Sinestetica.net - Letteratura in ogni senso
  • Home

login utente

scambia informazioni

Condividi contenuti

i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Ven, 01/01/2010 - 22:02

«Dopo sei anni di notti passate a condividere l'aria di una sola stanza con le tre sorelle, era evidente che lo spazio che Maria considerava suo non andava oltre la lunghezza del braccio. L'arrivo nella casa di Bonaria Urrai sconvolse questa geografia interiore; tra quelle mura gli spazi solo suoi erano così ampi che la bambina ci mise alcune settimane che dalle porte delle molte camere chiuse non sarebbe comparso nessuno a dire «Non toccare, questo è mio». Bonaria Urrai non fece mai l'errore di invitarla a sentirsi a casa propria, né aggiunse altre di quelle banalità che si usano per ricordare agli ospiti che in casa propria non si trovano affatto. Si limitò ad aspettare che gli spazi rimasti vuoti per anni prendessero gradualmente la forma della bambina, e quando in capo a un mese le porte delle stanze erano state tutte aperte per rimanere tali, ebbe la sensazione di non aver sbagliato a lasciar fare alla casa».

«Se avesse potuto morire così, affogando nell'acqua dei sogni, sarebbe stato meglio per tutti. Invece aprì gli occhi di colpo, annaspando monco tra le lenzuola. Gli ci volle qualche minuto per ricordarsi chi e cosa era, che riemergere da sé stessi è tanto più difficile quanto più si è profondi».

«- Zitta, non sai cosa dici. Ti sei tagliata da sola il cordone? Non ti hanno forse lavata e allattata? Non sei nata e cresciuta due volte per grazia di altri, o sei così brava che hai fatto tutto da sola?
Richiamata alla sua dipendenza con quello che le parve un colpo basso assestato con cattiveria, Maria rinunciò a replicare, mentre la voce di Bonaria si abbassava fino a diventare una litania priva di qualunque enfasi.
- Altri hanno deciso per te allora, e altri decideranno quando servirà di farlo. Non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada, Maria, e tu dovresti saperlo più di tutti».

«Cercava invando di dominare il vuoto del tradimento subito, che le sembrava sì affine alla morte, ma senza la consolazione di poter vegliare una spoglia cara, e nessuna sepoltura per dare confini di terra al pianto che la soffocava. […] Il tempo le servì tutto per farsi accabadora dei suoi ricordi, e trattare gli avvenimenti che l’avevano portata a quella decisione come persone da far salire o meno sul traghetto per il continente. Uno per uno li segnò, mentre li ricordava per dimenticarli, e quando arrivò al porto di Genova scese dalla nave sentendosi più leggera, convinta di aver lasciato sull’altra terra tutta la zavorra delle sue ferite».

«Ma intanto il presente e il passato tornavano a guardarsi come dopo un armistizio, facendole pesare sul petto la sorda gratitudine dei sopravvissuti».

Sono grata a Michela Murgia e al suo romanzo perché mi ha confermato ancora una volta che i bei libri (mi) salvano.

Le sono grata perché sto leggendo questo libro come un vero e proprio libro di testo: un romanzo da cui imparare la levità e, insieme, la potenza della scrittura. La prosa di Michela Murgia è lirica. Scene e personaggi indimenticabili, tratteggiati con poche parole. Colpi di pennello che restano indelebili nella memoria. Se mi chiedessero: «Quale libro vorresti aver scritto, ultimamente?» risponderei: «Accabadora». Tutto ciò che la Murgia ha scritto in questo romanzo è *necessario*.

Le sono grata perché mi ha confermato che la Scrittura è altro. Molto altro rispetto a quel che ci circonda ovunque: sugli scaffali delle librerie, in rete, tra le recensioni che gridano al miracolo e al capolavoro [con motivazioni fin troppo scontate ed evidenti, a volte].

Le sono grata perché la Scrittura è una cosa seria, e questo è un libro Einaudi. Il che mi fa ben sperare per il futuro.

Leggetelo, se non l'avete ancora fatto. È una luce.


»
sinestetica.net Nota legale