
29 dicembre 2006
I SOLITI SOSPETTI
Sono sul treno. Per la precisione a Padova. Criscia mi telefona e mi dice: "Quando arrivi a Mestre, fammi uno squillo che esco di casa... tanto abito a due passi dalla stazione".
Io, sogghignando mentalmente, pervasa dallo scetticismo che mi contraddistingue, penso: "Sì, certo, due passi. Ho già capito che mi toccherà aspettare".
L'INTERROGATORIO
Da qualche minuto è appena sceso un ragazzo che ha provato ad attaccare bottone sin da quando il treno aveva lasciato Termini.
"Ma sei straniera?"
"No".
"Sei di Roma?"
"Sì".
"Vai a passare il Capodanno a Venezia?"
"No".
"Be', attenta che a Venezia sono sotto zero...".
Io mi ero rintanata in me stessa, aiutandomi con l'iPod, respingendo qualsiasi suo tentativo di socializzazione e terrorizzata dall'idea del freddo. Viaggiavo con indosso il piumino chiuso fino all'ultimo bottone, la sciarpa e le mani in tasca. Il pensiero di dovermi alzare per andare al bagno mi sgomentava (e cercavo di rimandare il ferale momento ma a Padova ho desistito). Avevo altresì provato a smaltire quanti più sms possibile, (ormai lo sanno quasi tutti i vibrisselibrai che ne ho parecchi gratis... ma solo fino al 7 gennaio: fortunelli!).
A Bologna, il ragazzo di cui sopra se ne era uscito con un minaccioso: "Eh, senti com'è diversa la temperatura qui? A Roma è primavera al confronto... Vedrai, vedrai..."
"Non mi dire così..." avevo protestato flebilmente.
E ricominciando ad ascoltare Banana Republic, lo avevo lasciato a riscaldarsi al suo Sole (24 ore).
Dopo qualche chilometro, mi aveva regalato il supplemento "Donne e Lavoro" e così mi ero sentita in dovere di fare due chiacchiere con lui (è vero, non mi andava, ebbene sì. Anche a *me*, a volte, non va di parlare). Tra un semantema e l'altro, tanto per non scendere troppo nel personale, gli avevo fatto - gonfiandomi di orgoglio - una testa tanta su vibrisselibri.
Arrivo a Venezia e Criscia è lì ad attendermi.
Orpo. Sta davvero vicin...
Non faccio in tempo a completare il pensiero che Criscia, mentre aggiriamo il binario 1, infila la chiave in un cancello e mi fa: "Ecco, io abito qui".
LA GATTA MASOCHISTA E IL CANE BACIOSO
Come ci si sente a essere accolte da Sirio e Scilla (rispettivamente il cane e la gatta di Criscia)? Dunque, per me è stata una specie di luna park. Davanti agli animali io ho la stessa curiosità e lo stesso meravigliato stupore dei bambini che vanno alle giostre (ce l'hanno ancora, sì?).
Scilla va in brodo di giuggiole quando le si danno dei colpetti sul portacoda (nella foto, potete notare la manina di Criscia che la "batte" con delicatezza). Oddio, bisognerebbe mettersi d'accordo su ciò che si intende con "colpetti". Il fratello di Criscia mi dice che Scilla va pazza per gli schiaffi più decisi. All'inizio non ci credo. Criscia mi dimostra, "percuotendola" per cinque minuti di fila, che Scilla comincia a fare le fusa, a rovesciarsi a pancia in su, ad aggredire, in preda all'estasi, mobili e libri.
Sirio, invece, mi ha baciato una quantità di volte sul naso, dopo aver tentato di farlo anche su tutto il viso. Era felice di aver trovato qualcuno alla sua "altezza" (nel senso di statura).
Dunque, con Criscia si chiacchiera amabilmente, si mangia (un'ottima insalata: ma lei, da provetta cuoca e splendida ospite qual è mi ha offerto ogni ben di Dio - polpette, pasta, formaggi, panettoni, torroni - che io ho rifiutato, integerrima), si beve.
IL FRAGOLINO BIANCO.
Ma a lui non ho resistito. Io vado pazza per il fragolino e per tutto ciò che deriva dalle fragole. Anche la parola fragola mi fa salivare. Insomma, ho bevuto l'equivalente di un bicchiere colmo di fragolino bianco. Volevo portare la bottiglia in giro per Venezia, perché andava giù che era una delizia... E menomale che poi siamo "dovute" uscire, altrimenti arrivavo alla cena della sera ancora più ubriaca di quanto madre Natura mi abbia già fatto.
