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Inserito da Gaja il Gio, 28/05/2009 - 07:59
LA DONNA VOLANTE, dedicato ad Artemisiadi MARIO BIANCO Questa foto che mi ha consegnato stamattina con le sue belle manine sante e profumate e melliflue e mollicce la PUERCA KALTENBRUNNER Dr. sarebbe magari anche bella, potrebbe essere meravigliosa, ispirare aulici canti, voli pindarici, cazzi volanti, svenevoli commenti, invece a me sembra una vera merda. Qui lo dico, e lo ribatto, anzi lo riscrivo con ‘sta biro schifosa che mi ha dato l’aguzzino rinsceminito Maurice. Poi prendo il qui presente foglio benedetto, lo avvolgerò su di sé, a mo’ di cilindretto e lo consegnerò ai posteri cioè al buco del culo dell’enormous platano di questo cosiddetto Jardin des Plantes ove, balzelloni, aggiransi le anime radiosas y muy hermosas dei pazienti, mai definiti malati, pazienti, no: piuttosto: carissimi ospiti. Quando avrò cacciato la suddetta supposta letteraria in illo loco mi porrò in posizione sacrosanta ginocchioni e reciterò la giaculatoria mia preferita: "Extraterrestre portami via voglio una stella che sia tutta mia extraterrestre vienimi a pigliare voglio un pianeta su cui ricominciare!" Tuttavia siccome, da qualche tempo, so benissimo che se continuerò a commentare con frasi di quest’intonazione iraconda, turpe e vendicativa le foto che la PUERCA mi affibbia, smollandomi i ruffianeschi suoi complimenti vivissimi y calurosos quale scrittrice prodigio già affermata... Già: un tempo affermata, ora graditissima, ma infelicissima, iperincazzata ospite di questo orrido e caramellosissimo asylum. Non mi piango più addosso: no. Alla PUERCA, ‘sta volta, scriverò ben bene, sul foglio fine e quadrettato et intestato che a me questa foto con la donna volante pare incarni lo spirto mio guarito, consapevole y sciolto che si librerà sull’acque limpide verso orizzonti chiari, freschi e puliti. Così impara! E imparo io a scrivere quello che piace a loro, e al Gran VERMO. A me adesso soltanto interessa uscire di qui, al più presto: scriverò in calce alle foto i commenti più positivi ed ipocriti, ma plausibili, che mi sia possibile. Prima vergavo solo commenti osceni per ripicca e mi davo così martellate in capo. Se me lo dico da me, questa foto mi fa star malissimo, mi viene voglia di sotterrarmi, di cancellarmi. Di brutto mi ha buttato in faccia la figura splendida della mia amata Artemisia Gentileschi che vorrebbe, sì, volare, ma la terra la tira irrimediabilmente giù, con le sue schifose bassezze, le paludi stigie in agguato perenne per assorbirla, succhiarla nel fango più atro: l’ombra sua infatti già s’inzacchera di quella mota che ti s’appiccica addosso e non ti molla più. Così la sento, come me, che quel Gran VERMO, che alcuni dicono mio padre, la macchia, la sozzura, la violenza, la porcheria, il masso ammorbante e vischioso me l’ha mollato addosso; e ora sta lì a cincischiare di guarigioni mie prossime con la PUERCA KALTEBRUNNER Dr. che non sa, non saprà mai nulla di quel che il Gran VERMO mi fece. Lui era candido, come un giglio, quando diceva che mi faceva le sue “coccoline sante” poi, poi canticchiava sommesso: “Non esiste l'amor e' soltanto una favola inventata da te per burlarti di me-e-e Non esiste l'amor e' una storia ridicola Ma non ride il mio cuor me l'hai detto anche tu che non m'ami gia' più” FREDDO,di MONICA VIOLA Il freddo il salto l’abbraccio il freddo il salto l’abbraccio e la fatica di andarsene. Nuda perché nata; nata perché nata. Nata nuoto nuova, ogni giorno, perché devo. Vuota devo andarmene. Mi accoglierai nel tuo abbraccio quando finirà il mio sciolto in uno splash senza eco e senza amore? La tua pietà congelarmi in quell’istante dove resto sospesa nel volo; rifiuto la mia bellezza tutto quello che non c’è quello che hanno tolto rifiuto di esser vuota. Non mi accontento, per questo volo via nuda vuota. |
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