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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Inserito da Gaja il Ven, 25/04/2008 - 13:20

Buon 25 aprile a tutti, italiane e italiani.
Perché il 25 aprile è l'unica, vera Festa della Liberazione, a dispetto di quanto qualcuno ha sostenuto tempo fa.

Io ricordo, io scrivo.
La memoria è la nostra ricchezza e la nostra risorsa.
Non dobbiamo dimenticare, mai. Mai permettere che chiunque passi una mano di oblio e di indifferenza sul nostro passato.

Buon 25 aprile all'Italia che è stata, che è, e che sarà.
Nonostante.

Nonostante le ragioni dei ragazzi di Salò. Nonostante mi renda conto che non tutte le parole sono uguali e che diventano pericolose, a seconda di chi le pronuncia.

Buon 25 aprile, quello vero. Quello che è stato necessario. Quello cui tutti dobbiamo la nostra libertà.




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25 aprile

Sono con te..E siamo in tanti a chiedere di non dimenticare! Ti abbraccio Dori
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Grazie, Dori, molte grazie

Grazie, Dori, molte grazie di essere passata di qui. Sono felice di stare in buona compagnia, per esempio con te. Ricambio l'abbraccio fortissimo.
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25 aprile

Come se il passato con contasse........fonte della nostra vita..... el puma
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Proprio così, Puma.

Proprio così, Puma. Come se il passato non contasse, come se noi non fossimo qui per merito di chi ha combattuto per la nostra libertà (quella vera). Ma finché ci saranno le parole, io continuerò a scrivere e a ricordare. Ieri sera ho sentito Roberto Saviano ad "AnnoZero". Diceva che don Peppino Diana gli aveva insegnato a scegliere. Che lui ha sempre avuto l'ossessione di prendere posizione. Diceva che don Peppino, durante un'omelia, aveva dichiarato: "A me non interessa di sapere chi è Dio. Mi interessa sapere da che parte sta". La penso esattamente come lui. Onore a chi ricorda e a chi informa. Sul serio e senza padroni.
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25 aprile

A proposito di Dio, ti allego questa canzone di Atahualpa Yupanqui ( credo che quasi non serva la traduzione ).......l'ultima strofa dice: " che Dio prega per i poveri ?, forse si, forse no. Ma è sicuro che fa colazione nel tavolo del padrone "....... el puma PREGUNTITAS SOBRE DIOS Canción (A. Yupanqui) Un día yo pregunté: Abuelo, dónde está Dios. Mi abuelo se puso triste, y nada me respondió. Mi abuelo murió en los campos, sin rezo ni confesión. Y lo enterraron los indios, flauta de caña y tambor. Al tiempo yo pregunté: ¿Padre, qué sabes de Dios? Mi padre se puso serio y nada me respondió. Mi padre murió en la mina sin doctor ni protección. ¡Color de sangre minera tiene el oro del patrón! Mi hermano vive en los montes y no conoce una flor. Sudor, malaria, serpientes, la vida del leñador. Y que nadie le pregunte si sabe donde está Dios. Por su casa no ha pasado tan importante señor. Yo canto par los caminos, y cuando estoy en prisión oigo las voces del pueblo que canto mejor que yo. Hay un asunto en la tierra más importante que Dios. Y es que nadie escupa sangre pa que otro viva mejor. ¿Que Dios vela por los pobres? Talvez sí, y talvez no. Pero es seguro que almuerza en la mesa del patrón.
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Puma, che grandissima

Puma, che grandissima canzone, che *STRAZIANTE* canzone... grazie per questo immenso regalo che mi hai fatto. Penso che dovremo riparlare di Atahualpa Yupanqui, seriamente e più approfonditamente di quanto abbiamo (Ohannes e io) fatto finora qui. Tu le foto le hai, quindi si può pensare a un altro splendido PAFSEG. (dopo - o prima, dipende dalle vostre esigenze e preferenze - quello del Bulgaro). E parlare così anche un po' di quello che ci circonda e che non sia solo il nostro orticello... Che ne pensi?
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A.Y.

