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Sangue del suo sangue
Nottetempo - Roma - 2011 - pp.344
Euro 16,50 - ISBN 88-74522-84-3
Collana Narrativa

Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi
Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"

Auroralia
un'antologia a cura di Gaja Cenciarelli intorno a una immagine di Jerry Uelsmann
Editrice ZONA - Arezzo - 2009 - pp.100
Euro 11 - ISBN 978-88-6438-036-0



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Inserito da Gaja il Gio, 11/06/2009 - 06:21

BIANCO E NOIR
di GAIA CONVENTI

Sono imbronciata, queste situazioni di stallo mi mettono di pessimo umore.
Temo dovrò tagliarle la testa, anche se non mi sembra la soluzione ottimale, lei ha un bel faccino. Ovviamente potrei mozzarle i piedi, i più distratti non se ne renderebbero nemmeno conto, ma anche così non mi sentirei nel giusto. La ragazza indossa scarpette deliziose, sarebbe un peccato se andassero perse. I suoi piedini completano quella figura snella che porta a spasso, con leggiadria, da poco meno di vent'anni. Lui ne ha qualcuno in più, potrebbe quindi essere sacrificabile.
Valuto e li guardo, attraverso il buco, loro si aspettano una mia mossa e sembrano piuttosto sulle spine.
Ok, mi dico, decapiterò lui, è belloccio ma nella media. Zac, via il cranio. Sarà la scelta migliore?
I due soggetti iniziano a muoversi, spazientiti, preoccupati. Capiscono che qualcosa non va per il verso giusto.
Continuo a rimanere qui impalata, valuto la situazione, le teste non posso toglierle, i piedi nemmeno, spalle e braccia sono ininfluenti.
Poi, d'improvviso, l'illuminazione, in tutta questa vicenda devo fare un passo indietro.
Un solo indispensabile passo indietro, concentrarmi sui visi e le carni di chi mi chiede quest'attimo d'immortalità.
Poco importa se segherò a metà Borso d'Este, in trono sul Volto del Cavallo.
I due giovani turisti tedeschi avranno il loro scatto ferrarese. Teste incluse.


NON MI FERMERETE
di MASSIMO MAUGERI

Credi davvero di poter comprare tutto? Lo credi davvero?
Guardami mentre ti parlo. Guardami. Cos’hai fatto di me? Che cosa ne hai fatto?
O forse dovrei chiedermi: cosa ho lasciato che tu facessi di me?
Oh, lo so. Lo so. Me lo dici sempre. Le mie domande. Le mie domande ossessive. Ti disturbano, vero? Tu hai altro a cui pensare. Un Paese da portare avanti. Un popolo intero che ti ha dato fiducia. Non lo puoi deludere.
Non li puoi deludere.
Così rimango qui. Intabarrata in questo immaginario burqa di regali, abiti firmati, servitù d’altri tempi.
Ostaggio di questa prigione lussureggiante, che esplode di verde, di statue, di spazi. Di ricca miseria.
Guardami mentre ti parlo. Guardami. Cos’hai fatto di me? Che cosa ne hai fatto?
Non penso a ciò a cui ho rinunciato per te. Non ci penso. In fondo non mi hai obbligato a farlo. Mi hai sedotta.
Mi sono lasciata sedurre. Dalle tue parole. Dal tuo sorriso. Dal tuo magnetismo. Eppure, dentro di me, lo sapevo. Lo sentivo. Devo averlo letto da qualche parte. Che gli uomini che bramano il potere non sanno amare.
Che gli uomini che detengono il potere non amano nemmeno se stessi. Il potere genera mercimonio dell’anima e dei sentimenti. L’ho sempre saputo, in fondo.
Guardami mentre ti parlo. Guardami. Cos’hai fatto di me? Che cosa ne hai fatto?
Mi affaccio alla finestra e osservo questo paradiso sintetico. Sul vetro si riflette il mio volto stanco. Vedo i miei occhi malati di frustrazione e abbandono. Tu continui a umiliarmi con le tue volgarità a buon mercato, con la tua arrogante superficialità, con le tue gaffe internazionali. Col tuo potere mediatico che compra bei volti e sorrisi bianchi. Oh, sì. Il mercimonio dell’anima e dei sentimenti non è mai finito.
Ma io dico basta. Basta.
E sai una cosa? Sono stanca di rivolgermi a un’immagine. Sono stanca di chiedere a una foto: guardami mentre ti parlo. Stanca di domandarle: cos’hai fatto di me? che cosa ne hai fatto?
Mi spoglio di te e della tua facciata. Mi rivesto della mia integrità e, nuda, spicco il volo dentro me stessa. E non saranno ostacoli gli anni spesi, né il rimorso per una vita che sfugge. Né il senso di responsabilità che mi rinfaccerai, e che tu non hai mai avuto. Per me. Per noi. Per i nostri sguardi. Per le nostre vite.
Non mi fermerete: né tu, né nessun altro.
Mi svesto del mio burqa d’oro.
Domani parlerò ai giornali.






