di Redazione Triskell
Traduzione di Gaja Cenciarelli
2005, Giano Editore, Varese
Pagg. 212, € 15,00
Sono passati tre anni dalla morte di Rosso, e l'inaffondabile Agnes Browne continua, coraggiosamente, a fare da madre, da padre e da arbitro ai battaglieri sette figli. Aiutata finanziariamente dal primogenito Mark, ed eroticamente dal sensuale Pierre, Agnes affronte le tragedie familiari con lo stesso, eroico spirito di sacrificio che, per secoli, ha contraddistinto le donne irlandesi.
Anche in questo secondo libro della trilogia, la vita non risparmia i colpi bassi ad Agnes Browne: Frankie, la pecora nera della famiglia, la deruba di tutti i suoi averi e fugge in Inghilterra, dove rimarrà intrappolato nella rete della droga. Agnes dovrà lasciare l'amato Jarro, a seguito del piano riqualificatore del centro sto
rico di Dublino e andrà a vivere nella periferica Finglas - «terra selvaggia». Nel frattempo, i figli crescono: Cathy - da bambina vivace e assetata di avventure - diventa donna e si fidanza con un poliziotto di Cork (anche se Agnes nutre più di una riserva sul mestiere del futuro genero); Mark - che ha fatto da padre ai fratelli - si sposa, dopo aver evitato il fallimento della Wise & Co. (ma anche la sua vita sarà marchiata da un grande dolore); il balbuziente e poco dotato Simon ottiene un posto da inserviente in ospedale grazie a un provvidenziale quanto esilarante colloquio di lavoro; Rory, il figlio gay, subisce le angherie di un gruppo di skinhead, ma riesce a trovare la propria strada dedicandosi, con successo, al lavoro di parrucchiere e conquistando l'amore di un collega; infine Trevor, il più piccolo e il più tardo di tutti, si rivela un bambino prodigio, un artista in erba, un «tesoro nazionale». Dal canto suo, Agnes, finalmente, cede alla corte di Pierre, che le regalerà l'amore mai avuto da Rosso. In questo secondo libro l'attenzione si sposta, come anticipato dal titolo, sui figli di Agnes, la cui vita si intreccia sinistramente con la crudeltà di un gangster privo di scrupoli. La figura di Agnes Browne sembra acquistare «spessore» e profondità quando si confronta con le angosce che caratterizzano l'esistenza di una madre. Rispetto al primo libro, I marmocchi ha una vena drammatica più spiccata e più aderente alla realtà, ma sono proprio le tragedie che contribuiscono a esaltare la forza di Agnes, e la sua - a tratti involontaria - ironia. È una storia densa di avvenimenti e di colpi di scena, di destini incrociati e di sconfitte. Ma che non fa mai mancare il sorriso contagioso, e - perché no? - malinconico, tipico degli irlandesi e degli storyteller dell'Isola di Smeraldo.
Errori!!!!!!!!!!
Inserito da Anonimo (non verificato) il Gio, 17/07/2008 - 11:05