Dunque: degusto con lascivo ardore la focosa bevanda e poi usciamo.
Non posso scrivere di Venezia, perché quando incontro una "cosa" o vivo un'esperienza che mi emoziona e mi s-travolge devo lasciar decantare il tutto prima di poterne parlare. Magari butterò giù una passeggiata veneziana, prima o poi. Anzi, di sicuro.
La mia dolce Criscia e io, al termine di circa tre ore di passeggiata a ritmi sostenuti, torniamo a casa sua vagheggiando una seratina da centenarie, con copertina sulle gambe, tazzone di cioccolata calda o tè, gatta e cane vicini, e dvd da trangugiare, sonnecchiando, tra una chiacchiera e l'altra. Invece non si può, perché...
DADA e AL3SIM
... ecco che arriva il Dada! Mein Bruder! Il riccio padovano, il filosofo, il coordinatore dell'Ufficio Stampa milanese, il redattore, il lettore, il "cicerone" per eccellenza, colui il cui senso dell'orientamento sfida qualsiasi labirintica e tentacolare città! (Intravedete forse una vena ironica in tutto ciò? A voi l'ardua sentenza).
Scendiamo in stazione e io arranco dietro di loro. Qualcosa si deve essere scatenato nella mia gamba sinistra - altresì conosciuta come "gamba marcia", per via delle plurifratture di quattro anni e mezzo fa. Un dolore indecoroso (un nervo? Un muscolo? Un osso in disfacimento? L'inesorabile decadenza delle carni?) mi fa desiderare di passare alle maniere forti: prendete il mio arto offeso e pascetevene. Basta che me lo stacchiate, grazie.
Alla stazione, il nostro treno per Padova non arriva. Siamo costretti a ripiegare su un interregionale per Bologna. Frotte di persone impietose che brandiscono pizze e bicchieri di birra ci passano davanti. Noi tre stiamo per svenire. Il mio arto è già arrivato a Padova da sé. Non lo sento più.
Nella città del Santo senza nome, del prato senza erba e del caffè senza porte troviamo ad attenderci e a prelevarci Al3sim: praticamente dal momento in cui ci siamo visti a quando ci siamo salutati, prima di andare a nanna, non abbiamo fatto altro che ridere. Al3sim aveva un blog stupendo, che purtroppo ora si è ribellato al suo creatore e non lo riconosce più. L'eterno conflitto tra padri e figli.
E FINALMENTE SI GIUNGE ALLA "PIZZERIA ARCOBALENO".
Intravediamo Giulio "Julius" Mozzi che ci viene a recuperare. Io e il mio arto siamo congelati malgrado la mite temperatura primaverile di una cinquantina di gradi sotto zero.
Il RICONGIUNGIMENTO!
Che emozione rivedere il mio gemello astrale, australe, boreale, neozelandale Mongy® ("invioti affetto sconsiderato", Mongy®!). Esultiamo, giubiliamo e, soprattutto, libiamo. La disposizione a tavolo è la seguente: da sinistra a destra Dada, Gaja, Alt3sim da un lato. Giulio, Mongy® e Criscia dall'altro. Si parla, si discute, si mangia (avevo promesso a Mongy® che avrebbe avuto, come al solito, gli avanzi di ciò che non sarei riuscita a mettere tra i denti, ma evidentemente la passeggiata veneziana mi aveva prosciugato ogni energia. Ero diventata una bocca ambulante). Giulio e Mongy® avevano fatto una scommessa: mi sarei limitata a fotografare il biglietto che campeggia nella foto a corredo di questo articolo o lo avrei sottratto bellamente, alla faccia del bon ton? Buona la seconda. Chi ha vinto? Non me lo ricordo. Ricordo solo Mongy® che mi fa: "Lo vedi? Scommettiamo alle tue spalle".
Mentre io tesso le lodi della redazione (sempre nello spirito di Cornelia "Gracchia"), Giulio mi osserva attentamente: gli leggo negli occhi una domanda. "Ma questa è così di suo o ci è diventata con vibrisselibri?" . I frizzi e i lazzi proseguono per tutta la sera (desiderei puntualizzare che Al3sim e Dada hanno continuato a farmi cappottare dalle risate senza interruzione); Mongy® e Giulio ci parlano di fumetti, ci si addentra nelle gesta del Sor Pampurio e del Signor Bonaventura, Giulio mi promette che la prossima volta che verrò a Venezia mi porterà a vedere la casa natale di Corto Maltese, e a mangiare il baccalà - ovvero stoccafisso - mantecato.
