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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Inserito da Gaja il Ven, 12/10/2007 - 18:03

Ricevo da Maria Tiziana Lemme e più che volentieri pubblico:

"Care e cari
Vi invio questo appello firmato da Monica Pepe, capo ufficio stampa dell’Università Roma 3, per organizzare una manifestazione nazionale a favore dell’approvazione della legge sulla violenza sulle donne. Inutile dire che, appena l’ho ricevuto, mi sono messa in moto e ho dato tutta la mia disponibilità per lavorare insieme.
Riassumo in uno solo i dati contenuti nell’appello: in Italia, ogni due giorni e mezzo una donna viene uccisa ‘per amore’ dal marito-fidanzato-ex-aspirante-amante. Come si scrive, non sono meramente fatti di cronaca, né devianze di singoli: sono un comportamento socialmente accettato.
Chi lo ritiene opportuno, può aiutarci a far circolare l’appello (su blog, liste etc)? E’ solo l’inizio di un cammino che sarà certo non privo di ostacoli, silenzi, reticenze: indifferenze.
Grazie per tutto"

APPELLO. MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

Care amiche,
è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne e so che siamo in molte a pensarlo.
La legge contro la violenza sulle donne è al palo da molti mesi, mentre la vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per 'amore' di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.
I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:

- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita.

- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall'ambito familiare

- Oltre il 90% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:

- Un milione e 400mila (il 6,6% del totale) ha subito uno stupro prima dei 16 anni.

- Solo il 18,2% delle donne è consapevole che quello che ha subito è un reato, mentre il 44% lo giudica semplicemente 'qualcosa di sbagliato' e ben il 36% solo 'qualcosa che è accaduto. (dati Istat)

La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l'umanità. Quello di una parte contro l'altra. La politica e le istituzioni d'altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.

Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.
Credo che una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, possa e debba riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico. Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.

Vi prego di diffondere quanto più possibile questo appello ad amiche e associazioni e di inviare le adesioni.

controviolenzadonne@gmail.com

controviolenzadonne2@gmail.com

Un caro saluto a tutte

Monica Pepe

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"care amiche"

ecco. uffi. l'inizio non mi è piaciuto. ma va bene comunque. mi piacerebbe si volesse anche ci fossero persone di sesso maschile alla manifestazione, perché è una cosa che riguarda anche noi. se riguarda voi donne, riguarda anche gli uomini che stanno con le donne che hanno subito certe cose. che stanno, che amano. se volete fare da sole, ok. sui dati Istat, mi piacerebbe sapere come li hanno calcolati. che periodo di tempo è stato preso in considerazione. perché credo che non abbiano intervistato tutte le donne che vivono in Italia, ma saranno, immagino, dati estrapolati da un campione più ristretto. queste sono tutte mie considerazioni, che lasciano il tempo che trovano, e non voglio certo sminuire la gravità dei dati. per me, anche solo una donna violentata è abbastanza. comunque. metterò sul blog, il minimo che possa fare. ciao;-) ndr p.s. ma allora, il giudice tedesco ha avuto ragione?? o meglio, ha sbagliato a limitare ai sardi quello che ha detto?? ummmm....viene da pensare, no? questo fa paura.
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Ciao carissimo! Io credo che

Ciao carissimo! Io credo che nessuna caccerà via gli uomini che vogliano intervenire alla manifestazione. Il punto è che anche tra le donne c'è indifferenza, poca attenzione. Questo messaggio immagino sia stato diretto in particolare a loro (noi) per spingerle(ci) a coalizzarci, a fare "gruppo" intorno a un problema che è prima di tutto nostro! A volte noi donne tendiamo a disperderci, a non tenderci la mano e diventiamo le peggiori nemiche di noi stesse. Non sempre, e non tutte, naturalmente, ma càpita...
Non ho idea delle risposte alle domande che ti poni sui dati ISTAT: bisognerebbe chiedere a chi ha stilato queste liste. A ogni modo concordo con te: anche solo una donna violentata è troppo. E grazie per l'attenzione e la sensibilità (ce ne fossero come te...)
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postato anche sul mio blog.

ciauz;-) ndr
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con qualche piccola chiosa

con qualche piccola chiosa iniziale, ma l'ho postato anch'io...qui: http://cletus1.blog.dada.net/post/612997/La+violenza+sulle+donne
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grazie ad andrea e a cletus.

grazie ad andrea e a cletus.
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uomini e odio

