Dato che la Nuova Zelanda è lontana, la passeggiata neozelandese ha toccato proprio oggi anche La poesia e lo spirito.
In origine era già stata pubblicata qui.
Riprendo solo poche righe di incipit:
«Scendere non sembra difficile. Ci sono dune a perdita d’occhio che digradano fino alla spiaggia con qualche ciuffo di vegetazione qua e là. C’è l’Oceano Atlantico davanti alla riva (la sola idea scardina porte blindate che fino a qualche minuto fa ho pensato inespugnabili, piantate nel terreno della mia anima). La spiaggia mi sembra infinita, un concetto inesprimibile. Macchie marroni distese sulla sabbia (mi accorgerò solo dopo che si tratta di leoni marini).
Sono arrivata in Nuova Zelanda due giorni fa. Quando, sull’aereo, la hostess ha avvisato che stavamo per atterrare all’aeroporto di Christchurch, io avevo le cuffie alle orecchie: ascoltavo The Ghost of Tom Joad. Cantavo sommessamente e, sentendo quelle parole diffuse dalla cabina di pilotaggio, i miei occhi sono diventati liquidi.
In a cardboard box neath the underpass
Got a one-way ticket to the promised land
Al momento di scendere dall’aereo mi sono guardata intorno come se stessi lasciando una casa che mi aveva resa felice.
Grazie per aver volato con Emirates.»
Continua a leggere la passeggiata su LPELS oppure su Sinestetica.
?
Inserito da Anonimo il Mer, 22/08/2007 - 20:06TI PIACEREBBE, EH? E INVECE
Inserito da Gaja il Mer, 22/08/2007 - 21:42Ehi, che dire...
Inserito da Anonimo il Ven, 24/08/2007 - 00:08Grazie, cara. Ti abbraccio
Inserito da Gaja il Ven, 24/08/2007 - 07:26