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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

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Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Lun, 29/06/2009 - 08:53

Faccio un passo indietro e vi informo che ieri sera ho presentato l'ultimo romanzo dell'auroralica Elisabetta Bucciarelli, Io ti perdono (Colorado Noir/Kowalski), la quale mi ha proposto di organizzare un reading a Milano [inter nos: alla gioia di aver rivisto la mia BellaBuccia, si è aggiunta l'emozione di aver conosciuto Lia Volpatti, ovvero la storia del giallo Mondadori: donna meravigliosa!]. Posso anticipare già da ora che si farà: per i dettagli, restate sintonizzati. Anche la nostra Nina Maroccolo si è offerta di fare da testa di ponte per un reading a Firenze. E, a proposito di Nina e Anna Costalonga, le foto che pubblico oggi sono di Isabella Moroni e ritraggono queste due splendide creature impegnate nella sorprendente performance del racconto di Anna Ad sidera.


Qui di seguito riporto un illuminante articolo sulla serata dedicata al reading e pubblicato su drammaterapia.blogspot.com e firmato da Ermanno Gioacchini.

Ore 22,00: inizia il reading promosso da gaja cenciarelli – tutti doverosamente in minuscolo i nomi importanti. Il mio “teatro” si è accomodato, direi appollaiato, occupando quasi totalmente lo spazio degli ospiti. Ironico senso di colpa in casa di altri, noi che con i sensi di colpa ci facciamo il teatro! Ma l’arte è di tutti, come un bambino – Jean Jono. Consoliamoci. Partono e tornano gli autori. Non ne ricordo il nome, ma funziona la loro trascrizione sensibile nella memoria affettiva, di un ascolto suggestivo nella accogliente sala della Flexi.


Le Cose Di Sempre non esistono!. Per questo possono scivolare via addormentate dall’uso comunque insipiente di mani addestrate o distratte – Annette. Quante volte dovranno essere ripetute per esistere – quante volte? Il Sempre, nelle Cose, invece esiste, è la rivelazione della tua coscienza; è l’atto d’amore che ti regali nel regalarlo a quelle, immaginandole eterne. È la tua fragile umanità che aspira al volo e sogna specchi d’acqua che trattengano il tempo – lontano da Akr Caar. Incontro molte persone, quotidianamente, dal volto sciupato, la consunzione dell’animo depresso e gli insegno a salvare parte di quel freddo. Chi ha detto che il buio, il gelo delle stelle, appunto siderale – recitava ieri una poetessa nelle letture di Auroralia su Jerry N. Uelsmann –, lo sperduto senso del dove – Ad sidera.
Quanto vorremmo la toponomastica delle nostre stanze registrate sulla cartina della galassia – astrale, terza a sinistra –, chi lo ha detto che sia male? Non è meglio la ricerca di quelle mani nella vaschetta dello sviluppo, che pescano ritratti e cose già perdute da un sempre?

Un’altra poetessa, illusa di fare “prosa”, mentre dipinge fotografando il suo percorso biennale, ci descrive l’ingenuità “lirica” di scoprire nuove e non “da sempre” le cose e i paesaggi fotografati, sempre liberi, se un soffio di vento ad asciugarli può farli volare per sempre da una finestra, così come il “corpo del reato” può volatilizzarsi davanti agli occhi stupefatti di un commissario, molto “terreno”.
Ha ragione Nina e la sua compagna di reading, è più vero restare avvolti dalla neve e non temere che sia congelato anche quel contatto tra le due mani a un certo punto dell’interpretazione. Ha ragione la vita, se può regalare un’identità specchiata anche attraverso il dialogo terribile e nudo tra una figlia e quella che ho fantasticato una madre schizofrenica che riempie di maglia e bisticci di ferri e parole la curiosità stupenda di una bambina. E allora gli autori ieri sera ci hanno suggerito da spigoli diversi di uno stesso tavolo, che può essere coniugato “sempre” con “nuovo”, sempre nuovo. Che sia un clochard a sospirare un gesto o l’amante di sempre e da sempre tradita da quell’assenza di lui, che illude e si illude di esserci – bellissimo monologo quello della coppia sullo sfondo di Uelsmann, mordace, eppure rispettoso. E poi così vitali, nel loro candore adolescenziale, vere le costanti battute dell’inizio, infrazione forse eccessiva alla sacralità di un importante reading, a mio avviso.
Ma va tutto bene, tutto è composto e ricomposto ed anche con la benedizione di Uelsmann che ha “regalato” una sua importante foto Untitled, del 1987, "nude flying" alla ispirazione di 50 artisti ed al loro fertile inconscio. Aspettiamo il volume.