Sì, anch'io l'ho spedito ad una decina di donne e per rispondere all'unico sostenitore uomo che ho visto qui, devo dire che non ho mandato il messaggio ai miei (pochi) conoscenti maschi, perché sono convinta che non importi loro e che anzi sotto sotto anch'essi detestino poco o tanto le donne. Questo perché credo che la violenza sulle donne derivi da un'innata misogenia, un odio che non credo affatto abbia origini culturali anche se la "cultura" sicuramente contribuisce molto a rafforzarlo. Ultimamente ho visto che tutti gli uomini che giustificano la violenza parlano di "violenza psicologica" che le donne esercitano sugli uomini e fanno esempi di donne che ricattano gli ex-mariti per la custodia dei figli. Come se le donne violentate e maltrattate fossero tutte mogli divorziate con figli e sadiche e come se questo giustificasse in ogni caso la violenza. In solo due settimane ho avuto modo di parlare con 2 uomini e leggere altri 3 commenti di uomini che dicevano tutti esattamente la stessa cosa, come un disco rotto che ripete sempre lo stesso ritornello. Uomini che non si conoscono che dicevano le stesse due cose come se si fossero messi d'accordo. Gli uomini trovano giustificazioni diverse alla loro violenza a seconda delle epoche, perché da persecutori vogliono dare la causa alle vittime così da scaricarsi la difettosa coscienza. Mi dispiace molto di dire questo, ma io credo nell'odio degli uomini per le donne, anche di quelli che non sembra ce l'abbiano, perché l'odio nasce dalla paura e da un'identità che per esistere ha bisogno di sentirsi superiore agli altri (anche agli altri uomini) e quando si fa breccia il dubbio o la certezza di non essere superiori, l'insicurezza e lo smarrimento prendono il sopravvento e con questi l'odio. Non so quanti John Stuart Mill esistano nel mondo, ma se ci sono si possono contare sulle dita di una mano o giù di lì. Sabrina
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Ciao Sabrina, e intanto

Ciao Sabrina, e intanto grazie per la tua visita nel mio blog.
Sai, sto traducendo un libro, un saggio di Laura Kipnis, nel quale si parla molto dell'odio degli uomini nei confronti delle donne, ma anche del fatto che a volte le donne sono proprio le peggiori nemiche di se stesse. Quel che tu dici è vero: capita anche a me di sbattere contro una certa - per usare un eufemismo - superificialità degli uomini nei confronti di noi donne. Eppure è proprio per questo che credo che noi dobbiamo fare fronte comune e cercare di cambiare la mentalità di chi ancora ci ritiene "inferiori" o "diverse". Per questo secondo me vale sempre la pena di coinvolgere gli uomini nelle nostre iniziative: devono essere i nostri alleati, non i nostri nemici, come noi non dobbiamo essere distruttive nei confronti di noi stesse. È importante che chi non la pensa come  noi si senta isolato, sia "costretto" a cambiare il proprio punto di vista. Di uomini nobili, generosi, ce ne sono tanti. Anzi, dobbiamo davvero credere che siano la maggioranza. Se siamo noi le prime a scavare questo solco tra noi e loro, se siamo noi a mettere una distanza nulla cambierà. Ricordiamoci che molti uomini sono padri di figlie femmine, o fidanzati, o mariti. La violenza riguarda tutti, non solo le donne, anche se in questo caso si parla di violenza ai nostri danni. Quindi coraggio, Sabrina: cerchiamo di darci una mano. Non dobbiamo aver paura di chiedere aiuto agli uomini, a quelli in gamba, agli uomini degni di questo nome. Ti abbraccio e ti ringrazio ancora per avermi provocato questa riflessione.
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appello contro violenza sulle donne

Ciao a tutte, sono Maria Tiziana Lemme e volevo informarvi che da qualche giorno l'organizzazione della Manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne ha un sito, www.controviolenzadonne.org. Inviate le vostre adesioni! (lo dico anche a gaja, che latita...) e, per quanto possibile, venite alle assemblee! C'è bisogno di tutte per fare, come giustamente dice Gaja, 'gruppo'. Ci tengo a ricordare un dato su tutti: in tutto il mondo, la causa principale dei decessi femminili avvengono per mano maschile. Nel 90 per cento dei casi appartengono al nucleo familiare. Sono dati agghiaccianti, certo (Organizzazione mondiale della Sanita), e il problema è molto più complesso, delicato e vitale, di quanto lo si voglia far apparire... Grazie per l'attenzione e la sensibilità!
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Brava, Emmetì. Fai bene a

