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Inserito da Gaja il Dom, 25/11/2007 - 15:12
[Il colpevole di questa sequenza di fotografie è Photo Booth, programmino integrato nell'iMac 24", che ha scatenato i miei istinti più esibizionistici]
» ![]() Foto numero 1 (sopra): Gaja perplessa davanti a una frase inglese particolarmente impenetrabile (un po' come i miei processi sinaptici). Da notare: una parte infinitesimale dei libri che infestano il mio studio, i capelli agghiacciati e le occhiaie. Nel frattempo, sono collegata a skype (cosa importantissima, perché...) ![]() Foto numero 2 (sopra):... ho appena scoperto di essere cugina di Stefano "Dada" Mazzoni. Dopo trentanove anni di vita, mi ritrovo con un cugino (maschio) in più: come se già non fossi l'unica femmina della famiglia! Stè ha citato pari pari una mia frase: "Mia nonna diceva sempre che quando si chiude una porta, si apre un portone". È ovvio, quindi, che lui e io siamo cugini, avendo la stessa nonna. La mia felicità è evidente. (immagino la sua, quando leggerà questo post!) ![]() Foto numero 3 (sopra): mentre Stefano metabolizza la notizia della nostra consanguineità, io penso al mio prossimo viaggio ad Amsterdam insieme a Giulia Tancredi (motivo: incontrare l'autore del libro che verrà pubblicato da vibrisselibri, e avviare l'editing del suo romanzo). Rifletto sul fatto che "viaggiare è sempre un po' avventuroso", frase pronunciata da un amico di Giulia, e da lei ripresa. E arrivo alla conclusione che, per lo stesso motivo per cui Stefano e io siamo cugini, anche io e Giulia lo siamo, e forse sono anche cugina dell'amico di Giulia (magari quella frase la diceva la nonna del suo amico, chissà...). ![]() Foto numero 4 (sopra): sentirmi circondata da tanti cugini mi ha, evidentemente, incoraggiato a trovare la soluzione migliore per tradurre la frase inglese che mi ha dato parecchi grattacapi nella Foto 1. Come funziona il mio cervello è cosa che non auguro nemmeno al miglior neurologo di dover spiegare. Fatto sta che i pensieri si placano e io raggiungo la pace dei sensi. (Fino alla prossima volta che mi guarderò allo specchio, o alla prossima chat con Stefano, o alla prossima traduzione particolarmente ostica o noiosa). P.S. Siete pregati di evitare banalità, del tipo: mioddio, Gaja, ma come vieni male in foto (come se l'esemplare dal vivo fosse tanto migliore)! Lo so già. E ho deciso di sfidare comunque le intemperie virtuali. |
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