A.Y. grande anche per il tango! meditavo, facendo un giretto internettico, (...)che quando si parla di liberazione un po' tutti "se danno". che sarà? lu
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Ne riparleremo di sicuro,

Ne riparleremo di sicuro, Lulù. Del grandissimo A.Y. Quanto alla "scomparsa" delle voci internettiane in merito alla Liberazione mi viene da rispondere: perché ti sorprendi? Abbiamo ben presente chi ha vinto le elezioni e con QUANTO scarto, no? Io continuo a dire la mia, comunque. Un bacio, sorella.
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Liberazione

Un ugandese, parlando dell'attuale governo(in carica -se non vado errato- da circa 22 anni dopo aver modificato la costituzione per rimanere al potere) ha detto: "Chi ci libererà dai liberatori?" Buon 25 e Buon 1 Maggio! Art
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Ha ragione l'ugandese,

Ha ragione l'ugandese, Arti. Il problema nostro, qui in Italia, però è che i tizi che ora ci ritroviamo al Governo non ci hanno liberato, ma sono i discendenti - diretti o indiretti - di chi invece ci opprimeva, e dai quali SIAMO STATI liberati. E il nostro Capo del Governo, oggi, non ha trovato di meglio da fare che ricevere Ciarrapico. Buon 25 aprile e buon 1 Maggio a te, insostituibile DocNoc!
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quella del ciarra poi...

...è grossa... lo dicevo anch'io sul brog di dori. ma ci sarà sempre un bj di turno che dirà che sono bugie... lu
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purtroppo sì. perché, come

purtroppo sì. perché, come tutti sanno, in Italia la stampa non è libera, è SEMI-libera. E non lo dico io. Alexander Stille (che scrive sul "New Yorker", sul "New York Times", ed è corrispondente del "Corriere della Sera") ha sostenuto che quello che è successo in Italia potrebbe FORSE succedere in uno stato sudamericano sulla via della dittatura. FORSE.
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occhio! non è vero GNANTE!

tutta la stampa estera (e poi stille chi è, chi crede di essere, e poi che giornale è il n.y.times) dice un mucchio di luoghi comuni sull'italia. infatti sono luoghi COMUNI perché ci si trovano tutti o quasi d'accordo. [vorrei vedere se la stampa estera si mettesse a criticare la sinistra se non sarebbe tutto vero per certa gggente!] qlc su una dolce rivista on line che non dico ha detto che le televisioni e i giornali non hanno avuto nessun ruolo nelle recenti elezioni! è offensivo attribuire lo stile del nostro paese al sudamerica mentre per la thailandia ancora ci sto. ecco: lì c'è il corrispettivo della nostra colossale "anomalia italiana".
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Eh, io invece a Stille

Eh, io invece a Stille credo... e credo invece che all'estero - a parte il fatto che effettivamente ci godono a prenderci in giro, per un qualche innato e atavico complesso di inferiorità - vedono con chiarezza quello che sta succedendo in Italia. Proprio perché non sono coinvolti... È triste, e vorrei dire che non hanno ragione, ma invece sono convinta del contrario.
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precisazione: parlavo

precisazione: parlavo facendo la scimmia a... io mi fido di certi giornalisti stranieri e stille è uno di quelli. vorrei anch'io poter dire PREGIUDIZI ma non sono tali. e poi: da che esiste la parola scritta, la visione estraniata commette sì errori a volte gustosissimi, ma dice spesso quella verità che, pur sotto gli occhi dei diretti interessati, non la vede nessuno. lu
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avevo capito, avevo capito

avevo capito, avevo capito benissimo. resta il fatto che chi non la pensa come noi ovviamente trova assurdo e insensato questo accanirsi di opinioni negative. il punto è che per me le opinioni diverse sono una ricchezza, una risorsa *vera* e costruttiva, mentre per altri - alcuni potenti - le cose non stanno affatto così. purtroppo, aggiungo, mia lulù.
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Ho un'idea strana...

Il 25 Aprile dovrebbe essere la festa della Liberazione dell'Italia da quel regime fascista che tanti danni ha prodotto. Così la vedo io. Purtroppo, alla fine, diventa sempre un modo come un altro per alimentare uno scontro ideologico inutile. Si trasforma nel perfetto palcoscenico per declamare, qualora fosse ancora necessario, la superiorità di chi sta a sinistra rispetto a chi sta a destra. Ieri sono uscito, con mio figlio, a passeggio per la città e ci siamo fermati, in piazza, a prendere io un caffè e lui un gelato e a un certo punto mi ha chiesto come mai tutta quella gente con le bandiere con la falce e il martello. Se è la festa della Liberazione dell'Italia, dovrebbero portare la bandiera dell'Italia. Così diceva. Beata innocenza. E' quella che noi, tutti, abbiamo perso per strada o che rivendiamo, a prezzo di saldo, alla prima ideologia alla quale ci affezioniamo dimenticando un piccolo dettaglio: le ideologie devono servire all'uomo e non viceversa e io, da giocatore sotto acculturato, non vedo nulla di utile, per l'uomo, in tutte le ideologie che ho avuto modo di conoscere. E allora usare il 25 Aprile per sbandierare ideologie, non mi pare così giusto. Blackjack.
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Vedi, Black, la maggioranza

