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i miei libri



Extra Omnes
L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi

Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160
Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6
Collana "900 Storie"
diretta da Carlo D'Amicis




Il cerchio
Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190
Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5
Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Mar, 04/03/2008 - 17:53

«Sono convinto, Lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia. [...] Anche lei, Lucas, scrive un libro. Su chi, su cosa, lo ignoro. Ma scrive. Da quando era piccolo non smette di comprare fogli di carta, matite, quaderni.
Lucas dice:
- Ha ragione, Victor. Scrivere è la cosa più importante».
[pag.210]

- [...] Tanto per cominciare, che cosa scrive?
- Quello che scrivo non ha nessuna importanza.
Insiste:
- Quello che mi interessa sapere è se scrive delle cose vere o delle cose inventate.
Le rispondo che cerco di scrivere delle storie vere, ma, a un certo punto, la storia diviene insopportabile proprio per la sua verità e allora sono costretto a cambiarla. Le dico che cerco di raccontare la mia storia, ma che non ci riesco, non ne ho il coraggio, mi fa troppo male. Allora abbellisco tutto e descrivo le cose non come sono accadute, ma come avrei voluto che accadessero.
Dice:
- Sì, certe vite sono più tristi del più triste dei libri. -
Dico:
- Proprio così. Un libro, per triste che sia, non può essere triste come una vita.
[pag. 273]

Agota Kristof, Trilogia della città di K., traduzione di Armando Marchi, Virginia Ripa di Meana, Giovanni Bogliolo, Einaudi 2007.

Nei momenti più tristi e più difficili della mia vita c'è sempre stato un libro al mio fianco. I libri non mi hanno mai tradita: è come se avessero saputo ciò di cui avevo bisogno e fossero venuti loro da me. Con il carico di riflessioni che in quel determinato momento mi si addiceva. Con tutta la ricchezza e l'abbondanza di cui avevo bisogno per continuare a vivere.

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L'ho

L'ho comprato l'ho compraaaatooooooooooooooo!

Art

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e mi darai ragione! e mi

e mi darai ragione! e mi ringrazierai!

(una volta tanto! :-D)

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mi fa una certa impressione

mi fa una certa impressione questo estratto, soprattutto quanto allo scrivere e cambiare la storia...mi è tragicamente familiare. comunque: i libri non ti fanno mai sentire solo, come dice un personaggio bellissimo, il prof. anthony hopkins in "viaggio in inghilterra". leggere e scrivere non ti fanno mai sentire solo.
specie di post profetico a stretto giro di posta, gaja? mah...

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ricordo benissimo Anthony

ricordo benissimo Anthony Hopkins in quel film. Splendido.
E, in modo diverso, ricordo anche lo scrittore interpretato da Sean Connery in "Scoprendo Forrester". Tragicamente familiare, come dici tu.
Sai una cosa, Lucy? Più ci penso e più ne sono convinta: i libri vengono da me, mi si presentano a seconda del momento. È come se sapessero bene ciò di cui ho bisogno, quello che mi serve leggere per avere più forza.
E loro hanno sempre ragione.

Sì, secondo me siamo telepatiche, sì.

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È vero: non siamo noi a

È vero: non siamo noi a scegliere i libri quando li compriamo, bensì il contrario. Sembra che loro sappiano.

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esattamente quello che

esattamente quello che volevo dire io, ale.
grazie di aver capito, fratello. pare che sappiano qual è il libro giusto per il momento...
un bacio.

