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Extra Omnes L'infinita scomparsa di Emanuela Orlandi Editrice ZONA - Arezzo - 2006 - pp.160 Euro 15 - ISBN 88-89702-17-6 Collana "900 Storie" diretta da Carlo D'Amicis

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Inserito da Gaja il Mar, 17/06/2008 - 19:28

Per questo post devo ringraziare Andrea, che stamattina ha commentato il pezzo in cui annunciavo la scomparsa Maria Strofa. Andrea ha nominato Enzo Baldoni e la ferita che è sempre stata lì, e che credevo cicatrizzata, ha ripreso a sanguinare. La carne è viva e pulsa. Personalmente non dimenticherò mai Enzo Baldoni, rapito il 21 agosto 2004 e ucciso - nella maniera più efferata e crudele che si possa immaginare - 48 ore dopo. Non dimenticherò le parole che sono state spese per insultarlo, per sminuire la portata e l'importanza del suo impegno. Non dimenticherò mai da chi sono state pronunciate (Vittorio Feltri e Renato Farina - detto "Betulla", sopra tutti. Più in basso potete leggere alcune delle espressioni di solidarietà che scrissero all'epoca), e per non dimenticare ho anche dedicato a Enzo Baldoni una parte del romanzo che ho appena finito di scrivere (la cui protagonista è Margherita: la solita Margherita di cui parlo spesso anche qui sul blog). 
Enzo Baldoni era un creativo, ed era un essere umano.
La sua - e quella della sua famiglia - sono tragedie dimenticate.
Non ha avuto nemmeno una medaglia al valor civile, però il Festival Internazionale del Giornalismo ha istituito un premio che porta il suo nome. Un premio destinato a giornalisti veri, a chi realmente sceglie di fare informazione.  

«Garantiamo, nel nostro piccolo, ai suoi rapitori islamici: tifa per voi, per la resistenza irachena. Non è musulmano, è milanese; non aderisce ad Al Qaeda, per carità, ma in fondo giustifica chi spara ai marines. Li conosciamo i documenti antimperialisti dove si solidarizza con “le ragioni economiche, politiche, morali che spingono gli oppressi del mondo a combattere con le armi contro l'America e i suoi servi sciocchi, ad esempio Berlusconi”. Baldoni era di tale fatta. Lo ribadiamo volentieri, Signori dai lunghi coltelli: è del tipo di occidentale che piace a voi: antiamericano. Confidiamo basti.

«Resta la possibilità di una truffa abominevole. A favore di tale ipotesi sta la serenità di Baldoni: su Al Jazeera pare sorridere come in un filmino familiare. Quasi che dopo il rapimento, gli avessero assegnato la parte da recitare: sappiamo che sei un bravo pacifista, poi ti liberiamo, e spieghiamo al mondo che se tutti gli italiani fossero come te, il vostro Paese potrebbe dormire sonni tranquilli.


«Ed è davvero il colmo che un antiberlusconiano come Baldoni sia ritenuto servo di Berlusconi. Per i fondamentalisti se un infedele va in Iraq, può essere persino collaboratore di "Diario" e di "Linus", amico di Che Guevara, ma resta uno cui Berlusconi doveva impedire di andar lì. Un po' grottesco, quasi che non sapessero la libertà che c'è in Italia. Troppo finto per essere vero. E in palese contrasto con la consapevolezza ideologica da no global all'amatriciana, che inzuppa il comunicato.»

Chiunque volesse fare un tuffo nell'universo di Enzo Baldoni dovrebbe necessariamente visitare Le balene

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