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i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Mar, 08/01/2008 - 18:55
Gianni Mura Antonio Silvadi Giovanni Choukhadarian Verte desnuda es recordar la tierra. La tierra lisa, limpia de caballos. La tierra sin un junco, forma pura cerrada al porvenir: confín de plata. Verte desnuda es comprender el ansia de la lluvia que busca débil talle, o la fiebre del mar de inmenso rostro sin encontrar la luz de su mejilla. La sangre sonará por las alcobas y vendrá con espada fulgurante, pero tú no sabrás dónde se ocultan el corazón de sapo o la violeta. Tu vientre es una lucha de raíces, tus labios son un alba sin contorno, bajo las rosas tibias de la cama los muertos gimen esperando turno. Casida della donna distesa Vederti nuda è rievocare la terra. La terra piana e priva di cavalli. La terra senza un giunco, forma pura chiusa al futuro: confine d'argento. Vederti nuda è comprendere l'ansia della pioggia che cerca fragili fianchi, o la febbre del mare dal volto immenso che non trova la luce della sua guancia. Il sangue risuonerà nelle alcove e verrà con spada di folgore, ma tu non saprai dove si celano il cuore di rospo o la violetta. Il tuo ventre è uno scontro di radici, le tue labbra un'alba senza profilo, e sotto le tiepide rose del letto gemono i morti, in attesa del loro turno. (traduzione italiana tratta dal sito: racconti e poesie)
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il

Grandissimo Garcìa Lorca. Lo si legge adesso in F. G. Lorca, "Il meglio di Garcìa Lorca", Guanda, Milano 2007. La traduzione soprariportata dalla rigogliosa Gaja è quella di Roberto Menarini (originariamente in F. G. Lorca, Poesie erotiche, ivi, 1997, poi idem, Miano, Tea, 2000). Grazie, Gaja - però ora ci vuole la meravigliosa Casada infiel, già cara al Bruno Cortona / Gàssma del Sorpasso)
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scusa

Ah, dimenticavo: yo soy Ricardo Zamora Martìnez. Me llamabàn El Divino e yo tengo el sentìdo de la collocacìon, fì'
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Zamora, el sentido de la

Zamora, el sentido de la collocacìon sarebbe il senso della marcatura? No, perché te conosco a te... Ora inserisco anche la casada infidel. Zamora, merci.
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(a grande richiesta) La casada infiel

Y yo que me la lleve al río creyendo que era mozuela, pero tenía marido. Fue la noche de Santiago y casi por compromiso. Se apagaron los faroles y se encendieron los grillos. En las últimas esquinas toque sus pechos dormidos, y se me abrieron de pronto como ramos de jacintos. El almidón de su enagua me sonaba en el oído como una pieza de seda rasgada por diez cuchillos. Sin luz de plata en sus copas los árboles han crecido y un horizonte de perros ladra muy lejos del río. Pasadas las zarzamoras, los juncos y los espinos, bajo su mata de pelo hice un hoyo sobre el limo. Yo me quité la corbata. Ella se quito el vestido. Yo, el cinturón con revólver. Ella, sus cuatro corpiños. Ni nardos ni caracolas tienen el cutis tan fino, ni los cristales con luna relumbran con ese brillo. Sus muslos se me escapaban como peces sorprendidos, la mitad llenos de lumbre, la mitad llenos de frío. Aquella noche corrí el mejor de los caminos, montado en potra de nácar sin bridas y sin estribos. No quiero decir, por hombre, las cosas que ella me dijo. La luz del entendimiento me hace ser muy comedido. Sucia de besos y arena, yo me la llevé del río. Con el aire se batían las espadas de los lirios. Me porté como quien soy. Como un gitano legítimo. Le regalé un costurero grande, de raso pajizo, y no quise enamorarme porque teniendo marido me dijo que era mozuela cuando la llevaba al río. E io me la portai al fiume credendo che fosse ragazza, invece aveva marito. Fu la notte di S. Giacomo e quasi per compromesso si spensero i lampioni e si accesero i grilli. Dopo l'ultima curva toccai i suoi seni addormentati, e mi si aprirono subito come rami di giacinti. L'amido della sua sottana mi suonava nell'orecchio, come una pezza di seta lacerata da dieci coltelli. Senza luce d'argento sulle loro cime sono cresciuti gli alberi, e un orizzonte di cani latra molto lontano dal fiume. Passati i rovi, i giunchi e gli spini, sotto la chioma dei suoi capelli feci una buca nella sabbia. Io mi levai la cravatta. Lei si levò il vestito. Io il cinturone con la pistola. Lei i suoi quattro corpetti. Né tuberose né chiocciole hanno la pelle tanto sottile, né cristalli sotto la luna risplendono con questa luce. Le sue cosce mi sfuggivano come pesci sorpresi, metà piene di fuoco, metà piene di freddo. Quella notte percorsi il migliore dei cammini, sopra una puledra di madreperla senza briglie e senza staffe. Non voglio dire, da uomo, le cose che lei mi disse. La luce della ragione mi fa essere molto discreto. Sporca di baci e sabbia, la portai via dal fiume. Con l'aria si battevano le spade dei gigli. Mi comportai da quello che sono. Come un gitano autentico. Le regalai un tavolino da lavoro grande di raso paglierino, e non volli innamorarmi perchè avendo marito mi disse che era ragazza quando la portavo al fiume (la traduzione è sempre a cura del sito "racconti e poesie")
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ehhhhhhhhh...