Brava, Emmetì. Fai bene a ricordarmi il mio dovere. Aderirò al più presto, anche se non potrò partecipare alle assemblee.
Un bacio e grazie a te e a tutte voi per quello che fate!
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sabrina, maria tiziana

sabrina, hai parlato di odio da parte degli uomini nei confronti delle donne. io non lo so. posso dirti che certe volte alcune persone di sesso femminile mi hanno fatto rabbia (come altre persone di sesso maschile, peraltro) e altre volte avrei scaricato un po' della mia rabbia (qui intendo rabbia di me stesso) su persone che non c'entravano niente. ma questo è lontano, per me, dall'odio. l'odio pervade ogni gesto. l'odio, per me, non viene fuori tramite commenti, viene fuori dai gesti. il commento idiota è una cosa, l'odio un'altra. io non ci credo, in questo odio, e in ogni caso non si ripaga l'odio escludendo chi sentiamo, pensiamo, ci odi, altrimenti si fa guerra. se io penso che un musulmano mi odi, e lo escludo, lo metto da una parte, lui si sentirà escluso, se ne chiederà i motivi, e penserà che io lo odi. mentre io, io penso solo che lui mi odi. ma a questo punto il rapporto è già compromesso, quando ci autoinstilliamo il dubbio (o la certezza) che l'altro ci odi. e sì, l'altro ci potrebbe odiare veramente, ma. non lo so. sono per la fiducia, come tendenza. a maria tiziana, invece, chiedo una cosa, del suo commento, che non ho capito: nel mondo le donne muoiono uccise dagli uomini più che da qualunque altra cosa (incidenti, malattie, etc)?? e se possibile, quanto le guerre influiscono sul dato? te lo chiedo perché spero tanto ti sia sbagliata...dimmi che hai letto male...tristezza... ndr
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per l'Anonimo

Caro Anonimo, il dubbio è l'opposto della certezza. Quando c'è il dubbio sono d'accordo che si debba dare fiducia ma con l'obiettivo di avere certezza e sapere se dall'altra parte c'è odio o no. Quando c'è invece la certezza che l'altro ti odi, beh, allora per me il minimo è escluderlo, o forse dovrei permettergli di danneggiarmi? Non sono masochista francamente, ed ho imparato che quando c'è un odio a priori, cioè nato da qualcosa che non ti riguarda, che non ha a che vedere con qualcosa che hai fatto, ma piuttosto con qualcosa di insito nell'altra persona, tipo un'ideologia, una patologia, una proiezione del proprio vissuto, ecc., allora tu puoi farti conoscere meglio per cambiare la sua idea, ma le reazioni sono due: o la persona vede che si è sbagliata ed il problema viene da lei (lui!)e cambia atteggiamento, oppure proprio perché le dimostri che il problema è suo, ti odia ancora di più. A dire il vero c'è una terza possibilità: non vede niente (o non vuole vedere) e continua a pensarla come prima. Di solito va nel terzo modo, per quel che ho visto. In ogni caso chi mi odia è mio nemico e senz'altro da lui cerco di difendermi, come farebbe qualsiasi essere non solo umano, ma vivente. Tu sei stato vittima di qualche discriminazione protratta per, diciamo, tutto il corso della tua vita? Se si, potrai capire cosa vuol dire essere odiati a priori e capiresti anche che non solo i fatti fisici te lo dimostrano, ma anche le parole e le azioni sociali. Se non sei stato vittima di discriminazione allora potresti solo immaginare cosa vuol dire, ma con sforzo e non avvicinandoti abbastanza alla verità. Citerò Vasco Rossi: "quando c'ho il mal di stomaco, ce l'ho io, mica te!". Certo esiste una cosa bellissima che si chiama empatia, ma ancora non è abbastanza. Io, per esempio, non sono in grado di capire gli ammalati perchè sono sempre stata sanissima. Sono vicina a loro per quanto possibile, ma non è la stessa cosa. Scusa la divagazione, era solo per spiegarmi. Ciao, Sabrina
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Sabrina, credo che l'anonimo

Sabrina, credo che l'anonimo cui tu ti riferisci sia Maria Tiziana Lemme, l'amica che mi hai inviato il comunicato stampa. Spero che legga questa tua risposta e che intervenga. Intanto, grazie. 
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nel dubbio...

un anonimo sono io, la mia firma forse non si vedeva troppo bene in fondo, scusate. ndr (mi firmo così, che a dirla tutta è il mio nome senza vocali, andrea) dubbio o certezza, eh sì. però, sabrina, ogni essere umano è diverso. come posso, in anticipo, escludere tutta una specie?? questo quello che mi chiedo. se una donna mi odia, non è che escludo tutte le donne. qui si parlava di donne e uomini, in generale. se mario mi picchia, ce la potrò avere con mario, ma anche con luca, stefano, michele?? ecco, questo mi chiedevo. ciauz;-)
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ma che ho scritto??