BEVANDE
Non ce l'ho fatta a consumare la mia media rossa: l'ho mollata al Dada. Il quale, quindi, ha bevuto tre birre, mentre io ho tracannato circa due, leggasi DUE, litri di acqua minerale. Criscia e io sembravamo due assetate in un deserto africano, a secco da una settimana. Le bottiglie di acqua erano vere e proprie oasi.
TIRAMISU
Mongy® riesce ad accaparrarsi l'ultimo, sublime tiramisu della casa. La cameriera porta la coppa con cinque cucchiaini. Mongy® ci concede tutto il tempo di assaporarlo, poi, con gesto ratto e felino al contempo, lo nasconde alla nostra vista dichiarando: "Alt! Time out!".
A un certo punto Giulio fa: "Restituiamo quest'uomo alla famiglia, e noi andiamo a berci il bicchiere della stoffa da un mio amico sarto".
BABBO GIULIALE
Poi, sempre il Mozzi, tira fuori dalla borsa regali libreschi per tutti e deliziosi quaderni in carta riciclata. A me è capitato "Il mestiere di scrivere" spiegato dai "fumettisti" della Scuola Holden. Sul quaderno di carta riciclata, dove Criscia e io abbiamo insistito che vergasse una dedica, a me ha scritto: "Sii gaia, Gaja... Giulio. Padova, 29/12/2007". A Criscia invece è toccato "Tema: io sono sentimentale. Svolgimento. Io no. Mi spiace" e la firma dell'Icone. Giulio, d'altra parte, ci aveva avvertite.
TORNA A CASA, MONGY®!
E noi lo accompagniamo con la mestizia che ci molce il còr! Però con la sensazione che un altro mattoncino di questa bellissima "gemellanza" sia andato ad aggiungersi alle già solide fondamenta di una amicizia nata grazie a vibrisselibri.
Il BICCHIERE DELLA STOFFA
Altro mezzo litro di acqua minerale. Il Dada sorbisce un celestiale Irish Coffee, che io ho assaggiato con la mente e le papille gustative rivolte verso l'Irlanda. Si discetta di libri, di Carver, di editing, di romanzi su commissione, di romanzi in via di creazione e di romanzi già usciti, di democristiani dichiarati e di chi del democristiano ha tutto l'aspetto.
Giulio fa: "Mi sa che hai tanta sete perché hai parlato molto".
Io: "Mi sa che ci hai ragione".
Lui: "Io continuo a immaginare che questa donna qui, quando lavora (e indica la sottoscritta), sarà legata alla sedia. Perché, con la sua esuberanza, stare davanti al pc 12 ore al giorno non dev'essere proprio semplicissimo"
Io: "Guardami i polsi: ho ancora i segni delle corde".
Sante parole.
TU ESCI DAL PUB, O ARTO OFFESO!
E ti ritrovi fuori, al freddo e al gelo.
Ma no, non fa mica freddo. Dice Giulio, sgarzolissimo.
Io, per non saper né leggere né scrivere, cammino con il cappuccio del piumino che mi fa da paraocchi. Mi sento tanto un cavallo. Nel frattempo, Julius acuisce la mia, come dire, sensazione di inadeguatezza, raccontandomi di aver conosciuto Seamus Heaney (con il quale faceva scorribande in pasticceria nei giorni del Premio Mondello) e Kenzaburo Oe. C'è chi mangia con due premi Nobel e chi, invece, non mangia quasi per niente. Al parcheggio comincio ad avvertire le falangi delle dita sgretolarsi pian piano. Alla minaccia di Giulio di lasciarmi lì, penso che potrei chiedere l'elemosina, o fare l'autostop. Ma la strada è deserta. Si impietosiscono e decidono di portarmi con loro.