grazie per il bel momento di godimento poetico ^_^ Art
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Prego, si figuri. Lieti di

Prego, si figuri. Lieti di averla allietata! ^_________-
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No,sarebbe il senso della

No,sarebbe il senso della posizione,ossia la capacità di un portiere di trovarsi nel punto migliore per effettuare la parata nel modo più semplice possibile.E tu che di portieri te ne intendi dovresti saperlo.Ce l'aveva Zoff, dicono.Zamora no, non ce l'aveva,era bravo nelle uscite spericolate, e poi giocava col cappelletto...un po' ridicolo...,è diventato leggenda e allora su di lui si dice tutto.Pare che ai mondiali del 34 contro l'Italia gli abbiano quasi rotto una costola,e nella ripetizione della partita non abbia voluto giocare,per paura penso io.Era pure franchista... Rosporaul
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IO-DI-PORTIERI-NON-ME-NE-INTE

IO-DI-PORTIERI-NON-ME-NE-INTENDO! Aho, ma che te ce metti pure te, a rospo? Te possino... Sulla discussione prettamente sportiva te rimando a Zamora, te risponde lui. Ah, io nun c'entro, 'a cosi! Vojo vive tranquilla, io! Prrrrrr rospagaja
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ma non diciamo

Qualche imprecisione, sanabile con la semplice visione di filmati del tempo. Il gol del pareggio italiano nella prima semifinale con la Spagna era viziato da colossale fallo sul portiere, che prese botte per tutta la partita (peraltro violentissma e, come riportano le cronache del tempo ed, e.g., G. Brera, Storia critica del calcio italiano, Milano, 1977, male arbitrata). Zamora (yo) fu costretto a rinunciare anche perché acciaccàto e pèsto. A parte questo, si poteva non essere franchisti nella Spagna di quegli anni - e si era allora Garcìa Lorca o Jimènez o Machado o chi vuoi te. El Divino (yo) faceva il portiere, no il poeta.
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Dixit. Mai mettersi contro

Dixit. Mai mettersi contro il Divino (Lui). Tra l'altro, caro Zamora, vengo ora a conoscenza del fatto che lei sarebbe stato portiere. Io pensavo fosse un più generico "calciatore". Ora capisco molte cose, e anche il perché dei suoi sconsiderati abbinamenti tra me e tutta quelle serie di portieri. La riverisco. (pure la citazione del libro! eh, grandissimo Brera!)
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il libro?

La Storia critica sta ai libri come una giacca destrutturata di Giorgio collezione autunno inverno 1981 sta all'abbigliamento per uomo: è Bibbia, e in particolare Vangelo, annunzio della Novella. Non confondiamo le acque, please, ma grazie infinite per l'apprezzamento. Qui, nella gloriosa tia España, è noto il tuo, diremo, attaccamento per noi goalkeepers. Algo apresurado, pero con sentimiento, soy Ricardo
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QUELLO CHE HA CITATO PRIMA, di BRERA!

Senta, Ricardo mio (se mi consente di appellarla così), quando lei mi parla di critica io mi taccio e ascolto. MA QUANDO LEI SI OSTINA A METTERE IN GIRO VOCI FALSE E TENDENZIOSE RIGUARDO UNA MIA INSANA PASSIONE NEI CONFRONTI DEI PORTIERI IO MI RIBELLO A GRAN VOCE! IO SONO MONOGAMA E FIERA DI ESSERLO! apresurado che significa? pressione bassa? e vabbè, io pure so' stààààànga. ieri notte e stanotte ho dormito 3 ore! Gajarda
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Che vuoi dire?

Che al suo posto Giuliano Terraneo sarebbe stato fucilato dai repubblichini?
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ma che

Pure co' Art Telefùnke? Ma nun era che lo piantava ar piccoletto, qu' 'o 'llà pelato che po' 'nfatti fecque 'r disco co' negri arti du' metri e trènda, co' ventiguàttro de 'bbastone? Boh, non so.
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Ma nun era Garfùnke, zamo'?

Ma nun era Garfùnke, zamo'? Me sa che te ciai l'idee un po' confuse, teso'. Nun che nun te tengo in mezzo ar còre mio o stesso, eh! Sei sembre più romandico e raffinato, zamo'. Sei subblìme.
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fucilare

Tutti quelli che, non essendo né T.S. Eliot nè il di lui maggior fabbro né Giuseppe Conte, scrivon poesie dopo Eduardo Galeano. Fra questi, Giuliano Terraneo
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Proteiforme e lapidario (e

Proteiforme e lapidario (e anche un filino crudele, ve'!). A domani, sempre su questi schermi, con Eduardo Galeano.
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nòni

Ma defatti che poi, quanno che se rimèttero 'nzième, fèguero quer concerto a 'a Villa 'bBorghese de New York e po' de' video, che se nun c'avevi la televisione de Telefùnke nun li vedevi, no?
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Zamo', sìmmelodichi te io

Zamo', sìmmelodichi te io ce credo. Anche se mme pare quàrchevvòrta chetté vivi in un mondo tutto tuo, teso'. ah, no, scusa, me so' sbajata: sei Gìggetto er bujiaccaro.
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