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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Mar, 30/06/2009 - 08:19

[Esperimento alla rovescia. Ho scritto prima il racconto, poi sono andata a vedere se tra le foto di Jerry Uelsmann ce n'era una che gli si potesse avvicinare. Ovviamente c'era. Grazie alla Socia]. 

Il suo viso.
Ha anche un viso, sì. Da guardare. Ha la carnagione chiarissima, non semplicemente bianca. La sua pelle è delicata e di velluto, al tatto. Lucilla pensa proprio al velluto e quella parola le fa tornare in mente la sua musica.
Ha un po’ di occhiaie, il volto leggermente più pieno di quando ha lasciato Venezia ma sempre magro, e il naso piccolo. Ha due bellissime sopracciglia, ben disegnate. Le labbra sono fine, e curvano verso il basso. Quella bocca le dà un’aria perennemente imbronciata, seria.
Ha tanti capelli, sono castani e lucidi. Sotto la luce scorge qualche riflesso rosso. Tanti capelli, ondulati, con la fronte scoperta. Lucilla non sopporta la frangetta e se li ravvia continuamente. I capelli le arrivano alle spalle. Lucilla pensa a come sarà sentirseli sulla pelle nuda. Vederli sulla pelle nuda.
Con gli occhi grandissimi che ha. Tondi, marroni attorno all’iride e per il resto verdi. Più che altro verdi, sì, Lucilla ora li vede bene. E le piacciono tanto. Le piace il suo viso strano, le piacciono i suoi occhi: sono vivi. La stanno guardando. Lucilla sorride e le labbra si aprono. Anche il suo sorriso è bello. Anche i suoi denti. Lucilla è bella.
Si toglie il maglione e i jeans – ne ha comprati un paio con l’anticipo sullo stipendio - senza guardarsi, in fretta. Poi, piano piano alza gli occhi e vede le sue gambe coperte dai collant, e la camicetta.
Si sbottona la camicetta e la butta per terra. Poi si sfila i collant. Sa di essere rimasta in reggiseno e mutande ma non ha il coraggio di guardarsi. Le tremano le mani.
Sente che è giusto tornare, in un certo senso, dentro di sé, nella sua casa, a guardare negli angoli che le sono stati sempre familiari per capire che effetto le fanno ora.
Il cuore le batte così tanto che Lucilla ha paura di svenire. Le sudano le mani quando si fa scivolare di dosso le mutande che poi allontana con un calcio.
Alza gli occhi.
I peli del pube hanno i riflessi rossi, anche se sono scuri. Non lo sapeva. Sono tanti. Un triangolo isoscele ampio e sconosciuto. Lucilla ci passa la mano sopra. Infila le dita tra i suoi peli. È una bella sensazione, si sente sua: è un piacere conoscerti, Lucilla. Non c’è niente di brutto. Non sente niente di aspro al tatto. È tutto liscio, setoso: piacere di conoscerti, pelle, ora ti imparerò.
Poi si tocca le braccia, le accarezza. Si accarezza la pancia, lo stomaco. Lo stomaco, lo stomaco. Lo accarezza con amore, chiudendo gli occhi, per qualche minuto.
Le si stringe la gola per l’emozione.
Cosa le succederà?
Piangerà? Riderà? Saprà o vorrà trattenersi? Lascerà andare il suo corpo? Se il suo corpo si irrigidirà sarà perché forse sta per trovare la risposta a un perché?
Lucilla continua a tenere gli occhi chiusi, stretti. Ha ancora il reggiseno. Prima allunga le braccia sui fianchi, poi se li accarezza, e dopo le alza dietro la schiena. Sgancia il reggiseno e se lo lascia cadere di dosso.
Solleva le palpebre di scatto e gli occhi rossi e penetranti che la guardano fissa dai suoi seni risucchiano Lucilla in un viaggio.
Lucilla è il suo corpo e non sa dove andare né sa se potrà decidere dove andare, ma sa che lui è già arrivato, perché lui arriva sempre prima.
Il suo corpo.
Gli occhi teneri e rossi del suo corpo.


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Tenera e sensuale come ogni

Tenera e sensuale come ogni scoperta. La tua scrittura è setosa come quella pelle. La voglia di leggerti ancora il desiderio più grande.
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Lucilla

E' perfetto questo racconto, per questa immagine, lo SAPEVO! E Lucilla ora, nuda e consapevole, riposta la "pelle" che l'avvolgeva, e in mano, "Gli occhi teneri e rossi del suo corpo" potrà volare. Io e te sappiamo come, dove, e speriamo che il quando sia presto. *
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è stato un piacere grande

leggere questo racconto di seta.
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Ormai hai stabilito un

Ormai hai stabilito un legame indissolubile con Uelsmann. Lui non lo sapeva, ma aveva illustrato il tuo scritto prima che fosse scritto
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Uh, OK. Da semplice

Uh, OK.

