Sinestetica.net - Letteratura in ogni senso
  • Home

login utente

scambia informazioni

Condividi contenuti

i miei libri


Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

Il cerchio Edizioni Empirìa - Roma - 2003 - pp.190 Euro 12 - ISBN 88-87450-31-5 Collana "Le Felci"

luoghi dell'anima

Irlanda



Nuova Zelanda

compagni di viaggio

Margot



Moby Dick

 
Inserito da Gaja il Mer, 30/07/2008 - 07:44

«I will not serve that in which I no longer believe,
whether it calls itself my home, my fatherland or my church:
and I will try to express myself in some mode of life or art
as freely as I can and as wholly as I can,
using for my defence the only arms I allow myself to use, silence, exile, and cunning».

«Non servirò quello in cui non credo più,
che sia la famiglia, la patria o la religione:
e cercherò di esprimere me stesso con la vita o in qualche forma d'arte
il più liberamente e il più compiutamente possibile,
usando a mia difesa le sole armi che mi concedo di usare,
il silenzio, l'esilio, e l'intelligenza».

James Joyce, A Portrait of the Artist as a Young Man

»

Ah...

..hai deciso di partire per l'esilio? ^_________^
»

In un certo senso...

In un certo senso... ^_____________^
Tranquillo, non ti priverò mai della mia presenza. Purtroppo per te! :P
»

ehi, voi due!

vi mancano troppi PARTICOLARI urtimamende! vabbè che so' scarica, ma nun ce sto più a capi' GNAAAAAAANTE.
»

Lulù, no no, a me non

Lulù, no no, a me non mancano. Vorrei poterti riassumere in breve il mio pensiero, ma meglio di James non potrei farlo. Diciamo che sto scremando. E non farò più niente in cui non credo e non parlerò, né perderò più il mio tempo con persone che non sono mie amiche ma che credono di esserlo (perché io sono stata troppo disponibile). non è nemmeno colpa loro, questo potere gliel'ho dato io. ma sono sempre in tempo a riprendermelo.;))
»

Certe manifestazioni

di nobiltà mi commuovono. Dico: sì, è vero. A volte il contesto è talmente indegno che vivere è una prova di forza! Esilio, intelligenza e silenzio! Poi comincio a riflettere ( purtroppo). L'esilio. E andò vado ? Qui bene o male quattro soldi li porto a casa intorno al 27 e in esilio? Vado a fare la lavapiatti dove han la lavastoviglie? Mica ho protettori esteri importanti, io. Chi latita può. Io non posso. Silenzio e intelligenza. Ecco: esprimerò quello. Mi metto in posa ( di tre quarti) e poi fisso un punto imprecisato dell'orizzonte con profonda intelligenza. Oh, senza parlare è dura sembrare intelligenti. Parlando ogni dubbio si dissolve in merito all'intelligenza, è vero, sorvoliamo. Poi scriverò, che se devo stare in silenzio di tre quarti a dimostrare al mondo quanto sono sdegnata e intelligente dopo un po' ( molto poco po') tutti m'ignorano. Scriverò in silenzio, di tre quarti, ma non in esilio, che non so dove andare dove sia garantito pranzo e cena. Scriverò. "Era una notte buia e tempestosa e flaviablog stava intelligentemente in silenzio..."
»

Flavia, io ho preso molto

Flavia, io ho preso molto seriamente la citazione di Joyce, altrimenti non l'avrei postata. Il contesto da cui l'ho estrapolata non è precisamente quello in cui mi trovo io. Ma mi si addice alla grande. Non credo sia il caso di tutti, naturalmente. Ciascuno di noi ha reazioni diverse, esigenze diverse. Io ho scelto di tacere con chi non ho voglia di parlare, ho scelto di stare con le persone con cui voglio stare, e per stare con loro sono disposta a fare chilometri, e quando non posso preferisco stare da sola. Ti correggo: io non chiamerei il brano di "Ritratto dell'artista da giovane" una manifestazione di nobiltà. Joyce parlava dell'immobilismo irlandese ai suoi tempi. Del "papismo" dell'Irlanda in cui non credeva e a cui si ribellava (per l'appunto a modo suo). In un certo senso anche per me la situazione è la stessa, ed è la stessa cosa qui in Italia. Lui ha creato dei capolavori, io non riuscirò a fare nulla di nemmeno lontanamente paragonabile. Ma voglio essere fedele a me stessa, e amica di me stessa, prima di tutto, e queste frasi mi sono parse efficacissime, l'ideale per me.
»