Vedi, Black, la maggioranza dei partigiani che hanno liberato l'Italia "da quel regime fascista che tanti danni ha prodotto" (ti cito) era comunista, ed è perciò che - a mio avviso legittimamente - durante questa festa preziosa si sventolino anche certe bandiere. I partigiani hanno liberato l'Italia, gliene deve essere dato merito, è giusto che se lo prendano (anche se so benissimo che non tutti i partigiani erano comunisti: c'era gente che poi è confluita nella DC, tanto per dire). Che poi sarebbe meglio se certa "sinistra" smettesse di avere la puzza sotto al naso e di "sporcarsi le mani", comunicando e AGENDO quando ne ha la possibilità, qui siamo d'accordo. Ma trovo non ci sia nulla di ideologico nello sventolare bandiere comuniste in una giornata in cui sono stati proprio loro - i partigiani rossi - a liberarci dai fascisti. Naturalmente sono d'accordo con te nel rifuggire lo scontro ideologico: ma questo non è prerogativa esclusiva della sinistra. un Capo del Governo che sostiene che si debbano comprendere le "ragioni dei ragazzi di Salò" francamente mi fa venire i brividi (lo sai come la penso...) e mi pare un'occasione persa per sbandierare un'ideologia di cui si potrebbe fare volentieri a meno. Poi, non so, ma ricevere Ciarrapico, apertamente dichiaratosi fascista e non pentito, il giorno della Liberazione... ecco, anche questo significa calpestare certi valori che, anche se da lui non condivisi, dovrebbero essere rispettati. Più il Capo del Governo non andrà a certe manifestazioni, più ci sarà bisogno di ricordarle e di gridare in un certo qual modo il nostro passato. Più lui si sottrarrà, più le bandiere rosse saranno lì a ricordargli che sono esistite e che la memoria non si cancella. Come vedi, è un circolo vizioso e non è innescato solo da una parte politica. Mi piacerebbe che la sinistra seria rientrasse in Parlamento. Questo sì. Come ci siamo scritti in privato: c'è bisogno di un'opposizione seria. E mi piacerebbe che i politici - di qualsiasi schieramento - pensassero davvero al bene dell'Italia, e non al proprio orticello. E che pensassero ai miei, anziani, ultraottantenni. e a me, che mi ammazzo di lavoro, dodici ore al giorno davanti al Mac, e non riesco ad arrivare a mille euro al mese senza assicurazioni, né pensione, né appunto contributi. Siamo in tanti e vorremmo smettere di (soprav)vivere. Un abbraccio forte, Black!
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ma no, gajé

questi, in particolare, penseranno esclusivamente al loro orticello e alla vigna del loro signore e PADRONE. i deboli usciranno debilitati, ma ipnotizzati, direi meglio rincojoniti, da cinque-dieci-quindici anni di fanfare. chiacchiere, gradassate, grandi fratelli e amici di mdf. buon riposo, italia. anzi: eterno riposo. lu
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io spero fortemente di no,

io spero fortemente di no, lulù, ma temo proprio di sì. tanto chi non ha una lira, anzi, un euro, rimarrà tale comunque... poi un'altra cosa mi è tornata in mente per Black e l'ho linkata anche in questo post: Fini prima delle elezioni disse che il 13 e il 14 aprile sarebbero stati i veri giorni "della liberazione per l'Italia". Ecco, se questo non è scontro ideologico cos'è? Come si è permesso? E tanto più è giusto, allora, sottolineare che loro sono stati quelli da cui siamo stati liberati, non i liberatori. Tanto più è giusto rimarcare che i partigiani sono morti, per liberarci da loro. E sventolare le bandiere che si sventolavano allora. baci, lulù.
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infatti...