Ore 24,00, quasi, la frescura del vicolo, fuori. Estraniati e contenti.
No, nessun nudo volante, ma più leggera l’anima.
Grazie Auroralia!

Ermanno Gioacchini*

*[dramatherapist, psicoterapeuta, psichiatra, criminologo, fondatore dell’"Atelier LiberaMente", direttore artistico del "Creative Drama & In-Out Theatre”]


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Sono "Ad Sidera"ta

Che emozione, Gaja! Grazie delle foto, a mala pena riesco a scrivere, mi tremano le mani...
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di emozione in emozione! un

di emozione in emozione! un po' di batticuore fa benissimo in questo umido tropicale veneto, alle prese con la terza prova dell'esame di stato-morte civile. pausa caffé al punto di ristoro di sinestetica. che dio ti benedica, gaja!
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Al prossimo

reading-evento non voglio mancare. Ci sarai anche tu Gajaccia?
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Anna: l'emozione l'hai

Anna: l'emozione l'hai regalata tu, l'avete regalata tu e ninì a noi tutti. Sei stata - ripeto l'aggettivo che non mi stancherò di ripetere - strabiliante. Siete state un dono.

Lulù: speriamo proprio che sia così. Che lassù qualcuno mi ami.

Mario: mi auguro proprio di sì. Il prossimo dovrebbe comunque essere ancora a Roma, se le cose non cambiano. E dovrebbe proprio essere molto prossimo. :-) 
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http://enricogregori.splinder.com/

Fare parte dei cinquanta autori e, poi, dei 15+1 che hanno pubblicamente letto il racconto alla Flexi è stato un grandissimo piacere. In effetti potrebbe essere stata l'emozione a farmi impiastrare la camicia con qualunque elemento atta a sporcarla. Fatto è che è andata, ed è andata a meraviglia compreso il botto finale dell'annuncio della antologia cartacea. Dulcis in fundo, l'intervento spontaneo e graditissimo dello psicoterapeuta Ermanno Gioacchini. Intervento qui riportato e che ci ha fatto sentire (almeno a me) ancor più coinvolti in una iniziativa sensazionale e creativa.
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Ciao,sono Gianni, faccio

Ciao,sono Gianni, faccio parte del gruppo tearale, "gli ospiti". Mi hai divertito Gaia, ci avete divertito e catapultati in un mondo di cui tutti sentiamo il bisogno, ma a volte non sappiamo dove cercare. Quell'universo parallelo alla vita di tutti i giorni che chiamerei semplicemente emotività. E' evidente che mettete la passione in ciò che fate e l'emozione che riuscite a trasmettere, e che di riflesso provate, è sorgente di gioia e di ulteriore spinta. Ciao alla libreria Flexi. Gianni
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Enrico: non smetterò mai di

Enrico: non smetterò mai di ringraziare Gioacchini per il suo ultimo intervento. Con la sua sintesi ha rafforzato in me la convinzione che le foto di Uelsmann sono proprio quello che io intendevo: la suprema stimolazione dell'inconscio.