IO E IL DADA
Saliamo in macchina. Affianchiamo il Dada al semaforo. Io comincio a fargli ciao ciao con tutte e due le manine. "Ciao, ciao, ciao", dico a voce alta. Il Dada a sua volta fa ciao ciao. Io gli rispondo, con il vetro ancora alzato: "siamo proprio due scemi... (non ho detto proprio "scemi", ma capirete...)". Lui, che giustamente non capta le mie parole, tira giù il finestrino, subito imitato dalla sottoscritta. Entra un pinguino e si va a sedere tra Giulio e Criscia, sul sedile posteriore. Ripeto al Dada: "No, dicevo che siamo proprio due scemi". il Dada ride. Anche io. Ricomincio a fare ciao ciao con la manina e anche lui. Scatta il verde. Per fortuna. Prima di ritirare su il finestrino molliamo il pinguino in mezzo alla strada, regalandogli un maglione.
VIA COMINO
Passiamo davanti al prato senza erba e alla basilica di Santa Giustina. Durante il tragitto verso casa di Julius si parla di argomenti alquanto significativi che io fatico a comprendere. Arrivati alla sua dimora, con una certa scioltezza sposto gli arti inferiori all'esterno. Poi abbracci, baci, altri "ciao ciao" con la manina e gli auguri di rito. Ma tornerò, Julius, ah, se tornerò.
THE LONG AND WINDING ROAD
Una volta lasciato l'Icone, andiamo a prendere l'autostrada Padova-Venezia. Dopo aver incontrato Renato Zero con la sigaretta in mano che fa l'autostop sulla circonvallazione (era la circonvallazione, Crì?), imbocchiamo la suddetta strada che richiede tutta l'attenzione del guidatore, un terrorizzato Al3sim che crede di non essere in grado di sopportare tante curve. Viaggiamo con gli occhi sbarrati, quasi aggrappati ai sedili. L'ilarità si impadronisce di noi: si tratta di risate nervose, ovviamente. Sono quasi le tre del mattino. Io comincio ad avere le allucinazioni: vedo materassi e piumoni sulla linea di mezzeria: mi chiamano. Ma non posso distrarmi. Devo stare attenta. L'autostrada Padova-Venezia è tutta curve.
PAUSA NOTTE: L'ARTO RIPOSA, DECESSO.
30 dicembre 2006
SCETATEVE, GUAGLIONI!
Mi alzo alle dieci, già sveglia da un po'. Sono iperattiva come una molla (qualcuno, tanto tempo fa, mi ha soprannominato Diapason perché mando sempre la stessa nota. In qualsiasi momento del giorno e della notte). Comincio a guardare l'orologio: ma farò in tempo a prendere il treno delle 14.32? Con Al3sim e Criscia facciamo una stupenda colazione in famiglia. Si chiacchiera di gabbiani, di gatti, di Sirio, di montagna. Di treni che partono in anticipo (la mia agitazione aumenta in maniera esponenziale). E di malattie psicosomatiche. Criscia e io urliamo: PRESENTI!
Quando, alle 14.05, dopo aver pranzato, Criscia dice: "Ok, ora mi fumo una sigaretta", la certezza di perdere il treno si è ormai fatta strada in me e mi rassegno.
Al3sim: "Ma no, che non lo perdi: siamo qui a un passo. Volendo, ora potresti anche farti un sonnellino"
Io: "Ma... ma..." balbetto "e se il mostro (i.e. il trolley) perde una rotella? E se il cancello non si apre? E se inciampo? Ho l'arto offeso e non posso camminare svelta. E se la stazione si dissolve all'improvviso e ricompare all'altro capo di Venezia?".
Niente da fare. Rimangono lì a fumare.
Comunque, il treno non l'ho perso.
Mi sa che avevano ragione loro.
Au revoir
[Piccola Notazione di Colore. A chiunque possa interessare, la colonna sonora dei miei viaggi in treno è stata composta da: Battiato, Battisti, Bowie, Dalla, De Andre', De Gregori, Cohen, Springsteen, U2.]
[Last but absolutely not least: grazie a Criscia, che mi ha coccolato, riempito di attenzioni, fatto sentire a casa mia.
Grazie ad Al3sim (anche per il petto di pollo), di una gentilezza e di una simpatia pari a quelle della sua dolce pulzella.
Grazie a Mein Bruder, ovvero il Dada, il filosofo, il riccio padovano; al mio preziosissimo gemello astrale Mongy® che mi ha "convocata" a questo augusto consesso; al mio adorato Icone la cui vulcanica intraprendenza mi ha dato la possibilità di conoscere tante persone splendide. Oltre a lui.]
Donne e lavoro
Inserito da armandyno il Lun, 01/01/2007 - 18:22E ci mancava solo
Inserito da Gaja il Lun, 01/01/2007 - 18:46AH, CHE DOLOR!!...
