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Inserito da Gaja il Mer, 01/07/2009 - 12:03
[Auroralia è stata - ed è - una parte importantissima di me. Mi ha dato tanto, tutto quello di cui avevo bisogno nel mio dopo. È stato il mio modo per tenermi aggrappata alla vita, che non poteva che essere legato alla scrittura. Ora - come è umano e giusto che sia - i riflettori non si spengono, ma si spostano altrove. Continuerò a lavorare in silenzio per Auroralia, e a pubblicare sul blog qualsiasi notizia relativa all'iniziativa cui tantissime persone si sono dedicate con passione e dedizione. Corrispondenza con Uelsmann, presentazioni, reading, idee per il futuro. Ne ho, e ne parlerò. Di spartiacque nella mia vita ce ne sono stati tanti, e forse ho anche sbagliato a considerarli tali. La vita è un continuo fluire: l'importante è stare con se stessi e comprendere fino in fondo quando si fanno errori di valutazione. Soprattutto sulle persone. Non si può sperare di essere amati da tutti come si vorrebbe, né di essere capiti e sostenuti: è una lezione dura, ma l'ho imparata a mie spese, nel passato e nel presente. Forse è anche vero che non mi sono mai davvero mostrata a nessuno per quello che sono. La paura di essere respinti paralizza. Ed è per questo che considero un atto di coraggio personale pubblicare uno stralcio di Colori, il mio primo tentativo, che risale al 1996. Non si può definire romanzo, perché non ha un intreccio. È la mia storia, autobiografica al cento per cento. Non c'è fiction, né mascheramenti. Io nuda, come oggi non avrei mai il coraggio di essere. Forse. Parlandone con Sabrina ieri ho deciso che, prima o poi, ne farò un pdf scaricabile dalla rete. Non so quando, ma così sarà, perché così deve essere. Il brano si riaggancia ai giorni successivi alla mia laurea, e alla gioia che provai. Illustro questo post con una mia immagine, elaborata da Sabrina Manfredi. È colorata, è azzurra, è come mi sento e come voglio essere. Un'ultima precisazione su Auroralia. Ho scelto quella foto di Uelsmann perché le sue immagini, come ha detto alla fine della serata Ermanno Gioacchini, stimolano l'inconscio. Ai miei occhi, La Donna Volante sono stata immediatamente io. Lo sono sempre stata - nei miei desideri. Lo sono stata da subito, appena ho visto quelle braccia spalancate, la libertà della ragazza, la sua levità. Sono io e lo sarò anche nei fatti, d'ora in poi]. «Cinque giorni. Esattamente cinque giorni durò l’euforia, il delirio di onnipotenza, lo sfolgorìo di luce che vedevo intorno a me ogni volta che mi guardavo allo specchio. E’ buffo come i traguardi cambino nome prima che li si sia raggiunti: allora, si chiamano sogni. Dopo, sono solo le tappe della tua vita: cade la maschera e si scolorisce la patina dorata. Questo, probabilmente, ci trasforma in esemplari votati all’insoddisfazione cronica. Comunque, dopo cinque giorni, smisi di specchiarmi e ricominciai a guardarmi intorno. E mi chiesi: “E adesso che faccio?” E l’amore? Bene, direi. Più il tempo passava, più lui diventava sospettoso e sfiduciato. Ogni suo sorriso nascondeva un significato segreto e ad ogni parola, ogni frase che dicevo, mi guardava, mi processava ed, alla fine, mi assolveva o mi condannava. Il fatto era che io non sapevo mai quale fosse stato il verdetto finale. No, lui non era uno di quelli che ti aggrediva, che ti faceva le scenate se una cosa non gli andava. Lui immagazzinava tutto, poi, un giorno, all’improvviso e, spesso, senza motivo, ti rovesciava addosso una lista di accuse che ti faceva accapponare la pelle, che ti faceva chiedere: "Ma quando mai ho fatto certe cose? Quando mai ho detto questo?" La sua era un’insicurezza pericolosa, distruttiva: al confronto, le mie ansie, di cui lui si era sempre lamentato, non erano che innocenti batticuori di un’adolescente inesperta. Quando lo costringevo a riflettere su questi suoi atteggiamenti e lo rimproveravo di sentirsi l’unico depositario di verità e giustizia, lui si limitava a dire : "Non mi piace parlare di queste cose". Io ero solare, limpida, aperta: m’incazzavo quando subivo un’ingiustizia, sorridevo quando mi divertivo e piangevo quando soffrivo. Non ero abituata a fingere, in amore. Ma ero un’illusa se pensavo che, col tempo, anche lui avrebbe smesso i panni dell’uomo forte per vivere da uomo e basta. A poco a poco, capii che il sole dentro di lui si stava spegnendo: era diventata una persona oscura, intrappolata in un labirinto di pregiudizi e false convinzioni che gli stavano inaridendo l’animo. Diceva di amarmi, ma il suo egoismo gli impediva di vedermi come ero veramente: lui parlava di me come “delle donne”: “le donne fanno...” “le donne sembrano...” “le donne dicono...”