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Fanciulla volante

I racconti sono entrambi belli e scritti bene, ma mi sembra che il primo, di Gaia Conventi, non abbia una precisa aderenza alla fotografia proposta. Quello di Massimo Maugeri, invece, risponde bene al tema dato perché la ragazza, liberandosi dal suo seduttore potente, compie un volo interno audace almeno quanto il più alto tuffo.
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delle molte vite di una foto e altro ancora

Ecco, ancora una volta la complementarietà ! Conventi-Maugeri (o Maugeri-Conventi...quale sarà l'aggettivo e quale il sostantivo ?). Il primo fa diventare un evento un fatto comune, il secondo trasforma un evento in una situazione comune. C'è uno scambio magistrale, un passarsi il testimone dell'ispirazione. Non dico del testo perchè, per entrambi, non avrei altri aggettivi che quelli positivi, dunque ormai monotoni per questa iniziativa. Vedrei bene uno scritto a quattro mani dei due autori. Forse ci stanno già pensando e questo era solo un esercizio. p.s. Gaja smettila di diffondere la tua polverina magica !
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la casualità alfabetica (ma

la casualità alfabetica (ma a questo punto è lecito pensare che il caso sia stato condizionato da forze misteriose) ha messo insieme due racconti "tosti". Quello di Gaia Conventi mi suona più "superficiale" come uno schiaffone, Massimo (conoscendolo) mi stupisce per questa cattiveria che scava come un bisturi. Belli e spietati entrambi, con una preferenza per Maugeri anche perché lì, anche io, ci "vedo" di più la foto di Uelsmann.
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santo cielo

ma davvero al meglio non c'è limite!... Due racconti superbi, il primo secco, tridimensionale, tagliente. Bravissima è poco.---- Il secondo di Massimo mi ha presa totalmente, è un exploit di segni nel segno, dice tutto e non dice, attuale e atemporale. Ma non mi stupisco, nè mi sorprendo, perchè ne ho già conosciuto ed apprezzato l'eccellente scrittura. Qui si continua ad assistere ad abbinamenti entusiasmanti. Gaja, in quale scrigno tieni la formula magica?...
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:-)

molto carini!
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Veronica!

Il Maugeri ha letto nella mente della signora Miriam Bartolini, a quanto pare! La figura nera volante è la nostra Veronica nazionale che si è liberata del nano! Amenità a parte, la prospettiva è originale e ricca di pathos. Meno aderente al tema proposto il racconto di Gaia Conventi; tuttavia originale ed incisivo, anche se un po' spiazzante (io avevo intuito, però, che non si trattava di un macello stile "Boxing Helena"; che volete, noi gatti siamo astuti). gatta susanna
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Al volo!