E' un discorso serio

Il vero esilio si vive in casa propria, quando è lo scollamento dal contesto. Quando l'ambiente che ci dovrebbe esser culla ci allontana. E' l'emarginazione dell'animo. So bene di che parli. Si è intimamente stranieri in patria. Si sceglie il silenzio che fa scivolar via tra la gente e rifugiarsi dove si capisce e si è compresi. Il silenzio dignitoso e protettivo, che diviene modulazione di pensiero e voce al momento opportuno. Amici di sé stessi lo si diventa nell'estrema difesa della propria integrità. Io ho voltato la carta dell'ironia. Ci sono giornate in cui non sopporto ciò che mi circonda e soprattutto non mi ci riconosco. Non trovo mie battaglie altrui e trovo in un angolo i cocci rotti di ciò che desideravo si realizzasse. Cosa comune a molti. Temo che comunicare il disagio sia spesso inutile se non dannoso ed a volte scelgo di glissare, di fuggire, di svanire in un sorriso senza gatto. Poi, di botto, essendo passionale, getto a sproposito la rabbia contenuta. L'esilio non mi è possibile, il silenzio mi costa, l'intelligenza non è che una ferita aperta se non è saggezza ( o perlomeno furbizia, di cui sono sprovvista).
»

Joyce andò veramente in

Joyce andò veramente in esilio a Parigi. Torno sempre a lui perché è da lui che sono partita. È chiaro che *nessuno* di noi può tacere sempre e comunque, o andarsene a fare l'eremita. Ma ciò che è sotteso alle parole di Joyce - il silenzio consapevole, l'allontanamento da ciò che non condividiamo, sia esso figurato o fisico, l'utilizzo del cervello e del ragionamento per affrontare la vita - mi appartiene profondamente e, quando è il caso e con chiunque sia il caso, cerco di metterlo in pratica.
»

il silenzio

Sono molto d'accordo con il commento di Flavia. Certamente poco saggia (nemmeno furba ma questo mi interessa meno). Pratico il silenzio intelligente solo se non sono ferita, altrimenti il mio è un silenzio di chiusura, un blocco, un nascondimento e una fuga. Parlare è segno di fiducia, in sè e nell'altro. Bella quest'immagine del silenzio ferita aperta. Tuttavia, finchè siamo vivi, possiamo cambiare, ed è proprio quello che sto imparando a fare.
»

Cambiare è cosa buona e

Cambiare è cosa buona e giusta se se ne sente il bisogno, come sta accadendo a me. Il silenzio, quando lo si sceglie, è sempre intelligente: lo è nella misura in cui serve alla persona. Sia che serva per fuggire, per nascondersi o per riflettere, o per qualsiasi altro motivo che non sia strettamente legato a qualcosa di "triste", se si decide di stare in silenzio (quando, come e con chi spetta alla persona stabilirlo), lo si fa perché in quel momento ci sembra la cosa più giusta e sana per noi. 
 
»

Silenzi letterari

C'è un personaggio letterario che certamente conosci: Eveline di Dubliners. Ecco. il suo silenzio, non è sdegnoso. E' solo triste. E' un personaggio paralizzato, silenzioso e fermo nell'incertezza. nell'incapacità di cambiare e di fidarsi. Il silenzio può essere un un segno di sfiducia, anche in sè. C'è poi il silenzio, spesso maschile, ma non solo. Vabbè, mi sa che dovrai fare un post sul silenzio e poi uno sulla parola. A questo proposito, a proposito della parola che salva, mi viene in mente tra l'altro il film di Almodovar: Parla con lei. Bellissimo. Ho pianto di commozione. Scusa per la confusione.
»

io non sono silenziosa:

