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i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 

per l'Anonimo

Caro Anonimo, il dubbio è l'opposto della certezza. Quando c'è il dubbio sono d'accordo che si debba dare fiducia ma con l'obiettivo di avere certezza e sapere se dall'altra parte c'è odio o no. Quando c'è invece la certezza che l'altro ti odi, beh, allora per me il minimo è escluderlo, o forse dovrei permettergli di danneggiarmi? Non sono masochista francamente, ed ho imparato che quando c'è un odio a priori, cioè nato da qualcosa che non ti riguarda, che non ha a che vedere con qualcosa che hai fatto, ma piuttosto con qualcosa di insito nell'altra persona, tipo un'ideologia, una patologia, una proiezione del proprio vissuto, ecc., allora tu puoi farti conoscere meglio per cambiare la sua idea, ma le reazioni sono due: o la persona vede che si è sbagliata ed il problema viene da lei (lui!)e cambia atteggiamento, oppure proprio perché le dimostri che il problema è suo, ti odia ancora di più. A dire il vero c'è una terza possibilità: non vede niente (o non vuole vedere) e continua a pensarla come prima. Di solito va nel terzo modo, per quel che ho visto. In ogni caso chi mi odia è mio nemico e senz'altro da lui cerco di difendermi, come farebbe qualsiasi essere non solo umano, ma vivente. Tu sei stato vittima di qualche discriminazione protratta per, diciamo, tutto il corso della tua vita? Se si, potrai capire cosa vuol dire essere odiati a priori e capiresti anche che non solo i fatti fisici te lo dimostrano, ma anche le parole e le azioni sociali. Se non sei stato vittima di discriminazione allora potresti solo immaginare cosa vuol dire, ma con sforzo e non avvicinandoti abbastanza alla verità. Citerò Vasco Rossi: "quando c'ho il mal di stomaco, ce l'ho io, mica te!". Certo esiste una cosa bellissima che si chiama empatia, ma ancora non è abbastanza. Io, per esempio, non sono in grado di capire gli ammalati perchè sono sempre stata sanissima. Sono vicina a loro per quanto possibile, ma non è la stessa cosa. Scusa la divagazione, era solo per spiegarmi. Ciao, Sabrina
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