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Inserito da Gaja il Gio, 18/06/2009 - 07:17
LIBERTA'di GIOVANNA GIORDANI Anche quel giorno estivo stava giungendo al termine. La brezza pomeridiana si stava trasformando gradatamente in un vento sempre più insistente che si divertiva a giocare con tutto ciò che gli capitava a tiro. Il pino marittimo, alquanto inclinato, come la schiena di un vecchio acciaccato, era l’unico a dare il benvenuto a quel ventaccio che non preannunciava niente di buono. Egli accoglieva il vento sempre con favore perché, il suo arrivo, ravvivava in lui una segreta speranza, un suo grande antico sogno, fin da quando era nato, lì sul viale in riva al mare. Ormai conosceva a memoria tutti i discorsi dei passanti e la solita domanda che i bambini rivolgevano ai genitori: - come mai quel pino ha il tronco così inclinato, così storto? – - E’ a causa del vento – rispondevano gli adulti. E il pino li guardava mentre correvano verso la spiaggia, seguiva l’andirivieni delle persone e spesso era contento di poter essere utile a qualcuno che cercava momentaneo ristoro accanto alla sua ombra. Quella sera sembrava che il vento facesse proprio sul serio. Aveva rovesciato gli ombrelloni e tutti erano impegnati nel mettersi al sicuro. Nubi minacciose avanzavano scure e gonfie di pioggia dalla linea plumbea del mare le cui onde erano sempre più alte e fragorose. Il pino, anche questa volta, si lasciò sbeffeggiare piegandosi sempre di più verso il basso. Tutti correvano, come al solito, correvano e lui…avrebbe voluto anche lui…. Un bagliore attraversò il cielo seguito dall’enorme fragore di un tuono e grossi goccioloni cominciarono a cadere con sempre maggiore insistenza e intensità. Il vento sembrava sfogare una arcana rabbia repressa e si abbatteva impietoso su ogni cosa. Il pino marittimo si contorceva, piegandosi sempre di più e, quasi inginocchiato, sfiorando l’asfalto, cominciò a pregare così’:- vieni ventaccio, vieni, forza, forza, insisti, più forte, dai, sradica, sradica queste radici, ti prego…aiutami…-Il vento sembrava aver capito e cominciò a ululare come non aveva fatto mai, avventandosi con tutta la sua energia su quel pino marittimo la cui maestosa e folta chioma era ormai tutta scomposta e spettinata. Le raffiche erano una più forte dell’altra finchè ebbero la meglio sulle radici che, non riuscendo più a resistere, cominciarono ad allentare la loro presa nella terra. L’albero ebbe la certezza che qualcosa di importante stava accadendo in lui. Era una strana sensazione di leggerezza…. Si sentì all’improvviso librare nell’aria. - Ecco fatto – brontolò il vento. – Ora sei libero – - Portami lontano – lo supplicò il pino marittimo. Allora il vento radunò tutte le forze rimastigli e lo sollevò spingendolo in alto, lungo la spiaggia. Il pino vide le sue radici danzare nell’aria e si sentì pervadere da una felicità mai provata – E’ meraviglioso – si disse – sono libero, sto volando, grazie, vento -. Questi si stava chetando e rispose: - ora devo lasciarti, per oggi la mia parte è finita, non posso far altro che augurarti buona fortuna –. Il pino cadde con un tonfo sulla sabbia e guardò le sue radici rivolte verso il cielo. Il mattino seguente accorsero in tanti a vedere il grande pino divelto. – Ma quante gambe ha! – disse un bimbo alla mamma. - Si, ma purtroppo non può camminare – lei rispose. All’udire queste parole il pino tornò a rivolgere lo sguardo alle sue radici. Esse si tendevano verso l’alto, inondate dal sole. - Non angustiatevi mie radici – sussurrò il pino – non potrete camminare, ma voi sole sapete la gioia immensa che provaste nel volare, libere, sopra il mare e la felicità che provate nell’assaporare il calore dei baci del sole -.Poi, socchiuse i suoi grandi occhi verdi e i passanti non poterono mai vedere il suo sorriso, mentre la brezza mattutina lo accarezzava indugiando a sussurrare incomprensibili parole fra la sua folta chioma adagiata sulla sabbia del mare. MIGRANTI di ANDREINA LOMBARDI BOM Te ne stai rannicchiata in mezzo agli altri, senza muoverti – non perché cerchi di non dare nell’occhio, solo perché non hai ragione di muoverti. Non ti guardi intorno perché non c’è niente da vedere, solo le facce degli altri, un’alba senza luce e un paesaggio estraneo che per ora non t’interessa conoscere. Durante il viaggio ogni luogo sembrava identico all’altro, eppure qualcosa dev’essere cambiato impercettibilmente, metro dopo