Da semplice lettrice, virtualmente anonima e che non è mai intervenuta, posso auspicare che adessoquesto capitolo "Uelsman" sia chiuso, almeno per un pochino, e questo bel blog possa ritornare alla corroborante varietà di fino a un mese fa? Confesso che comincio a provare un po' di noia (e chi se ne frega, dirai tu...)

Ciao

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non è esatto, eleonora.

non è esatto, eleonora. credo che chissenefrega lo diciamo in tanti
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Evento: spero che tu possa

Evento: spero che tu possa farlo, prima o poi. Grazie per l'identificazione tra la pelle della protagonista e la scrittura. Grazie davvero.

SociaSabri: che sia presto, e che non faccia troppo male. Ma sarà, di sicuro sarà. Malgrado me.:*
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Cristina: è un piacere

Cristina: è un piacere immenso per me che tu lo abbia apprezzato.

Enzo: mi è capitata la stessa cosa con la "Passeggiata veneziana". Quando ho visto la sua foto, dopo circa due anni e mezzo, ho fatto un salto sulla sedia. Grazie, prof.
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Eleonora: questo blog è

Eleonora: questo blog è *sempre* stato improntato a Uelsmann - praticamente sin dalla nascita - e conto di farlo rimanere tale per sempre. Auroralia non è finita il 26 giugno, tutt'altro. Quindi, se continuerai a frequentare Sinestetica ti troverai di fronte Uelsmann ancora per un bel pezzo. Per fortuna la rete è grande, adatta a soddisfare i gusti più variegati. Sono certa che ti troverai meglio altrove.

 

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Poemetto...

Il ritmo del racc è molto efficace, si legge come un poemetto in prosa. Anzi per me "è" un poemetto in prosa. Lo trovo molto bataillano, vale a dire una riflessione sul sé non trascendentale ma radicata nella "carne interna" del soggetto. Il soggetto "fa finta" di guardarsi ma in verità "si sente". Solo il sentirsi dà la prova dell'identità personale e della presenza del mondo. Ecco perché il racconto ci sarebbe stato anche senza Uelsmann. Trovo cose di questo tenore in tutto ciò che scrive l'autrice, come un suo marchio di fabbrica...Una volta si chiamava stile no?
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SOTTOSCRIVO parola per

SOTTOSCRIVO parola per parola il commento di ALEX!!! "Una volta si chiamava stile no?", afferma Alex__________Per me, questo è il racconto di Gaja che in assoluto dipinge di "Nuovo" la sua impronta stilistica. GAJA, QUI VAI OLTRE. E' in questo "altrove" primevo che finalmente ti trovo "totale". Ecco: questo volevo dirti oggi. Solo che "Non è niente" l'ho letto soltanto adesso. Sono felice. Dio, se sono felice!!! E la mia Gaja sa perché...
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Alex: hai scritto un

Alex: hai scritto un commento assolutamente emozionante, per me. Il soggetto si "sente", sì. Ha bisogno di toccarsi per aver la prova di vivere e di esistere: lo specchio non basta. Sì, è vero, il racconto ci sarebbe stato anche senza Uelsmann. Ed è vero: ci sono elementi simili in tutto quel che scrivo... tu lo chiami stile - e io ti ringrazio! è un complimento, che sia bello o brutto non importa: quel che importa è trovare la propria voce - altri la definiscono la mia volontà (forse inconscia) di lasciar affiorare solo certi paletti. I dolori conosciuti sono quelli da cui ci si difende meglio. 

 
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Ninì: sì, lo so. Ma non

Ninì: sì, lo so. Ma non sei felice nemmeno la metà di quanto lo sia io. Sono felice che tu mi abbia letto e apprezzato: tengo molto - e lo sai! - al tuo parere. Noi ci conosciamo da anni, eppure solo adesso, da quando c'è Facebook, ci siamo ri-conosciute! Sono certa che non ci perderemo, glicine luminoso.
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GAJA CARISSIMA, MIA

GAJA CARISSIMA, MIA GAJA, sai, non chiamo tutte le amiche "sorelle"... Non sto male se scrivo una mail che può risultare "forte", perché so che va toccare corde interiori precise. Ti sono vicina quanto più ti possa immaginare: ma sento qualcosa di strano in quel "Sono certa che non ci perderemo". Io non ho mai avuto dubbi: mai considerata un'eventualità simile. Vorrei esistere per te aldilà dei miei commenti, dei suggerimenti letterari, o non solo per questi. Penso alla dedizione completa verso "Gaja amica-sorella", che ha bisogno di tante sicurezze ed è bella per questo.______Sono Nina, un semplice glicine profumato. Un glicine che spiovendo fiorisce di maggio. Esiste? Eppure, quanto accoglie un grappolo di glicine; quanto si fa accogliere, e come fa presto a sfiorire. Il tempo di una pioggia primaverile____Ogni suo petalo ti ha Ri-Conosciuta da sempre, avvolgendoti. Sapendoti.
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