Inserito da Anonimo il Lun, 01/01/2007 - 19:04depistaggio
Inserito da Anonimo il Lun, 01/01/2007 - 19:10io credevo che
Inserito da Anonimo il Lun, 01/01/2007 - 19:22Beh a dire il vero sono io a
Inserito da armandyno il Lun, 01/01/2007 - 19:37Avventura erotica IO? Io con
Inserito da Gaja il Lun, 01/01/2007 - 20:40Avventura erotica IO? Io con il mio visino angelico? MAI E POI MAI!^___^
Mah, forse non era Renato Zero, però gli somigliava moltissimo: aveva i capelli lunghi tagliati pari e una specie di spolverino fluorescente.:-)
No, Donna e Lavoro è stato restituito al gentiluomo. :-) Così forse ha capito...
un bacione e buon due zero zero sette, come dice il signor Depresso!:-)
E ciai ragione anche tu, eh?
Inserito da Gaja il Lun, 01/01/2007 - 21:17A Venessia ci sono andata perché non ci ero mai ita, anche se è stata più una toccata e fuga. Che io, poi Palermo la vorrei proprio vedere, perché un'altra delle regioni che mi piacciono di più è proprio la Trinacria.
Diciamo che in questi giorni siamo stati uniti per le viscere, io e te, ecco :-)...
Solo che se tu continui a parlarmi di cibo, e tortini di carciofi e baccalà mantecati io torno ad avere fame (forse non sai che io soffro di fame arretrata:-)) e la situazione si fa peligrosa... non mi torturate accussì, suvvia e orsù!
Ossequi baciosi
MrGloomy è *sempre* il
Inserito da Gaja il Lun, 01/01/2007 - 21:18Villanzona
Inserito da Lucio Angelini il Mar, 02/01/2007 - 08:38Nooo! Non dirmi ciò! Di
Inserito da Gaja il Mar, 02/01/2007 - 08:46Sembra scritto
Inserito da Lucio Angelini il Mar, 02/01/2007 - 09:07Adoroti, adoroti!
Inserito da Gaja il Mar, 02/01/2007 - 09:24didola
Inserito da Anonimo il Mar, 02/01/2007 - 10:59non me ne parlare, dido...
Inserito da Gaja il Mar, 02/01/2007 - 11:02didola
Inserito da Anonimo il Mar, 02/01/2007 - 23:11Dido, ma questa è un'altra
Inserito da Gaja il Mer, 03/01/2007 - 07:35didola
Inserito da Anonimo il Mer, 03/01/2007 - 09:31:-D No, non era Giulio!
Inserito da Gaja il Mer, 03/01/2007 - 09:59:-D No, non era Giulio! Però è forte, Marisa, vero?:-))
casalinga precaria
Inserito da Anonimo il Mer, 03/01/2007 - 12:01Sì, CP, quello era
Inserito da Gaja il Mer, 03/01/2007 - 12:41Sì, CP, quello era decisamente un nerdone, ce le aveva tutte le caratteristiche del nerd! Ma poi ti avrei fatto vedere l'occhietto aguzzo e inquisitore... e come ci godeva a spaventarmi sul freddo... Poi insistente, eh? Un nerd *autentico*
AHAHAHAHA! Ti è piaciuta Marisa? Marisa è il nostro (di vibrisselibri) spot! Noi siamo una casa editrice per ora solo on line (che però è anche agenzia letteraria, e si propone di trovare alle proprie pubblicazioni un editore di carta), e il nostro slogan è "la carta non è tutto ma aiuta". Marisa dovrebbe essere la moglie del protagonista del video... che aspetta la carta... e infatti sfoglia un libro invisibile :-D Sono contenta che ti sia piaciuto, saranno felicissimi anche Mongarli e Borean! È forte davvero! :-D
noo, l'IPod io lo rifiuto...
Inserito da Anonimo il Mer, 03/01/2007 - 16:41Ma io la musica la voglio
Inserito da Gaja il Mer, 03/01/2007 - 16:48Ma io la musica la voglio sempre con me, il *mio* Leonard lo voglio sempre con me, non posso fare a meno dell'iPod!
Che poi tu mi citi un altro dei miei film-cult, ovvero 2001: Odissea nello spazio. Ma questo è un altro discorso:-)
Tu ti riferisci a Venezia, quando mi parli di uscire da quella città? Ah, ma son tornata a Roma il giorno dopo, sai? (Che ti fanno le befane?:-))
Ciao, Joseph!