a me scoccia che veltroni e quii scemetti daa sinistra radicale non janno fatto a guera...a guera je dovevano fa', antro che english understatement: un bèrpàrde... tanto si a questi je dici e cose co grazia te dicheno lo stesso che stai a fa' lo scontro idiologgico...che je parli civirmente affà a questi? dicce de tutto deppiù, famo prima. intanto jai dette. buttamola n caciara, gajé, tanto nun c'è che fa'. lu
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il problema fondamentale è

il problema fondamentale è che questa "sinistra" si è data la zappa sui piedi, e mi ha fatto venire i nervi. questa "sinistra" quando ha potuto agire non l'ha fatto. cosa significa questo? che ci ha preso per il c**o anche lei. non tutti gli esponenti della sinistra, naturalmente, ma la gran parte. la puzza sotto al naso, la superiorità morale, e poi? quando potevate fare qualcosa di concreto tutti amici e a tarallucci e vino. (per esempio, mi piange il cuore di vivere in un Paese in cui la sinistra non è rappresentata in Parlamento, e nemmeno i pacifisti. Non è un gran bel segno di civiltà.) Sono davvero disgustata.
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Vero...

Gaja, è vero che la maggior parte dei Partigiani erano Comunisti, ma lo erano con la C maiuscola. Ora, di quei partigiani, non ce n'è quasi più e quel simbolo è utilizzato a sproposito; almeno per me. Sul fatto che la sinistra italiana debba ricominciare a fare la sinistra, è chiarissimo, almeno per me, da anni. Ne abbiamo un bisogno infinito e detto da uno come me che di sinistra non è, fa quasi venir da ridere. Il punto è che la classe dirigente che si ritrova questa sinistra, è alla frutta; se mai è riuscita a passare per il primo e per il secondo. Sono dei politicanti senza arte né parte che vivono sganciati dal Paese, dalle persone che li dovrebbero votare e hanno, come massima aspirazione, quella di sedersi a prendere un caffè con Clooney, o di farsi la barca, o di frequentare i salotti buoni. Le cadute di stile ci sono da entrambe le parti e fra quelle rientrano gli episodi che riporti: un po' di profilo basso non guasterebbe anche a destra, ma discutere di queste cose non porta da nessuna parte, fa solo incazzare. Più che d'accordo, comunque. Blackjack.
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Sottoscrivo i 3/4 di quello

Sottoscrivo i 3/4 di quello che dici: "Sul fatto che la sinistra italiana debba ricominciare a fare la sinistra, è chiarissimo, almeno per me, da anni. Ne abbiamo un bisogno infinito e detto da uno come me che di sinistra non è, fa quasi venir da ridere." a me non fa venir da ridere per niente, anzi. Bisogna che la sinistra si rimbocchi le maniche e che si faccia un esamino di coscienza, soprattutto per gli errori commessi nel passato. Certo, non credo che tutti i politici di sinistra siano come tu li descrivi (quantomeno non sono peggio di quelli di destra - e anche qui non voglio generalizzare, detesto le generalizzazioni -, anzi, di quelli dell'opposto schieramento - in testa il Capo del Governo - che francamente hanno atteggiamenti che mi fanno cadere le braccia: vedi il mitra mimato durante la conferenza stampa con Putin - povera Politkovskaya!, per non parlare di Bossi, di quel fantoccio - ormai lo è, ha perso ogni credibilità politica - di Fini) ma qui ci riagganciamo al low profile. Low profile: sono più che d'accordo. Io ne ho fatto uno stile di vita e non me ne pento. Sul resto, si sa: siamo su posizioni diverse (per esempio non credo che quelle bandiere siano utilizzate a sproposito, come ti ho già scritto), ma il confronto tra noi due è su basi civilissime e interessanti, e di questo ti va dato atto. un abbraccio.
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Errori e esamino.

Gaja, la sinistra deve smetterla di fare esami di coscienza sugli errori compiuti, ma pigliare a calcioni i pirla che pretendono di guidarla, questa sinistra, e riavvicinarsi alla realtà e ai bisogni della gente. Non ha senso che, per fare gli americani, candidino il Colaninno junior o quel lupo mannaro di Calearo: quella è gente che vive in un mondo tutto suo e della realtà ha una visione quanto meno distorta. Dovrebbero poi trovarsi un economista serio, che con i Bersani e i Visco non si va da nessuna parte, e sganciarsi dal traino di un sindacato che difende solo i propri interessi. Le ultime prodiane leggi finanziarie, erano un disastro annunciato: immotivate e tutte a carico dei ceti più bassi. Ma che sinistra è questa? Ora, con la strigliata ai Caruso e compagnia, potrebbe essere il momento buono per dare una sterzata e, come succede in tutti i paesi, pensionare anche questa classe dirigente PERDENTE. Ho qualche dubbio che succederà e i prodromi sono nell'aria. Se confermati, i prodromi, mi aspetto 3 legislature di centrodestra; senza un'opposizione seria. E una democrazia senza opposizione seria è sempre un problema :-) Blackjack.
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"Se confermati, i prodromi,

