Sinestetica.net - Letteratura in ogni senso
  • Home

login utente

scambia informazioni

Condividi contenuti

i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Ven, 23/10/2009 - 14:08

De Martiis sta con i gomiti sulla scrivania, le dita intrecciate e appoggiate alle labbra.
Accanto a de Martiis, Livia Bacci, con le gambe accavallate e un paio di occhiali dalla montatura rosso fuoco.«Onorevole, si rende conto? Chi meglio della figlia di una vittima delle BR?»
«Non c’è dubbio, Bruno, non c’è dubbio…».
«La gente vuole sentirsi dire questo: che non c’è mai stata ideologia. E infatti è così! Non c’era ideologia. Vedesse ai miei convegni, come si scalda la platea. La politica non c’entra. Non c’entra la rivoluzione armata. I brigatisti erano in cerca di potere e di soldi, come tutti! Altro che ideali!»
«Mi auguro che tu non vada in giro a dire “che i brigatisti erano in cerca di potere e di soldi come tutti”, Bruno. Me lo auguro di cuore».
Livia Bacci solleva un angolo della bocca.
Chialastri arrossisce.
«Ma no, certo che no. Era solo un’osservazione inter nos…»
«Comunque mi pare un’ottima idea. E mi pare ottima anche la tesi che vai sostenendo. Però stai attento. Tu sei naturalmente tendente all’ira, e a volte le parole ti scappano di bocca senza che tu nemmeno te ne accorga».
Chialastri ingoia la lezioncina.
Livia Bacci interviene.
«Ma durante i suoi convegni non c’è mai nessuno che si alzi per contestarla?» La Bacci parla con la stessa inespressività che aveva sul viso. «Ci sono dei contraddittori o sono tutti d’accordo con lei?»
«Ogni tanto qualcuno ci prova… ma viene sepolto dai fischi». Chialastri sorride, compiaciuto.
«E questa Scarabosio quando arriva?» Poi de Martiis si volta verso Livia Bacci. «Ti dice niente il nome del generale Scarabosio?»
«Certo. Si parlò moltissimo di quell’attentato con i compagni di Lotta Continua».
«Quindi è stata un’azione di grande importanza… Voglio dire: non è un semplice appuntato, o un tizio che passava di lì per caso… o una mezza calzetta…»
«No, affatto. Era il generale Scarabosio…» Livia Bacci scandisce le sillabe dando risalto al nome. «Stimata e celebre figura delle Forze Armate. Nei secoli fedele. Fu uno degli attentati che fecero più scalpore. Funerali di stato. Un evento».
«Meglio. Allora avere la figlia in squadra sarà un bel colpo».
«Sapevo che avrebbe approvato!» Chialastri si rischiara.
«Tienimi aggiornata».
«Sono tra i primi otto della lista, vero?»
«Non hai motivo di dubitarne. Continuiamo così».
«Gliela porto appena possibile».
«Magari organizziamo un pranzo, che ne pensi Livia?»
«Mi pare l’ideale prima di presentarla in società. Il "debutto" è una questione delicata. L’immagine è una questione delicata. È il caso di farci quattro chiacchiere, prima» dice Livia Bacci.
«Vi farò sapere».
«Devi, Bruno, devi».
Livia Bacci si alza, si liscia la gonna e la giacca e si ravvia la frangetta.
Chialastri, irritato dalla sicumera di quella comunista - e per di più venduta, le pianta gli occhi sul viso aspettando che lei lo guardi. Lui è ancora seduto e lei gli sta facendo capire che il tempo a sua disposizione è scaduto. Una donna!
«Dottor Chialastri la saluto» fa Livia Bacci, invitandolo a togliere il disturbo.
Chialastri guarda de Martiis, che ha già ripreso a sfogliare le sue carte. È costretto ad alzarsi e ad andarsene.


»

,

rasenta la perfezione
»

grazie. 

grazie. 
»

rasenta? raseeeentaaaa? e

rasenta? raseeeentaaaa? e nnamio! smuà! l.
»

c'è da lavorarci su,

c'è da lavorarci su, ancora. però grazie per la fiducia, lulù. mi fa bene.:*
»

ueh!

a me è piaciuto tantissimo! e sto con lu.
»

cri, tu sei un tesoro. ti

cri, tu sei un tesoro. ti ringrazio tantissimo, sia per la fiducia che per l'apprezzamento, così come ringrazio la mia lulù. 
la mia opinione è che si tratta di un buon pezzo. Fors'anche molto buono. ma quel "rasenta" ci sta tutto. anzi, io aggiungo che non "rasenta", no, non ci si avvicina nemmeno. ma la materia prima su cui lavorare c'è, assolutamente. non lo nego. e non nego neanche che, una volta concluso il lavoro, quel "rasenta la perfezione" potrebbe essere vero. sottolineo sempre il "rasenta", ché la perfezione non mi appartiene, per quanto io la persegua strenuamente. 
però grazie. mi scalda il cuore sentirmelo dire.
ti stringo forte, cara:*
 