Perdonate l'intromissione, di solito vi leggo soltanto, commentare la roba altrui mi è difficile... come fare complimenti ai figli degli altri (avrò esagerato? avrò detto poco? la mamma penserà che erano convenevoli da buon vicinato?). Figuriamoci commentare la roba mia, per carità, la roba mia la scrivo e la scordo (come le sbronze). Volevo solo rassicurarvi che non c'è stata mancanza di attenzione alla foto, il nesso c'è ma non si vede, nel senso che mi ha ispirato il modo di fotografare, che non è il mio. Ci sono foto bellissime, che trovo noiose... e ci sono foto mosse, rubacchiate al momento, che mi riempiono il cuore. Mi diletto con fotografie "cotte e mangiate", fotoritocchi che non oltrepassano il consentito, sennò è plasticaccia!, e fotomontaggi (più sono tosti e più mi diverto, come i bambini coi lego!). Insomma, fermo restando che la foto del Maestro è splendida, non fa per me. Non è il mio modo di intendere l'arte, non mi piace il bello (strano, vero?), mi piace il reale, vissuto con le sue sfighe quotidiane, l'alito cattivo di prima mattina e i piedi gonfi alla sera. STOP, giuro, non andrò oltre. Buona giornata e un abbraccio.
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entrambi...

...interessanti, ma quello di Massimo ha quel quid in più che sta tutto nelle mie corde, con quella narrazione incalzante, che quasi soffoca per poi liberarti. Mi piace molto.
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Certa

Certa che un fulmine avesse portato via il nobile capo - siamo nel Ferrarese, giusto cielo - apprendo lieta che responsabile fu fotografo creativo. Un bel leggere.
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Buongiorno! Li ho riletti

Buongiorno! Li ho riletti due volte perchè nn riuscivo a leggerli attentamente. Il primo sinceramente l'ho trovato distante dalla foto ma ho letto il commento dell'autrice e credo questi spieghi la sua avversione per qs tipo di foto e di conseguenza l'idea del pezzo; nel secondo anche io ho trovato un riferimento a Veronica, trovo il racconto sia scritto bene e rappresenti l'onda di domande che le donne spesso fanno. Buona giornata a tutti
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Spiritosi!

Spiritosi!
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Uno scherzetto

ben scritto il primo. Il secondo è, credo, la prima cosa letteraria che leggo di Massimo... ed è geniale nella sua cattiveria e nel suo essere assolutamente verosimile. Altra accoppiata vincente. Lauraetlory
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La Bellezza.

Meno male che ho detto di non aver tempo, sarebbe stato un suicidio, qui da Gaia c'è gente che scrive sul serio, mica pennacchiotti come me, struffoli di Pasqua arrotolati col dito e cotti nel miele. Quella foto di Uelsmann - che questo nome mi ricorda un po' Uelino, il segretario di Abatantuono nello sceneggiato: "Come ti chiami?" "Emanuele, ma in Puglia storpiano tutto, Emanuele, Uele, Uelino, e poi uno zio americano mi disse "ueh,you are Uelsmann?"- mi ricorda Cettina, mia cugina, che io le dicevo: "nun te buttà Cuncè, non lo vedi che non c'è sole?" e lei spogliandosi me rispunneva: "'O sole c'è ll'ho tra le cosce, ricchiò, scetate!" e io restavo così, annuvolato, con gli occhi che volavano alla ricerca del sole, tra le cosce di Concetta, mia cugina. Meno male che non ho partecipato, sarei morto alla scoperta della bellezza del cuore nudo di quella bella milanese, che ha la mia età e gli occhi di Maugeri addosso.
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Nel primo racconto, anche se

Nel primo racconto, anche se ben scritto, non ne ho colto il senso, mentre il secondo è assolutamente perfetto sia nella scrittura sia nell'interpretazione della foto. Complimenti sinceri!
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Lo stile di Gaia

