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Inserito da Gaja il Gio, 29/05/2008 - 15:37
[[L'autore della recensione - schivo e riservato - si nasconde dietro lo pseudonimo del grande Stig Dagerman, di cui vedete una foto qui in alto, e pubblicato in Italia da Iperborea.]
Gli interessi in comune (di Vanni Santoni, Milano, Feltrinelli, 2008, pagg. 269, 13 euro: troppo pochi) sono quelli di una sottospecie di compagnia e/o gang maschile dell'ignota provincia toscana, da metà 90's al 2005. 10 anni scanditi in 23 capitoli, la metà circa dei quali dedicati a sostanze psicotrope – che sono poi i veri interessi in comune, ben oltre le molto eventuali amicizia sesso studi e roba così. Sarebbe un Trainspotting fuori tempo massimo se il Santoni non fosse di Montevarchi e non lavorasse a Firenze. Il punto forte di questo romanzo-non-generazionale è quindi, per ragioni geografiche, una lingua scintillante, psichedelica e insieme melodiosa come un quadretto del Lorenzo Viani buonanima. Bel libretto, specie considerando che l'autore ha 30 anni e fa il giornalista. |
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