"Se confermati, i prodromi, mi aspetto 3 legislature di centrodestra; senza un'opposizione seria. E una democrazia senza opposizione seria è sempre un problema". Sono - purtroppo! - d'accordo... Con grande dolore, ma d'accordo. (quanto al resto, lo sai: c'è del marcio nel regno di Danimarca di qua e di là... la mia stima dei politicanti del centrodestra è pressoché sottozero). baci, Black!
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menomale!

la destra ha rimediato almeno un commercialista per fare i conti con le entrate e le USCITE dello stato. e poi fa fino: cià la evve bleso-moscia, ride a denti stretti, è cattivo q.b.: proprio un bel commercialista. l.
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Concordo, Lulù. Per non

Concordo, Lulù. Per non aggiungere altro delle persone - di destra - che hanno condizionato la mia vita e delle quali sulla mia pelle ho sperimentato l'arroganza e la prepotenza. Purtroppo certi destrorsi hanno un modo di relazionarsi agli altri (soprattutto alle donne - e qui so bene che Black fa eccezione! Per fortuna, altrimenti sarebbe impossibile trovare terreno comune per una qualsivoglia discussione) che è un continuo sopruso. Hanno proprio una maniera *diversa* rispetto ai sinistrorsi che magari sono altrettanto rapaci. Questo è indiscutibile e, per la mia esperienza, assolutamente intollerabile. Le cose peggiori, come donna e come lavoratrice - anzi, come professionista - le parole più crudeli e più insultanti, che in un caso (mobbing vero e proprio) mi hanno costretto a rassegnare le dimissioni, le ho avute da un verme che era fascista (non *solo* di destra, proprio FASCISTA) e fiero di esserlo.
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Il commercialista...

Il commercialista almeno sa fare di conto; e non è poco di questi tempi. :-) Gaja, di storie di mobbing ne ho viste troppe, così come ho visto troppe mezze seghe proclamarsi fascisti o comunisti senza avere la più pallida idea di ciò che proclamavano con tanta fierezza. Qui però mi fermo. Blackjack.
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Eh, ma quello fascio era,

Eh, ma quello fascio era, Black, e anche tutti i suoi compari: e mi fermo qui anche io perché sono uomini conosciutissimi. (beninteso: ho lavorato anche con dei comunisti - molto noti nel mondo editoriale - e per quanto potessero vendere fumo, non sono mai - dico MAI - stati viscidi e arroganti come i loro equivalenti dello schieramento opposto. La mia esperienza è questa e non posso negarla, né distorcerla). Abbràccioti!
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don Ata

Que bello nombre es tu nombre Uruguay. Sonoro como una fruta salvaje de áspera piel, apretada de jugos, sol y carne, con sangre azucarada. Voz de paisajes, de escondidos ríos. Voz para que la digan los hombres en la noche, como una consigna, una sola divisa desplegada. Uruguay. Qué poco sé de ti. Solo algo de tu historia, bordeando la leyenda. Hombres que cabalgaban. La furia del galope en las cuchillas. Blancas golillas como un vuelo de gaviotas. Y golillas bermejas aleteando en la aurora. Y bajo los caballos Donde las sombras pintas victorias y derrotas, tu parche de gramillas. Tu silencio de piedra. Tu soledad de junco, tus nidos olvidados. Gurises en los ranchos, y mujeres morenas, blancas, pardas, esperando un retorno en el ocaso. Esperando. Esperando... Qué bello nombre el tuyo, Uruguay. Nombre para la fruta jugosa de lo Patria. Alto nombre apretado de fuerza y de pureza Como la luz y el aire que posa entre los árboles. Te han de cantar un día todos los marineros desde los barracones de tus puertos. Y los esquiladores en un mar de balidos. Y el estudiante - lámpara que sueña Y e camionero que cruza tus caminos. Y lo niña que junta cuadernos y suspiros. Todos, una mañana te han de nombrar con voces endulzadas por tu frutas madura. ¡Uruguay! (per Roberto 'Puma' Coggiola, imprigionato al Teatro Ariston fino a stanotte)
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Non ti sei firmato, ma ho