Gianni: grazie a te per essere intervenuto. Di passione ce n'è tanta. È quella che ci muove. È quella che mi ha spinto a ideare Auroralia. E ci sono anche tanto amore e tanta amicizia. 
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"estraniati e contenti"...una sintesi efficace del dopo-reading. Tanto per chiamarlo ancora "reading"...it was much more...magari qualcuno troverà la definizione più acconcia.
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Lancerò un'iniziativa per

Lancerò un'iniziativa per trovare una definizione alla serata del 26 giugno, Enzo. Nel frattaim, come dice la mia socia, ti abbraccio forte forte.
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da FB

E' necessario che arrivi qualcuno di tanto in tanto a ricordare che la scelta di percorrerre un'unica strada è irresponsabile e inutile. Per fortuna al reading del 26 ci siamo rispecchiati gli uni nel "patimento" dell'altro. La scrittura è rizomatica, si espande nelle coscienze, amplia la percezione di noi stessi e del mondo. Per fortuna non ci accontentiamo di noi stessi e percorriamo bramosi la via dei sentimenti. Infinite concatenazioni alla Deleuze, infiniti gli specchi con i quali abbiamo rilanciato la nostra "maschera", quella junghiana, quella umana. Ognuno è persona e parte dell'immagine collettiva che le parole hanno composto. Credo che la vita richieda ancora molta emozione, più di quella che tributiamo ad ogni sua manifestazione. Ci costringono a dimenticare quante sono le stanze che possiamo aprire ed a percorrere un unico lungo corridoio disseminato di porte chiuse. Dietro di esse tutti i colori dell'esistenza. Una foto in bianco e nero ci ricorda la complessità della visione.
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è tutto questo

una bella terapia! :)*
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Evento: sottoscrivo ogni tua

Evento: sottoscrivo ogni tua parola. Sono perfettamente d'accordo: ci si specchia gli uni negli altri, e talvolta quel che vediamo non ci piace. Ma gli altri sono necessari, non possiamo farne a meno.

Cri: lo penso anche io!! per me lo è stata... :*
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BELLO, BELLO, BELLO questo

BELLO, BELLO, BELLO questo esserci! Sono molto contenta che un membro del Creative Drama si sia affacciato qui, da te-noi, cara Gaja. E' Gianni; tratti particolari: apertura sul mondo, curiosità, vivacità ed entusiasmo. Credo che i quattro elementi li abbia espressi con vera partecipazione! Sono felice di questo ponte_________Terapia d'urto?! Noi iniziamo con la scrittura a fare "terapia". Di per sé ci porta nel profondo "irrisolto" (il mio ne ha di "casi polizieschi" d'archiviare:-)... Il teatro drammaterapico, con utilizzo della trance vigile - Hypnodrama -, il laboratorio, lo studio sul gesto, la voce, timbriche; viaggi esplorativi all'interno dei personaggi del testo, all'interno di noi stessi medesimi - conduce a delle consapevolezze straordinarie. Sono percorsi lunghi e faticosi. E' dura, ma ne vale la pena... Grazie di cuore a voi tutti.
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Su FB, parallelamente, è

Su FB, parallelamente, è aperto un altro forum. Baci
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Ciao Nina, un saluto. Ciao

Ciao Nina, un saluto. Ciao agli amici della libreria. Il tam tam di commenti e risposte, concetti e sconcerti provocati dalla serata di AURORALIA rende bene l'idea del bisogno di ogni essere umano di vivere l'emozione di un momento, la necessità di esplorare mondi così vicini (addirittura dentro di noi) eppure così lontani, presi come siamo a percorrere quel corridoio che è il quotidiano, senza il coraggio di aprire le porte che vi si affacciano. Ops.. Mi è scappata la parola coraggio.. Ci vuole coraggio per vincere la paura.. E' forse la paura che ci impedisce di aprire quelle porte? Se vogliamo vincerla dobbiamo avere il coraggio di viverla, non di combatterla, e se una foto, una foto che è un'opera d'arte, ci scatena tanti sentimenti, diversi per il vissuto di ognuno di noi, non sarà paragonabile alla chiave per aprire le porte lungo il viaggio? Ancora un saluto.. Gianni
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Che dire a Gianni e a Ninì?

Che dire a Gianni e a Ninì? Che la passione dei loro interventi e delle loro interpretazioni mi commuove e mi fa pensare che Auroralia sia stata - in fondo - molto di più di quanto io avrei mai immaginato. Sento, avverto, che si tratta di una sorta di cerchio che si allarga e dilaga e ciò non può non farmi piacere. Mi rende felice. Vi ringrazio. Siete nel mio cuore.
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