. Quasi mai l’ho sentito chiamarmi per nome. Il suo stava diventando un perverso gioco al massacro e questo tirare avanti così, cominciava ad essermi più insopportabile di quanto lo fossero per lui i miei difetti. Si dice che se qualcosa (o qualcuno...) non t’ammazza, almeno ti fa diventare più forte. Perciò, dall’alto della mia forza, mi resi conto che lo compativo. Sì, perché lui non sarebbe mai evaso dalla triste gabbia dei suoi sospetti ed era anche inutile aspettare sperando che accadesse: voleva sempre vincere su di me ed, alla fine, sarebbe rimasto prigioniero delle sue vittorie. Io, al contrario, ero profondamente libera: qualsiasi cicatrice sarebbe guarita, sarei stata sempre pronta a ricominciare, finché avessi potuto scrivere. E poi, non gli piaceva il mio gatto». |
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gaja
Inserito da Vinc(enzo) (non verificato) il Mer, 01/07/2009 - 13:23la tua scrittura è
Inserito da lu (non verificato) il Mer, 01/07/2009 - 14:05Non è il cesso, ma il cuore
Inserito da enrico gregori (non verificato) il Mer, 01/07/2009 - 14:19Lo sapevo. Avrei dovuto
Inserito da Gaja il Mer, 01/07/2009 - 18:00Lo sapevo. Avrei dovuto immaginarlo. Ho letto i vostri commenti, mi è venuto un nodo in gola e sono rimasta bloccata per tutte queste ore. Avrei dovuto immaginare che non sarei riuscita a parlare di me (come dice Enzo) in relazione a questo libro. Quando decolliamo, Ga'? Lulù, presto, mi sento di risponderti così... Non so molto altro.
Enzo: grazie per l'apprezzamento. Grazie per avermi detto che non ti sembra poi tanto male quello che hai letto. Io non riesco a considerarlo alcunché di letterario, ma solo una parte di me stessa. Senza pretese di qualità.
Lulù: non so se quella che ero è quella che sono. Ma ho imparato a capire che quando c'è una reazione emotiva a certe parole, è perché quelle parole si avvicinano alla verità. Pericolosamente.
Gregori: Da quando hai scritto quei due versi mi risuona nella mente la canzone di De Gregori. Poi penso al cuore e mi chiedo: chissà che ne pensa lui, di quel che hai detto tu. E grazie per Donovan. Ricambio (perché oggi sono andata in fissa ed è colpa tua e del tuo commento): http://www.youtube.com/watch?v=ZHLHu6SerNY
Non ho detto (fra le righe)
Inserito da Vinc(enzo) (non verificato) il Mer, 01/07/2009 - 18:19(manca una virgoletta, e un
Inserito da Vinc(enzo) (non verificato) il Mer, 01/07/2009 - 18:22È che mi sembra davvero
Inserito da Gaja il Mer, 01/07/2009 - 18:22no non è un "tentativo":
Inserito da lu (non verificato) il Mer, 01/07/2009 - 19:05ci penserò lulù. sul
Inserito da Gaja il Mer, 01/07/2009 - 19:13Perché elaborare uno
Inserito da Ninì dei Glicini (non verificato) il Mer, 01/07/2009 - 19:45Gaja
Inserito da Domenica Luise (non verificato) il Gio, 02/07/2009 - 03:12nessun tradimento: ciò che
Inserito da lu (non verificato) il Gio, 02/07/2009 - 08:02un uomo debole, quasi
Inserito da la mamma di raul, ;-D (non verificato) il Gio, 02/07/2009 - 16:43Cara Gaja, la frase finale
Inserito da Cordula (non verificato) il Ven, 03/07/2009 - 00:21detesto avere sempre ragione
Inserito da enrico gregori (non verificato) il Ven, 03/07/2009 - 11:18Scusate il ritardo
Inserito da Gaja il Ven, 03/07/2009 - 12:30mamma di raul :-)):
Inserito da Gaja il Ven, 03/07/2009 - 12:37invece io sono abituata a
Inserito da lu (non verificato) il Ven, 03/07/2009 - 14:52io non mi permetto di dare
Inserito da Sonia (non verificato) il Ven, 03/07/2009 - 15:59Sonia, innanzi tutto
Inserito da Gaja il Ven, 03/07/2009 - 17:53com'è bello
Inserito da isabella (non verificato) il Sab, 04/07/2009 - 09:14Isabella: ti dirò... non so
Inserito da Gaja il Sab, 04/07/2009 - 11:49Già letto
Inserito da Rossana com'era (non verificato) il Sab, 04/07/2009 - 23:22Rossana: questo tuo commento
Inserito da Gaja il Dom, 05/07/2009 - 11:36narrare
Inserito da cristinabove il Dom, 05/07/2009 - 22:48