Non ti sei firmato, ma ho capito che sei tu, mio adoratissimo Ohannes. Che regalo *magnifico* hai fatto al nostro blog! Insisto: dobbiamo - dovresti, appena potrai - dedicare un PAFSEG al nostro A.Y. Per il Puma, e per noi. Pumita, tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto, se ci leggi. E guarda un po' che regalo ti ha fatto Ohannes? Meraviglia delle meraviglie!
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Don Ata

Gracias hermano.....qui ci voleva una poesia di questo livello, altrimenti schiatto !!!!! hasta Ata siempre el puma
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Resisti, Puma! Sei tutti

Resisti, Puma! Sei tutti noi. Domani è un altro giorno, e domani arriverà presto. un abbraccio solidale. Hasta AY siempre!
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E che ti devo dire?

Gaja, mica contesto quello che affermi, ci mancherebbe e quello che penso circa le persone che approfittano della loro posizione lo sai. Blackjack.
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Certo, Black, lo so

Certo, Black, lo so benissimo. E non vorrei averti dato l'impressione contraria. Figurarsi se non ne sono sicura: non staremmo qui a parlare. Lo so, altroché. un abbraccio!
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Concordo con lo spirito del

Concordo con lo spirito del post, dott.ssa Gaja . Buon 25 Aprile anche da parte mia. Si può tentare di comprendere le ragioni di tutti, ma si deve anche saperle soppesare, e valutarne le differenze. E le ragioni di chi ha liberato la ns nazione da una dittatura schifosa come quella fascista, a mio avviso erano più sagge di quelle che spingevano che, quella dittatura, cercava di tenerla in piedi. Detto ciò, non entro nella discussione se certe bandiere debbano o non debbano esser presenti in certe manifestazioni. Siamo in democrazia, ognuno si porta dietro la bandiera che vuole. Faccio però mia la curiosità del piccolo che rimaneva perplesso nel notare l'assenza delle bandiere tricolori, se effettivamente tale assenza c'è stata (sto in Kazakhstan, attualmente, non ho avuto modo, aihmè, di verificare con i miei occhi). E mi domando come sarei stato trattato se mi fosse venuto in mente, attualmente, di portare una bandiera americana. Non tanto per appoggiare le politiche dell'attuale presidenza statunitense, sulle quali dissento fortemente, quanto per onorare anche quelle centinaia di soldati americani che effettivamente liberarono la ns penisola. Perchè, realisticamente parlando, la nostra Resistenza è stata eroica e decisiva, ma se non aveva alle spalle l'azione potente dell'esercito americano di allora, non saremmo qui a scrivere del 25 aprile, a mio avviso (e ad avviso di molti libri di storia). Questo, sempre per ricordare ;-)
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Il post sopra è di simontheroad.wordpress.com

m'ero scordato di firmarmi, dott.ssa Gaja :-)
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Ma io avevo capito che si

Ma io avevo capito che si trattava di LEI, che è l'unico che, per l'appunto, si ostina a darmi del LEI!;-)) Quanto al resto del suo commento non posso che concordare. La mia sensibilità mi porta a darle ragione: che poi le motivazioni degli americani fossero, come spesso accade, dettate da questioni di interesse personale, diventa di secondaria importanza per un'Italia che soffriva e che aveva bisogno di essere liberata. È pur vero che l'Italia era (è) di capitale importanza nello scacchiere politico. Certo, però, che se si fossero mossi con altrettanta decisione quando giunsero negli Stati Uniti le prime notizie dell'Olocausto in corso, forse ora non piangeremmo milioni di ebrei morti nei campi di sterminio. Ma del senno di poi son piene le fosse, come si dice. LEI quando torna dal Kazakhstan, Simon? ;))) Bacioni e grazie di cuore!
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Da SimOnTheRoad alla Dott.ssa GAja ;-)

Tornerò dalle landa Kazake il prossimo 2 Maggio. Nel frattempo, se Le interessa, sto aggiornando i miei cinque lettori e mezzo sulle mie peregrinazioni in quel di Aktau, attraverso il mio blog (pubblicità progresso) :-) A quanto prima, Dott.ssa Gaja !! SimOnTheRoad
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Passerò sicuramente a

Passerò sicuramente a trovarla per placare la mia curiosità, dunque! ;-) A prestissimo, dottor Simon!
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