accidenti alle distrazioni. uffa. scusami sabrina so' sempre moi, oggi scrivo a strattoni. comunque. ho sempre il timore di non farmi capire, quando scrivo e parlo, per questo tendo sempre a chiedermi "mi odia perché mi vuole odiare, o perché io non mi sono fatto capire?" il che dà luogo a lunghissime discussioni, di solito;-) sono molto egoista, in questo. spero di aver spiegato. e sì, nella certezza. per me è difficile. sono certo di essere appoggiato ad una scrivania e poco più. se tu sei certa, fai quel che ritieni giusto. ciao. sempre l'anonimo andrea;-)
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Bene, abbiamo chiarito che

Bene, abbiamo chiarito che l'anonimo eri tu, Andrew! ;-)
Comunque io sono d'accordo con te: le generalizzazioni sono pericolose. Da qui a dire che interi popoli mi odiano e quindi mi sono nemici il passo è breve. 
Dalle parole di Sabrina traspaiono dolore e rabbia. Immagino che quello che ha scritto lo abbia scritto spinta da motivazioni più che sacrosante. Però sono altrettanto sicura che, come tra le donne, esistano uomini degni di questo nome.
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per Andrea e Gaja

Cari Andrea e Gaja, che tristezza avevo appena scritto per voi una grande risposta dando il meglio di me, ma è svanita nell'anteprima di stampa e così ho buttato il mio tempo. Vabbé, per voi è un vantaggio avere meno da leggere. Riassumendo, sì le generalizzazioni sono pericolose e fanno torto agli individui, tra l'altro io, da donna, sarei e sono una delle prime a farne le spese. Di fatto io guardo sempre agli individui, alle loro azioni e personlità, ma queste ultime dipendono anche dal genere, provenienza, ecc., perché le generalizzazioni contengono sempre una base di fatti riscontrabili nella realtà, per tutti e gli individui per quanto diversi hanno anche tante cose in comune. Non tenere conto delle generalizzazioni, per conto mio è altrettanto sbagliato, l'importante e non bloccarsi a quelle. Poi, volete dirmi che non tutti gli uomini sono "cattivi" e le donne "buone"? Che scoperta, lo so anch'io. Dico solo che le azioni orrende di cui si sono macchiati e si macchiano nel tempo e nello spazio i primi, non si possono attribuire anche alle seconde se non nelle eccezioni di uno su un milione o giù di lì che non dimostrano niente. Senza fantasticare troppo sul mio conto, credo sia naturale vedendo la realtà di oggi e di ieri non restare impassibili emotivamente, perché senza la rabbia o il dispiacere non ci si muove nemmeno. Voi forse siete sereni guardando ai massacri, stupri e maltrattamenti femminili nel mondo? Non mi pare. Ciao, Sabrina
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appello contro la violenza sulle donne

Per Sabrina: se vuoi saperne di più, puoi farti un giro sul sito dei giuristi democratici (www.giuristidemocratici.it). Non c'entrano le guerre... Mt
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appello contro la violenza sulle donne

Non sono io Anonimo. Non avrei motivo di anonimarmi.. Mt
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Mt, non perché tu debba

Mt, non perché tu debba avere un motivo: semplicemente perché spesso capita di dimenticarsi di firmare, o di loggarsi. E poi credevo che Sabrina stesse rispondendo a te. Ciao, tesora.
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no....

...non sono sereno. e mi spiace per la risposta cancellata. avrei letto volentieri. non fantastico sul tuo conto, cerco di capire in base a cosa scrivi (ed è sempre un gran casino, capire davvero attraverso la scrittura). nel tuo primo intervento, però, generalizzavi in modo brusco, per me, e su questo ho scritto. tutto qui. che ci sia anche un solo stupro, un abbandono di figlio in cassonetto, una violenza su minori, violenza casalinga e non, se ci fosse solo un caso tra questi all'anno, sarebbe troppo. ma non sarebbe giusto che io dicessi "e allora, tutti i casi di madri che abbandonano i figli, che li uccidono etc?" e ce ne sono tanti, troppi anche in questo caso. per me non è una questione di numeri. nella morte per me non è questione di numeri. ci sono persone che questionano sui numeri di vittime dei vari regimi totalitari. anche ne avessero fatta soltanto una, sarebbe stata una di troppo. non c'è da stare sereni per niente. e al tempo stesso c'è da vivere. in qualche modo. nel modo migliore che ci riesce. sto divagando molto, mi sa. grazie mille per il confronto Sabrina, grazie. andrea
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VILENZA PSICOLOGICA