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finding forrester

visto l'altra sera in dvd (l'avevo visto, credo anche al cine, mi sa). è strano. e ho pensato, mi sarebbe piaciuto un amico come, un maestro come. per il primo ho pensato ad un libro. per il secondo al film. ho anche pensato un mucchio di altre cose.
tra l'altro, ieri ho scoperto che mi hanno rubato un'idea, e l'hanno realizzata. la cosa mi fa piacere. e però, ecco, un po' di delusione, che sono 5 anni che ci pensavo, e scoprire sul giornale che qualcuno l'ha fatto, sta facendo, ecco. sono rimasto un po' così. almeno, sembra sia una buona idea, no?
ok. smetto. notte.

ndrapolide

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sul serio lo hai visto

sul serio lo hai visto l'altra sera? questa è *davvero* telepatia, ndr.
a me è piaciuto, sì, anche io ho desiderato un amico come, un mentore, un maestro come. ti capisco benissimo.
e anche io ho pensato a un mucchio di altre cose. è stata una valanga di pensieri, a travolgermi, a dir la verità.
quanto all'idea rubata: in «inutile» (www.rivistainutile.it) qualche tempo fa si pensava a una "strategia comunicativa" per lanciare una nostra iniziativa. ebbene, uno dei redattori, Nando (geniale, e poco più che ventenne) ha avuto un'idea clamorosa. stavamo per metterla in atto quando «repubblica» (sì, il quotidiano) ce l'ha soffiata.
ci siamo consolati facendo i complimenti a Nando, e dicendoci che tutto sommato "great minds think alike". certo, alcune "great minds" prendono fior di soldi, altre no... ;-) e però io personalmente la considero una bella soddisfazione comunque.
secondo me, dopo il primo momento di "smarrimento", mio caro ndr, dovresti essere fiero di te stesso e continuare così. testardamente.
(non smettere: mi fa piacere chiacchierare con te).
un abbraccio.

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Gran bel film

Gaja, Scoprendo Forrester è un gran bel film. Devo averlo visto almeno 4 volte e, dovessi portarmi appresso un libro, mi porterei Dialoghi con Leucò di Pavese.

Blackjack.

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Idee rubate...

Ndr e Gaja, purtroppo l'Italia, paese che amo e perfetto per farci le ferie 2 settimane all'anno, è diventato il peggior paese del mondo per chi ha idee. Sembra non valgano più nulla e, se la racconti a qualcuno, il minimo che possa capitare è che te la freghi; magari modificandola un po'.

I giovani italiani, tutti, dovrebbero emigrare in massa e lasciare qui, a marcire in santa pace, tutti i vecchi malsani che gestiscono e appestano questo paese. Lo so, sembra sia di cattivo umore, e invece sono contentissimo. La mia è solo una constatazione e capisco la delusione di chi vale e non riesce a trovare spazio.

Blackjack.

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Pivello

Basta avere un padre che compra qualsiasi puttanata che vanti il marchio Einaudi (che in certe occasioni ha pubblicato certe troiate [*]), per ritrovarselo in casa.
Basta aspettare che suddetto padre tiri la cinghia per poterlo vantare come proprio.
Pivello.
MS

[*] Ovviamente tra le cagate einaudiane degli ultimi anni sono esclusi d'ufficio tutti i libri tradotti dalla Chiarissima, Bellissima e Sexyssima Cenciarelli Gaja, già Playmate Giugno 1988.

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a matteo, a tutti i giovani scittori: e ai vecchi

At vos interea venite in ignem
Pleni ruris et inficetiarum
Annales Volusii, cacata charta!
C. Valerii Catulli, Carmen XXXVII

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ahahah!!!

anch'io ho letto su Repubblica che, ahahah!!! e sì che son contento, per me sarebbe rimasto giusto un piccolo sogno su cui tornare ogni tanto, ora spero di poterlo andare a vedere, almeno. sono curioso :)
anche a me fa piacere chiacchierare con te.
(su www.believermag.com c'è un saggio dal titolo "On the road", secondo me è carino, dagli un'occhiata;)
ciaz.