metro. Ma è questo che volevi, no? Un luogo diverso. Ad ogni modo, non dare nell’occhio può essere una buona idea, per non attirare l’attenzione delle guardie che sorvegliano il gruppo. Potrebbero chiedersi perché viaggi sola. Le donne non viaggiano mai sole; con la famiglia, semmai, o con un fidanzato più o meno posticcio. Si tengono i figli intorno come chiocce, o abbassano lo sguardo per non farsi osservare troppo. Tu non abbassi lo sguardo. Non hai figli da tenerti intorno; due ne hai seppelliti, a casa. Tuo marito si è perso in una delle prime tappe, una città affollata nella quale dev’essere proprio facile perdersi. E tu hai proseguito, sola, perché tanto non hai nessun posto dove tornare. Non hai più casa. Chi arriva fin qui ha già la strada bruciata alle proprie spalle, anche se è una strada d’acqua; e davanti la strada è sbarrata dai bastoni delle guardie. Sposti leggermente le gambe, che hanno cominciato a formicolarti come per un avvertimento. In questa terra di nessuno, fra le pozze della pioggia recente, il fango sembra attaccarsi addosso quasi con ferocia; meglio non pensare alle creature che vi strisciano in mezzo, anche se il formicolio comincia pian piano a trasformarsi in prurito. Sopra la tua testa, dei gridi di rondine. È vero, ci sono anche qui le rondini, come a casa. Facevano il nido sotto la grondaia, e tu le guardavi partire e tornare; volano da un paese all’altro, loro, senza incontrare né guardie né bastoni. Le guardie, già. Adesso stanno facendo alzare gli altri, uno alla volta, e li conducono dentro una baracchetta da cui ognuno esce con gli occhi smarriti e pieni di vergogna. Cosa fanno?, chiedi al ragazzo che ti siede accanto. Controlli, risponde. Ti fanno spogliare e ti controllano dappertutto. Anche le donne? L’altro crolla il capo, in silenzio. Il prurito alle gambe si è fatto insopportabile, e tu, senza pensarci, cominci a grattarti alzando la testa per vedere le rondini. Loro volano da un paese all’altro, senza nessuno che le raduni in un posto dove bisogna restare seduti a terra per ore, senza muoversi. Non hanno nessuno che le controlli sotto le penne. Rondine, rondine, insegnami la strada. La guardia viene verso di te. Ti accorgi di avere del sangue sotto le unghie, ma non riesci a smettere di grattarti. Non farlo, non farlo, ti controlleranno due volte per questo. Forse anche tre. Porti mica malattie? Ma le unghie continuano a scavare nella pelle, come se fosse possibile toglierti di dosso tutta quella carne di donna, un brandello alla volta, e rivelare le penne. Penne nere e lucenti. Distendi le braccia. Non t’importa di dare nell’occhio, adesso. La guardia sembra muoversi lentissima, non arriverà mai in tempo per fermarti prima che ti stacchi dal suolo. E ci sarà pure una grondaia, da qualche parte. |
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premetto
Inserito da sabrina (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 09:15senza radici si muore - in tutti i sensi.
Inserito da Fiamma Lolli (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 09:22Buongiorno! Gaja spiegò in
Inserito da Silvia (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 09:28metamorfosi
Inserito da manginobrioches (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 09:55Non mi ritrovo nelle
Inserito da enrico gregori (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 12:19Effettivamente, come
Inserito da eventounico (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 13:06Andreina, la mia carissima
Inserito da Gaja il Gio, 18/06/2009 - 13:47il primo
Inserito da cristinabove il Gio, 18/06/2009 - 14:00alle donne di dolori rimaste
Inserito da lu (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 14:08sì, ce l'ho ben presente,
Inserito da Gaja il Gio, 18/06/2009 - 14:11entrambi
Inserito da melacecca (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 14:53Fiaba
Inserito da Rossana (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 15:11Forse utili, forse no.
Inserito da farouchegrande il Gio, 18/06/2009 - 15:22Fanciulla volante
Inserito da Domenica Luise (non verificato) il Gio, 18/06/2009 - 17:52Di chiusure coi botti
Inserito da carloesse il Gio, 18/06/2009 - 18:38... e, visto che carlo mi ha
Inserito da Gaja il Gio, 18/06/2009 - 18:53Corvi e rondini
Inserito da Rossana (non verificato) il Ven, 19/06/2009 - 12:53Mi scuso del ritardo nel
Inserito da giovanna giordani (non verificato) il Mer, 24/06/2009 - 20:49