...è lo stile di Gaia, inconfondibile, foto o no. Cattiva e dispettosa, omicida capricciosa per mestiere. Chi vola è lei, sulla bontà e sul buonismo e lo fa allegramente, perché è una cinica allegra. Una cin(ci)allegra Conventi. C'è tutta Frèra, nel suo spirito, anche se mozza teste e piedi. Io non ne ho ancora avuto il coraggio, ma non è detto che non scriva ( o stia già scrivendo ) un noir. Molto più cattivo, in cui magari nulla si mozza se non speranze e/ o credenze di animi politicamente corretti, come quello del Maugeri, che interpreta Veronica. Che non "decide di morire in qualità di Signora Berlusconi", perché non credo affatto che detesti il burqa d'oro che ha tenuto addosso per un bel po', facendo anche tre figli, semplicemente teme di perderlo, allora, tempi duri anche per i troppo ricchi, mette avanti l'avvocato e conserva così non lo status di consorte ( avanti un'altra, sembra dire...) ma si muove in direzione dell'avere nero su bianco, per sé e soprattutto i suoi figli, garanzie economiche. Danè danè danè. Mica tacchi, dadi e datteri.
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E poi

il lupo perde il pelo, ma non il vizio. La Signora Bartolini ha spiazzato la prima Signora Berlusconi,e chi la fa...l'aspetti!, sapendo bene che il potere dona bellezza, simpatia e fascino anche a chi che se facesse un lavoro modesto avrebbe difficoltà a trovare più d'una donna innamorata nella sua vita, perché non è un bell'uomo. Siamo andati fuori tema. Scusatemi. Per Gaia Conventi: ammazza pure chi vuoi, ma lascia stare i monumenti. Ci soffro di più:-)))
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Mia cara Ross

Tu ben mi conosci, potevo scrivere di una foto così bella? L'avrei distrutta, avrei ammazzato tutti e fatto morire di crepacuore il fotografo. Nesso o meno, evidente o nascosto, quel che importa è aver risposto alla domanda di Gaja: "Che ti viene in mente guardando questo scatto?"... colpa mia se in questo splendido bianco e nero ci ho visto qualcosa di troppo distante dal mio mondo? :D Forse sono un po' più cinica degli altri "Auroralia boys & girls", ma mi diverto così tanto a fare salme in salmì! ;)
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Caro Massimo: ti consiglio

Caro Massimo: ti consiglio la solita formula "ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale", chè lo stuolo di agguerriti avvocati del marito rinnegato (che tutti hanno riconosciuto) di questa tua storia è proverbialmente noto. Comunque un gran bel racconto. Quanto al primo l'ho trovato molto carino, molto divertente, anche se, come molti hanno già sottolineato, aderente più "alle" foto (in genere) che "alla" foto (questa foto).
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Salme in salmì

:-D Può essere che piaccia pure a me. Forse mi ripaga della delusione di vivere in un mondo che non mi piace, perché trovo che sia sempre più povero di sentimenti di quanto vorrei. Il racconto di Maugeri è scritto benissimo e fossi la Signora avrei fatto la stessa cosa, ma forse prima e facendo molto, ma molto più casino.
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universale il primo

non eccederei troppo però in attualizzazioni contemporanee...è vero che c'è un riferimento al potere e a una sorta di padronanza dei media molto italiana, tuittavia ci ho trovato una storia di liberazione dai vincoli e dalle prigioni dorate, insomma di latitudine universale. Mi ha molto colpito il primo per il suo grande umore nero di stile surrealista...E' vero che la foto è un pretesto. Però la trovata dei due turisti tedeschi è fantastica. Qualcuno ha detto che si sente una specie di allegria mortifera o giù di lì...Ebbene anch'io ci sento una sorta di ebbrezza nichilista...Molto interessante questa singnorina che scrive cose così...
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correggo...

ehmm... volevo dire universale il secondo.
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La signorina...