Ciao, come promesso ti illustro il nostro lavoro ed il nostro obiettivo. Mi chiamo Anna Maria Audino e sono giornalista professionista, insieme a Cosmina, collega rumena, opero nel sociale, in particolare in questo periodo contro tutte le forme di violenza non punite che la nostra legislazione non prevede come reati. Questa esigenza nasce da una esperienza vissuta in modo diretto, terribile, agghiacciante………………………. Vicenda che si è consumata tra le mura di una “meravigliosa” famiglia borghese di un ingegnere multilaureato………………il carnefice, che con altri due soci hanno massacrato un’intera famiglia, la mia, dieci anni di violenze tremende, due denunce tra cui quella di un bambino, ( carletto) di dieci anni, ARCHIVIATE perché I FATTI, SIGH NON COSTITUIVANO REATO, INCREDIBILE…….poi l’intervento del Presidente della Repubblica, e un’altra denuncia che ha portato ad un rinvio a giudizio di tre persone per reati gravissimi, violenza finalizzata all’estorsione ,ma per una vittoria, quante altre donne e bambini vengono massacrati? Io ho vinto,ma ho rischiato la vita, e forse ancora la rischio! E poi la decisione di uscire allo scoperto, decisione difficile, ed un lavoro lungo che seguo da anni, per far sapere, per coinvolgere perché bisogna sapere. Il progetto Dapnhe è arrivato al momento giusto, adesso che abbiamo deciso di coinvolgere anche l’ultima nata in casa Comunità Europea, la Romania, dove la violenza è una piaga a cui purtroppo ci si è abituati. Cosmina il punto importante di raccordo. Un libro bianco per denunciare, una serie di convegni per urlare, una serie di corsi che coinvolgendo scuole, e università facciano anche opera di prevenzione, una mostra fotografica che alterni i pannelli puramente visivi con quelli dedicati alla legislazione vigente in Europa e poi dulcis in fundo, una raccolta di firme per portare in parlamento un testo di legge che penalizzi reati sino ad ora ignorati. Un impegno notevole, difficile, a cui stiamo dedicando le nostre giornate, un impegno che deve coinvolgerci tutte, perché è una battaglia sociale che deve interessare tutto il mondo civile. Per il libro bianco raccogliamo storie, anche in forma anonima, per il resto abbiamo bisogno di tutto, di creare una rete di solidarietà perché tutti siamo coinvolti, perché nessuno debba essere escluso Per informazioni. www.annamariaaudino.it www.repertoriok.splinder.com myspace.com/ag_comunicazione Saluti e grazie Anna Maria Audino Cosmina , -------------------------------------------------------------------------------- No virus found in this incoming message. Checked by AVG. Version: 7.5.519 / Virus Database: 269.22.1/1350 - Release Date: 30/03/2008 12.32
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VIOLENZA PSICOLOGICA

Buon giorno, sono una delle responsabili di Ag. Comunicazione, un’agenzia che opera nel sociale, nello specifico sulla violenza psicologica ( in questa fase) aderendo a programmi comunitari , per esempio Daphne III. Il nostro lavoro nasce da esperienze a livello lavorativo e personale, tra noi, croniste di nera e giudiziaria che hanno operato in Italia e colleghe rumene, che rappresentano una realtà diversa e importante nella nostra comunità Perché in questa fase ci orientiamo verso la violenza psicologica, che non si manifesta solo verso donne o bambini, ma che coinvolge un numero sempre maggiore di persone, tra cui anziani,papà separati, ragazzini e ragazzine´? Perché non esiste una giurisdizione che punisca chi questa violenza, non ci sono leggi adeguate che permettano al magistrato di intervenire. Allora è necessario attivarsi affinché tale reato venga punito per evitare le morti silenziose che nessuno vede o vuole vedere. Per conoscere il nostro lavoro visita il sito www.annamariaaudino.it o www.repertoriok.splinder.com, o myspace.com/ag_comunicazione Abbiamo bisogno di sostegno, per organizzare una serie di incontri e dibattiti sul tema. Per informazioni contattaci al numero 3200358681 O info@annamariaaudino.it Grazie Cosmina Sanda Talpos
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grazie, Cosmina e Anna

grazie, Cosmina e Anna Maria. Come vi ho scritto in privato, dedicherò un post al vostro prezioso lavoro. Vi abbraccio.
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