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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Inserito da sine_admin il Mar, 03/10/2006 - 16:13

di Gaja Cenciarelli

Continente Irlanda Storie e scritture contemporanee
A cura di Carla De Petris e Maria Stella
Collana Lingue e Letterature Carocci/8
Roma, Carocci editore, Marzo 2001, L. 40.000 pp. 304

The Cracked Lookingglass
Contributions to the Study of Irish Literature
Ed. by Carla De Petris, Jean M. Ellis D'Alessandro, Fiorenzo Fantaccini
Biblioteca di Cultura 579
Roma, Bulzoni Editore, Novembre 1999

L'Irlanda come sentiero da percorrere e come punto d'arrivo.

L'Irlanda letteraria, terra della dual tradition, coraggiosamente interpretata da Thomas Kinsella come "two linguistic trends [...] running parallel, at times ignoring each other but also, on occasion, fertilizing each other, as both are part of the heritage of an Irish poet.".

È questo il filo conduttore di due raccolte di saggi "The Cracked Lookinglass" e "Continente Irlanda" che offrono una visione completa ed esaustiva della letteratura irlandese. Due percorsi differenti ma paralleli, che presentano senza dubbio molti punti di contatto, come quello di essere simbolicamente dei viaggi attraverso la letteratura irlandese.

Partendo dai due titoli, risulta evidente che mentre il primo rivendica il diritto della letteratura irlandese ad essere considerata in modo distinto ed autonomo, non più "serva" di quella inglese,il secondo dà per scontata questa presa di coscienza e si concentra sulla complessità della realtà storico-politica-antropologica dell'Irlanda non trascurando la scrittura e l'interpretazione-lettura di quella realtà (includendovi la tradizione gaelica, che è invece assente nel primo libro). In Continente Irlanda, l'isola si manifesta, in effetti - e da qui l'appropriatezza del titolo - come un continente da esplorare in ogni suo aspetto.

The Cracked Lookingglass, ovvero lo specchio incrinato della serva, ci riporta al primo episodio dell'Ulysses di Joyce in cui lo stesso Stephen Dedalus dichiara: It is a symbol of Irish art. The cracked lookingglass of a servant.

È precisamente questo il punto di vista che ha determinato la considerazione che i critici del secolo scorso e dei primi decenni di questo secolo avevano nei confronti dell'Irlanda: una serva agli ordini della più potente Inghilterra. Comunque, fortissima è sempre stata la connotazione femminile dell'Irlanda, con tutti gli attributi che ciò comportava: sottomissione, obbedienza, asservimento, opposta a quella maschile dell'Inghilterra, vessatoria e forte del suo potere economico e politico.

D'altronde, le irlandesi (si noti bene, non le ricche signore dell'Ascendancy), fino a qualche decennio fa, si sono trovate a vivere una condizione di duplice emarginazione sia in quanto donne, sia in quanto irlandesi. Senza diritti, senza rendita, senza patria e senza una propria individualità: in alcuni casi, spogliate anche della dignità, esattamente come l'Irlanda.

Da sottolineare anche la scelta della lingua - l'inglese per The Cracked Lookingglass e l'italiano per Continente Irlanda - motivata ovviamente da una differenza di destinatari: il primo, scritto per far conoscere all'estero quanto si è fatto finora in Italia nel campo della critica letteraria ed il secondo rivolto a tutti i lettori-viaggiatori italiani con interessi interdisciplinari.

Due libri unici nel senso più vero del termine: non erano mai state pubblicate prima in Italia raccolte così scrupolosamente curate e complete. Non sempre, infatti, l'amore per l'Irlanda è la condizione necessaria e sufficiente per coglierne le sfumature e per riconoscerne le complesse ma avvincenti caratteristiche. Non sempre può essere considerato "esperto" chiunque si definisca "appassionato" o "studioso" di irlandesistica.

Agli autori ed ai curatori di entrambi i libri va il merito di aver saputo fondere, all'amore e all'interesse per l'Irlanda una profonda conoscenza della materia ed una competenza che non lascia zone d'ombra, grazie anche ad un linguaggio e ad un'impostazione chiari ed eleganti.

Sfogliandone le pagine, la prima cosa che colpisce ed emoziona è la forza del legame tra Irlanda e Italia: un amore testimoniato - in primo luogo - dalla quantità di persone che, nel presente e nel passato, si sono occupate ed hanno studiato con passione la cultura irlandese e i cui nomi sono riportati sia in The Cracked Lookingglass sia in Continente Irlanda.

E, da veri viaggiatori, Carla De Petris, Jean M. Ellis D'Alessandro e Fiorenzo Fantaccini nel primo libro e Carla De Petris e Maria Stella nel secondo dimostrano che il cammino è avvincente e gratificante quanto la consapevolezza di essere giunti al traguardo.

The Cracked Lookingglass, esplora approfonditamente la realtà culturale irlandese: appare, in effetti, evidente che i contributi delle donne (e qui di seguito ne prenderò in considerazione solo alcuni che mi sembrano emblematici) alla letteratura irlandese sono sempre stati consistenti e, in molti casi, determinanti come nel caso di Eiléan Ní Chuilleanáin (Crossing the Loire: I began threading the long bridge, I bowed my head/And lifted my hands from the wheel for an instant of trust,/I faced the long rows of vines curving up the hillside/Lightly like feathers, and longer than the swallow's flight,/But my road already traced before me in a dance), una poetessa che - assieme a Desmond O'Grady - ritroveremo anche nel successivo Continente Irlanda, quasi a ribadire un rassicurante e - al tempo stesso - stimolante senso di continuità tra i due libri.