io non sono silenziosa: tutt'altro. copro il silenzio che c'è in me con tutta l'estroversione possibile così non lo sto ad ascoltare e mi occupo d'altro che di me stessa. la mia è una chiacchiera idiota: i miei geni sono stati buttati alla rinfusa e così si è ottenuto silenzio intelligente (tutto da verificare) dentro, chiacchiera sciocchina fuori. in esilio ci sono da sempre, anzi: più passa il tempo e più ho la netta sensazione che prima o poi mi spunteranno le antennine verdi. non mi ritrovo in niente di quello che accade su questo pianeta, sono sempre fuori misura e combino pasticci. i miei mi sopportano appena forse perché ho imparato a procacciare cibo e a tenere la tana abbastanza confortevole. per il resto non so fare niente e non mi amo nemmeno. non ho tempo comunque per pensarci. ammiro gaja infinitamente e qualche altra persona. forse mi ricordano "casa".
»

silenzio,

Gaja,, questo argomento del silenzio e della parola è interessante. In generale possiamo affermare che la parola è femminile e il silenzio è maschile. Capita che un uomo taccia per viltà e che voglia ridurre la donna al silenzio schiacciando mute sul telecomando. Per non tacere (appunto) dei dialoghi che si intrecciano nella nostra mente. Ecco, una cosa bella è il silenzio nella testa. La calma. Il silenzio e la parola di Dio: una parola hai detto e due ne ho udite. Fantastico. Che fatica comunicare.
»

Certi silenzi femminili

sono profondi ed animati di compassione, nel senso più bello del termine. Il silenzio sarà maschile, la parola femminile, ma i silenzi più attivi e di conforto li ho sperimentati dalle e con le donne donne, o mi son trovata a volte a praticarli io stessa. Quando si è al cospetto del bisogno ad esempio, o della sofferenza che ha necessità di fatti e non parole, allora le donne solitamente tacciono ( e fanno), quando gli uomini cominciano a parlare ( e sono incapaci di fare).
»

@Lettrice: ti prego, non

@Lettrice: ti prego, non scusarti. Mi hai dato dei suggerimenti splendidi, anche io mi sono commossa guardando "Parla con lei". E poi hai nominato "Dubliners": e mi hai riportato alla mente il silenzio della protagonista femminile di "The Dead". Farò un post su questo, sì. Ma per ora ho in mente di pubblicare due o al massimo altri tre pezzi, poi rimanderò tutto a settembre. grazie di cuore.
»

@Donna: c'è stato un

@Donna: c'è stato un periodo in cui il canone letterario era composto quasi esclusivamente da uomini e a loro era riservato il diritto di parola. Anche ora fatichiamo a essere considerate scrittrici, poetesse, giornaliste con la stessa dignità degli uomini. 
Sono d'accordo con te quando citi la parola di Dio.
E quando dici che è faticoso comunicare. Lo è. Immensamente. E si fatica a comunicare cose importanti così tanto che spesso ci si lascia trascinare da quelle più futili che ci tolgono tempo ed energie. 
io penso che il silenzio sia giusto se è una scelta consapevole. ecco, non parlerei di silenzio intelligente, quanto di silenzio "utile" alla persona che decide di servirsene. (è una fatica comunicare, quindi prendi i miei ragionamenti contorti con la dovuta pazienza...) e grazie mille.
»

@Lulù: ma la tua è una

@Lulù: ma la tua è una confusione creativa, e non dire di no. Io pensavo che anche la mia lo fosse, e invece non era così. Il mio era solo un caos, una divagazione che mi faceva perdere di vista i miei obiettivi. grazie per l'ammirazione, ma sapessi quanti difetti ho, tesora mia. ;))) (comincio ad andar fiera anche di quelli, però...;)))
»

@Flavia: stupende parole.