La signorina dal nero umor vitreo (gli occhi sono lo specchio dell'anima) ringrazia per il "signorina" e frasi a seguire. (Quando faccio la segretaria di me stessa sono terribilmente credibile!)
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Grazie a tutti

Intanto un ringraziamento a Gaja per la splendida iniziativa. E tanti complimenti a Gaia Conventi per lo splendido racconto. Infine, sentiti ringraziamenti a tutti per le belle parole spese per questo mio breve scritto. Però ci tengo a precisare che sarebbe un errore individuare nella protagonista Veronica Berlusconi. O meglio, sarebbe troppo facile. (Del resto ho seguito le sue vicende solo di "striscio"... non conosco granché i risvolti e tutto quello che c'è dietro... né mi interessa conoscerli). Come ha scritto Cristina, l'idea era quella di rappresentare un situazione in cui "dice tutto e non dice, attuale e atemporale". Una donna che crede davvero all'amore, in rapporto a un uomo che crede solo al potere. Come ha scritto Carlo: "ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale". Grazie a tutti.
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Perfettamente d'accordo con

Perfettamente d'accordo con la lettura di Alex Cartoni. Anche perché se non fosse così tra un paio di mesi questo raccontino si potrebbe buttare. Nessuna cattiveria, dunque. È solo una microstoria:-)
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Per Massimo

le donne che credono negli uomini di potere, credono negli alimenti, diversamente non li cercherebbero. Per chi ha chiamato Signorina la Conventi, faccio la spiaccia e racconto a tutti, come RadioServa, che suo marito le ha regalato un brillocco così. Di recente. E non ha neanche un fratello da presentarmi :-)))
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Ross...

...mannaggia ai ritardi sull'Alessandria-Ferrara, avevo un fratello libero fino a qualche anno fa (non che poi l'abbia perso in qualche cassetto, si è solo sposato). Il brillocco? Eh, l'ho ricevuto perché non racconto ai giornali che mio marito passa tutte le sere con gli atleti del Rione Mota. OPS, l'ho detto! Adesso mi toccherà rendere il brillocco! :D
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Il matrimonio

non è irreversibile :-) Segnatelo :-D
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Collane e burqa

Che due delizie! Il primo è una sorpresa assoluta: non conosco di persona nessuno dei due autori ma Gaia è una "vecchia" amica di faccialibro e, lo confesso, temevo che sarebbe stata spiritosa (come è), ma: a tutti i costi. Invece lo è stata con ariosa leggerezza e un pizzico di sadismo: il suo è un gioiellino, una di quelle collane estive che le vedi e le prendi subito, perché ti mettono allegria. Vogliamo trovargli un difetto, tanto per non essere tacciate di fsvoritismi? Avrei cambiato luogo. Lo so che "Volto del Cavallo" esiste ma il nome "Volto" mette un po' di confusione. Magari poteva "segare a metà Borso d'Este in trono sulla colonna di sinistra" ed era fatta. Ecco, non si dica che non sono obiettiva :) ______________ Massimo Maugeri: apperò. Lo confesso, sono rimasta colpita. E non per il richiamo all'attualità, per quanto impossibile fosse non vederlo. No, mariti così, mostri così, sono più diffusi di quel che si creda. Credo sia stato Cortàzar a scrivere che non è il proletariato a riconoscersi ovunque bensì la borghesia, e più alta è più è uguale. Magari non tutte le mogli possono dirsi "Domani parlerò ai giornali." Magari non tutte possono dirsi "Domani farò - qualsiasi cosa" e magari non tutte lo faranno. Non cambia, però: di burqa più o meno d'oro è piena la storia di noi donne. Ciò detto, ancora una volta un racconto di un autore che scrive "io" per parlare di una "lei". Smetterò di stupirmene? Saperlo! Grazie della doppia lettura di oggi, mi sono proprio divertita. Non succede spesso. Che bello!
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Un colpo di Fiamma!

...perché colpo di fulmine non mi suonava bene. Grazie cara, qui sono la scrittrice meno scrittrice di tutti, lo so. Chiedermi di prendere qualcosa sul serio è farmi violenza, è il mio limite. Il Volto del Cavallo? Beh, adoro Ferrara, i suoi scorci, quella faccia da pirla di Borso d'Este... Insomma, sta maledetta città mi si è appiccicata addosso, non riesco a raschiarmela via e sono precisa come uno stradario! :D
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