Scoprendo Forrester, sì. C'è un altro film carino, si chiama Wonder Boys, con Michael Douglas, Robert Downey jr, Tobey Maguire, Katie Holmes (sì, ho riguardato gli attori che tutti non me li ricordavo), tratto da un romanzo di Chabon, mi pare ispirato alla storia di Chuck Kinder...credo, non sono sicuro. Comunque il film è muy carino. E niente. bah.

ndr

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Eh, io se dovessi scegliere

Eh, io se dovessi scegliere un libro, UNO SOLO, sarei fortemente in imbarazzo.
Ora come ora non saprei che rispondere, perché di libri cardine nella mia vita ce ne sono stati tanti. Ma forse porterei con me "Il racconto dell'Ancella" di Margaret Atwood.
Baci, Black!

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Ma sai cosa? Io credo che

Ma sai cosa? Io credo che nel nostro caso non si sia trattato di una soffiata, ma solo di una SPORCA coincidenza, che meno opportuna non poteva essere!
Quanto all'Italia: qui anche le persone di una certa età, brave, talentuose, con esperienza, sono destinate a sentirsi eterne apprendiste.
È aberrante.
Si parla di meritocrazia, ma nessuno fa niente per metterla in atto.

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@Ndr: ah, quindi Repubblica

@Ndr: ah, quindi Repubblica ha fatto l'abbonamento a queste cose? :))) Non ci posso credereeee (Come diceva Aldo, di Aldo Giovanni e Giacomo):-D Pazzesco. Sai una cosa? Me lo sentivo che si trattava dello stesso giornale!
Grazie per la segnalazione del saggio, lo leggo senz'altro.
E anche per la citazione di un film che non conoscevo. Ora mi hai incuriosito. Dovrò salire a dorso di mulo! ;-)))*

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@MS: tiri la cinghia? ehm,

@MS: tiri la cinghia? ehm, dalle nostri parti "tiri la cinghia" significa "fare economia", quindi non mangiare troppo, quindi ritrovarsi con la cintura più stretta... ma credo di aver capito cosa volessi dire tu. Non era la cinghia quella che doveva essere tirata, purtroppo...

Dunque, visto che ce l'hai già, leggilo. ne vale davvero la pena.

[*] la trilogia non è una cagata einaudiana, Einaudi l'ha ristampata acquistando i diritti, mi pare, da Guanda. E nel 1988 non potevo essere Playmate, perché ero un CESSO inguardabile! (non che ora...)

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@Lucy: questa donna dà un

@Lucy: questa donna dà un tocco di genio ovunque si posino le sue parole.
ah, cacata charta!
e i vecchi? i vecchi?
i vecchi sulle panchine dei giardiniiiiiiiiiiii...

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Ops

Tiri le strasse, volevo dire, cioè tirar le cuoia.
In ogni caso per «cagate einaudiane» non includevo questo, che prima o poi leggerò (non è finito nei libri "epurati" l'altro giorno).
Il pivello, tra l'altro, era riferito a un certo ginecologo eugubino; m'ero scordato di specificarlo.
Ah comunque, è vero, non era il 1988 ma il 1990. Me lo ricordo. Avevo 8 anni e ho comprato il mio primo «Playboy»! :)
MS

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credo

che matthew abbia rimosso le cuoia trasferendole ad un oggetto di cuoio, la cinghia. ma credo che, con molto affetto, si possa perdonargli il lapsus e anche la sua solita esibita brutalità. sta proprio incazzzeto il bimbo.
matt: a quando uno spritz dalle mie-nostre parti tu gajetta art ed io? ghe xe un posto che sicuramente ti conossi...

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Infatti, infatti. Avevo

Infatti, infatti. Avevo compreso bene, allora, che l'espressione cui ti riferivi era l'altra.
Non è proprio vezzosissima - se mi permetti, MS - riferita a un padre, anzi, fa venire un po' di brividini... ma tant'è... se va bene a te, chi sono io per impedirti di usarla?

ah, il pivello era il Coso. Ora ho capito.
Volevo aggiungere che evidentemente hai il gusto dell'orrido: perché nel 1990, come giustamente ricordavi tu, quando sono stata Playmate, la rivista Playboy aveva creato una rubrica a parte: "Orrori nel mondo". Ecco, ero io la ragazza-copertina di quella rubrica!