»

che poi: cos'è la

che poi: cos'è la perfezione nella scrittura? è quello che di bello si riesce a scrivere circa una scena, una storia, un argomento. potrebbe essere rifatto mille volte da mille penne diverse, ma non sarebbe quella penna, quella mano, quel cuore, quell'idea. attenzione a non riscrivere troppo: è un esercizio necessario, un po' cruento, ma necessario. ma tra il tagliare e il rimpolpare non rischiare di tranciare quell'angoscia dirupante, gelida e gommosa che mi piacque tanto già in q.c.n.s.d. ahò, io nun so' èdito, cioo sai che parlo coll'anima e me potrebbi pure sbajà: ho fatta 'a seconna, porella :D
»

hai ragione, la perfezione

hai ragione, la perfezione non esiste, tutto è perfettibile. diciamo che io tendo strenuamente verso un *mio* concetto di perfezione, ecco. che, più o meno, corrisponde al momento in cui leggerò il mio romanzo e mi dirò: bene, meglio di così non potevo fare.
quanto al montare e allo smontare: l'accanimento terapeutico è inutile. finché è necessario, però, bisogna avere la pazienza e la forza per "sporcarsi" le mani... (e grazie per averlo letto allora, e perché continui a sostenermi ora, lulù. grazie di cuore, tesoro).

»

Bella bella bella

Guarda Gaja, non posso giudicare sulla perfezione o meno di un testo, ma credo che se viene voglia di sapere come va a finire, vuol dire che VA. E questa storia qui VA, eccome se VA!!! Di più, prego.... ;-))
»

Costina, che bello. che

Costina, che bello. che sorpresa leggerti qui, tesora mia cara.
grazie. so che sei sincera e mi rende felice sapere che questo mio brano ti abbia convinto.
ti abbraccio fortissimo, annina!
»

Eh sì, ma...

..io vengo spesso qui, sul tuo blog, sai? Solo che non commento sempre, ecco ;-)
»

sono doppiamente contenta,

sono doppiamente contenta, allora! grazie, annina bella! :*
»

saluti

Ciao Gaja, scopro adesso il tuo blog su indicazioni di Anna. Complimenti per questo post.
»

Grazie, Gianguido: sia per

Grazie, Gianguido: sia per la visita che per l'apprezzamento. Sei davvero molto gentile, spero di vederti ancora da queste parti. E grazie ancora ad Annina! Buongiorno e buona settimana a tutte e tutti.
»

dd

non è che tutte le volte in cui uno esprime un'opinione deve sottolineare "per me". specialmente, direi, se il commento è firmato. a casa mia la firma è emblema di assunzione di responsabilità di ciò che si afferma
»

Era un po' che non passavo

Era un po' che non passavo da queste parti. E se si trovano cosine come questa debbo dire che me ne rammarico. Oh se me ne rammarico!
»

Assunzione di responsabilità???

Anche a casa mia la firma è emblema di assunzione di responsabilità (anche se ancora non ho capito cosa intendi col temine "casa"). A quanto pare questa "casa" è di tutti e di nessuno(??)oppure il proprietario vuole che le regole siano queste, quelle di indicare un nome, uno pseudonimo, per identificare "qualcuno". Identificare???? Il proprietario sà. Io NON sono il proprietario e nemmeno colui che si firma con il nome di enrico gregori.
»

di che parla il post? e

di che parla il post? e gregori, di che parla?
»

..,mn

non è che abbia capito molto. ma all'enrico gregori che così sì firma senza esserlo, non so proprio cosa dire. perché sono un mediocre giornalista, ma come psichiatra sono davvero nullo.
»

Carlo: ma grazie! Allora


Carlo: ma grazie! Allora spero tanto che ripasserai prestissimo! :* mi ha fatto molto piacere sapere che questo stralcio ti è piaciuto.

non capisco l'intervento dell'anonimo delle 10.35, e non capisco la necessità di "rubare" l'identità di un commentatore. "a casa mia", peraltro, è un'espressione codificata anche in italiano. e significa: "per quanto mi riguarda", "dalle mie parti". Aggiungo che questo è il MIO blog, e di nessun altro. Lo è ora, e lo è sempre stato e "a casa mia" io faccio come mi pare. 
Tutti i commenti sono i benvenuti: positivi, negativi, critici, perplessi. Quello che qui non è tollerato è la cretinaggine. Caratteristica di cui l'autrice/autore è ampiamente provvisto.

»

A casa mia non ho capito una

A casa mia non ho capito una mazza di quello che è successo. Ma forse si è capito poco anche a casa d'altri. A meno che Enrico non abbia avuto un attacco di schizofrenia. Oppure è qualcun altro che si crede Enrico (un caso da neurodeliri). Oppure è Maugeri con le sue Identità distorte.
»

ahhhh, ecco! no perché mi

ahhhh, ecco! no perché mi pareva una cosa straLUnata, e di solito di fuori come un ombrellone ci sono solo io!
»
sinestetica.net Nota legale