersi è la prova peggiore. Sanno tutto quello che c’è sapere. E’ una sceneggiatura collaudata. Eppure… tu, Mia, sei diversa. Mi illudo, ma potresti veramente essere l’ultima. Potresti rompere l’incantesimo che ci avviluppa. Hai avuto il coraggio di premere il pulsante e il contatto è stato più dell’impulso a muovermi, a scendere con te. Con ogni singola fibra del mio vecchio legno impregnato di cera avrei voluto farmi armatura alla fragilità del tuo corpo, alla vergogna della tua nudità. Nasconderti agli occhi del mondo e darti il coraggio di sconfiggerli. Quando hai aperto con rabbia le mie porte e sei sgusciata fuori, avrei voluto la voce per gridarti: “Vai, Mia, fuggi. Riprenditi la tua vita.” Ma la barriera era lì, invalicabile. La corona di fiori appoggiata al vetro della porta d’ingresso. Sei arrivata dove nessuna prima di te, Mia. Ma adesso appoggiati a me, riposa. Ti riporto su.


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il racconto di Laura

Molto bello
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nuvola, cara! benvenuta qui.

nuvola, cara! benvenuta qui. ti avessi conosciuta prima... ;*
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Marò...

che emozzione! :D
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Io scrivo un commento per

Io scrivo un commento per niente disinteressato: tra anna e te, oggi, devo prendere appunti, perché la storia di Mia ha preso una svolta inaspettata (da me) e imprevista (da me), e in fondo è proprio quello che volevo. Credo sia per l'appunto il bello dei microracconti. (gngngngnpossinamm... gngngngn! :D)
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hvhh

mi pare che l'ascensore prosegua la sua corsa senza bloccarsi. bene.
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Corposo

Oh sì, sì. E' veramente bello. Denso. Corposo. Come piace a me.
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Oh, ma vedo solo ora!!

Oh ragazze, vedo solo ora! Azzarola! Laura, che dire...? E' un bellissimo microracconto, ed è bello vedere che si incastra in maniera così complementare al precedente. Gaja sì, stanno uscendo degli aspetti dalla tua storia che tu stessa non ti immaginavi, vero? Eppure è proprio questa la sfida di questo progetto, secondo me! Sfida, dico, soprattutto per te, perché ti mette di fronte a una serie di possibili interpretazioni, e quindi plot, che non avresti nemmeno immaginato potessero uscire dalla tua storia! E d'altronde da un "atomo" (buono), si sa, quante forme di vita diverse abbiano luogo...no? :)Un bacio carissimo a Laura e a Gaja e a tutti!
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Brava Laura. Ricordati

Brava Laura. Ricordati quello che ti ho detto un giorno sulla tua capacità di scrivere racconti brevi.
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(rispondo ad Anna):

(rispondo ad Anna): sìsìsì, certo! è la cosa più importante, è il fulcro dei microracconti. stimolare la creatività altrui, seguire una strada che non è stata tracciata ma che ciascuno disegna con le sue parole. tra il tuo microracconto e quello di laura, la vita di Mia prende decisamente una svolta inaspettata. Abbracci e baci!
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l'ascensore

è per me l'oggetto misterioso, sono claustrofobica. Il racconto di Laura lo trovo di un genere molto affascinante. E scritto in maniera eccellente.
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Dunque

@Nuvola: grazie. @Enrico: detto da te... :) @Carlo: corposo pur così smilzo ;-) @Evento: sì, ricordo perfettamente e concordo che, alle volte, vale la pena infilarsi nel viottolo nascosto piuttosto che sulla strada maestra. @Gaja: mo' volemo vedè come te metti con la storia di Mia e, soprattutto, volemo sapè che combina Uto nel frammentre :D
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Laura: dico solo questo:

Laura: dico solo questo: possinamm... >_______<
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@Cristina

Oggetto misterioso e intrigante... non fosti proprio tu a proporre la parola *ascensore* per una serie di racconti in giro per i blog? Chissà che ci hai combinato in un ascensore, bella signora dai capelli d'argento :)))
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l'oggetto narra

Se ho ben capito e se non svalvolo troppo, l'oggetto-strumento "ascensore" narra la storia di Mia che "non è la prima" "ma forse sarà l'ultima" creatura ad essere sottoposta al "loro" trattamento, disumanizzante(?) Perché Mia è diversa, Mia ce la può fare. Tuttavia la speranza non è così forte...C'è una corona di fiori. Azzardo l'ipotesi che il "trattamento" sia la vita stessa, dalla quale nessuno esce incolume... Racc di forte impatto, con una sua grazie crudele. Testo metaforico-filosofico? Chi sono "loro"?
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Laura

era un ascensore a cielo aperto... e dio solo lo sa...
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siccome che l'ascensore è

siccome che l'ascensore è verticale, se po' tentà n'approccio froidiano de tipo fallico? dice cose tipo nun sei la prima. appoggiati a me. te riporto su... :DDD il racconto è bello, dire che è ben scritto è pleonastico. la misura corta è interpretata molto bene, l'introduzione dell'elemento orrifico è eseguita con sapienza: l'ascensore ha una sua visuale, potrebbe sbagliarsi, perciò questa opzione non pregiudica l'apporto di altre ipotesi. in questo sta l'equilibrio del racconto.
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Loro?

@Alex: chi sono "loro" va chiesto ad Anna Costalonga che li ha voluti falsamente pietosi o pietosamente crudeli, chissa'? @Lu: ascensore fallico? Beh, io non l'avevo pensato cosi', anzi. Direi piuttosto oggetto che contiene, che accoglie, che fornisce protezione. Materno?
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ma era pe' scherzo! infatti

ma era pe' scherzo! infatti è uterino, semmai. però non mi fiderei troppo.
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