Il mio gatto...
Inserito da Anonimo il Mer, 03/01/2007 - 16:54Bianca, potremmo fare un
Inserito da Gaja il Mer, 03/01/2007 - 16:59dischi, calore, Venezia...
Inserito da Anonimo il Mer, 03/01/2007 - 17:46Il fascino del vinile è
Inserito da Gaja il Mer, 03/01/2007 - 18:43Il fascino del vinile è innegabile. Ma quando sei in treno, in una situazione, diciamo così, di emergenza, sei piena zeppa di roba e vuoi comunque sentire la tua musica, è innegabile anche la comodità dell'iPod.;-) Sul resto concordo con te, sono al corrente di quel che sostiene Dylan e del lavoro di Dori Ghezzi e lo trovo giusto!
Quanto alle befane: poverine, ma se portano i regali!:-))
E so che ti riferisci al Lucio Nazionale, ma io, sai, (ora te lo confesso apertamente) quel Lucio lì lo adoro! (solo che non mi è chiara la storia delle nevralgie, spiega, spiega...;-))
Baci a te, Joseph!
P.S. Ma Venezia non è splendida? E il fragolino bianco non è una delizia? Che ne dici?
Non sarebbe male,
Inserito da Anonimo il Mer, 03/01/2007 - 18:50Ecco, allora siamo in due a
Inserito da Gaja il Mer, 03/01/2007 - 18:58Ecco, allora siamo in due a non reggere tanto l'alcol. Io divento una specie di attrice di cabaret. Secondo me ci divertiremmo.
Sì, sì, sì... hai ragione! I bellissimi ciccetti con le pastiere, come ho potuto non ricordare? Sono stupendi! Ma poi hai risolto con il granuloma?
Bacione
didola
Inserito da Anonimo il Gio, 04/01/2007 - 12:36Sì, sì..
Inserito da Anonimo il Gio, 04/01/2007 - 13:04FILUMENA! TI VOGLIO
Inserito da Gaja il Gio, 04/01/2007 - 13:27Obbedisco! (Menomale che hai
Inserito da Gaja il Gio, 04/01/2007 - 13:28Città in cui tornare
Inserito da Pamela il Ven, 05/01/2007 - 20:28:-)
Inserito da Anonimo il Ven, 05/01/2007 - 21:32@ Pamela: magari! La
Inserito da Gaja il Ven, 05/01/2007 - 21:53@ Pamela: magari! La prossima volta organizziamo anche con te. Guarda, è vero che Venezia è parecchio umida, il che acuisce la sensazione di freddo. Ma con un po' di fragolino bianco anche la passeggiata più lunga diventa un momento ... ehm...*caldo*:-) Criscia ha promesso che - a suo comodo - mi darà l'itinerario della nostra camminata, così potremo ricostruire la visita. Mi servirà anche perché vorrei davvero scrivere una "passeggiata veneziana".
@Chicca mia: io non me ne sarei mai andata, sai? E poi i tuoi splendori sono proprio belli. E anche l'inventore del petto di pollo è fortissimo. :-) A proposito, ho altre foto di SCIRIO e SILLA:-D, se vuoi te le mando tutte. Grazie ancora di tutto, è stato indimenticabile per me! e voi siete stati impagabili.:***
Giallo a Venezia
Inserito da Pamela il Dom, 07/01/2007 - 21:09Nessun luogo è lontano
Inserito da Anonimo il Lun, 08/01/2007 - 14:10Sgnapis imbranata
Inserito da Anonimo il Lun, 08/01/2007 - 14:18folgorato sul tappeto di damasco
Inserito da Anonimo il Mar, 09/01/2007 - 13:56Pronto? Pronto? Pronto!
Inserito da Anonimo il Mar, 09/01/2007 - 16:40@Pamela: Pigre? Ok, siamo in
Inserito da Gaja il Mar, 09/01/2007 - 16:50Attenta che ci riprovo
Inserito da Anonimo il Mer, 10/01/2007 - 00:29Dai, che ce la stai facendo!
Inserito da Gaja il Mer, 10/01/2007 - 09:16Tutto bene?
Inserito da Anonimo il Sab, 13/01/2007 - 11:56È una settimana che
Inserito da Gaja il Sab, 13/01/2007 - 13:32didola
Inserito da Anonimo il Sab, 13/01/2007 - 16:19