Lo studio di Fiorenzo Fantaccini su Kate O'Brien e la censura irlandese ("In the Name of Holy Ireland": On Irish Censorship and Kate O'Brien's The Land of Spices) evidenzia che, solo di recente, negli anni '80, le opere della scrittrice irlandese sono state ristampate dopo anni di esclusione dal canone letterario. Un destino toccato a molte scrittrici irlandesi, tra le quali Lady Morgan, della quale si parlerà più avanti.

La Select Bibliography a cura di Fiorenzo Fantaccini merita una doverosa menzione, constando di ben 38 pagine sui contributi bibliografici italiani alla letteratura irlandese: una preziosa mappa per orientarsi durante il nostro magnifico viaggio alla scoperta dell'isola di smeraldo.

Anche Continente Irlanda ha l'aspetto di un percorso iniziato lungo tempo fa ma, a ben guardare, risulta più decisamente proiettato verso la letteratura irlandese contemporanea pur non trascurando i suoi legami con il passato. Tra i richiami alla letteratura irlandese dei secoli scorsi, un saggio di Donatella Abbate Badin sulla ancora poco conosciuta Lady Morgan, di estrema attualità sia per quanto riguarda la nostra vita politica sia perché la grande scrittrice irlandese fu una femminista ante-litteram che compì un avventuroso viaggio in Italia (Un'irlandese partenopea e giacobina: Lady Morgan). Pur essendo stata la prima - e forse unica - donna ad essere proclamata national novelist, e la prima scrittrice a cui fosse stata riconosciuta una pensione per "services to literature and patriotism" non rimane traccia di lei nelle antologie dedicate alla letteratura irlandese.

Con Germaine Greer, potremmo affermare che molte scrittrici, come Lady Morgan, hanno senza dubbio subito "the phenomenon of the transience of female literary fame".

Nella sezione intitolata SCENARI, in cui si getta uno sguardo attento e vivace sulle mille sfaccettature della realtà culturale irlandese si trovano saggi sul canto e sulla musica gaelica (Kay MCCarthy, Canto: materiale povero... geniale), sul teatro contemporaneo (Carla De Petris, Voci dal teatro contemporaneo), sul rapporto tra il Beckett regista ed i suoi attori (Margherita Giulietti, Sintonie irlandesi: Samuel Beckett e Jack Mac Gowrani), le figure archetipiche nel cinema irlandese (Ruth Barton, Feisty Colleen e Faithful Sons: l'identità di genere nel cinema irlandese.

L'ultima sezione, SCRITTURE, è la più densa di interventi: da Agostino Lombardo (La lezione di Joyce), passando per Joan FitzGerald (Cathleen ni Houlihan di W.B. Yeats e la tradizione dell'aisling nella poesia gaelica), Giuseppe Serpillo (L'elegia nella poesia irlandese contemporanea), Romolo Runcini (L'orrore ben temperato del Fantastico irlandese: Yeats, Wilde Stoker), Maria Stella (Isole: spazi della narrativa in Elizabeth Bowen), Viola Papetti (Crudeltà nella big house: il caso Molly Keane), Francesca Romana Paci (Seamus Heaney: la circonferenza e l'indovinello).

Nella sezione conclusiva, COMMIATO, due poesie di Desmond O'Grady (Petrarch's Laura: "She mothered children, but painfully died of fever; / Wrinkled, withered. Her name lives on forever) e di Eiléan Ní Chuilleanáin (Pygmalion's Image: "The crisp hair is real, wriggling like snakes; / A rustle of veins, tick of blood in the throat; / the lines of the face tangle and catch, and / A green leaf of language comes twisting out of her mouth) in qualche modo speculari: il rapporto tra uomo e donna si evince già dai titoli. Un rapporto bivalente: ché, se l'uomo è Pigmalione, dunque principio creatore, alla Laura di O'Grady, pur mortale, capitò che "A sensitive neighbour seeing her pass / Could lose his soul to love for life in silence. / One did. He sang his life's love from a distance". Non solo musa, non solo creatura plasmabile ma, a sua volta, creatrice. Così come accadde all'inizio del diciottesimo secolo, quando le pioniere della scrittura femminile, stanche del riduttivo ruolo di ispiratrici dell'atto creativo, cominciarono ad uscire allo scoperto.

Vale la pena di ricordare, per sottolineare ulteriormente quanto sia forte il legame tra l'Irlanda e l'Italia che Desmond O'Grady, attualmente, vive tra Kinsale e l'Italia ed Eiléan Ní Chuilleanáin ha una casa in Umbria, dove trascorre le vacanze.

I loro versi - coinvolgenti, e a tratti, drammatici - possiedono una vitalità che li spinge sempre alla ricerca di nuove mete da raggiungere e conquistare e ci ricordano che la poesia non è altro che un eterno viaggio all'interno di noi stessi alla ricerca, di quell'anima che non è altro che il complemento naturale dell'animus di connotazione maschile.

Viaggio da intraprendere con entusiasmo, a patto di avere guide sapienti come gli autori e i curatori di questi due libri.

Articolo apparso sul n. 94 (ottobre 2001) della rivista di informazione culturale "Leggere Donna", Editrice Tufani, Ferrara.

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