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eh, io non so quando potrò

eh, io non so quando potrò esserci... andate avanti voi, intanto, mia tesora.

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Di modi di dire

Non so, per parte mia non è terribile dire «tirar le strasse» (o come diceva il mio prof di filosofia al liceo, «tirare i remi in barca»). È peggio leggersi un modulo della banca e trovare: «Descrivere il decorso della malattia che ha condotto all'exitus». Exitus?? (O qualche altra cazzata in latino, qualcosa di comunque straniante.) Da alienati.

Esibita brutalità? Non c'ho mai pensato. È che cerco di evitare il più possibile il linguaggio artefatto, come parlo e come scrivo. Quindi quel che mi viene mi viene - parolacce comprese.
In ogni caso se rompo i co... pardon: se disturbo ditelo! ^____^

Spritz: ma te dove stai???
MS

PS: Io non vedo Gaja da ottobre. Sto in astinenza. Come posso non vedere almeno una volta ogni due mesi miss «Agosto 1974»???

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Non disturbi affatto. È che

Non disturbi affatto. È che la sensibilità di ciascuno di noi verso certe espressioni varia. Ci sono alcune parole che io non riesco a pronunciare senza star male (e qualcuno di voi sa bene a cosa mi riferisco). E quindi mi ha fatto un po' sobbalzare la tua frase. D'altronde, non è semplice pensare che un figlio si esprima così nei riguardi della morte del proprio padre. Più che semplice direi che non è usuale, e magari non tutti riescono a rimanere indifferenti... A volte l'uso di un linguaggio "alternativo" sembra piuttosto un'ostentazione o un pugno nello stomaco... Ma non mi disturbi per niente: devi essere te stesso, e qui nessuno rimprovera nessun altro. La mia era solo un'osservazione riguardo a come questa tua espressione sia arrivata a me (che sono notoriamente ipersensibile all'argomento "morte"...purtroppo).

PS: Forse volevi dire «Miss 30 Febbraio 3457»?

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matteo!

matteo! quella di rilevare la tua brutalità è un gioco, e stacci! vero è che tu alle parole magiche da caserma ricorri spesso, e io mi diverto un sacco a fare la virtuosa: cosa che non sono affatto! quanto all'espressione relativa alla morte, ecco, quella ammetto che mi ha fatto rabbrividire e l'ho già giustificata più sopra.
mentre, seriamente, per quanto riguarda i linguaggi artefatti...bè credo che artifici possano risiedere ovunque. anche, se non SOPRATTUTTO, in charles bukowski.

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Uh, sante parole. Bukowski!

Uh, sante parole. Bukowski! Uh! SOPRATTUTTO, sì. Hai ragione, Lulù!

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Febbraio 3457

LO COMPRO!!!! PRENOTATEMELO!!!!!!!
MS

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^_________________________^

^_________________________^ Arìvacce vivi!

ma soprattutto: arìvacce, al trenta febbraio!

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Ma che te soridi??

Vojo vedere quanto soridi quanno poi vedo er pagginone centralo co' Ggaja tutta gnuda e boiente!
MS

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Ma io sorìdo perché er

Ma io sorìdo perché er trenta febbraro nun ariverà MAI e POI MAI! tiè!
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Tiè, becchéte 'sto sorìso!

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prima o poi

Prima o poi, si, dovrò leggerlo. L'ho preso subito dopo il suo breve...La vendetta. Grande scrittura (http://cletus1.blog.dada.net/categorie/14588)

greetings from the (little) hell

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grande, clè: ricordavo di

grande, clè: ricordavo di aver letto la tua rece!
leggilo, mi ringrazierai. sto diffondendo il virus della "Trilogia" a chiunque, e chiunque ne è risucchiato!

i tuoi saluti sono un *capolavoro*
:-D

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