@Flavia: stupende parole. Sono d'accordissimo tanto da non aver altro d'aggiungere. Quindi... taccio. ;))) grazie!
»

non ho avuto molto tempo per leggere

arrivo ora e ricomincio daccapo... leggendo gaja delle tue "scremature" mi fai pensare a quanti propositi del genere io abbia fatto, a partire dalla lista amici del blog, per esempio, fino ad altri generi di rapporti. Perchè anch'io quando a disponibilità non scherzo. Penso che essere disponibili sia una forza, che vien spesso travisata. Ed allora cerco di cambiare, mi dico di cambiare, voglio cambiare, ma poi sono sempre lì, non riesco ad essere diversa. Come una dieta, praticamente. tiptop
»

tip! anch'io sempre diete

tip! anch'io sempre diete rimandate e partiti presi lasciati. io mi odio per questo. e non sopporto che chi invece passa nella vita con egoismo e superficialità alla fine sta benissimo. siamo solo noi che ci affanniamo a trovare un senso, un significato più alto, i "valori", le amicizie vere e bla bla a volere fortissimamente a volere queste cose attribuendo loro un'importanza che forse non possono neanche avere. chi stabilisce cosa conta davvero? la nostra coscienza? il fatto di sentirsi in armonia con se stessi? sì: ma a quale prezzo? al prezzo di passare dalla fase in cui tutti ti sfruttano a quella in cui ti stufi di farti sfruttare, in cui raddrizzi le spalle, butti la testa all'indietro e dici il tuo menefrego? quanto dura? il fatto stesso di dover periodicamente provvedere a rettificare resetare aggiustare i tuoi parametri le tue priorità la dice lunga sul fatto che se appartieni a questa razza di idealisti nuncècheffà. gli altri sono superficiali appunto perché tirano innanz e non si fanno problemi a prendere prendere prendere. ma come vivono meglio! e piantiamola di raccontarci che "non è vero, sai, che vivono meglio!". no no: la sporca razza degli egoisti dei superficiali dei prendotuttoenondonienteincambio esiste e prospera. come un parassita. e, attenzione, a rigore sono parassiti anche le orchidee. e qui mi direte che le violette ascose fra l'erbetta c'hanno profumo e l'orchidee no. seh: ma le violette vengono abbondantemente calpestate. e le orchidee si vendono a prezzi elevati. sto un po' nera: si sente?
»

@Tip: bellissimo il tuo

@Tip: bellissimo il tuo paragone con le diete.

@Lulù: si sente, ma non sei sola, ricordatelo. E non sei LA sola a essere nera, nemmeno.:*
»

oggi

sono nera anch'io... più che nera svuotata. nonostante sia arrivato il nipotino (ovviamente vedi foto sul blog, tanto per non ripetermi mai)
»

Ma no tip! Dai che passa. Ho

Ma no tip! Dai che passa. Ho visto il nipotino: è MERAVIGLIOSO! che nome gli hanno messo? Un bacione, e ancora auguri (te li ho già fatti di là!):*
»

luca

ora è a casa, sono andata a prenderli... ero curiosa dei gatti, ma non hanno ancora detto niente, il cane segugio del giura Doug ha l'aria di chiedersi sì ma quando se ne va? tiptop ps passare passa,passa sempre, sono momenti, per fortuna ho imparato che sono solo momenti.
»

Hai anche un segugio?

Hai anche un segugio? Immagino la sua faccia! ahahahahahah!!! E pensa se si scatenano i gatti! :-DDD Sarei curiosa di vedere Doug. Non conosco i segugi del Giura. va d'accordo con i mici?

MI correggo: ho fatto or ora una ricerca su internet e ho visto i segugi del Giura che sono BELLISSIMI! mi piacciono un sacco i segugi!

p.s. sì, è vero, sono momenti. alcuni sono momenti di svolta e sono anche importanti. Bisogna saperli apprezzare, in un certo senso. un bacione! 
»

dunque...

a parte il vicendevole controllo di ciotole, si sopportano. Il cane evita i mici, la micia si fa bella e si struscia contro di lui, che assume un'aria smarrita, forse si chiede come farà quando esce ai giardinetti e ci perde la faccia con i suoi amici cani, se sa di gatto. I due maschi micio e segugio rivaleggiano per me (almeno loro), ed il micio protende cauto lo zampino quando ha le sue orecchie a portata. tiptop ps quanto ai momenti, ci sono due livelli... una vita piena che non cambierei con nessun'altra, e momenti di tristezza per un qualcosa che a questa vita comunque manca.
»
sinestetica.net Nota legale